Atari 7800

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Atari 7800 ProSystem
console
7800.gif
Atari 7800 with cartridge and controller.jpg
Atari 7800 ProSystem con joypad
Produttore Atari
Tipo console a 8 bit
Generazione Terza
Presentazione
alla stampa
21 maggio 1984[1]
In vendita giugno 1986[1]
Dismissione 1 gennaio 1992[2]
Supporto di
memorizzazione
Cartuccia
Dispositivi
di controllo
Joystick, Joypad
Predecessore Atari 5200
Successore Atari Jaguar

L'Atari 7800 ProSystem è una console per videogiochi prodotta da Atari, presentata il 21 maggio 1984 come sostituta dell'Atari 5200 e commercializzata a partire dal 1986 fino al 1992. La console è retrocompatibile con le cartucce prodotte per l'Atari 2600.[1][3]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

L'Atari 5200, presentata nel 1982 per sostituire l'ormai vecchia Atari 2600, non era riuscita ad imporsi sul mercato sia per il suo parco giochi, inferiore come numero di titoli a quello del modello che avrebbe dovuto sostituire, sia per la concorrenza di console più avanzate come il ColecoVision.[4] Atari decise perciò di produrre un nuovo sistema da gioco che potesse replicare i successi ottenuti con la 2600. Durante lo sviluppo la console fu conosciuta con il nome in codice di MARIA, dal nome del nuovo chip grafico sviluppato per il nuovo sistema da gioco. In seguito Atari iniziò ad indicare la console come Atari 3600.[2]

Per la prima volta in Atari, lo sviluppo della nuova console fu condotto da una società esterna, la General Computer Corporation (GCC), produttrice di giochi arcade. Per questo motivo il chip grafico MARIA ha più affinità con quelli sviluppati per gli arcade: MARIA era in grado di gestire 100 sprite, una tavolozza di 256 colori e altre caratteristiche che surclassavano le capacità grafiche delle altre console dell'epoca.[2]

La console fu progettata per essere economica, espandibile e retrocompatibile con l'immenso parco giochi disponibile per la vecchia 2600. La mancata retrocompatibilità con i giochi della 2600 era stato infatti uno dei fattori dello scarso successo commerciale della precedente 5200.[4] Per ottenere questo risultato fu deciso di utilizzare una versione personalizzata del MOS 6502 denominato SALLY 6502C, una CPU compatibile il MOS 6507 della 2600, e di inserire sia il chip grafico di quest'ultima, il TIA, sia il suo chip addizionale MOS RIOT (RIOT 6532), che sulla 2600 serviva non solo per gestire l'input/output ma anche come memoria RAM.[5][6] La retrocompatibilità costrinse però ad alcune scelte atte a contenere i costi: dovendo includere già diversi chip per permettere di far girare i giochi della 2600 fu scelto di non integrare il chip audio POKEY, già in uso sulla precedente 5200 e sui computer Atari ad 8 bit, delegando la produzione del suono al vecchio TIA: per questo motivo la console presentava una grafica avanzata abbinata però a capacità audio molto modeste.[3]

La 7800 nacque per essere un sistema espandibile e trasformabile in un mini-computer mediante l'uso, tramite un connettore dedicato, di una tastiera dotata di una speciale porta denominata "SIO" (Serial I/O) a cui poter collegare qualsiasi tipo di accessorio come un disco rigido, una stampante ed altro. La Optimized Software Systems (OSS) scrisse anche uno speciale BASIC in modo che gli utenti avrebbero potuto programmare sulla console usando questo linguaggio. Purtroppo la porta per la tastiera fu rimossa dall'unità poco dopo la presentazione, nell'ottica di un taglio dei costi atto a contenere il prezzo finale della console.[2][7]

Prima del lancio fu scelto di abbandonare il nome "3600", usato durante lo sviluppo, e di presentarla come Atari 7800 ProSystem: il numero era ottenuto sommando i codici identificativi delle precedenti console, ossia "2600" e "5200", ed indicava che la nuova console era pienamente compatibile con i giochi della prima e che aveva capacità grafiche superiori a quelle della seconda. "ProSystem" fu aggiunto per indicare che la console era compatibile con gli accessori hardware Atari della linea "ProLine". Il case della console derivava da quello della versione giapponese dell'Atari 2600 (nota come 2800).[2]

Presentazione e commercializzazione[modifica | modifica wikitesto]

