Kraken

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Disegno di Pierre Denys de Montfort, dalle descrizioni di marinai francesi che sostenevano di essere stati aggrediti da questa creatura al largo dell'Angola (1801).

Il kraken è un mostro marino leggendario dalle dimensioni abnormi; il suo mito ha origini molto antiche, ma si è sviluppato soprattutto fra il Settecento e l'Ottocento, forse anche sulla base dei resoconti di reali avvistamenti di calamari giganti. Viene generalmente rappresentato come una gigantesca piovra, con tentacoli abbastanza grandi da avvolgere un'intera nave.

In norvegese, krake indica un animale malsano o aberrante (in analogia alle forme inglesi crank e crook). In tedesco, Krake significa piovra.

Indice

Evoluzione del mito [modifica]

Mitologia norrena [modifica]

Sebbene il nome kraken non appaia mai nei testi della mitologia norrena, le sue caratteristiche possono ricondursi a quelle dell'hafgufa, descritto nella Saga di Örvar-Odds e nel Konungs skuggsjá (1250). In questi testi si parla dell'hafgufa come di un mostro marino talmente grande da poter essere scambiato per un'isola quando si trovava in superficie. Questo tema (il mostro che sembra un'isola) è uno degli elementi ricorrenti principali nella tradizione sul kraken, che si sviluppò principalmente nel Settecento. Questo tema ha avuto anche sviluppi diversi, e in particolare accomuna il kraken con lo Zaratan, la balena-isola del mito di San Brendano di Clonfert.

Alcuni elementi della tradizione relativa al kraken (le bolle e gli spruzzi d'acqua dalle sue narici, le forti correnti e le violente onde provocate dai suoi spostamenti, il suo emergere come un'isola) fanno supporre ad alcuni studiosi che la versione originale del mito norreno possa essere correlata all'attività vulcanica sottomarina in Islanda.

Linneo e Pontoppidan [modifica]

Nella prima opera di Carl von Linné, Systema Naturae (1735), il kraken compare fra i cefalopodi, con il nome scientifico Microcosmus marinus (in seguito, Linné rinunciò a menzionare questa ipotetica specie). Il riferimento settecentesco principale sul kraken è la Storia naturale della Norvegia (1752) del danese Erik Pontoppidan, vescovo di Bergen. Pontoppidan riprende il tema del mostro-isola, sostenendo che alcune isole rappresentate erroneamente sulle mappe fossero in effetti da ricondursi ad avvistamenti del kraken in emersione. Nella descrizione di Pontoppidan, il principale elemento di pericolosità del kraken erano le sue stesse dimensioni, e le forti onde e i potenti gorghi che causava emergendo o inabissandosi. Il kraken non viene quindi descritto come ostile, sebbene Pontoppidan precisò che, volendo, il kraken avrebbe potuto afferrare e trascinare negli abissi anche la più grande nave da guerra. Sempre Pontoppidan sostiene che un giovane esemplare di kraken, morto, fosse stato spinto dalle onde sulla spiagga presso Alstahaug.

Il kraken di Pontoppidan appare come "pesce-granchio" nell'opera dello svedese Jacob Wallenberg Min son på galejan ("Mio figlio sulla galera", 1781):

« Il kraken, anche detto pesce-granchio, che non è (a quanto dicono i piloti norvegesi) così grande, non è più grande della larghezza della nostra Öland [ovvero meno di 16 km] ... Se ne sta sul fondo del mare, sempre circondato da molti piccoli pesci che gli servono come cibo e ricevono cibo da esso; perché il suo pasto, se ricordo bene ciò che scrive Pontoppidan, dura non meno di tre mesi, e altri tre servono per la digestione. In seguito, i suoi escrementi nutrono un esercito di pesci più piccoli, e per questo motivo i pescatori gettano i piombi dove esso giace ... Gradualmente, il kraken sale alla superficie, e quando si trova a dodici o dieci braccia è bene che le barche si allontanino, perché di lì a poco esso emerge come un'isola, spruzzando acqua dalle sue terribili narici e creando anelli di onde attorno a sé, fino a distanze di molte miglia. Si può forse dubitare che questo sia proprio il Leviatano del Libro di Giobbe»

L'idea che i pescatori si arrischiassero a pescare sopra il kraken è menzionata da Pontoppidan; pare che i pescatori norvegesi, per complimentarsi per una pesca particolarmente abbondante, fossero soliti dire: "devi aver pescato sul kraken".

La piovra gigante [modifica]

L'avvistamento di un calamaro gigante al largo del Tenerife, 1861

Nel tardo Settecento iniziò a svilupparsi il mito del kraken come creatura aggressiva. Alcune varianti del mito prevedevano che il kraken affondasse le navi degli uomini corrotti (per esempio dei pirati), risparmiando quelle dei giusti. Sempre in questo periodo l'immagine del kraken venne a coincidere in modo sempre più netto con quella di una piovra gigante, perdendo altre caratterizzazioni menzionate da alcune fonti più antiche (come la forma di granchio o certi altri elementi che potevano accomunare il kraken alle balene). Secondo alcuni studiosi, questa evoluzione del mito potrebbe essere legata agli avvistamenti di reali calamari giganti.

