Magnavox Odyssey

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Magnavox Odyssey
Magnavox Odyssey Logo.svg
Magnavox-Odyssey-Console-Set.jpg
Produttore Magnavox
Tipo Console diode-transistor logic
Generazione Prima
In vendita Stati Uniti 1972
Messico 1972
Regno Unito 1973
Egitto 1973
Europa 1974
Italia 1974 (versione Export)
Italia 1975 (versione Odissea)
Dismissione 1975
Dispositivi
di controllo
Paddle
Unità vendute 330 000[1]
Gioco più diffuso Pong
Successore Odyssey²

La Magnavox Odyssey è stata la prima console per videogiochi domestica uscita sul mercato.[2] Fu presentata il 24 maggio 1972 e fu messa in vendita nel mese di agosto dello stesso anno, precedendo Pong, prodotto da Atari, di 3 anni.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il prototipo dell'Odyssey, conosciuto come "Brown box" (scatola marrone)

L'Odyssey venne progettata da Ralph Baer che la realizzò nel 1968 elaborando un precedente progetto di videogioco intitolato Bucket Filling Game. Dopo una lunga trattativa con Magnavox, la console fu rivista per poter essere prodotta in larga scala e fu messa in commercio nel mese di agosto del 1972, rimanendo in vendita fino al 1975. Il prototipo della console realizzata da Baer è conosciuto dagli appassionati come la "scatola marrone" (Brown Box)[4] ed è custodito nel National Museum of American History dello Smithsonian Institution a Washington.[1]

Dopo l'introduzione sul mercato di Pong Magnavox denunciò Atari, Inc. per violazione di brevetto, dal momento che Pong era quasi identico al gioco di tennis dell'Odyssey, vincendo il patteggiamento. Durante gli anni ottanta, Magnavox citò in giudizio altre grandi società come Coleco, Mattel, Seeburg, Activision e in ognuno dei casi o vinse o arrivò al patteggiamento.[5][6] Nel 1985, Nintendo citò Magnavox e cercò di invalidare i brevetti di Baer dicendo che il primo videogame era il Tennis for Two di William Higinbotham costruito nel 1958. La corte decise che questo gioco non utilizzava il segnale video e che quindi non poteva qualificarsi come videogame. Come risultato, Nintendo perse la causa e continuò a pagare i diritti (royalties) alla Sanders Associates.

Baer inventò poi il classico gioco elettronico chiamato Simon per la Mattel nel 1978. Magnavox più tardi produsse molte altre console simil-Pong più piccole (Serie Odyssey di Magnavox/Philips) sempre basate sul nome Odyssey che non usavano cartucce o schede di gioco, e successivamente (nel 1978) una vera e propria console programmabile basata su cartucce, il Philips Videopac, conosciuta sul mercato statunitense con il nome Magnavox Odyssey².

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Mentre molti collezionisti considerano la Odyssey analogica piuttosto che digitale (a causa dell'aggiunta di un circuito analogico per l'output ed il controllo del gioco, e l'uso di componenti elettronici), Baer disse che lui riteneva che la console fosse digitale. I segnali elettronici scambiati tra le varie parti (generatore della palla e dei giocatori, generatori dei segnali di sincronizzazione, matrice di diodi, ecc.) erano binari.[7] I giochi e la stessa logica era implementata in DTL, un comune componente digitale pre-TTL che utilizzava transistor discreti e diodi. Il sistema era alimentato da batterie. La Odyssey mancava delle capacità audio, cosa che è stata corretta nei diversi "sistemi simil-Pong" prodotti anni più tardi, tra cui le stesse console simil-pong prodotte successivamente dalla stessa Magnavox e chiamate sempre Odyssey (Odissey 100, 200 ecc...). Ralph Baer propose una estensione sonora a Magnavox nel 1973, ma l'idea venne rifiutata.

L'Odyssey era confezionata insieme a diversi accessori: fiches, dadi, soldi finti e carte da gioco.
Nella confezione vi erano anche adesivi da applicare sullo schermo del televisore per migliorare i giochi.

