Vai al contenuto

Fever (Kylie Minogue)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fever
album in studio
ArtistaKylie Minogue
Pubblicazione1º ottobre 2001
Durata45:27
Dischi1
Tracce12
GenereDisco[1][2][3]
Dance pop[1][3]
EtichettaParlophone, EMI
ProduttoreCathy Dennis, Steve Anderson, Rob Davis, Paul Statham, Mark Pichiotti, Pascal Gabriel, Tom Nichols, Julian Gallagher, Tommy D
RegistrazioneGennaio - agosto 2001
Certificazioni
Dischi d'oroArgentina (bandiera) Argentina[4]
(vendite: 20 000+)
Belgio (bandiera) Belgio[5]
(vendite: 25 000+)
Danimarca (bandiera) Danimarca[6]
(vendite: 25 000+)
Grecia (bandiera) Grecia[7]
(vendite: 15 000+)
Hong Kong (bandiera) Hong Kong[8]
(vendite: 10 000+)
Paesi Bassi (bandiera) Paesi Bassi[9]
(vendite: 40 000+)
Polonia (bandiera) Polonia[10]
(vendite: 50 000+)
Dischi di platinoAustralia (bandiera) Australia (7)[11]
(vendite: 490 000+)
Austria (bandiera) Austria[12]
(vendite: 40 000+)
Canada (bandiera) Canada (2)[13]
(vendite: 200 000+)
Europa (bandiera) Europa (3)[14]
(vendite: 3 000 000+)[[Categoria:Album certificati disco di platino Template:AggNaz/EU Template:AggNaz/EU]]
Francia (bandiera) Francia[15]
(vendite: 300 000+)
Germania (bandiera) Germania[16]
(vendite: 300 000+)
Nuova Zelanda (bandiera) Nuova Zelanda (2)[17]
(vendite: 30 000+)
Regno Unito (bandiera) Regno Unito (5)[18]
(vendite: 1 725 000+)
Spagna (bandiera) Spagna[19]
(vendite: 100 000+)
Stati Uniti (bandiera) Stati Uniti[20]
(vendite: 1 500 000+)
Sudafrica (bandiera) Sudafrica[21]
(vendite: 50 000+)
Svezia (bandiera) Svezia[22]
(vendite: 80 000+)
Svizzera (bandiera) Svizzera (2)[23]
(vendite: 80 000+)
Ungheria (bandiera) Ungheria[24]
(vendite: 25 000+)
Dischi di diamanteRussia (bandiera) Russia[25]
(vendite: 200 000+)
Kylie Minogue - cronologia
Album precedente
(2000)
Album successivo
(2003)
Singoli
  1. Can't Get You Out of My Head
    Pubblicato: 8 settembre 2001
  2. In Your Eyes
    Pubblicato: 21 gennaio 2002
  3. Love at First Sight
    Pubblicato: 10 giugno 2002
  4. Come into My World
    Pubblicato: 2 novembre 2002

Fever è l'ottavo album della cantante australiana Kylie Minogue, pubblicato il 1º ottobre 2001 da Parlophone. Kylie Minogue collaborò con autori e produttori come Cathy Dennis, Rob Davis, Richard Stannard, Julian Gallagher, TommyD, Tom Nichols e Pascal Gabriel per realizzare un album di dance pop e nu-disco con influenze disco ed Europop. L’album include anche elementi di synth pop e club music.

Alla sua uscita, Fever ricevette ampi consensi dalla critica, che ne lodò la produzione e l’impatto commerciale. Negli anni successivi è stato spesso considerato il miglior album della carriera di Minogue da testate come NME.

Dal punto di vista commerciale ottenne un enorme successo internazionale, raggiungendo la prima posizione in Australia, Austria, Germania, Irlanda, Russia e nel Regno Unito. Negli Stati Uniti arrivò al terzo posto nella Billboard 200, diventando l’album più venduto della cantante nel paese, e venne certificato disco di platino dalla RIAA. Fu inoltre certificato sette volte platino dalla ARIA e cinque volte platino dalla BPI.

Ai Brit Awards del 2002 vinse nella categoria International Album.

Fever ha venduto fino ad ora circa 12 milioni di copie, risultando l'album di maggiore successo della Minogue, nonché quello che l'ha confermata a livello mondiale. Il suo successo fu trainato dalla hit mondiale Can't Get You Out of My Head, rimasta per settimane in vetta alle classifiche di moltissimi paesi del mondo, Italia compresa, da In Your Eyes, che segue il successo del predecessore, da Love at First Sight che ricevette la nomination per "Miglior Brano Dance" ai Grammy Awards 2003 e da Come into My World che vinse l'anno successivo il sopracitato premio.

Antefatti e produzione

[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998 Kylie Minogue fu esclusa dalla sua etichetta Deconstruction Records a causa del modesto rendimento commerciale del suo sesto album in studio, Impossible Princess. Successivamente firmò un contratto con la Parlophone e pubblicò il suo settimo album, Light Years.[26]

Ispirato alla disco e all'Europop, l’album ottenne un notevole successo di critica e pubblico, venendo certificato quattro volte platino in Australia (oltre 280.000 copie vendute) e platino nel Regno Unito (oltre 300.000 copie).

Il singolo principale, Spinning Around, fu un grande successo commerciale: ottenne la certificazione di platino in Australia (70.000 copie) e d’argento nel Regno Unito (200.000 copie).[27] Minogue promosse l’album con il tour On a Night Like This Tour (ove cantava, tra l’altro, l'allora inedita Can't Get You Out of My Head).

Subito dopo, l’artista iniziò a lavorare al suo ottavo album in studio, Fever. In questo progetto collaborò con vari autori e produttori, tra cui la cantautrice britannica Cathy Dennis (coautrice di due brani), Rob Davis (coproduttore e coautore di tre brani) e il duo Richard Stannard e Julian Gallagher (coproduttori e coautori di cinque tracce: Love at First Sight, In Your Eyes, Love Affair, Boy e Rendezvous at Sunset).

