Giovanni Falcone (film)

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Giovanni Falcone
Titolo originaleGiovanni Falcone
Paese di produzioneItalia
Anno1993
Durata124 min
Generedrammatico, storico
RegiaGiuseppe Ferrara
SoggettoArmenia Balducci, Giuseppe Ferrara
SceneggiaturaArmenia Balducci, Giuseppe Ferrara
ProduttoreGiovanni Di Clemente
Casa di produzioneColumbia TriStar Films Italia e C.D.I. Compagnia Distribuzione Internazionale
FotografiaClaudio Cirillo
MontaggioRuggero Mastroianni
MusichePino Donaggio
ScenografiaNino Formica
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Giovanni Falcone è un film del 1993 diretto da Giuseppe Ferrara.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film si basa sulla storia vera del giudice Giovanni Falcone, in particolare sui suoi ultimi anni di lavoro (si parla degli anni 1981-1992) e sulla lotta contro la mafia, che gli costerà la vita nella strage di Capaci, il 23 maggio 1992. Il film si apre in parallelo con due giuramenti: quello di un mafioso e quello del giudice stesso avvenuto nel 1964, per poi concentrarsi sugli episodi più importanti dell'attività di quest'ultimo, dall'uccisione dei boss Bontate e Inzerillo alla seconda guerra di mafia, dall'assassinio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa fino alla collaborazione con Rocco Chinnici. Si intravede anche la Cupola mafiosa, la morte di Ninni Cassarà, gli interrogatori dei pentiti, tra cui quello di Tommaso Buscetta, che rivelò diversi segreti di Cosa nostra ma non tutti, lo smantellamento del gruppo e l'incarico al ministero di Grazia e Giustizia come direttore generale per gli affari penali ed infine la strage di Capaci e quella di via d'Amelio, in cui perde la vita il collega ed amico Paolo Borsellino. Il regista mescola materiale di repertorio, tratto da telegiornali dell'epoca, con scene ricostruite con molta verosimiglianza, per raccontare con uno stile da docufiction l'inquietante intreccio fra mafia e politica. Significativa è la scelta di inserire brevi sequenze tratte da Il settimo sigillo che raccontano la partita a scacchi tra la morte e il cavaliere, e che nel film rappresentano per Falcone una sorta di ossessione ricorrente.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film divenne un caso ancora prima di essere girato: la famiglia di Paolo Borsellino e altri parenti delle vittime si opposero alla sua realizzazione, accusando il regista di voler speculare sul loro dolore[1][2], ma Ferrara rispose con una lettera aperta con cui difendeva il suo operato[3]. Per scrivere la sceneggiatura, Ferrara aveva incontrato lo stesso Borsellino cinque giorni prima che venisse ucciso[1] e si avvalse anche della testimonianza di diversi colleghi di Falcone, tra cui Antonino Caponnetto (che si disse perplesso sul progetto), Giacomo Conte, Giuseppe Di Lello ed altri[4]. Anche la sorella del giudice, Maria Falcone, incontrò Ferrara prima delle riprese e Michele Placido raccontò un aneddoto: "La storia del film è tutta singolare sin da un episodio accaduto quando eravamo a casa della sorella di Falcone. Mentre Ferrara spiegava che secondo lui il magistrato aveva un rapporto singolare, quasi di sfida, con la morte, il nipote di Falcone, passando per caso, rivelò che lo zio era ossessionato da un film, e gliene aveva regalato alcuni fotogrammi. Era ' Il settimo sigillo' di Bergman, un film in cui un cavaliere gioca con la morte".[5]

Il film venne mostrato in anteprima l'8 ottobre 1993 ad un pubblico di giornalisti e personaggi dello spettacolo ma la proiezione causò diverse polemiche, tanto che la stessa Maria Falcone ottenne dal produttore Giovanni Di Clemente il taglio di una scena di pochi minuti "per impedire che nel film Ferrara rappresentasse la circostanza, assolutamente falsa, del viaggio di mio fratello negli Usa dopo la morte di Lima per interrogare Buscetta. Tale circostanza, prospettata come vera, offende profondamente la memoria di Giovanni che mai ha compiuto attività di indagine illegittima" mentre i legali di Bruno Contrada chiesero al pretore di Roma di rimuovere la didascalia che compariva nel finale "Il numero tre del Sisde già capo della squadra mobile di Palermo, è arrestato per concorso in associazione mafiosa" che riconduceva il personaggio de "u' dottore" che compare più volte nel film al loro assistito[6][7]. Il regista presentò al Tribunale di Roma un'istanza per ottenere il ripristino dei tagli ma venne rigettata[8]. Infine questa versione "aggiustata" uscì nelle sale una ventina di giorni dopo[9][10].

Ferrara denunciò la circostanza che per due anni nessuna rete televisiva nazionale volle trasmettere il film[7].

Controversie legali[modifica | modifica wikitesto]

