Salvatore Contorno

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Salvatore Contorno, detto Totuccio (Palermo, 28 maggio 1946), è un mafioso e collaboratore di giustizia italiano, membro di cosa nostra.

Soprannominato Coriolano della Floresta (come il protagonista del romanzo I Beati Paoli) e affiliato a Cosa Nostra nel 1975, nell'ottobre del 1984, seguendo l'esempio di Tommaso Buscetta, Contorno decise di intraprendere un percorso di collaborazione con la giustizia fornendo informazioni dettagliate sugli affari interni all'associazione mafiosa. Le sue testimonianze furono cruciali nel maxiprocesso contro la mafia siciliana di Palermo e nel processo denominato Pizza connection a New York, negli anni ottanta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'affiliazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1975 Totuccio Contorno, ufficialmente di professione macellaio, fu iniziato alla famiglia mafiosa palermitana di Santa Maria di Gesù da Stefano Bontate, allora uno dei membri più influenti della Commissione di Cosa Nostra.

Già contrabbandiere di sigarette, dopo l'ingresso in cosa nostra divenne un trafficante di eroina, assieme ai suoi cugini, i fratelli Grado che, dalla Turchia, importavano morfina, che poi veniva raffinata in eroina nei laboratori siciliani. Contorno divenne ben presto un killer della "famiglia" e uno degli uomini fidati di Bontate, fino al suo omicidio.[1]

La seconda guerra di mafia[modifica | modifica wikitesto]

L'omicidio di Bontate, avvenuto per mano dei corleonesi di Totò Riina nell'aprile del 1981, diede inizio alla Seconda guerra di mafia scatenata da questi ultimi contro i palermitani finalizzata allo sterminio degli uomini d'onore della famiglia di Santa Maria di Gesù. I Corleonesi e i loro alleati organizzarono con molti degli alleati di Bontate un incontro per chiarire gli eventi recenti e furono condotti alla villa di Michele Greco, dove molti furono massacrati. Contorno non partecipò all'incontro, sospettando che ci fosse qualcosa pericolosa e ciò gli permise di sopravvivere.[2]

Il 25 giugno di quello stesso anno, Contorno sfuggì ad uno spettacolare agguato tesogli da un commando omicida capitanato da Pino Greco, detto Scarpuzzedda e da Giuseppe Lucchese, due dei killer più sanguinari dei Corleonesi. Intercettato nel quartiere palermitano di Brancaccio, sul cavalcavia tra via Ciaculli e via Giafar, grazie al suo proverbiale sangue freddo, Contorno riuscì ad uscire incolume ai colpi di Kalashnikov, rispondendo al fuoco dei sicari ferendo uno dei suoi avversari. In macchina casualmente si trovava anche un ragazzino di undici anni amico del figlio di Contorno, che venne spinto fuori dall'abitacolo subito dopo la sparatoria riuscendo così a nascondersi.[3]

Rimasto ferito in maniera lieve, dopo l'attentato Contorno venne curato dal chirurgo Sebastiano Bosio che, il 6 novembre 1981, venne poi ucciso in un attentato mafioso.[4] I Corleonesi decisero allora di attuare la strategia della "terra bruciata" nei confronti di Contorno e dei suoi congiunti, allo scopo di "stanarlo" o, comunque, di privarlo di qualsiasi eventuale supporto logistico: nel giro di poche settimane dopo l'attentato nei suoi confronti, furono assassinati Pietro Mandalà e il padre Francesco, cugini di Contorno, e diversi parenti e amici finirono pure uccisi[5].

Divenuto uno degli ultimi superstiti della fazione perdente, accerchiato dai nemici e inseguito dalle forze dell'ordine, Contorno decise di allontanarsi da Palermo per riparare a Roma e tentare di riorganizzare le file e preparare la vendetta a partire dall'omicidio di Giuseppe Pippo Calò, giudicato dallo stesso Contorno responsabile dell'omicidio di Stefano Bontate.

Per 220 milioni acquistò una villa a Bracciano in cui venne poi arrestato, il 23 marzo 1982. Nel suo nascondiglio, la Polizia rinvenne due auto blindate, due utilitarie, 150 kg di hashish, 2 kg di eroina, armi e pallottole di ogni calibro, 35 milioni di lire contante e alcuni documenti falsificati. L'arresto, che probabilmente gli salvò la vita, tuttavia non fermò le vendette trasversali contro di lui che proseguirono coinvolgendo molti tra suoi parenti e amici[6].