Sulla scia di Light Years, Fever è un album di dance pop e nu-disco con influenze di adult contemporary e club music. Le registrazioni si svolsero in diversi studi internazionali, tra cui i Windmill Lane Studios di Dublino, gli Hutch Studios di Chicago, gli Olympic Studios di Londra e gli Stella Studios.[28]

Per promuovere il disco, la cantante si imbarcò nel colossale tour KylieFever2002.

Fever è principalmente un album di dance pop, con elementi evidenti di disco anni ’70 e Europop. Jacqueline Hodges di BBC Music ha scritto che l’album non è “puro pop”, ma caratterizzato da un suono più avventuroso e orientato alla danza. Il critico di NME, Alex Needham, ha individuato un “effetto disco filtrato”, descritto come “come se si andasse sott’acqua per poi riemergere estaticamente”, presente in diverse tracce. In seguito, Jaelani Turner-Williams di Stereogum ha classificato l’album come nu-disco. Secondo Needham, Fever rappresenta un aggiornamento della “disco frizzante” di Light Years.[29]

Tracce come l’apertura More More More e la chiusura Burning Up mostrano chiaramente l’influenza disco dell’album: la prima è un brano uptempo con una linea di basso “funky”, mentre la seconda è stata descritta come una “slow burn” disco. Elementi di teen pop compaiono in brani come Love at First Sight, che inizia con un’introduzione di pianoforte elettrico, e nell’“aggressiva” Give It to Me.

Il singolo principale, Can’t Get You Out of My Head, è un brano dance e disco midtempo con sonorità “robotiche”[30]. Molti critici hanno notato somiglianze tra alcune tracce dell’album, in particolare Come into My World, e il singolo principale. La traccia omonima e Dancefloor mostrano rispettivamente influenze di synth pop e club music, mentre In Your Eyes contiene richiami a disco e musica techno. Elementi di musica ambient emergono nella traccia “atmosferica” Fragile.

L’interpretazione vocale di Minogue varia dal tono “sensuale” di More More More al tono “dolce” di Your Love, quest’ultima accompagnata da chitarra acustica. Jason Thompson di PopMatters ha osservato che Minogue “sa esprimersi attraverso melodie irresistibili e un’emotività seducente”, come nella traccia omonima, in cui si utilizzano “respiri suggestivi”. A differenza dei precedenti album in studio, Fever non contiene ballate.[31]

I testi dell’album trattano principalmente temi di amore e divertimento. Thompson ha descritto l’album come “tutto incentrato sul ballare, fare sesso e divertirsi”. In Love at First Sight, Minogue racconta di essersi innamorata a “prima vista” e delle conseguenze positive di questo sentimento. Can’t Get You Out of My Head è definita un “mistero”, poiché la cantante non specifica mai chi sia l’oggetto del desiderio. Secondo Lynskey Dorian del The Guardian, Minogue potrebbe riferirsi a un partner, a un’avventura di una notte o a qualcuno che non sa della sua esistenza.[32]

La produzione di Give It to Me contrasta con il testo: Minogue invita il partner a “rallentare”, ma il ritmo “spinge il corpo a muoversi ancora di più sulla pista da ballo”. I testi di Fragile sono semplici e mirano direttamente al cuore dell’ascoltatore. Come into My World è un “invito all’amore”, mentre Dancefloor affronta la fine di una relazione, celebrata da Minogue attraverso il ballo e la musica.

Il caro amico e stylist di Kylie Minogue, William Baker, collaborò con il graphic designer Tony Hung per ideare il concept della copertina, ispirato all’elettro-minimalismo, che creò un logo minimale ed elettronico dalle linee spezzate e sviluppò un marchio “K” che ispirò successivamente il design del palco del tour KylieFever2002. Il simbolo fu concepito come un “timbro”, a conferma del fatto che l’artista fosse ormai diventata un marchio immediatamente riconoscibile.[33]

La copertina, fotografata da Vincent Peters e ispirata a quella di Island Life di Grace Jones (1985), mostra Minogue “legata a un cavo del microfono, letteralmente vincolata alla sua arte”, indossando un body bianco creato da Fee Doran sotto l’etichetta Mrs Jones, e scarpe di Manolo Blahnik.[34] Nel libro retrospettivo sulla moda Kylie / Fashion (2012), Minogue commentò il tema dell’album: “L’intera campagna era così forte, sicura, ice cool. Lo styling di Willie era incredibile e la fotografia di Peters ha realizzato una seconda copertina eccezionale con lui.”

Per la versione statunitense dell’album fu realizzata una nuova copertina, con un primo piano di Minogue che morde un bracciale. Questa copertina fu utilizzata anche come una delle due copertine del CD singolo del secondo singolo dell’album, In Your Eyes.[35]

Pubblicazione

[modifica | modifica wikitesto]

Fever fu pubblicato da Parlophone il 1º ottobre 2001 in Australia, nel Regno Unito e in altri paesi europei. Negli Stati Uniti l’album uscì il 26 febbraio 2002 per Capitol Records ed è stato il primo album di Minogue pubblicto nel paese dai tempi di Enjoy Yourself (1989), segnando il suo ritorno negli USA dopo quasi 13 anni di assenza.[36]

Il 19 novembre 2002 fu pubblicata una edizione speciale dell’album, contenente il brano inedito Whenever You Feel Like It.[37]

Can't Get You Out of My Head fu pubblicato come singolo principale dell’album il 8 settembre 2001[38]. Il brano ricevette consensi dalla critica musicale, che ne lodò il ritmo e la capacità di far ballare. Dal punto di vista commerciale, il singolo ottenne un enorme successo, raggiungendo la vetta delle classifiche in tutti i paesi europei (eccetto la Finlandia) e in Australia. Negli Stati Uniti fu pubblicato il 18 febbraio 2002 e raggiunse la settima posizione nella Billboard Hot 100, diventando il singolo di maggiore successo della cantante nella regione dai tempi di The Locomotion[39]. Il brano fu certificato triplo platino in Australia (210.000 copie), platino nel Regno Unito (600.000 copie) e oro negli Stati Uniti (500.000 copie). Il video musicale, diretto da Dawn Shadforth, mostra Minogue e numerosi ballerini esibirsi in scenografie futuristiche.