La console fu presentata il 21 maggio 1984 durante la stessa conferenza con cui veniva ufficialmente tolta dal commercio la 5200.[1] La vendita fu però sospesa perché agli inizi dell'estate la proprietaria di Atari, la Warner Communications, decise di uscire dal mercato delle console a causa delle gravi perdite finanziarie fatte registrare alla fine dell'anno precedente per via della crisi dei videogiochi del 1983. Warner smembrò quindi Atari in 2 divisioni, vendendo nel mese di luglio del 1984 quella dedicata ai computer ed alle console da gioco ad una nuova società fondata da poco tempo da Jack Tramiel dopo che questi aveva lasciato la sua vecchia società, la Commodore. Tramiel ribattezzò la sua società Atari Corporation e dette priorità allo sviluppo di un computer a 16 bit che fu commercializzato in seguito come Atari 520ST, congelando tutti gli altri progetti compreso quello della 7800. Alla fine del 1985 Nintendo iniziò le vendite in Nord America del suo famoso Nintendo Entertainment System (NES) e Tramiel, visto il risveglio di interesse verso il mercato delle console, decise di riprendere lo sviluppo della 7800, che fu terminata e messa in commercio agli inizi del 1986 ad un prezzo di soli 140$.[2][1][7] La 7800 restò in vendita fino alla fine del 1991, venendo ufficialmente tolta dal mercato l'1 gennaio 1992.[2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Scheda madre dell'Atari 7800. Il grosso chip su zoccolo a sinistra siglato CO24674 è il processore grafico MARIA, mentre quello a destra, sempre su zoccolo, siglato CO10444D è il TIA. Sotto al MARIA, siglata CO14806C, c'è la CPU SALLY mentre sotto al TIA, siglato R6532, c'è il RIOT.[8]
La versione statunitense dell'Atari 7800, con il joystick della linea ProLine

Per poter essere retrocompatibile con le cartucce giochi della vecchia progenitrice fu deciso di adottare una CPU derivata dal processore MOS 6502 com'era anche il MOS 6507 della 2600. La CPU fu denominata 6502C ed indicata dal nome in codice di "SALLY": rispetto al 6502 standard essa possedeva un'istruzione in più, HLT ("halt") grazie alla quale essa poteva essere messa in sospensione. Questa modalità era utile per condividere la memoria con il chip grafico "MARIA", un processore sviluppato da GCC appositamente per la 7800. Questo processore condivideva con i precedenti chip grafici Atari CTIA e GTIA la possibilità di essere programmato mediante l'uso di piccoli programmi detti "display list" ma, rispetto a questi, offriva capacità grafiche nettamente superiori. MARIA gestiva la grafica in maniera diversa dagli altri chip: il chip lavorava per singole linee di scansione, ed ogni linea era trattata come una singola porzione di memoria. La risoluzione poteva essere di 160×240 o 320×240 pixel (rispettivamente 160×288 e 320×288 nei modelli PAL). Con la risoluzione a 160 linee il chip offriva 2 modalità, rispettivamente con tavolozze a 2 oppure 4 bit per ogni singolo pixel (4 oppure 8 colori) mentre usando la risoluzione di 320 linee orizzontali il chip offriva tavolozze a 1 oppure 2 bit per ogni singolo pixel (2 oppure 4 colori). Le tavolozze potevano essere 8, ognuna con 3 colori offerti con 4 diversi livelli di luminosità, per un totale di 256 tonalità differenti.[6] Il chip grafico della 7800 offriva la possibilità di gestire 100 sprite, un numero di molto superiore rispetto alle altre console in circolazione.[2]

La console era dotata di 4 KB di RAM e di 4 KB di ROM dove era alloggiato il BIOS, il software che veniva lanciato al momento dell'accensione della console e che si occupava anche di avviare il gioco presente sulla cartuccia eventualmente inserita. Per poter essere retrocompatibile con i giochi della 2600 era stato montato sulla scheda madre della console anche il suo processore grafico TIA. Al momento dell'inserimento di una cartuccia la console verificava se il supporto aveva una determinata firma software nel suo codice: nel caso in cui questa firma fosse stata presente, il BIOS capiva che era stata inserita una cartuccia sviluppata appositamente per la 7800: in questo caso bloccava la console in "modalità 7800", attivando il chip grafico MARIA ed usando il chip MOS RIOT solo per gestire l'input dai joypad collegati. Se invece questa firma non era presente, la console veniva bloccata in "modalità 2600". In questo caso il BIOS capiva che era stata inserita una cartuccia sviluppata per la vecchia console ed attivava il chip grafico TIA, usando inoltre il RIOT non solo per l'input ma anche come RAM statica (com'era usato anche sulla 2600 originale). Per contenere i costi fu scelto di non integrare nella console il chip audio POKEY ma di usare la generazione dei suoni offerta dal TIA: a causa di ciò le capacità audio della nuova console 7800 erano identiche a quelle offerte dalla vecchia 2600. Per ovviare a ciò gli sviluppatori aggiunsero alla console la possibilità di supportare un chip POKEY eventualmente aggiunto sulle cartucce dai produttori dei giochi ma ben pochi titoli usarono questa capacità.[5][3]