Dopo alcuni mesi dietro le sbarre, Contorno cominciò a rivelare informazioni sull'organizzazione mafiosa divenendo una delle fonti confidenziali del Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato Antonino Ninni Cassarà che sviluppò con Contorno un rapporto diretto, coperto dallo pseudonimo di Prima Luce.

Il Maxiprocesso[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Maxiprocesso di Palermo.

Durante la prima fase istruttoria del maxiprocesso di Palermo, nell'ottobre del 1984, seguendo l'esempio di Tommaso Buscetta, Contorno decise di intraprendere un percorso di collaborazione con la giustizia e le sue dichiarazioni costituirono un'ulteriore conferma a quelle di Buscetta e nel giro di pochi giorni produssero altri 127 mandati di cattura e 56 arresti eseguiti tra Palermo, Roma, Bari e Bologna[7].

Grazie alle loro dettagliate confessioni, il giudice Giovanni Falcone riuscì a ricostruire preziosi riscontri sugli affari interni all'associazione mafiosa che rinforzarono le accuse contro i boss e gli uomini d'onore rinviati a giudizio nell'aula bunker palermitana che vide 468 imputati alla sbarra. Nel dibattimento venne palesata la fitta trama di interessi tra mafia, finanza e politica e le connessioni con le famiglie italo-americane.[8] Quando entrò nell'aula bunker dell'Ucciardone per testimoniare, Contorno, a differenza di Buscetta, venne accolto da fischi e insulti anche durante la sua deposizione, che il collaboratore condusse in stretto dialetto palermitano nonostante le proteste degli avvocati difensori, tanto che la Corte dovette nominare come perito linguistico il professor Santi Correnti per tradurre in italiano la testimonianza[9][10].

Iniziato il 10 febbraio del 1986, dopo 22 mesi di dibattimento, il processo che in qualche modo cambiò il volto alla lotta alla mafia, si concluse il 16 dicembre del 1987, con 19 boss condannati all'ergastolo e 342 condanne a pene detentive, infliggendo il primo duro colpo a Cosa Nostra. Grazie al suo pentimento, Contorno ricevette uno sconto di pena e fu condannato, per associazione a delinquere e traffico di stupefacenti, a 5 anni e 6 mesi di detenzione.

Gli altri arresti e un nuovo attentato[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1984 venne estradato negli Stati Uniti dove ricevette dal governo una nuova identità, la cittadinanza statunitense e la libertà vigilata in cambio della testimonianza nel processo "Pizza connection", che si svolse a New York e vide imputati Gaetano Badalamenti e altri mafiosi siculo-americani accusati di traffico di stupefacenti[11].

Nonostante fosse sottoposto a programma di protezione negli Stati Uniti, nel novembre 1988 Contorno fece segretamente ritorno a Palermo[12]. Per un periodo venne ospitato in un residence nei pressi di Castellammare del Golfo gestito dall'albergatore Paolo Ficalora, il quale era inconsapevole dell'identità del suo ospite ma venne lo stesso assassinato per ritorsione dai Corleonesi il 28 settembre 1992[13]. Nel maggio 1989 Contorno venne infine arrestato in un villino a San Nicola L'Arena insieme al cugino Gaetano Grado dagli uomini del questore Arnaldo La Barbera che trovarono in loro possesso fucili, pistole, divise dei carabinieri e ricetrasmittenti[14]. La vicenda destò numerose polemiche e una serie di lettere anonime definite giornalisticamente del “Corvo” accusarono i giudici Giovanni Falcone e Giuseppe Ayala, il Capo della Polizia di Stato Vincenzo Parisi e importanti investigatori come Gianni De Gennaro e Antonio Manganelli di avere "pilotato" il ritorno di Contorno in Sicilia al fine di sterminare i Corleonesi, storici nemici della sua famiglia: infatti si mise in diretta correlazione il rientro di Contorno con una serie di omicidi che effettivamente si erano registrati tra Bagheria e Casteldaccia proprio in quei mesi ai danni di persone legate alle cosche corleonesi[15][16]. Contorno venne incarcerato e processato per detenzione illegale di armi ma venne assolto ed ottenne la libertà provvisoria nel 1990[17]. Intanto continuava lo sterminio dei suoi parenti: nel gennaio 1989, a Brancaccio, era stato ucciso un suo cognato, Sebastiano Lombardo, mentre in luglio furono ammazzati a colpi di lupara e pistola due cugini della moglie di Contorno, Giorgio e Salvatore Mandalà, e nel 1991 venne assassinato anche Gaetano Mandalà, figlio di Giorgio[18][19].