In Your Eyes fu pubblicato come secondo singolo il 21 gennaio 2002, sebbene in Europa la pubblicazione fosse stata posticipata al 18 febbraio a causa del successo di Can't Get You Out of My Head. Il brano ricevette recensioni generalmente positive ed è stato lodato per le sue influenze house. Raggiunse la vetta della classifica australiana dei singoli e ottenne buoni risultati internazionali, entrando nella top ten in paesi come Italia[40], Finlandia, Svizzera e Regno Unito. Il singolo fu certificato oro in Australia (35.000 copie) e d’argento nel Regno Unito (200.000 copie). Il video, sempre diretto da Shadforth, mostra Minogue esibirsi in una coreografia in una stanza illuminata da luci al neon.[41]

Love at First Sight fu pubblicato come terzo singolo il 3 giugno 2002. Ottenne recensioni positive, soprattutto per la produzione, e un buon successo commerciale, entrando nella top ten in paesi come Australia, Danimarca, Italia, Nuova Zelanda e Regno Unito. La versione remixata da Ruff and Jam fu pubblicata negli Stati Uniti, raggiungendo il 23º posto nella Billboard Hot 100. Il singolo fu certificato oro in Australia (35.000 copie) e in Nuova Zelanda (7.500 copie). Il video, diretto da Johan Renck, mostra Minogue danzare in un ambiente futuristico con pantaloni cargo e ombretto verde acqua.[42] Il brano fu successivamente candidato al Grammy Award per la categoria Best Dance Recording nel 2003.

Come into My World fu pubblicato come quarto e ultimo singolo il 4 novembre 2002. La versione del singolo fu leggermente remixata con nuove parti vocali nei versi e nel ritornello. Il brano ricevette critiche positive, apprezzandone i testi, e raggiunse la top ten in Australia, in Belgio (regione francofona Vallonia) e nel Regno Unito. Negli Stati Uniti arrivò al 91º posto nella Billboard Hot 100 e fu certificato oro in Australia (35.000 copie). Il video, diretto da Michel Gondry, mostra Minogue mentre passeggia per una strada affollata di Parigi, e ogni volta che completa un giro, appare un suo duplicato in uno dei negozi; alla fine del video sono presenti quattro Minogue. Il brano vinse successivamente il Grammy Award per Best Dance Recording durante la cerimonia del 2004.[43]

Promozione internazionale

[modifica | modifica wikitesto]

Per promuovere il disco, Kylie si esibì in diverse trasmissioni televisive internazionali, rilasciando interviste e esibendosi dal vivo con i singoli estratti dall'album. La prima esibizione live del singolo Can't Get You Out of My Head (una volta pubblicato ufficialmente) avvenne l'8 settembre 2001 durante la finale del Festivalbar 2001 all'Arena di Verona[44]. La cantante ripropose il brano in Italia nelle trasmissioni Quelli che il calcio, Torno sabato e durante i Dance Awards di Radio Deejay[45].
In Regno Unito la cantante realizzò lo speciale televisivo An Audience with Kylie, in cui si esibì con alcuni brani tratti da Fever e altri successi del passato. Sempre in Regno Unito, prese parte a programmi come Top of the Pops, CD:UK e The Pepsi Chart Show e si esibì ai BRIT Awards 2002 con il remix Can’t Get Blue Monday Out of My Head.
La cantante cantò il brano poi in trasmissioni in Francia, Germania, Spagna, Svezia e Paesi Bassi.
Nel febbraio 2002 intraprese la promozione di In Your Eyes, esibendosi, tra i vari, a Top of the Pops, ai Danish Music Awards di Copenaghen, ai World Music Award di Monte Carlo e al Festival di Sanremo 2002 in Italia.
Iniziò quindi la promozione del disco in Messico nel marzo 2002 e approdò negli USA con la partecipazione al Saturday Night Live il 16 marzo 2002[46]. La promozione americana non era inizialmente prevista ma, come rivelato nel documentario Feel The Fever[47], subentrò necessariamente visto l'inaspettato successo del disco oltreoceano. La cantante tornò negli States prima nel luglio 2002 per la promozione di Love at First Sight e poi ancora nel dicembre 2002 per partecipare alla serie di concerti promozionali natalizi Jingle Ball di Radio Kiss FM.[48]
La promozione di Come into My World cominciò infine a fine ottobre 2002, con performance in Regno Unito, Germania e Francia[49].

La tournée KylieFever2002

[modifica | modifica wikitesto]

Kylie Minogue lanciò il tour KylieFever2002 per promuovere l’album Fever. Il concerto era suddiviso in sette atti e comprendeva le tracce dell’album Can't Get You Out of My Head, Come into My World, Fever, In Your Eyes, Love at First Sight e Burning Up. Per le esibizioni, Minogue indossava abiti succinti e aderenti, spesso un bikini argentato scintillante con gonna e stivali coordinati. I costumi furono creati dalla casa di moda italiana Dolce & Gabbana e l’artista effettuò un totale di otto cambi d’abito durante il tour.[50]

L'esibizione del 4 maggio 2002 all’Manchester Arena fu filmata e inclusa nel DVD dal vivo del tour, intitolato KylieFever2002: Live in Manchester, pubblicato il 18 novembre 2002. Il DVD fu certificato platino in Canada (10.000 copie)[51], oro in Germania (25.000 copie) e doppio platino nel Regno Unito (100.000 copie).