L'Odyssey usava un tipo di circuito stampato rimovibile che si inseriva in una porta simile a quella delle cartucce delle console successive; questi circuiti non contenevano nessun componente ma avevano una serie di collegamenti (jumpers) tra i piedini del connettore del circuito stampato che interconnettevano i diversi generatori di logica e di segnale per produrre rispettivamente la desiderata logica di gioco e l'uscita a video. Il sistema veniva venduto con gli sfondi del gioco trasparenti che il giocatore poteva applicare al display del proprio televisore per simulare una grafica a colori, anche se erano supportate solo due diverse dimensioni di televisore. Alcuni di questi sfondi potevano perfino essere usati con le stesse cartucce, anche se usando differenti regole di gioco. Veniva venduta anche con dei dadi, fiches del poker e fogli per aiutare a tenere i punteggi: molto simile ad un tradizionale gioco da tavolo.[8] Ralph Baer propose anche il concetto di "cartucce attive" che avrebbero contenuto componenti elettronici addizionali permettendo di aggiungere capacità aggiuntive ai giochi come per esempio effetti sonori, posizione variabile della rete, settaggio della velocità della palla, ecc. Sfortunatamente l'idea non suscitò alcun interesse.[9] A posteriori, si potrebbe ipotizzare che tutti i produttori di cartucce con memoria ROM avrebbero potuto essere costretti a pagare i diritti alla Sanders Associates se Ralph Baer avesse brevettato le sue "cartucce attive".

Periferiche[modifica | modifica wikitesto]

L'Odyssey era anche stata progettata per supportare una periferica aggiuntiva: la prima pistola ottica in assoluto ad essere mai commercializzata, chiamata Shooting Gallery. Questa veniva attivata dalla luce proveniente dallo schermo del televisore: per via di questo modo di operare, anche puntando l'arma verso un punto luminoso (pixel) adiacente a quello effettivamente da colpire oppure una qualunque fonte luminosa il sistema segnava un colpo andato a segno.[1]

Baer progettò anche un gioco del putting green, che usava una pallina da golf fissata alla cima del joystick che il giocatore avrebbe dovuto colpire usando una mazza di tipo putter. Questa idea interessò Magnavox, che prese il prototipo per effettuare dei test e inizialmente fu pianificato di produrlo come un add-on simile al fucile ottico; alla fine non fu mai distribuita.

Baer ha riprodotto le sue "cartucce attive" e il gioco del puttin green: esse possono essere osservate presso il Museum of the Moving Image di New York.[10]

Versioni e cloni[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente venduta solo negli Stati Uniti, la Odissey fu poi messa in commercio anche in altri Stati. L'esportazione iniziò con il Messico alla fine del 1972, dove la console fu rinominata "Odisea" ed i manuali tradotti in spagnolo. Nel 1973 fu importata in Gran Bretagna, dove la console fu venduta con alcune note sulle correzioni rispetto al manuale di istruzioni originale dovute alla differente tecnologia degli apparecchi televisivi. Il modello originale fu venduto anche in Egitto.[9]

Dal 1974 la Odissey fu realizzata anche in una versione denominata "Export", per la vendita in Australia, Belgio, Canada, Inghilterra, Francia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Singapore, Svizzera e Venezuela. In Germania la console fu presentata in due versioni, entrambe rinomate "Odissee" e con il manuale tradotto in tedesco: la prima era la versione originale americana con adesivi a coprire i logo Magnavox originali, la seconda era la "Export Version" del 1974.[9]

In Italia la console fu importata solo alla fine del 1975 da G.B.C. Italia e venduta con il nome di "Odissea", con i titoli dei giochi tradotti in italiano.[9]

La console fu anche clonata in alcuni Paesi. Esistono 3 cloni noti: il primo fu venduto in Spagna con il nome di "Overkal"; il secondo fu venduto in Argentina come "Telematch De Panoramic model J-5", contenente 5 giochi; il terzo fu venduto in Svezia come "Kanal 34".[9]

L'insuccesso commerciale[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante i buoni propositi iniziali, la Magnavox Odyssey non ebbe un buon successo commerciale per via di alcuni fattori: la console venne venduta solo nei negozi Magnavox e con uno scarso battage pubblicitario; inoltre molte persone furono portate a credere che si poteva utilizzare solo con televisori Magnavox.[9] Per questa ragione, molti dei successivi giochi simil-"Pong" riportavano la seguente dicitura sulla loro scatola: "Works on any television set, black and white or color" (funziona su qualsiasi televisore, in bianco e nero o a colori). Anche il prezzo era molto alto: 100$ per la confezione base, che comprendeva 6 cartucce con 12 giochi, a cui si dovevano aggiungere 25$ per l'acquisto del "fucile", una pistola ottica da usarsi con alcuni dei giochi inclusi. Nonostante questo in tre anni ne vennero vendute 330 000 unità.[1][9] Nel 1975 la produzione decise di interrompere le vendite e di lavorare su un altro progetto, la Magnavox 100, alla quale vennero attribuiti molti miglioramenti tecnici.

Attualmente l'Odyssey è molto ricercata dai collezionisti ed è presente nei musei del genere.

Lista dei giochi[modifica | modifica wikitesto]

Per il Magnavox Odyssey furono sviluppati un totale di 27 giochi utilizzando 12 differenti cartucce da inserire nella macchina.

Titolo Cartuccia di gioco Sviluppatore Publisher Anno Genere Zona
Analogic 3 Magnavox Magnavox 1972 Misto Stati Uniti Europa
Baseball 3 Magnavox Magnavox 1972 Sports Stati Uniti
Basketball 8 Magnavox Magnavox 1972 Sports Stati Uniti
Brain Wave 3 Magnavox Magnavox 1972 Misto Stati Uniti
Cat and Mouse 4 Magnavox Magnavox 1972 Misto Stati Uniti Europa
Dogfight 9 Magnavox Magnavox 1972 Light Gun Stati Uniti Europa
Football 3, 4 Magnavox Magnavox 1972 Sports Stati Uniti
Fun Zoo 2 Magnavox Magnavox 1972 Misto Stati Uniti
Handball 8 Magnavox Magnavox 1972 Sports Stati Uniti
Haunted House 4 Magnavox Magnavox 1972 Horror Stati Uniti Europa
Hockey 3 Magnavox Magnavox 1972 Sports Stati Uniti Europa
Interplanetary Voyage 12 Magnavox Magnavox 1973 Action Stati Uniti
Invasion 4, 5, 6 Magnavox Magnavox 1972 Misto Stati Uniti
Percepts 2 Magnavox Magnavox 1972 Misto Stati Uniti
Prehistoric Safari 9 Magnavox Magnavox 1972 Light Gun Stati Uniti Europa
Roulette 6 Magnavox Magnavox 1972 Casino Stati Uniti Europa
Shooting Gallery 10 Magnavox Magnavox 1972 Light Gun Stati Uniti Europa
Shootout 9 Magnavox Magnavox 1972 Light Gun Stati Uniti Europa
Simon Says 2 Magnavox Magnavox 1972 Misto Stati Uniti Europa
Ski 2 Magnavox Magnavox 1972 Sports Stati Uniti Europa
Soccer 3, 5 Magnavox Magnavox 1972 Sports Europa
States 6 Magnavox Magnavox 1972 Educativo Stati Uniti
Submarine 5 Magnavox Magnavox 1972 Shooter Stati Uniti Europa
Table Tennis 1 Magnavox Magnavox 1972 Sports Stati Uniti Europa
Tennis 3 Magnavox Magnavox 1972 Sports Stati Uniti Europa
Volleyball 7 Magnavox Magnavox 1972 Sports Stati Uniti
Win 4 Magnavox Magnavox 1972 Misto Stati Uniti
Wipeout 5 Magnavox Magnavox 1972 Misto Stati Uniti
  • La cartuccia numero 11 era stata originariamente pensata per essere usata con il Basketball ma fu poi cancellata. Basketball funziona invece con la cartuccia 8.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Michael Dim, Magnavox Odissey, Giant Bomb, 8 dicembre 2014. URL consultato il 30 settembre 2015.
  2. ^ Levi Buchanan, Top 25 Videogame Consoles of All Time - Magnavox Odissey, IGN UK. URL consultato il 6 gennaio 2013.
    (EN)

    « The Magnavox was the very first videogame console ever released, predating even the Atari Pong »

    (IT)

    « La Magnavox è stata la prima console per videogiochi mai distribuita, precedendo anche l'Atari Pong. »

  3. ^ (EN) Magnavox Odissey, Gaming.wikia. URL consultato il 30 settembre 2015.
    (EN)

    « The Magnavox Odyssey, or simply Odyssey, was the world's first home video game console, first demonstrated on May 24, 1972 and released in August of that year, predating the Atari Pong home consoles by three years. »

    (IT)

    « La Magnavox Odissey, o semplicemente Odissey, è stata la prima console giochi domestica, mostrata per la prima volta il 24 maggio 1972 e poi distribuita nel mese di agosto di quell'anno, precedendo l'Atari Pong di 3 anni. »

  4. ^ (EN) Greg Orlando, Console Portraits: A 40-Year Pictorial History of Gaming, Wired News, 15 maggio 2007.
  5. ^ AP, Magnavox Patent, New York Times, 8 ottobre 1982. URL consultato il 25 febbraio 2007.
  6. ^ (EN) Reuters, Magnavox Settles Its Mattel Suit, New York Times, 16 febbraio 1983. URL consultato il 25 febbraio 2007.
  7. ^ (EN) Andrew Bub, The Original GamerDad: Ralph Baer, GamerDad, 7 giugno 2005. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  8. ^ (EN) Magnavox Odissey, Old-computers.com. URL consultato il 30 settembre 2015.
  9. ^ a b c d e f g Magnavox Odyssey - First home video game console, Pong Story. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  10. ^ (EN) Bebito Jackson, The “Odyssey” of Ralph Baer: Interview w/ the Father of Videogames, diehardgamefan.com.
  11. ^ David Winter, The extra games of the Odyssey, Pongstory.com. URL consultato il 20 maggio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]