Melanocita
I melanociti sono cellule presenti nell'epidermide, seconde come numero ai cheratinociti, sono circa 1500/mm². Hanno forma tondeggiante presentano dei prolungamenti che vanno a formare un reticolo a livello della giunzione dermoepidermica. Tramite i loro numerosi processi citoplasmatici iniettano melanina nei cheratinociti dell' epidermide.
Caratteristica peculiare dei melanociti è quella di avere nel loro citoplasma numerosi granuli detti melanosomi che contengono il pigmento melanina.
Melanogenesi[modifica]
I melanociti, presenti nello strato basale, derivano, per migrazione durante lo sviluppo embrionale, dalle creste neurali.
La melanogenesi è il processo biochimico, svolto dai melanociti, che porta alla formazione della melanina.
I melanociti sintetizzano un enzima detto tirosinasi o DOPAossidasi contenuto all'interno dei premelanosomi (organuli a forma di pallone di rugby nei soggetti biondi o bruni mentre sferico nei soggetti con i capelli rossi).
L'enzima tirosinasi è in grado di convertire l'amminoacido tirosina o monoidrossifenilalanina in melanina, la tirosina se esposta ai raggi ultravioletti si ossida divenendo diidrossifenilalanina o DOPA che funge anch'essa da substrato della tirosinasi. La tirosinasi trasforma la tirosina in melanina molto lentamente, mentre la formazione della melanina a partire da DOPA è molto più veloce. Una volta che è stata prodotta la melanina, i melanociti possono trasferirla attraverso la secrezione citocrina ai cheratinociti dello strato basale e spinoso dell'epidermide. Le cellule che accettano la melanina sono chiamate melanofori. Si pensa che la melanina sia trasferita anche alle cellule del connettivo come i macrofagi creando così uno scherma melaninico. I melanociti sono tipicamente in proporzione di 1 a 36 rispetto ai cheratinociti, e nelle zone più pigmentate (come capezzoli e sacco scrotale) arrivano a un rapporto di 1 a 4.
Bibliografia[modifica]
- M. Pippione et all, Dermatologia e Venereologia, Torino, Edizioni Minerva Medica, 2009. ISBN 88-7711-635-8