Fever ricevette in generale recensioni favorevoli da parte dei critici musicali. Su Metacritic, che assegna un punteggio normalizzato su 100 alle recensioni della critica specializzata, l’album ottenne una media di 68 basata su 15 recensioni, indicativa di “recensioni generalmente favorevoli”. Jason Thompson di PopMatters pubblicò una recensione estremamente positiva, elogiando l’ideazione e la produzione del disco: lo definì “un album perfetto di splendida musica dance” e sostenne che “probabilmente non uscirà un album migliore di questo per tutto l’anno”[52]. Chris True di AllMusic espresse a sua volta un giudizio molto positivo e apprezzò la semplicità delle sonorità disco e dance-pop del lavoro, affermando che “non c’è una sola traccia debole, né una sola ballata sdolcinata fuori posto capace di rovinare il groove”.[53] Alex Needham di NME recensì l’album in modo positivo e osservò che, pur mancando di profondità, risultava “effervescente come un pediluvio”, aggiungendo che lungo tutto il disco Kylie Minogue “mostra ai nuovi arrivati come si fanno le cose”. Dominique Leone di Pitchfork espresse un giudizio favorevole e lodò la composizione semplice e “confortevole”, definendolo “un suono maturo da parte di un’artista matura, che potrebbe davvero ristabilire Minogue per la generazione di VH1”.[54]

Alexis Petridis di The Guardian elogiò la natura commerciale dell’album e scrisse che si trattava di “un album pop maturo solo nel senso che è pensato per una serata alcolica tra ragazze piuttosto che per una festa scolastica”. Jacqueline Hodges apprezzò la coerenza del disco e ne lodò il potenziale commerciale, prevedendo che l’album “venderà a secchiate”. Jim Farber di Entertainment Weekly definì il lavoro “il miglior successo retro-dance da piacere colpevole dai tempi di Blue degli Eiffel 65”, pur ritenendo che Minogue “sfrutti fino all’esaurimento la formula di Can't Get You Out of My Head all’interno dell’album”[55]. Michael Hubbard di musicOMH apprezzò il carattere divertente del disco e affermò che “se vuoi qualcosa da ascoltare guidando, da ballare, da mettere a una festa in casa o per tirare su il morale ai tuoi colleghi di lavoro, Fever fa per te”. Sal Cinquemani di Slant Magazine pubblicò invece una recensione negativa, criticando le vocalità di Minogue, giudicate “dolorosamente precise”, e la monotonia dell’album.[56]

Riconoscimenti

[modifica | modifica wikitesto]

L’album Fever valse a Kylie Minogue numerosi riconoscimenti e candidature a premi. Durante la cerimonia degli ARIA Music Awards del 2002, il disco vinse i premi come Best Pop Release e Highest Selling Album, oltre a ricevere una candidatura come Album of the Year. Nella stessa occasione, il singolo Can't Get You Out of My Head si aggiudicò i premi per Single of the Year e Highest Selling Single, mentre a Minogue fu conferito l'Outstanding Achievement Award[57].

Agli Brit Awards del 2002, Fever ottenne il riconoscimento come Best International Album, e Minogue fu candidata nelle categorie Best International Female Solo Artist e Best Pop Act, vincendo la prima. Nella stessa annata, agli MTV Europe Music Awards il disco ricevette una candidatura come Best Album, mentre Minogue fu candidata come Best Female Act, Best Dance Act e Best Pop Act, conquistando i due ultimi riconoscimenti[58].

Minogue ricevette la sua prima candidatura ai Grammy Awards nel 2003, quando Love at First Sight fu nominata nella categoria Best Dance Recording, pur perdendo contro Days Go By del gruppo britannico Dirty Vegas. L’anno successivo, nel 2004, ottenne finalmente la vittoria nello stesso premio con Come into My World, diventando la prima artista australiana a vincere un Grammy dal 1982, anno in cui la rock band australiana Men at Work aveva conquistato il titolo di Best New Artist. Questo segnò anche il primo Grammy Award della carriera di Minogue[59].

Nel 2015, Fever fu inserito al 34º posto nella lista di Vice intitolata The 99 Greatest Dance Albums of All Time. Nel dicembre 2021, Rolling Stone Australia lo collocò al 10º posto nella classifica 200 Greatest Albums of All Time[60].

Successo commerciale

[modifica | modifica wikitesto]

Nel paese natale di Kylie Minogue, l’Australia, Fever entrò direttamente al primo posto della classifica australiana degli album nella settimana del 21 ottobre 2001 e rimase complessivamente per cinque settimane in quella posizione. In questo territorio l’album ottenne una certificazione di sette dischi di platino dalla Australian Recording Industry Association per spedizioni pari a 490.000 copie. Il successo del disco in Australia fu tale che comparve tra i dieci album più venduti del paese sia nel 2001 sia nel 2002, classificandosi rispettivamente alla posizione cinque e alla posizione quattro. Inoltre divenne l’album dance più venduto nel paese sia nel 2001 sia nel 2002.[61]

Nel Regno Unito Fever debuttò al primo posto della UK Albums Chart nella settimana del 13 ottobre 2001 con vendite pari a 139.000 copie, restando complessivamente due settimane in vetta. L’album trascorse 20 settimane nella top ten e oltre 50 settimane nella top 40 della classifica. In questo territorio il disco venne certificato cinque volte platino dalla British Phonographic Industry per spedizioni di 1.500.000 unità. In occasione del ventesimo anniversario dell’album, nell’ottobre 2021, Fever rientrò nella UK Albums Chart alla posizione 23, il suo piazzamento più alto dalla classifica dell’agosto 2002.[61][62]

L’album ottenne risultati simili anche in altri paesi. In Austria entrò direttamente al primo posto della classifica austriaca degli album e vi rimase complessivamente per 29 settimane; qui ottenne la certificazione di disco di platino dalla International Federation of the Phonographic Industry per vendite di 15.000 copie. In Danimarca debuttò e raggiunse il picco alla posizione quattro della classifica danese degli album, rimanendovi una settimana, e ricevette la certificazione di disco d’oro dalla stessa organizzazione. In Francia entrò nella classifica francese degli album alla posizione 51 e raggiunse il picco alla posizione 21, dove rimase complessivamente tre settimane; qui venne certificato disco di platino dal Syndicat National de l'Édition Phonographique per vendite di 100.000 copie. In Germania raggiunse il primo posto della classifica tedesca degli album per due settimane e ottenne la certificazione di disco di platino dal Bundesverband Musikindustrie per spedizioni di 200.000 unità.[63]

In Irlanda il disco entrò nella Irish Albums Chart alla posizione due e raggiunse in seguito il primo posto, dove rimase per una settimana. In Nuova Zelanda debuttò e raggiunse il picco alla posizione tre della classifica neozelandese degli album, restando una settimana in quella posizione; qui venne certificato doppio disco di platino dalla Recording Industry Association of New Zealand per spedizioni di 30.000 copie. In Svizzera entrò nella classifica svizzera degli album alla posizione 12 e raggiunse il picco alla posizione tre, dove rimase una settimana; nel paese il disco venne certificato doppio platino dalla International Federation of the Phonographic Industry per vendite di 40.000 copie.[64]

Negli Stati Uniti d'America l’album vendette 115.000 copie nella prima settimana e debuttò alla posizione tre della Billboard 200, diventando fino a quel momento l’album di Minogue con il piazzamento più alto nel paese. In questo mercato ricevette la certificazione di disco di platino dalla Recording Industry Association of America per spedizioni di 1.000.000 di unità. In Canada il disco raggiunse la posizione 10 della Canadian Albums Chart e rimase due settimane in quella posizione, ottenendo la certificazione di doppio disco di platino da Music Canada per spedizioni di 200.000 copie. Secondo la International Federation of the Phonographic Industry, Fever risultò il trentesimo album più venduto al mondo nel 2002. Nel complesso il disco superò i 6 milioni di copie vendute a livello globale, diventando l’album più venduto della carriera di Minogue.[65]

Fever venne considerato un esempio significativo delle continue “reinvenzioni” artistiche di Kylie Minogue. L’immagine adottata dalla cantante in questo periodo venne descritta da Sophie Baker come “elegante, minimalista e postmoderna”, e fu interpretata come un passo avanti rispetto al tono “intriso di camp” di Light Years. Larissa Dubecki del quotidiano The Age utilizzò l’espressione “diva della nu-disco” per descrivere Minogue in questa fase della sua carriera. Andy Battaglia di The A.V. Club osservò che l’immagine pubblica della cantante e la sua presenza nei video musicali “la presentavano come una musa meccanica, i cui gesti scattavano e si incastravano perfettamente come il suono di una chiusura sottovuoto”. Aggiunse inoltre che “il suo cinguettio igienico evocava una sorta di anima cyborg dal fascino glaciale, mentre i suoi video la mostravano scivolare attraverso paesaggi futuristici eleganti, assaporando il gusto agrodolce di un bacio techno”.[66]

Adrien Begrand di PopMatters ritenne che la semplicità dell’album lo rendesse “un lavoro raffinato” e osservò che l’esperienza di Minogue e la scelta dei collaboratori portarono “la Minogue trentenne a mettere in ombra la musica senz’anima e priva di cervello di giovani star pop americane come Britney Spears e Christina Aguilera”[67]. Robbie Daw di Idolator sottolineò che la registrazione da parte di Spears del successo Toxic, l’album di ritorno di Madonna Confessions on a Dance Floor, il debutto musicale di Paris Hilton con Paris e il cambiamento delle stazioni radiofoniche verso sonorità “più orientate al groove” avvennero tutti dopo l’uscita di Fever, pur precisando che “non abbiamo modo di sapere se Fever sia stato direttamente responsabile di questi fenomeni pop”[68]. Nick Levine di NME classificò Fever come il miglior album della carriera di Minogue, sottolineando “la sicurezza disinvolta del progetto e la sua solidità complessiva”.[69]

Chris True di AllMusic, nella sua biografia dedicata alla cantante, commentò che la pubblicazione dell’album e del singolo principale Can't Get You Out of My Head consolidò la posizione di Minogue come icona musicale internazionale, affermando: “Il suo posto nella storia della musica pop si consolidò nel 2001, e venne reintrodotta anche in America dopo oltre un decennio”. Il singolo raggiunse il primo posto nelle classifiche di 40 paesi e vendette più di sei milioni di copie nel mondo, diventando il singolo più venduto della carriera di Minogue e uno dei singoli più venduti di tutti i tempi[70]. Il brano è noto per essere stato il più grande e significativo successo commerciale della cantante negli Stati Uniti d'America, un mercato nel quale in precedenza aveva ottenuto risultati limitati. La canzone viene inoltre considerata il suo brano simbolo. Grazie all’enorme impatto commerciale del singolo, anche l’album ottenne un successo simile negli Stati Uniti e fece ottenere a Minogue la sua unica certificazione di disco di platino in quel mercato.[71]

