Trip hop

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Trip hop
Origini stilisticheAlternative hip hop
Musica psichedelica
Musica elettronica
Dub
Pop sperimentale
Origini culturalianni novanta, Bristol (Regno Unito)
Strumenti tipicivoce, tastiera, campionatore, sintetizzatore, drum machine, chitarra, basso, batteria acustica ed elettronica, ottoni, flauti, archi
Popolaritàmoderata, principalmente nell'Europa dell'est e in Nord America
Generi derivati
Tribeat
Generi correlati
Elettrorap - Hip hop soul - Hip house - Illbient - Industrial hip hop - Pop rap - Big beat - Ambient dub
Categorie correlate
Gruppi musicali trip hop · Musicisti trip hop · Album trip hop · EP trip hop · Singoli trip hop · Album video trip hop

Il trip hop è un genere musicale affermatosi negli anni novanta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Daddy G dei Massive Attack

Sebbene qualcuno consideri Grace Jones una sua anticipatrice,[1] lo stile è nato a Bristol grazie alla scena relativa al Wild Bunch, collettivo di DJ attivo negli anni ottanta che, come detto, mescola i motivi elettronici a quelli hip hop, dub, techno e house. I primi esponenti del movimento trip hop sono stati i Massive Attack (attivi dal 1987), che insieme a Tricky, Portishead e Morcheeba hanno creato la storia di questo genere. Notevole apporto successivamente è stato dato anche dal DJ Tim Simenon, conosciuto come Bomb the Bass. Tra i primi esponenti del genere vi sono gli Smith and Mighty e Monk and Canatella.

Il termine trip hop è nato solo verso la metà degli anni novanta come termine più "sofisticato" rispetto all'hip hop,[2] e derivante dal termine inglese "trip" (che vuol dire viaggio con la mente).

Tipiche sonorità trip hop anni ottanta (info file)
start=

Nel genere trip hop sono stati in seguito spesso associati anche gruppi non di Bristol che però in qualche modo ne furono influenzati in qualche misura o pur non rientrando nel genere ne avevano diverse similitudini, come i londinesi Archive che spaziano su numerosi generi, il primo disco elettronico dei Goldfrapp o addirittura, uscendo dal Regno Unito, il compositore australiano Rob Dougan e l'artista hip hop americano DJ Shadow. Molti gruppi inoltre hanno sperimentato influenze trip hop per un breve periodo, come l'islandese Björk in alcune canzoni, i norvegesi Ulver sul disco Perdition City o la band canadese Au4 nel loro primo album On: Audio. Tra gli italiani che si sono ispirati a questo genere c'è la cantante Mietta con "Daniela è felice" del 1995, primo album trip hop ad essere stato pubblicato in Italia,[3] e la cantautrice Elisa[4] con l'album "Asile's World" del 2000[5]. Altri artisti italiani, influenzati dal trip hop, sono stati, i Casino Royale, con l'album "Sempre più vicini" prodotto da Ben Young, artigiano del suono di Bristol, nonché gli Almamegretta, prodotti anche loro, dal già citato Ben Young.

Nato a Bristol (Regno Unito), città natale dei Massive Attack, e per questo chiamato anche Bristol sound, il trip hop affonda le sue radici nella musica elettronica, nel dub, nella scena hip hop e house inglese, e in certi elementi dalla musica psichedelica, aggiungendovi alle volte anche spunti jazz, funk e soul.[6]

I testi possono essere rappati sottovoce o cantati con toni caldi su basi oscure e ovattate, spesso caratterizzate da dissolvenza e beat notevolmente rallentati. Per alcuni gruppi come i Portishead la ricerca sonora è basata sul recupero di sonorità lo-fi e basi retro, spesso riciclando campioni di brani jazz e di film d'altri tempi, per altri vi è anche l'uso di strumenti quali archi, strumenti a fiato e similari. Non va confuso con l'illbient, stile musicale nato a New York e che si differenzia dal Bristol sound per l'approccio più sperimentale.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The Quietus: “If I Hit You, You'd Feel It”: Leslie Winer, Trip Hop's Forgotten Pioneer, su thequietus.com. URL consultato l'8 marzo 2022.
  2. ^ ondarock
  3. ^ Massimiliano Longo, INTERVISTA A MIETTA: Dagli 90 ad oggi, la voce di Mietta ha impreziosito canzoni di importanti artisti, su allmusicitalia.it, 11 agosto 2014.
  4. ^ Elisa | Biography, Albums, Streaming Links | AllMusic, su AllMusic. URL consultato il 28 aprile 2017.
  5. ^ Asile's World - Elisa | Songs, Reviews, Credits | AllMusic, su AllMusic. URL consultato il 28 aprile 2017.
  6. ^ (EN) Trip-Hop, su AllMusic, All Media Network.
  7. ^ (EN) Chris Weigant, Careers as a Disc Jockey, Rosen Publishing Group, 1999, p. 113, ISBN 9780823930432.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàLCCN (ENsh2012000324 · J9U (ENHE987007579239205171
  Portale Hip hop: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di hip hop