Ichthyosauria

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Ittiosauri
Stato di conservazione: Fossile
Fischsaurier fg01.jpg
Scheletro di Ichthyosaurus.
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Sottoclasse Parapsida
Ordine Ichthyosauria
Famiglie

Ichthyosauridae
Leptonectidae
Leptopterygiidae
Mixosauridae
Ophthalmosauridae
Shastasauridae
Stenopterygiidae
Teretocnemidae

Gli ittiosauri (Ichthyosauria) sono un gruppo di rettili marini vissuti dal Triassico al Cretaceo, dotati di un muso aguzzo e di zampe simili a pagaie.

Rettili simili a delfini[modifica | modifica sorgente]

Il loro nome deriva dall'aspetto pisciforme (dal greco Ichtyos). La loro forma potrebbe ricordare quella degli odierni cetacei, in particolare i delfini, ma si tratta comunque di Rettili, appartenenti alla sottoclasse dei parapsidi. Gli ittiosauri, però, avevano due paia di pinne pari (i delfini hanno soltanto quelle anteriori) e la coda era disposta verticalmente, mentre nei delfini essa è orizzontale. La coda era, almeno nelle forme più derivate, simmetrica e falciforme, sostenuta nel lobo inferiore dalla parte terminale della colonna vertebrale, piegata verso il basso, mentre il lobo superiore non aveva sostegno scheletrico, analogamente alla pinna dorsale.

Stile di vita[modifica | modifica sorgente]

Gli ittiosauri erano attivi predatori, ed il loro adattamento alla vita acquatica era così spinto da rendere possibile la nascita dei piccoli in mare: erano probabilmente ovovivipari. Alcuni fossili sembrano confermare il "parto" di piccoli già formati. Data la debolezza degli arti trasformati in pinne essi infatti avrebbero incontrato difficoltà nel movimento sulla terraferma. Il nuoto traeva la spinta principale dal movimento laterale della coda, mentre le pinne pari erano probabilmente usate per controllare la direzione e fornire stabilità al corpo.

Origini e sviluppo nel tempo[modifica | modifica sorgente]

L'origine degli ittiosauri è tuttora un mistero, ma alcuni strani rettili marini del Triassico inferiore (Hupehsuchus) potrebbero essere gli antenati di questo gruppo. Gli ittiosauri si diversificarono notevolmente già durante il Triassico, (Contectopalatus, Mixosaurus, Besanosaurus), dando origine anche a forme giganti (Shonisaurus) e si diversificarono ulteriormente nel Giurassico. Benché i primi ittiosauri (ad es. Cymbospondylus) avessero un aspetto vagamente serpentiforme, le forme del Giurassico svilupparono un profilo altamente idrodinamico simile a quello dei tonni e dei delfini, con tanto di pinna caudale ampiamente falcata e pinna dorsale ben sviluppata (Ichthyosaurus e Ophthalmosaurus). Le impronte di queste pinne si possono osservare in alcuni resti di ittiosauri (Stenopterygius) a conservazione eccezionale ritrovati a Holzmaden, in Germania.

Declino degli ittiosauri[modifica | modifica sorgente]

Verso la fine del Giurassico, gli ittiosauri conobbero un rapido declino, forse per la concorrenza di altri rettili marini come i plesiosauri e i pliosauri. Alcune forme (Platypterygius) sopravvissero nel Cretaceo, ma è una credenza sbagliata quella secondo la quale gli ittiosauri scomparvero alla fine del periodo, 65 milioni di anni fa, insieme ai dinosauri e a molti altri rettili: in realtà gli ittiosauri si estinsero molto prima, verso il Cretaceo medio, circa 100-90 milioni di anni fa.

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