  1. More More More – 4:42 (Tommy D, Liz Winstanley)
  2. Love at First Sight – 3:59 (Kylie Minogue, Richard Stannard, Julian Gallagher, Ash Howes, Martin Harrington)
  3. Can't Get You Out of My Head – 3:51 (Cathy Dennis, Rob Davis)
  4. Fever – 3:31 (Greg Fitzgerald, Tom Nichols)
  5. Give It to Me – 2:50 (Kylie Minogue, Mark Picchiotti, Steve Anderson)
  6. Fragile – 3:46 (Kylie Minogue, Rob Davis)
  7. Come into My World[72] – 4:31 (Cathy Dennis, Rob Davis)
  8. In Your Eyes – 3:20 (Kylie Minogue, Richard Stannard, Julian Gallagher, Ash Howes)
  9. Dancefloor – 3:25 (Kylie Minogue, Cathy Dennis, Steve Anderson)
  10. Love Affair – 3:49 (Kylie Minogue, Richard Stannard, Julian Gallagher)
  11. Your Love – 3:49 (Kylie Minogue, Pascal Gabriel, Paul Statham)
  12. Burning Up – 3:59 (Greg Fitzgerald, Tom Nichols)
Bonus track per l'Australia
  1. Tightrope – 4:27 (Kylie Minogue, Pascal Gabriel, Paul Steinberg)
Bonus track per il Giappone
  1. Good Like That – 3:33 (Joe Belmaati, Mich Hansen, Kara DioGuardi)
  2. Baby – 3:49 (Lars Aass, Botolf Loedemel, Liz Winstanley)
  3. Burning Up – 3:59 (Greg Fitzgerald, Tom Nichols)
Bonus track per gli Stati Uniti
  1. Boy – 3:47 (Kylie Minogue, Richard Stannard, Julian Gallagher)
  2. Butterfly – 4:09 (Kylie Minogue, Steve Anderson) – originariamente facente parte dell'album Light Years

Fever Special Edition (2002)

[modifica | modifica wikitesto]
CD2
  1. Can't Get Blue Monday out of My Head – 4:03 (Cathy Dennis, Rob Davis, Bernard Sumner, Gillian Gilbert, Peter Hook, Stephen Morris)
  2. Love at First Sight (The Scumfrog's Beauty & the Beast Vocal Edit) – 4:28 (Kylie Minogue, Richard Stannard, Julian Gallagher, Ash Howes, Martin Harrington)
  3. Can't Get You Out of My Head (Deluxe's Dirty Dub) – 6:52 (Cathy Dennis, Rob Davis)
  4. In Your Eyes (Roger Sanchez Release the Dub Mix) – 7:18 (Kylie Minogue, Richard Stannard, Julian Gallagher, Ash Howes)
  5. Love at First Sight (Ruff & Jam US Radio Mix) – 3:49 (Kylie Minogue, Richard Stannard, Julian Gallagher, Ash Howes, Martin Harrington)
  6. Come Into My World (Fischerspooner Mix) – 4:20 (Cathy Dennis, Rob Davis)
  7. Whenever You Feel Like It – 4:05 (Kylie Minogue, Billy Steinberg, Rick Nowels)
Bonus track per il Giappone
  1. Tightrope – 4:29 (Kylie Minogue, Pascal Gabriel, Paul Steinberg)
  2. Can't Get You Out of My Head (K&M's Mindprint Mix) – 6:35 (Cathy Dennis, Rob Davis)
  3. In Your Eyes (Jean Jacques Smoothie Mix) – 6:21 (Kylie Minogue, Richard Stannard, Julian Gallagher, Ash Howes)

Fever (XXV Anniversary Edition) (2026)

[modifica | modifica wikitesto]
CD2
  1. Can't Get Blue Monday out of My Head – 4:03
  2. Boy – 3:47
  3. Rendevous at Sunset – 3:23
  4. Tightrope – 4:27
  5. Good Like That – 3:35
  6. Never Spoken – 3:18
  7. Harmony – 4:15
  8. Baby – 3:48
  9. In Your Eyes (Roger Sanchez Release the Dub Mix) – 7:18
  10. Love at First Sight (Twin Master Plan Mix) – 5:55
  11. Come Into My World (Fischerspooner Mix) – 4:20

Lista tracce bonus, b-side, demo e rarità

[modifica | modifica wikitesto]
  1. Tightrope — bonus track in Australia e Giappone e b-side di In Your Eyes. Inclusa nella ristampa per i venticinque anni di Fever del 2026.
  2. Good Like That — bonus track in Giappone e b-side di In Your Eyes. Inclusa nella ristampa per i venticinque anni di Fever del 2026.
  3. Baby — bonus track in Giappone e b-side di Love at First Sight. Inclusa nella ristampa per i venticinque anni di Fever del 2026.
  4. Boy — bonus track negli Stati Uniti e b-side di Can't Get You Out of My Head. Inclusa nella ristampa per i venticinque anni di Fever del 2026.
  5. Rendevous at Sunset — b-side di Can't Get You Out of My Head. Inclusa nella ristampa per i venticinque anni di Fever del 2026.
  6. Whenever You Feel Like It — inclusa nel secondo CD dell'edizione speciale di Fever del 2002. Precedentemente venne pubblicata nella colonna sonora del film Scooby-Doo, pur non apparendo nel film.
  7. Harmony — b-side in Australia di In Your Eyes. Inclusa nella ristampa per i venticinque anni di Fever del 2026.
  8. Never Spoken — b-side in Australia di In Your Eyes. Inclusa nella ristampa per i venticinque anni di Fever del 2026.
  9. Alone Again — brano scritto da Madonna, sarebbe dovuto uscire come doppio lato A insieme a Come into My World. Il brano, trapelato online, non fu mai pubblicato ufficialmente ma comparve nella colonna sonora del documentario White Diamond: A Personal Portrait of Kylie Minogue.
  10. When I Lost You — ceduta a Sarah Whatmore[73]
  11. Feels so Good — ceduta alle Atomic Kitten. I cori di Kylie Minogue sono presenti nella versione del brano pubblicata.
  12. Brighter Day
  13. Heavenly
  14. How Do You Like Your Love?
  15. No Better
  16. Oh No
  17. Something Isn't Right

