WebCite

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WebCite
URL webcitation.org
Commerciale no
Tipo di sito
Lingua en
Proprietario
Creato da Gunther Eysenbach
Lancio 1997
Stato attuale attivo

WebCite è un servizio web che archivia le pagine web su richiesta. Coloro che usufruiscono del servizio possono poi citare le pagine web archiviate attraverso l'interfaccia di WebCite, citando l'URL originale della pagina web in una nuova pagina. I lettori sono quindi in grado di recuperare le pagine web archiviate a tempo indeterminato, indipendentemente dal fatto che la pagina web originale venga poi modificata o rimossa (i cosiddetti dead link). Tale archiviazione è particolarmente importante nel contesto accademico. WebCite è un consorzio no-profit sostenuto da editori e redattori, e può essere utilizzato da singoli autori e lettori a titolo gratuito. Il servizio fa parte dell'International Internet Preservation Consortium.

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Invece di utilizzare un web crawler che archivia tutte le pagine in maniera automatica, WebCite archivia solo la pagina per la quale l'utente richiede il processo di archiviazione e la citazione. Gli utenti del servizio utilizzano quindi il link alla pagina archiviata sui server di Webcite con un eventuale rimando al link della pagina originale e con un avviso che specifica che la pagina che si sta consultando in quel momento è una copia speculare (snapshot) della pagina originale che si intende citare. Si possono archiviare e citare tutti i tipi di contenuti web, incluse pagine in HTML, file PDF, fogli di stile, JavaScript e immagini. WebCite, nel processo di archiviazione su richiesta, archivia anche i metadata come tempi di accesso, MIME type e lunghezza del contenuto. Questi metadata sono utili per stabilire l'autenticità e la provenienza dei dati archiviati.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Concepito nel 1997 da Gunther Eysenbach, WebCite fu inizialmente descritto come servizio utile per le citazioni a lungo termine di pagine web.[1] L'entrata in campo di motori di ricerca (come Google) e altri servizi di archiviazione (come Internet Archive) apparentemente sembrò ridurre l'importanza e l'utilizzo globale di Webcite. Il servizio Webcite fu poi ripreso maggiormente in considerazione nel 2003 quando uno studio del periodico scientifico Science mise in risalto il fatto che non esisteva ancora un servizio appropriato per le citazioni tramite un sistema di riferimenti su Internet.[2] Né Internet Archive né Google, così come gli altri motori di ricerca o servizi di archiviazione web, infatti, permettevano un sistema di archiviazione di pagine e documenti web a richiesta e non esisteva un sistema automatico che permettesse a ricercatori e studiosi di archiviare le fonti citate. Dal 2008, più di 200 periodici cominciarono ad usare Webcite.[3]

WebCite fa parte dell'International Internet Preservation Consortium.[4] Il servizio collabora anche con altri progetti di archiviazione e preservazione digitale tra cui Internet Archive.[4]

Problemi legati al diritto d'autore[modifica | modifica sorgente]

Secondo WebCite le sue attività di archiviazione[3] sono ammesse dalle dottrine del diritto d'autore che si rifanno al "fair use" e a licenze implicite.[4] Per sostenere queste motivazioni Webcite dichiara che le copie archiviate sono trasformative (aumentano l'utilità delle opere originali), socialmente utili per la ricerca accademica e non dannose per il valore di mercato di qualsiasi opera protetta da copyright. WebCite sostiene che archiviare e mantenere la cache di pagine web non è considerata una violazione del copyright quando l'archiviatore offre al proprietario del copyright la possibilità di "opt-out", il che crea una licenza di utilizzo implicita.[4] A tal fine, Webcite non rende possibile l'archiviazione di pagine su siti web che utilizzano i metadata "do-not-cache" e "no-archive", così come quelle presenti su siti che utilizzano il sistema di esclusione robot exclusion standard.

Processo di archiviazione[modifica | modifica sorgente]

WebCite permette l'archiviazione su richiesta. Il servizio non è basato su un crawler; le pagine sono archiviate solo se l'autore o l'editore che le cita lo richiede. Per usufruire del caching e dell'archiviazione di una pagina web, un autore può utilizzare l'opzione "archive" dal menu delle opzioni di Webcite oppure creare e un bookmarklet che permette al navigatore di archiviare le pagine tramite il servizio semplicemente cliccando sul bookmarklet precedentemente salvato tra i segnalibri del browser.

Per recuperare o citare le pagine si può utilizzare il seguente formato URL:

Si può recuperare o citare pagine archiviate attraverso un formato trasparente come:

http://webcitation.org/query?url=URL&date=DATA

dove URL è l'indirizzo URL della pagina originale e DATE la data di archiviazione della stessa. Ad esempio:

http://webcitation.org/query?url=http%3A%2F%2Fen.wikipedia.org%2Fwiki%2FMain_Page&date=2008-03-04

Oppure può utilizzare il link alternativo breve http://webcitation.org/5W56XTY5h

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Gunther Eysenbach, Diepgen, Thomas L., Towards quality management of medical information on the internet: evaluation, labelling, and filtering of information in British Medical Journal, vol. 317, nº 7171, London, BMJ Publishing Group Ltd, 28 novembre 1998, pp. 1496–1502, ISSN 0959-8146, OCLC 206118688, PMC 1114339, BL Shelfmark 2330.000000. URL consultato il 27 febbraio 2008.
  2. ^ (EN) Robert P Dellavalle, Hester, Eric J; Heilig, Lauren F; Drake, Amanda L; Kuntzman, Jeff W; Graber, Marla; Schilling, Lisa M, Going, Going, Gone: Lost Internet References in Science, vol. 302, nº 5646, Washington, D.C., American Association for the Advancement of Science, 31 ottobre 2003, pp. 787–788, DOI:10.1126/science.1088234, ISSN 0036-8075, OCLC 211169635, BL Shelfmark 8130.000000. URL consultato il 27 febbraio 2008.
  3. ^ a b (EN) Gunther Eysenbach, Trudel, Mathieu, Going, Going, Still There: Using the WebCite Service to Permanently Archive Cited Web Pages in Journal of Medical Internet Research, vol. 7, nº 5, Toronto, Centre for Global eHealth Innovation at the University Health Network, 2005, pp. e60, DOI:10.2196/jmir.7.5.e60, ISSN 1438-8871, OCLC 107198227, PMC 1550686, PMID 16403724. URL consultato il 27 febbraio 2008.
  4. ^ a b c d (EN) WebCite Consortium FAQ in www.webcitation.org, WebCite.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]