Synth pop

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Synthpop)
Synthpop
Origini stilistiche Elettronica
New wave
Post-punk
Glam rock
Pop
Origini culturali Dalla fine degli anni settanta in Germania, Regno Unito, Giappone e Stati Uniti d'America
Strumenti tipici Sintetizzatore
Drum machine e/o batteria
Basso elettrico
Chitarra elettrica
Successivamente sono stati introdotti altri strumenti come Tastiere, Sequencer e Personal computer
Popolarità Raggiunse una popolarità a livello mondiale nei primi anni ottanta, ma subì un grave declino tra il 1986 e il 1999.
Il genere è stato ripreso all'inizio degli Anni 2000
Generi derivati
Elettropop · Alternative dance · Futurepop · Dance pop · Europop · Electroclash
Generi correlati
Rock elettronico · Darkwave · EBM · Pop rock · Synthpunk · Eurodance · Krautrock · Disco
Categorie correlate

Gruppi musicali synth pop · Musicisti synth pop · Album synth pop · EP synth pop · Singoli synth pop · Album video synth pop

Il synth pop, scritto anche synthpop e anche noto come techno pop,[1][2] è un sottogenere della musica New wave ed è caratterizzato da diverse influenze e fusioni stilistiche. Il nome deriva dai termini synthesizer (sintetizzatore) e popular. Il genere si sviluppa tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, epoca in cui trova la massima popolarità.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni settanta e l'inizio anni ottanta, un certo numero di band, soprattutto britanniche, influenzate fortemente da Roxy Music e David Bowie, hanno introdotto le innovazioni elettroniche di band come Kraftwerk per le canzoni pop e rock. Alcuni dei primi artisti furono Gary Numan, The Human League, Ultravox, Depeche Mode (i Depeche Mode sono considerati da riviste musicali come Rolling Stone la quintessenza del genere[3]), Orchestral Manoeuvres in the Dark, Soft Cell.

Alcuni di questi primi accenni di synth pop sono stati mutati in pop sintetizzato ballabile e più orecchiabile chiamato new romantic con gruppi come i Duran Duran, che hanno portato il genere a un pubblico più ampio. I Duran Duran diventarono delle star, e un riferimento per il loro genere, portando il synth pop nel circuito mainstream. Altre band, al contrario, rimasero confinate in un circuito più alternativo, restando fedeli a un suono più ricercato, ottenendo però, con alcuni singoli di successo, una breve ma notevole popolarità.

Tra i protagonisti del Synth pop d'origine, oltre ai nomi citati finora, bisogna elencare i New Order, nati dalle ceneri dei Joy Division rimasti orfani di Ian Curtis, gli Alphaville dei due successi Forever Young e Big in Japan, canzoni poi riprese da altre numerosissime band, gli Ultravox, che con il cambio del cantante da John Foxx a Midge Ure e con la pubblicazione dell'album Vienna per circa un lustro restarono i veri dominatori del Synth pop grazie anche ad altri album pienamente azzeccati come Lament e Quartet. Da menzionare inoltre i Pet Shop Boys, con singoli di enorme successo come West End Girls e It's a Sin, i Talk Talk con Such a Shame e i Visage autori di Fade to Grey.

Dal 1986 la popolarità della new wave, e dei suoi sottogeneri, cominciò a calare, a parte singoli casi come i già citati Depeche Mode. Infatti il synth pop negli anni '90 rientra principalmente negli ambienti underground, vicino ai movimenti Goth e alla Musica indie. Dall'inizio degli Anni 2000, emergono diverse nuove band, influenzate dagli sviluppi della musica elettronica e soprattutto dalle nuove tecnologie.

Il Synth pop ha contribuito a introdurre il sintetizzatore, come strumento fondamentale tra molti artisti della popular music, e ha generato fusioni con altri generi, dando vita a nuove forme musicali, come ad esempio il Futurepop o l'Electroclash.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Autori vari, Electronic Music, Cambridge University, 2013, p. 97.
  2. ^ (EN) Articolo dal titolo non reperibile, in Stereo Review, 1983.
  3. ^ Depeche Mode Biography | Rolling Stone

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Musica Portale Musica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica