Amstrad GX4000

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Amstrad GX4000
Immagine della console
Produttore Amstrad
Tipo Console a 8-bit
Generazione Terza
In vendita 1990
Dismissione 1991
Supporto di
memorizzazione
Cartuccia
Dispositivi
di controllo
Joypad

IL GX4000 è una console sviluppata da Amstrad per entrare nel mercato dell'intrattenimento domestico.

La console venne presentata nel giugno 1990 quale parte della nuova famiglia "Plus" di Amstrad, un'evoluzione dell'Amstrad CPC. Il GX4000 è una versione modificata del CPC464+[senza fonte], ed è quindi teoricamente compatibile con tutti i giochi sviluppati per CPC e CPC+, anche se, non disponendo di registratore a cassette né disk drive, di fatto può far girare solo titoli su cartuccia.

Dotata di una grafica abbastanza avanzata per una macchina a 8 bit, i modi grafici sono:

  • 160x200 con 16 colori
  • 320x200 con 4 colori
  • 640x200 con 2 colori

Mentre la tavolozza cromatica è di ben 4096 colori, al pari del Commodore Amiga e più della console a 16 bit Sega Mega Drive.

È inoltre in grado di effettuare via hardware uno scrolling fluido, rimediando così a una delle principali pecche dell'Amstrad CPC, nonché di generare via hardware gli sprite[senza fonte]. Eliminando poi altri due difetti della precedente linea Amstrad CPC, la macchina incorpora un modulatore TV (mentre il vecchio CPC può utilizzare unicamente un monitor dedicato) che offre l'output audio stereofonico attraverso le casse del televisore (mentre il CPC utilizza un altoparlante mono incorporato direttamente nel computer).

La macchina era venduta nel Regno Unito per 99 sterline inglesi con il gioco Burnin' Rubber su cartuccia incluso. Causa insuccesso nelle vendite, dopo poco più di un anno dal lancio cessò la produzione, mentre le vendite totali furono di appena 150.000 esemplari, 40.000 dei quali in Francia[senza fonte], dove la Amstrad era molto nota.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

I seguenti sono i giochi pubblicati commercialmente per la console, in buona parte titoli usciti anche per altre piattaforme:

Risulta sviluppata anche una conversione di Gazza II, della cui pubblicazione commerciale non si ha però conferma.

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