Nell'aprile del 1994 Contorno scampò ad un altro attentato dei nemici corleonesi che, vicino alla sua villa di Formello, nella campagna romana, nascosero settanta chili di esplosivo in un canale di scolo adiacente alla strada dove Contorno doveva passare; l'ordigno venne però scoperto dalle forze dell'ordine avvertiti dalla telefonata di un cittadino insospettito da alcuni movimenti strani nella zona[20].

Nel mese di gennaio del 1997 Contorno viene nuovamente arrestato per alcuni episodi di spaccio di sostanze stupefacenti avvenuti sette anni prima a Roma e condannato a sei anni[21]. Per questi motivi, gli venne revocato il programma di protezione[22].

Nel 2004 viene ancora una volta arrestato per estorsione.[23]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biografia di Salvatore Contorno su Il Corriere della Sera
  2. ^ Stille, Excellent Cadavers, p. 111
  3. ^ Contorno tornera Palermo, la polizia teme un agguato su La Repubblica
  4. ^ Scheda passato e presente: 1981
  5. ^ E LEGGIO SPACCO' IN DUE COSA NOSTRA - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 29 marzo 2021.
  6. ^ 'Il cavallo scalciò a terra e trovammo le armi del boss' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 25 marzo 2021.
  7. ^ UN ALTRO PENTITO PARLA, 56 ARRESTI - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 10 aprile 2021.
  8. ^ Da Buscetta a Totuccio Contorno i grandi accusatori dei boss su La Repubblica
  9. ^ Antologia del Maxi-processo CONTORNO un pentito senza rispetto (24/6/1986). URL consultato l'11 aprile 2021.
  10. ^ Enrico Deaglio, Raccolto rosso: la mafia, l'Italia e poi venne giù tutto, Feltrinelli Editore, 1993, ISBN 978-88-07-12010-7. URL consultato il 10 marzo 2021.
  11. ^ BUSCETTA SCAGIONA TANO BADALAMENTI 'NON E' COINVOLTO NEL TRAFFICO DI D - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 29 marzo 2021.
  12. ^ moretti, Pentito Contorno: "Con lo Stato peggio che con la mafia", su Adnkronos, 14 dicembre 2020. URL consultato il 29 marzo 2021.
  13. ^ Attilio Bolzoni, Paolo Ficalora, il “capitano” ribelle, su Mafie. URL consultato il 19 luglio 2021.
  14. ^ CONTORNO, DA PENTITO A VENDICATORE - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 29 marzo 2021.
  15. ^ La lunga stagione dei veleni cinque lettere e un Corvo - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 29 marzo 2021.
  16. ^ E DOPO L'ARRESTO DI TOTUCCIO CONTORNO E' SCATTATA LA VENDETTA DI COSA - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 29 marzo 2021.
  17. ^ IL PENTITO TOTUCCIO CONTORNO OTTIENE LA LIBERTA' PROVVISORIA - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 29 marzo 2021.
  18. ^ LA VENDETTA DEI KILLER DI CORLEONE - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 29 marzo 2021.
  19. ^ PALERMO, SPARANO SEI COLPI CONTRO UN PARENTE DI CONTORNO - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 29 marzo 2021.
  20. ^ MA LI' TOTUCCIO GIRAVA TRANQUILLO - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 29 marzo 2021.
  21. ^ 'SPACCIAVO PER TIRARE AVANTI' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 29 marzo 2021.
  22. ^ Contorno, il ritorno Ho nuovi ricordi - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 29 marzo 2021.
  23. ^ Arrestato il pentito Contorno stava tentando un'estorsione, in la Repubblica, 2 dicembre 2004. URL consultato il 29 marzo 2020 (archiviato il 29 marzo 2020).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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