Le cartucce usate avevano alcune linee dati in più rispetto a quelle della 2600 ed il connettore era per questo leggermente più largo: queste linee aggiuntive erano usate, tra l'altro, per gestire le 3 linee di indirizzamento che il SALLY aveva in più rispetto al 6507 della vecchia 2600 e per portare la linea audio se era installato un chip POKEY. Una linea era poi dedicata al segnale "HLT" supportato dalla CPU: in questo modo la cartuccia sapeva se l'accesso alla ROM era fatto dalla CPU oppure dal chip grafico: MARIA infatti era capace di accedere direttamente alla memoria per poter gestire le "display list". Per far ciò, grazie al segnale HLT il chip grafico poteva sospendere la CPU in modo da non utilizzare il bus dati contemporaneamente. La CPU operava a 1,79 MHz in "modalità 7800" e ad 1,19 MHz in "modalità 2600".[5][6]

La console fu sottoposta durante la sua vita commerciale ad alcune revisioni. La differenza principale fra le varie versioni è la presenza sui primi modelli di una porta di espansione che si trovava lateralmente ma che di fatto non fu mai utilizzata perché la nuova Atari Corporation non rilasciò mai nessun accessorio dedicato. La porta fu tolta nei successivi modelli. Altre differenze riguardavano i dispositivi di input: la versione statunitense includeva un joystick della linea Atari ProLine mentre quella europea veniva invece venduta con incluso un joypad, simile a quello del NES. La versione europea si differenziava anche per la presenza del gioco Asteroids preinstallato in ROM mentre la versione destinata all'Australia ed alla Nuova Zelanda offriva nella confezione una cartuccia con 32 giochi.[9]

Specifiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

  • CPU: 6502C, variante del MOS 6502
    • Velocità: 1,79 MHz, abbassata a 1,19 MHz quando i chip TIA o RIOT sono attivati
    • (nota: Questo chip custom 6502 della Atari conosciuto come SALLY può essere bloccato per permettere il controllo del bus da parte di altre periferiche)
  • RAM: 4 KB (2 integrati 6116 da 2Kx8)
  • ROM: 4 KB, contenente il BIOS
  • Video:
    • Modalità 7800:
      • processore grafico MARIA
      • 100 sprite
      • risoluzione di 160×240 (160×288 in PAL) o 320×240 (320×288 in PAL)
      • 8 colori per singola linea di scansione, ognuno con 3 possibili livelli di luminosità, 8 tavolozze colori, per un totale di 256 tonalità differenti (8 colori * 3 livelli di luminosità * 8 tavolozze), la modalità grafica limitava però il numero di colori utilizzabili ed il numero di colori degli sprite
      • Direct Memory Access (DMA)
      • Velocità: 7,16 MHz
    • Modalità 2600:
      • processore grafico TIA
      • risoluzione di 160×192 pixel
      • 128 colori, massimo 4 per singola linea di scansione
  • I/O:
    • MOS 6532 RIOT
    • Gestione dei jypad e degli interruttori della console
    • segnale di temporizzazione
    • in "modalità 2600" usato anche come RAM statica
  • Audio:
    • chip integrato TIA, capace di 2 canali mono
    • chip opzionale Atari POKEY installabile sulle cartucce dai produttori dei giochi
  • Porte: 2 porte joystick, 1 porta cartucce, 1 connettore per espansione, ingresso alimentazione, uscita segnale video

Atari Panther[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1988 Atari, in collaborazione con Flare Technology, iniziò a lavorare su due differenti progetti di nuova generazione, il Panther a 32 bit ed il Jaguar a 64 bit. Tuttavia, mentre lo sviluppo del Jaguar progrediva, Atari decise di scartare lo sviluppo del Panther in quanto scelse di dedicarsi esclusivamente allo sviluppo del Jaguar visto che un intervallo di 2 soli anni fra la presentazione di questi progetti fu reputato un tempo troppo breve per ammortizzare le spese di sviluppo dei sistemi. Il Panther doveva essere il successore del 7800 e l'effettivo predecessore del Jaguar.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Atari 7800 History, AtariAge. URL consultato il 22/07/2017.
  2. ^ a b c d e f g h Mark J.P. Wolf, Encyclopedia of Video Games: M-Z, vol. 1, ABC-CLIO, 2012, pp. 51-52.
  3. ^ a b c Top 25 Video Game Consoles - Atari 7800, IGN. URL consultato il 22/07/2017.
  4. ^ a b Atari 5200, Giantbomb.com, 13/06/2015. URL consultato il 16/07/2017.
  5. ^ a b c Atari 7800, Computinghistory.co.uk. URL consultato il 22/07/2017.
  6. ^ a b c 7800 Software Guide (TXT), AtariHQ. URL consultato il 2207/2017.
  7. ^ a b The Atari 7800 ProSystem, Atarimuseum.com. URL consultato il 22/07/2017.
  8. ^ Custom Atari Integrated Circuits & Crystals, Best Electronics. URL consultato il 22/07/2017.
  9. ^ Atari 7800 Hardware, Atari Age. URL consultato il 22/07/2017.
  10. ^ Jacopo Cocchi, Atari Panther: un felino dal triste destino, Appunti Digitali, 22/11/2009. URL consultato il 22/07/2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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