Mesonychoteuthis hamiltoni

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Calamaro colossale
Calmarcolossal.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Protostomia
(clade) Lophotrochozoa
Phylum Mollusca
Subphylum Conchifera
Classe Cephalopoda
Sottoclasse Coleoidea
Superordine Decapodiformes
Ordine Teuthida
Sottordine Oegopsina
Famiglia Cranchiidae
Genere Mesonychoteuthis
Specie M.hamiltoni

Il calamaro colossale (Mesonychoteuthis hamiltoni) è il calamaro più grande del mondo in termini di massa. È noto solo in pochi esemplari, in genere immaturi, e le stime correnti danno per questa specie una lunghezza massima di 12-14 m.

Indice

[modifica] Distribuzione e habitat

Vive nelle acque fredde dell'Oceano Antartico, a grandi profondità, fino a 2200 m. I giovani si possono incontrare fino a 1000 m.

In assenza di un numero sufficiente di campioni provenienti da zone diverse (eccetto che per le paralarvae, lo stadio giovane del calamaro, che vivono nella zona antartica), la ripartizione geografica del calamaro deve essere dedotta da fonti indirette. Informazioni circa la distribuzione e gli spostamenti si possono trovare dai resti recuperati dallo stomaco dei suoi predatori, anche se alcuni di essi, come il capodoglio, compiono grandi viaggi negli oceani, mentre gli albatros, un altro predatore del calamaro colossale, possono allontanarsi fino a 1200 km dai nidi[1].

Da alcuni esemplari catturati e dai resti rinvenuti all'interno dei capodogli si può dedurre che il calamaro colossale vive fino a 2200 metri di profondità (nella cosiddetta zona batipelagica), mentre i giovani non possono andare oltre i 1000 metri di profondità (zona mesopelagica)[2].

[modifica] Anatomia

Contrariamente al calamaro gigante questa specie ha tentacoli dotati di ventose circondate da piccoli uncini taglienti, coperti da una membrana per evitare che il calamaro si ferisca accidentalmente. Il suo corpo è più largo e più lungo ma i tentacoli sono più brevi rispetto all'Architeuthis. Si tratta di un tipico esempio di gigantismo abissale.[3]

Come ogni altro calamaro, è dotato di un robusto becco, il più grande in dotazione alla specie. Il becco è circondato da tessuto muscolare perché possa aprirsi e chiudersi, ed è composto da chitina; la parte inferiore è più grande di quella superiore[4].

Gli occhi del calamaro colossale sono molto grandi (misurano 30 cm di diametro) per poter trovare le prede nel buio abissale e, contrariamente al calamaro gigante, sono posti lateralmente, cosa che gli permette un campo visivo molto ampio ma privo di visione binoculare[4].

Per la maggior parte del tempo il calamaro si mantiene in posizione stazionaria con l'aiuto delle pinne laterali e del sifone; quando deve spostarsi muove ondularmente i muscoli e le pinne e, per aiutarsi ulteriormente, espelle dal sifone l'acqua che aveva precedentemente ingurgitato[4].

[modifica] Biologia

Poco si sa del modo di vita di questo animale. Si crede che si cibi di organismi planctonici e nectonici come chetognati, pesci anche grandi, altri cefalopodi, etc. Il basso tasso metabolico consente al calamaro colossale di poter sopravvivere con solo 30 g di cibo al giorno.[5] Le femmine sembrano raggiungere le dimensioni maggiori. I maschi non posseggono l'ectocotile (tentacolo modificato per la copula) presente in quasi tutti gli altri cefalopodi. Questa specie è predata da vari cetacei e costituisce una delle prede principali del capodoglio nei mari antartici, andando a formare fino al 7% della biomassa consumata.[6]