Nel 1802, il malacologo francese Pierre Denys de Montfort incluse la descrizione di due specie di piovre giganti nel suo trattato enciclopedico sui molluschi, Histoire Naturelle Générale et Particulière des Mollusques. La prima specie, per cui Montfort riprese il nome "kraken", era quella descritta dai marinai norvegesi (e, secondo Montfort, anche da Plinio il Vecchio). La seconda specie aveva dimensioni ancora più impressionanti; un esemplare aveva causato il naufragio di un vascello al largo dell'Angola.

Montfort sostenne anche che le dieci navi da guerra inglesi scomparse nel 1782 fossero state affondate da piovre giganti. La sua tesi fu in seguito smentita, e la sua opera perse notevolmente di credibilità agli occhi dei suoi contemporanei.

Nella cultura popolare [modifica]

I riferimenti al kraken nella cultura popolare moderna sono innumerevoli.

Letteratura [modifica]

Ventimila leghe sotto i mari, illustrazione originale
  • La celebre poesia The Kraken di Alfred Tennyson (1830) descrive il kraken come un mostro addormentato, destinato a riemergere alla fine del mondo (come il serpente mitologico Miðgarðsormr).
  • Jules Verne cita più volte il kraken e Pontoppidan nel suo Ventimila leghe sotto i mari (1870). I protagonisti del romanzo sono anche attaccati da un calamaro gigante.
  • Il mostro Cthulhu di Howard Phillips Lovecraft presenta molte analogie con il kraken, in particolare nella versione di Tennyson; si trova sul fondo del mare, in attesa che venga il giorno della sua riemersione.
  • Il romanzo Il risveglio dell'abisso di John Wyndham descrive un'invasione di alieni abitanti degli abissi marini e ispirati al kraken.
  • Nella serie fantasy Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin, il kraken appare sullo stemma del Casato di Greyjoy, i cui appartenenti sono talvolta detti "i kraken".
  • Il romanzo Pianeta d'acqua di Jack Vance racconta la storia di un gruppo di superstiti di un viaggio spaziale atterrati su un pianeta senza terraferma, in cui imperversa il Re Kragen (capo di un'omonima razza di mostri marini), a cui tutti devono sottomettersi in cambio di protezione. Il romanzo è l'evoluzione di un precedente racconto di Vance, chiamato appunto The Kragen.
  • Nella serie fantasy La Canzone di Shannara di Terry Brooks, il kraken, sebbene sia un mostro marino, viene evocato dal fondo di un lago dalle Mortombre, creature del male schiave del libro della magia nera.
  • Nel romanzo "L'isola dei pirati" di Michael Crichton il kraken viene menzionato come un mostro con la pelle grigio smorto, muso appuntito corpo gibboso lungo sei o sette metri a cui è attaccato un intrico di lunghi tentacoli,come una testa di medusa. Le onde provocate dal suo passaggio provocano l'oscillazione della nave.
  • Nel libro Artemis Fowl: La trappola del tempo sono citati anche dei kraken, anche se la loro descrizione è più vicina a quella della balena-isola
  • Nell'immaginario Fantasy di J.R.R.Tolkien il Kraken è un enorme Cefalopode chiamato anche Osservatore che infesta le voragini allagate dentro e intorno a Khazad-dûm.

Cinema e televisione [modifica]

Fumetto [modifica]

Giochi e videogiochi [modifica]

I giochi e videogiochi che fanno riferimento al kraken sono numerosissimi. Generalmente in essi il kraken appare come un grande polpo, ma le rappresentazioni possono variare: ad esempio, nel videogioco Resistance 2 per Playstation 3, il kraken viene presentato come una creatura aliena. Un'ulteriore rappresentazione è presente in un altro gioco per Playstation 3, Assassin's Creed II, anche se si tratta di un Easter egg e non di una battaglia con il mostro. Nel livello "Il segreto della Visitazione" il protagonista, Ezio, si trova nella chiesa di Santa Maria della Visitazione a Venezia e deve cercare la tomba di un assassino. Ad un certo punto il giocatore deve tirare una leva per proseguire ma se dopo averla tirata invece di andare avanti rimane fermo e osserva l'acqua può scorgere un calamaro gigante nuotare sotto di lui. Tirando la leva una seconda volta il "kraken" farà uscire uno dei suoi tentacoli dall'acqua, ma non attaccherà mai il giocatore, neanche se cade in acqua. Nei giochi Il Signore degli Anelli: la Terza Era e Il Signore degli Anelli: Le Due Torri, usciti entrambi per Playstation 2, a difesa dei cancelli delle miniere di Moria si trova l'Osservatore, un kraken che vive nel lago davanti alla porta di Moria. In un altro gioco per Playstation 2, Jak 3, se il giocatore comincia ad allontanarsi a nuoto dal deserto viene afferrato da un enorme tentacolo e trascinato negli abissi.

Fra gli altri altri giochi e videogiochi in cui compare il kraken si ricordano:

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

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