Electronic body music

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EBM
Origini stilistiche Industrial
Neue Deutsche Welle
post punk
synthpop
Origini culturali Inizio anni ottanta in Belgio, Germania e Regno Unito.
Strumenti tipici sintetizzatore, drum machine, batteria, chitarra, sequencer, tastiera, campionatore[1]
Popolarità Bassa, con un picco di notorietà negli anni ottanta.
Sottogeneri
Electro-industrial
Generi derivati
Futurepop - Aggrotech - New beat - Goa trance
Generi correlati
Electroclash - Trance - Techno - Krautrock
Categorie correlate

Gruppi musicali EBM · Musicisti EBM · Album EBM · EP EBM · Singoli EBM · Album video EBM

L'electronic body music (spesso chiamato con l'acronimo EBM) è un derivato della Neue Deutsche Welle che vede come padri fondatori gruppi come Deutsch-Amerikanische Freundschaft (D.A.F.), Liaisons Dangereuses e Portion Control[senza fonte]. Le sonorità dei gruppi EBM combinano elementi di musica industrial con l'electronic dance music, e per questo viene chiamato anche industrial dance. Caratterizzato da ritmi sincopati, voci pulite e linee ripetitive di sequencer, l'EBM si presenta come musica elettronica fortemente ballabile. Può essere descritta come un'aggressiva, e sempre più spesso "oscura" musica elettronica.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine electronic body music fu coniato dalla band belga Front 242 nel 1984 per descrivere la loro musica, sul loro EP 'No Comment'. Alcuni anni prima, i tedeschi D.A.F. usarono il termine 'Körpermusik' (body music) in un'intervista per descrivere il loro sound ballabile.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Grafico sullo sviluppo dell'electronic body music (EBM)

Nei primi anni ottanta artisti come Front 242,[2][3] e Nitzer Ebb[4] (entrambi influenzati da gruppi come i D.A.F., i Cabaret Voltaire dei primi anni ottanta,[5][6] e i Throbbing Gristle) cominciarono a combinare la Neue Deutsche Welle con elementi dell'industrial music tedesca. Il risultato di questa fusione fu un sound fortemente ballabile, ribattezzato EBM nel 1984. L'invenzione dell'industrial dance è stata attribuita agli SPK, che l'avrebbero lanciata con il loro singolo Metal Dance (1984).[7] L'EBM divenne presto popolare nella scena underground da club, soprattutto in Europa. In questo periodo le principali etichette discografiche furono le belga PIAS, Antler-Subway e KK Records, la tedesca Techno Drome International, Animalized e Zoth Ommog, la nordamericana Wax Trax! e la svedese Energy Rekords.

Alcune sonorità EBM avrebbero in seguito influenzato molti artisti della new beat e della Goa trance (come Juno Reactor, Astral Projection, Eon Project).

Altri artisti che si sono avvicinati all'industrial dance includono i Die Krupps[3] Portion Control,[8] i Neon Judgment,[3] i Clock DVA,[9] gli Skinny Puppy, i Front Line Assembly,[10][11] i KMFDM,[12][13] i Meat Beat Manifesto degli inizi,[14] i Nine Inch Nails,[15][16] i My Life with the Thrill Kill Kult,[17] Leæther Strip[18] o i primi Spahn Ranch.[19]

Sviluppi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Aggrotech.

Nei primi anni novanta molti artisti cominciarono a mescolare all'EBM elementi e sonorità della musica rock e del metal. Se l'album "Front by Front" dei Front 242 diede il via all'epoca dell'EBM negli anni ottanta, il decennio successivo vide la conversione di molti dei più importanti artisti a sonorità più soft. I Nitzer Ebb, tra i pionieri del genere, divennero una semplice band di rock elettronico. L'electronic body music originaria si affievolì a metà degli anni novanta, ma nel contempo, agli inizi del nuovo millennio, si svilupparono nuove derivazioni tra cui il futurepop e l'aggrotech, rendendosi sempre più palesi le contaminazioni con la musica trance e techno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Amerigo Marras, ECO-TEC: Architecture of the In-Between, Princeton Architectural Press, 1999, p. 54.
  2. ^ (EN) Tony Fletcher, Let's Go - Lollapalooza '93, in Spin, luglio 1993.
  3. ^ a b c (EN) David Nobahkt, Suicide: No Compromise, Saf, 2004, p. 166.
  4. ^ (EN) Tony Fletcher, Hard-boiled Ebb – Interview with Nitzer Ebb, in Spin, febbraio 1992.
  5. ^ (EN) Autori vari, The Rolling Stone Encyclopedia of Rock & Roll, Fireside, 2001, p. 140.
  6. ^ (EN) Christopher Knowles, The Secret History of Rock 'n' Rol, Viva, 2010, p. 236.
  7. ^ AVANGUARDIE ROCK, in Panorama - Edizioni 1037-1041, 1986.
  8. ^ (EN) Volume 269-274, in The Wire, 2006.
  9. ^ (EN) Clock DVA, su allmusic.com. URL consultato il 25 gennaio 2019.
  10. ^ (EN) David Jarman, Review of the album „Flavour of the Weak“ by Front Line Assembly, in CMJ, aprile 1998.
  11. ^ (EN) All Music Guide to Electronica: The Definitive Guide to Electronic Music, Backbeat, 2001, p. 198.
  12. ^ (EN) Chuck Eddy, KMFDM - Money, in Spin, luglio 1992.
  13. ^ (EN) Amy Sciarretto, Wax Trax! / TVT Offers KMFDM's Final Statement with „Adios, in CMJ, aprile 1992.
  14. ^ (EN) Industrial Big Beat Revival, su vice.com. URL consultato il 25 gennaio 2019.
  15. ^ (EN) Chuck Eddy, Metal Machine Music, in Spin, giugno 1998.
  16. ^ (EN) Steve Taylor, The A to X of Alternative Music, Continuum, 2006, p. 165.
  17. ^ (EN) Kelso Jacks, Recordnews, in CMJ, novembre 1999.
  18. ^ (EN) Industrial Dance : Significant Albums, Artists and Songs, Most Viewed : AllMusic, su allmusic.com. URL consultato il 25 gennaio 2019.
  19. ^ (EN) David Jarman, Review of the album „Beat Noir“ by Spahn Ranch, in CMJ, gennaio 1999.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) John March Leland, A Dilettante's Guide to Industrial Dance Music, in Spin, maggio 1989.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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