Areale della specie

[modifica] Catture e avvistamenti

Un esemplare di calamaro colossale al Museo della Nuova Zelanda
  • 1925 - Viene scoperto all'interno dello stomaco di un capodoglio il primo esemplare della specie di cui restavano solo 2 tentacoli.[7]
  • 1981 - Un peschereccio russo nel Mare di Ross, al largo della costa dell'Antartide, catturò un calamaro di grandi dimensioni con una lunghezza totale di 4 metri (13 piedi), che è stato successivamente identificato come una femmina immatura di Mesonychoteuthis hamiltoni.[8]
  • 2003 - Un esemplare completo di femmina subadulta è stato trovato vicino alla superficie, con una lunghezza totale di 6 m (20 piedi) e il mantello lungo 2,5 m (8 piedi).[9]
  • 2005 - Un esemplare è stato catturato ad una profondità di 1625 m. Anche se non è stato portato a bordo dell'imbarcazione, la lunghezza del mantello è stata stimata di oltre 2,5 metri, mentre i tentacoli misuravano 230 cm. Il peso è stato stimato tra i 150 ei 200 kg.[10]
  • 2007 - Il più grande esemplare è stato catturato da una barca da pesca al largo della Nuova Zelanda, vicino all'Antartide. Il corpo è stato inizialmente stimato di 10 m (33 piedi) di lunghezza per un peso di 450 kg. Il calamaro è stato donato per gli studi scientifici.[11] Uno studio sul campione in seguito ha dimostrato che il suo peso reale era 495 kg, ma che la misura era di solo 4,2 metri (14 piedi) di lunghezza totale come risultato del restringimento dei tentacoli post mortem.[12]

[modifica] Esemplari esposti al pubblico

Un individuo è esposto nel museo della Nuova Zelanda Te Papa Tongarewa dal 13 dicembre 2008.[13] Il sito web ufficiale del museo con immagini e materiale sul calamaro colossale è disponibile.[14]

[modifica] Note

  1. ^ (EN)Dr. Steve O'Shea, Kat Bolstad. Giant Squid and Colossal Squid Fact Sheet. 6 aprile 2008
  2. ^ (FR) Claire Nouvien, Abysses, Fayard, 2008, p.122. ISBN 9782213625737
  3. ^ (EN) Te Papa: Hooks and Suckers. URL consultato il 23 febbraio 2011.
  4. ^ a b c Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa. The eye of the colossal squid
  5. ^ Rosa, R. & B.A. Seibel 2010. Slow pace of life of the Antarctic colossal squid. Journal of the Marine Biological Association of the United Kingdom, published online on April 20, 2010. doi:10.1017/S0025315409991494
  6. ^ Clarke, M.R. (1980). "Cephalopoda in the diet of sperm whales of the southern hemisphere and their bearing on sperm whale biology". Discovery Reports 37: 1-324.
  7. ^ Robson, G.C. 1925. "On Mesonychoteuthis, a new genus of oegopsid, Cephalopoda". Annals and Magazine of Natural History, Series 9, cap. 16: pag. 272–277.
  8. ^ Ellis, R. 1998. "The Search for the Giant Squid". The Lyons Press.
  9. ^ (EN) Super squid surface in Antarctic. BBC News
  10. ^ (EN) Very Rare Giant Squid Caught Alive. South Georgia Newsletter
  11. ^ (EN) NZ fishermen land colossal squid. BBC
  12. ^ (EN) Size Matters on 'squid row' (+photos, video). The New Zealand Herald
  13. ^ (EN) The Colossal Squid countdown...13 December 2008. Te Papa Blog
  14. ^ (EN) Sito ufficiale Te Papa. URL consultato il 29 luglio 2011.

[modifica] Bibliografia

  • (RU) Klumov, S.K. & V.L. Yukhov 1975. Mesonychoteuthis hamiltoni Robson, 1925 (Cephalopoda, Oegopsida). Antarktika Doklady Komission 14: 159–189. [English translation: TT 81-59176, Al Ahram Center for Scientific Translations]
  • McSweeny, E.S. 1970. Description of the juvenile form of the Antarctic squid Mesonychoteuthis hamiltoni Robson. Malacologia 10: 323–332.
  • Rodhouse, P.G. & M.R. Clarke 1985. Growth and distribution of young Mesonychoteuthis hamiltoni Robson (Mollusca: Cephalopoda): an Antarctic squid. Vie Milieu 35(3–4): 223–230.

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