Classifiche internazionali

[modifica | modifica wikitesto]
Paese Posizione
Australia[74] 1
Argentina[75] 10
Austria[76] 1
Belgio[77] 14
Brasile[77] 1
Bulgaria[75] 6
Canada[78] 10
Cile[75] 4
Danimarca[77] 4
Europa[79] 1
Finlandia[75] 20
Francia[75] 21
Germania[80] 1
Grecia[77] 1
Hong Kong[77] 1
Ungheria[77] 1
Indonesia[77] 1
Irlanda[77] 1
Italia[77] 6
Israele[75] 1
Giappone[81] 1
Malaysia[77] 1
Messico[77] 3
Paesi Bassi[82] 7
Norvegia[77] 4
Nuova Zelanda[83] 3[84]
Filippine[77] 1
Polonia[77] 10
Portogallo[75] 4
Repubblica Ceca[75] 13
Russia[77] 1
Slovenia[75] 1
Sud Africa[77] 1
Sud Korea[77] 1
Spagna[77] 9
Svezia[85] 10
Svizzera[86] 3
Taiwan[77] 1
Thailandia[77] 1
Turchia[77] 1
U.K.[87] 1
U.S.A.[88] 3
Venezuela[75] 10

Classifiche di fine anno

[modifica | modifica wikitesto]
  1. 1 2 (EN) Chris True, Fever, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 21 gennaio 2018.
  2. ↑ (EN) Jason Thompson, Kylie Minogue: Fever, su popmatters.com, PopMatters, 25 febbraio 2002. URL consultato il 21 gennaio 2018.
  3. 1 2 Kylie Minogue: La principessa impossibile, su Ondarock. URL consultato il 29 giugno 2022.
  4. ↑ CAPIF - Representando a la Industria Argentina de la Música, su capif.org.ar (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2011).
  5. ↑ (NL) GOUD EN PLATINA - albums 2001, su Ultratop. URL consultato il 23 novembre 2022.
  6. ↑ (DA) Album Top-40 - Uge 2 - 2002, su hitlisten.nu, Hitlisterne.NU. URL consultato il 28 marzo 2023.
  7. ↑ Ελληνικό Chart, su ifpi.gr (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2002).
  8. ↑ https://web.archive.org/web/20120702224830/http://www.ifpihk.org/www_1/go22e.php
  9. ↑ (NL) Goud & Platina, su nvpi.nl, Nederlandse Vereniging van Producenten en Importeurs van beeld- en geluidsdragers. URL consultato il 14 dicembre 2022 (archiviato dall'url originale il 23 agosto 2018).
  10. ↑ ZPAV :: Bestsellery i wyróżnienia - Wyróżnienia - Złote płyty CD - Archiwum, su bestsellery.zpav.pl (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
  11. ↑ https://www.aria.com.au/pages/aria-charts-accreditations-albums-2002.htm
  12. ↑ (DE) Kylie Minogue - Fever – Gold & Platin, su IFPI Austria. URL consultato il 6 aprile 2023.
  13. ↑ musiccanada.com, https://musiccanada.com/gold-platinum/?_gp_search=%22Fever%22%20%22Kylie+Minogue%22.
  14. ↑ IFPI Platinum Europe Awards - 2003, su ifpi.org (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2013).
  15. ↑ Copia archiviata, su snepmusique.com. URL consultato il 12 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 22 novembre 2015).
  16. ↑ (DE) Kylie Minogue – Fever – Gold-/Platin-Datenbank, su Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 20 dicembre 2022.
  17. ↑ http://rianz.org.nz/rianz/oldchart.asp?chartNum=1341&chartKind=A[collegamento interrotto]
  18. ↑ Certified Awards, su bpi.co.uk.
  19. ↑ https://www.mediafire.com/?7q55521w7go6vh6
  20. ↑ RIAA - Gold & Platinum Searchable Database - October 27, 2015[collegamento interrotto]
  21. ↑ Copia archiviata, su mi2n.com. URL consultato il 12 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2015).
  22. ↑ https://web.archive.org/web/20110616145405/http://www.ifpi.se/wp/wp-content/uploads/ar-20021.pdf
  23. ↑ swisscharts.com, http://www.swisscharts.com/search_certifications.asp?search=Kylie+Minogue+Fever.
  24. ↑ (HU) Arany- és platinalemezek › Adatbázis - 2002, su Hivatalos magyar slágerlisták, Magyar Hangfelvétel-kiadók Szövetsége. URL consultato il 2 aprile 2021.
  25. ↑ Кайли Миноуг стала обладательницей бриллиантового диска в России - Афиша Mail.Ru, su afisha.mail.ru.
  26. ↑ (EN) Kylie Minogue Songs, Albums, Reviews, Bio & Mo..., su AllMusic. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  27. ↑ (EN) BRIT Certified - The BPI, su BPI. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  28. ↑ (EN) Kylie - Fever, 1º ottobre 2001. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  29. ↑ (EN) Billboard Staff, Fever, su Billboard, 2 marzo 2002. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  30. ↑ (EN) Fever - Kylie Minogue | Album | AllMusic. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  31. ↑ (EN) BBC - Music - Review of Kylie Minogue - Fever, su www.bbc.co.uk. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  32. ↑ (EN) Dorian Lynskey, The best No 1 records: Kylie Minogue – Can't Get You Out of My Head, in The Guardian, 31 maggio 2012. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  33. ↑ William Baker e Kylie Minogue, Kylie: La La La, Hodder & Stoughton, 2002 [2002], p. 180.
  34. ↑ (EN) Mark Lindores, Classic Album: Fever - Kylie Minogue, su Classic Pop Magazine, 18 luglio 2018. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  35. ↑ (EN) In Your Eyes - Kylie Minogue | Album | AllMusic. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  36. ↑ australian-charts.com - Kylie Minogue - Fever, su australian-charts.com. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  37. ↑ Connecting to the iTunes Store., su itunes.apple.com. URL consultato l'8 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2013).
  38. ↑ TEN YEARS AGO ON 8TH SEPTEMBER 2001… | Kylie Minogue, su www.kylie.com. URL consultato l'8 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 31 maggio 2012).
  39. ↑ (EN) Kylie Minogue | Biography, Music & News, su Billboard. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  40. ↑ italiancharts.com - Kylie Minogue - In Your Eyes, su italiancharts.com. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  41. ↑ (EN) Kylie Minogue - In Your Eyes (2002) | IMVDb, su IMVDb. URL consultato l'8 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2024).
  42. ↑ (EN) Kylie Minogue - Love At First Sight (2002) | IMVDb, su IMVDb. URL consultato l'8 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2024).