Il regista Giuseppe Ferrara subì una condanna per diffamazione nei confronti dell'ex commissario di polizia e funzionario del SISDE Bruno Contrada (che si sentì diffamato dal personaggio de "Il Dottore" interpretato da Pietro Biondi, che a lui si identificava)[11][12] e una separata richiesta di risarcimento in sede civile pari a 4 miliardi di lire da parte del giudice Vincenzo Geraci (interpretato da Gianfranco Barra nel film) perché si sentì rappresentato nella pellicola come personaggio negativo[13].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il primo passaggio televisivo del film avvenne in prima serata su Canale 5 il 20 maggio 1996, in occasione del quarto anniversario della strage di Capaci[14], e venne visto da più di 9 milioni di telespettatori[15]; il superlatitante Giovanni Brusca, colui che premette il telecomando che causò l'esplosione di Capaci, venne arrestato quella sera proprio mentre guardava in tv il film di Ferrara[5].
  • Le location esterne del tribunale di Palermo (es. i palazzi che si vedono dal lunotto posteriore dell'auto di scorta su cui viaggiano Falcone e Borsellino mentre discutono del sospetto di una talpa che ha fatto la soffiata ai killer di Cassarà ed Antiochia) non appartengono al capoluogo siciliano: si tratta dei palazzi delle facoltà di Matematica, Mineralogia, Fisica (vecchio edificio) e del Rettorato della città universitaria di Roma (La Sapienza).
  • Le scene fuori delle aule di giustizia (Falcone parla con la moglie dopo l'episodio dell'Addaura; Falcone comunica a Borsellino che andrà a Roma per ricoprire l'incarico di Direttore generale degli Affari Penali al Ministero di Grazia e Giustizia) sono state girate nell'atrio del Rettorato (anche la scena in cui Falcone e la moglie percorrono un corridoio da cui si vede l'atrio anzidetto) dell'università La Sapienza di Roma.
  • L'aula in cui Falcone parla ad un convegno da Direttore degli Affari Penali e viene criticato da un uomo (l'attore Sergio Albelli) non è dell'Università di Pavia - come scenicamente è indicato nel film - ma un'aula della facoltà di Lettere e Filosofia, ancora de La Sapienza: la scala da cui Falcone e la giornalista Marcelle Padovani scendono dovrebbe essere una delle scale esterne della stessa facoltà (ipotesi alternativa: potrebbe trattarsi - nel primo caso - dell'aula V della vicina facoltà "Guido Castelnuovo" di Matematica).
  • L'ingresso della Procura di Marsala, dove Borsellino prestò servizio come Procuratore della Repubblica, è situata - per esigenze del film - presso l'ingresso della Facoltà di Biotecnologie/Botanica che si trova di fronte alla facoltà di Farmacologia "Vittorio Erspamer" ed accanto alle segreterie studenti sempre della prima università romana.
  • Nel 1985 durante la scena del trasferimento dei due giudici nel carcere dell'Asinara si intravedono i carabinieri con l'uniforme estiva attuale ma in quell'epoca era di color cachi.
  • Cameo: il giornalista che intervista Falcone per le scale mentre è con Borsellino (quello che vuol fare due domande, una seria e una meno seria) è un allora semisconosciuto Cesare Bocci, che nella serie Il commissario Montalbano interpreta Mimì Augello, e nella stessa serie Giacinto Ferro -che qui interpreta il Consigliere Istruttore Meli- interpreta nelle prime stagioni il questore Bonetti Alderighi; Pietro Biondi - in questo film nei panni del Dottore - ha interpretato anche lui il questore nella serie de il commissario Montalbano; Nino D'Agata (che interpreta il mafioso, poi pentitosi, "Totuccio" Contorno) interpreterà in un successivo film sulla strage di via D'Amelio il caposcorta di Borsellino; Massimo Bonetti - qui il commissario Cassarà - è noto per aver interpretato di nuovo un poliziotto - l'ispettore Pietro Guerra - nella serie La squadra della Rai (dove Gaetano Amato - qui Luciano Liggio - interpreta l'ispettore Sergio Amato nelle prime quattro stagioni); Roberto Nobile - qui il giudice Di Pisa - non è nuovo a ruoli di servitori dello Stato avendo ricoperto quello del sovrintendente Parmesan nella serie Distretto di Polizia (dove - nelle prime due serie - recita Ivana Monti, che in questo film è la giornalista Marcelle Padovani e che in Distretto di Polizia ha interpretato il ruolo della madre del commissario Scalise).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b FERRARA: ' LE MIE VERITA' SULLA STORIA DI FALCONE' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 24 maggio 2021.
  2. ^ ' QUEL FILM SU FALCONE SPECULA SUL NOSTRO DOLORE' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 24 maggio 2021.
  3. ^ ' FALCONE, UN UOMO DA SCOPRIRE' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 24 maggio 2021.
  4. ^ GIANNINI BORSELLINO UN GIUDICE, UN ESEMPIO - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 24 maggio 2021.
  5. ^ a b ' NOI, GLI ASSALTATORI EROI QUI A PALERMO' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 24 maggio 2021.
  6. ^ E' LITE PER IL FILM SU FALCONE - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 24 maggio 2021.
  7. ^ a b FERRARA: ' IL MIO FALCONE EMARGINATO DALLA RAI' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 24 maggio 2021.
  8. ^ GERACI: QUELLO NON SONO IO - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 28 maggio 2021.
  9. ^ FALCONE E GLI ALTRI UOMINI ED EROI - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 28 maggio 2021.
  10. ^ ' NESSUNA PRESSIONE PER TAGLIARE IL FILM' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 28 maggio 2021.
  11. ^ MAFIA: CONTRADA 'U DOTTORE' NEL FILM DI FERRARA FU DIFFAMATO, VA RISARCITO, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 7 giugno 2020.
  12. ^ FALCONE DIVENTA UN FILM O UN RICORDO TRADITO? - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 27 giugno 2020.
  13. ^ Lanfranco Palazzolo, Il Tribunale di Roma vieta la proiezione del film "I banchieri di Dio" dedicato al caso del banchiere Calvi - Intervista a Ferrara, su Riccardo Arena (a cura di), radioradicale.it, 26 marzo 2002. URL consultato il 7 agosto 2019 (archiviato il 7 agosto 2019)., al minuto 2:25
  14. ^ PLACIDO E GIANNINI NEL FILM - RICORDO DEDICATO A FALCONE - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 24 maggio 2021.
  15. ^ NAOMI CAMPBELL ' STATE LIBERANDO L'ITALIA DAI MAFIOSI' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 24 maggio 2021.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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