  43. ↑ (EN) Kylie scores first Grammy, in ABC News, 9 febbraio 2004. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  44. ↑ MusicOnTv, Kylie Minogue "Can't get out you of my head" Finale Verona Festivalbar 2001 1080P 50FPS, 22 agosto 2021. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  45. ↑ Search for setlists: Kylie Minogue 2001 | setlist.fm, su www.setlist.fm. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  46. ↑ Search for setlists: Kylie Minogue 2002 (page 8) | setlist.fm, su www.setlist.fm. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  47. ↑ Oscar Canto, Kylie Minogue - Feel The Fever Documentary & Screen Projections (From KylieFever2002 DVD), 9 aprile 2024. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  48. ↑ Search for setlists: Kylie Minogue 2002 | setlist.fm, su www.setlist.fm. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  49. ↑ www.setlist.fm, https://www.setlist.fm/search?page=2&query=Kylie+Minogue+2002. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  50. ↑ (EN) Kylie: Top 10 most iconic outfits, in Yahoo Lifestyle UK. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  51. ↑ Music Canada-Gold/Platinum Search Result, in CRIA (Canadian Recording Industry Association). URL consultato l'8 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2012).
  52. ↑ (EN) Fever by Kylie Minogue. URL consultato il 12 marzo 2026.
  53. ↑ (EN) NME, Kylie Minogue : Fever, in NME.COM. URL consultato il 12 marzo 2026.
  54. ↑ (EN) Dominique Leone, Kylie Minogue: Fever, su Pitchfork. URL consultato il 12 marzo 2026.
  55. ↑ https://ew.com/article/2002/03/01/fever/, su ew.com.
  56. ↑ (EN) Sal Cinquemani, Review: Kylie Minogue, Fever, su Slant Magazine, 27 gennaio 2002. URL consultato il 12 marzo 2026.
  57. ↑ (EN) Winners By Year - 25th ARIA Awards 2011, su www.ariaawards.com.au. URL consultato l'8 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2011).
  58. ↑ (EN) Billboard Staff, MTV Europe Music Awards 2002 Nominations, su Billboard, 30 settembre 2002. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  59. ↑ (EN) A Grammy comes into Kylie's world, su The Sydney Morning Herald, 10 febbraio 2004. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  60. ↑ (EN) Rolling Stone’s 200 Greatest Australian Albums of All Time, su Rolling Stone Australia. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  61. 1 2 SloKylie.com :: Slovenian Kylie Site - Fever, su slokylie.com. URL consultato il 13 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2009).
  62. ↑ SloKylie.com :: Slovenian Kylie Site - charts, su slokylie.com (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2009).
  63. ↑ Steffen Hung, The Official Swiss Charts and Music Community, su swisscharts.com. URL consultato il 12 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 13 giugno 2011).
  64. ↑ Copia archiviata, su afisha.mail.ru. URL consultato il 13 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 2 luglio 2012).
  65. ↑ RIAA - Recording Industry Association of America, su riaa.com. URL consultato il 1º maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 26 giugno 2007).
  66. ↑ (EN) Andy Battaglia | February 17, 2004 | 6:00am, Kylie Minogue: Body Language, su AV Club. URL consultato il 12 marzo 2026.
  67. ↑ (EN) Kylie Minogue: Body Language, in PopMatters. URL consultato il 12 marzo 2026.
  68. ↑ http://idolator.com/6193061/kylie-minogue-fever-10-year-anniversary-backtracking, su idolator.com. URL consultato il 12 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2019).
  69. ↑ (EN) Nick Levine, Kylie Minogue: every album ranked in order of greatness, su NME, 19 settembre 2023. URL consultato il 12 marzo 2026.
  70. ↑ (EN) Biggest Selling Singles Since The Year 2000, in Yahoo! Music. URL consultato il 12 marzo 2026.
  71. ↑ RIAA, su www.riaa.com. URL consultato il 12 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 26 giugno 2007).
  72. ↑ Dal 2002 tutte le versioni dell'album presentano la modifica radiofonica
  73. ↑ (EN) List of Unreleased Songs, su Kylie Wiki. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  74. ↑ Australian Certification (ARIA), in Australian Recording Industry Association. URL consultato il 12 maggio 2007.
  75. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Fanofmusic.free.fr.
  76. ↑ Austrian Certification (IFPI), in International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 7 maggio 2007.
  77. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 Slokylie.com.
  78. ↑ Canadian Certification (CRIA), in Canadian Recording Industry Association. URL consultato il 12 maggio 2007 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2007).
  79. ↑ European Certification (IFPI), in International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 12 maggio 2007 (archiviato dall'url originale l'11 febbraio 2010).
  80. ↑ German Certification (IFPI), in International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 12 maggio 2007.
  81. ↑ Oricon.co.jp.
  82. ↑ Dutch Certification (IFPI), in IFPI. URL consultato il 12 maggio 2007 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2009).
  83. ↑ Rianz.org.nz. URL consultato il 29 maggio 2008 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2007).
  84. ↑ Italiancharts.com.
  85. ↑ Swedish Certification (GLF), in GLF. URL consultato il 12 maggio 2007 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2007).
  86. ↑ Swiss Certification (IFPI), in IFPI. URL consultato il 12 maggio 2007.
  87. ↑ UK Certification (BPI), in British Phonographic Industry. URL consultato il 12 maggio 2007 (archiviato dall'url originale il 30 dicembre 2007).
  88. ↑ Recording Industry Association of America Archiviato il 28 febbraio 2007 in Internet Archive. Recording Industry Association of America.
  89. 1 2 Copia archiviata (PDF), su bpi.co.uk. URL consultato il 15 marzo 2009 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2007).
  90. ↑ Hit Parade Italia - ALBUM 2001, su hitparadeitalia.it.

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  Portale Musica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica