Rete filoviaria di Bologna

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Rete filoviaria di Bologna
Servizio di trasporto pubblico
Filobus bologna atc39.jpg
Filosnodato Solaris Trollino (2011)
Tiporete filoviaria urbana
StatiItalia Italia
CittàBologna
Apertura1955
Chiusura1982
Riapertura1991
Linee impiegate4
 
GestoreTrasporto Passeggeri Emilia Romagna
Mezzi utilizzativedi
 
Elettrificazione600 V cc
Bologna mappa rete filoviaria.svg
Trasporto pubblico

La rete filoviaria di Bologna consta di 4 linee. Il servizio non è esclusivamente filoviario: viene sostituito o affiancato da autobus con grande frequenza e per periodi molto lunghi (ad esempio, durante il servizio estivo, di durata superiore ai tre mesi).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo impianto filoviario (1940-1945)[modifica | modifica wikitesto]

Mappa della prima linea bolognese

Nella seconda metà degli anni trenta, in molte città italiane era in corso una riduzione progressiva delle reti tranviarie e la loro sostituzione con le reti filoviarie, ritenute più moderne, più confortevoli e di gestione meno onerosa.

Anche a Bologna, all'epoca servita da una vasta rete tranviaria, si decise di sostituire progressivamente i tram con i filobus; la prima linea, attivata nel 1940[1], sostituì la tranvia n. 12 sullo stesso percorso, raggiungendo lungo un percorso collinare il Complesso di San Michele in Bosco[2], con il capolinea centrale in piazza del Francia[3].

Dopo pochi mesi l'Azienda, soddisfatta dei risultati ottenuti, prolungò la linea fino a San Vitale, in sostituzione della tranvia n. 8 (ragione per cui la filovia ebbe il numero 8/12); la linea, ora diametrale, raggiunse una lunghezza di 3,679 km[3].

Per l'esercizio vennero inizialmente noleggiati dei mezzi dalle reti di Milano e di Sanremo[3], in attesa della consegna di dieci vetture ordinate dall'ATM alla OM di Brescia, le quali però non furono mai consegnate per motivi bellici[2].

Nelle ultime fasi del conflitto, le vetture vennero requisite dall'occupante tedesco ed inviate in Germania, rendendo così impossibile la prosecuzione dell'esercizio; a partire dal 22 gennaio 1945 vennero ripristinate le linee tranviarie preesistenti (i binari non erano mai stati rimossi), ed al termine del conflitto l'esercizio filoviario non fu ripristinato, preferendo concentrare gli sforzi sulla riparazione delle tranvie danneggiate[4].

La rete del dopoguerra (1955-1982)[modifica | modifica wikitesto]

La seconda rete filoviaria fu attivata nel 1955 in previsione della sostituzione totale dell'esercizio tranviario (completamente eliminato nel 1963). Tuttavia le filovie non raggiunsero mai una grande estensione, restando sempre minoritarie rispetto alle autolinee.

Pianta della rete (1976)
Filobus Menarini al capolinea Ponte Savena nel 1991

Al tempo della sua massima estensione (fra gli anni sessanta e settanta) la rete era composta di 2 linee circolari e 4 radiali.

  • 32 Circolare esterna destra
  • 33 Circolare esterna sinistra
  • 41 Via Lame - Villaggio INA Casa (Borgo Panigale)
  • 42 Piazza Malpighi - Casalecchio
  • 43 Piazza Maggiore - Villaggio CEP (Quartiere Barca)
  • 46 Piazza Minghetti - San Ruffillo

La linea 42, con capolinea esterno a Casalecchio di Reno, era l'unica ad uscire dal territorio comunale; essa svolgeva servizio integrato con la ferrovia Casalecchio - Vignola.

Sulle linee radiali erano presenti anelli di ritorno in punti intermedi del percorso:

  • linea 41: al Palasport, alla Cinta Daziaria e a Borgo Panigale (Via della Salute)
  • linea 42: alla Croce di Casalecchio
  • linea 43: allo Stadio
  • linea 46: a Chiesa Nuova e in Via della Direttissima

Oltre ai percorsi di linea erano attrezzati con bifilare anche i percorsi per il deposito Zucca (lungo Via Matteotti e Via Ferrarese) e per il Deposito Battindarno (lungo Via Battindarno, da Via della Barca e da Via Emilia Ponente). Tutte le linee erano inoltre fra loro interconnesse da brevi tratti di bifilare di servizio. Erano presenti bifilari di ricovero e posteggio in piazza San Francesco ed al Baraccano (Via Santo Stefano) ed una connessione tra linea 32 e 33 presso piazza dei Martiri.

In passato le sottostazioni elettriche erano così dislocate:

  • linee 42 e 43: Deposito Zucca, Tofane, Croce di Casalecchio con feeder di corrente lungo la linea;
  • linea 41: Deposito Zucca, Tofane e Borgo Panigale, sempre con feeder di corrente;
  • linea 46: Deposito Zucca, Carducci e Pontevecchio, sempre con feeder di corrente;
  • linee 32 e 33: Deposito Zucca e Carducci.

La sottostazione di Pontevecchio risultava relativamente lontana dalla linea 46 in quanto alimentava sia la linea di San Ruffillo che San Lazzaro. Molto interessante architettonicamente è il fabbricato della sottostazione Tofane, restaurato, mentre la sottostazione Pontevecchio è ora in disuso, sostituita dalla Murri (Via delle Armi). La sottostazione Croce di Casalecchio, anch'essa non in uso, è ubicata presso la sede della vecchia linea tranviaria di Casalecchio, pedonalizzata. Tutte le sottostazioni erano equipaggiate con gruppi convertitori a vapore di mercurio polianodici. Ogni linea era alimentata in più punti ma non sezionata ed isolata nei tratti, per cui un eventuale cortocircuito disalimentava tutta la linea.

Gli interruttori sia da palo che in vano chiuso erano:

  • linee 42 e 43: presso il sottopassaggio in piazza Re Enzo, allo Stadio, alla Croce di Casalecchio (solo linea 42) con cavo feeder presso l'incrocio fra via de'Carbonesi e via D'Azeglio.
  • linea 41: a Porta San Felice e all'incrocio fra via Timavo e Borgo Panigale;
  • linee 32 e 33: a Porta Santo Stefano e Porta San Felice;
  • linea 46: presso Piazza Minghetti, Porta Santo Stefano e molino Parisio.

A testimonianza della presenza ai tempi passati di linee di alimentazione provenienti dal Deposito Zucca si possono ancora vedere i vecchi tombini ATM e ATC nelle vie del centro storico di Bologna.

Analogamente ad altre città italiane, la rete filoviaria conobbe un declino nella seconda metà degli anni settanta, con soppressione graduale delle linee (trasformate in autolinee), fino alla chiusura dell'ultima (la 41) il 16 settembre 1982.

Dal 1990[modifica | modifica wikitesto]

La linea aerea non fu tuttavia smantellata, e ciò ne permise in seguito il recupero, che portò, nel 1990 all'inaugurazione della nuova linea 13, diametrale da Borgo Panigale a San Ruffillo, risultante dall'unione delle vecchie linee 41 e 46, con alcune modifiche di percorso nella parte centrale. Le prime corse sulla nuova linea iniziarono il 3 gennaio 1991.

Il 14 ottobre 2002 seguì la riattivazione delle circolari 32 e 33. Con un ritardo di quasi 10 anni, infine, il 24 settembre 2012 seguì l'attivazione della linea 14, filoviarizzata su parte del percorso e con poche corse, a causa della scarsa disponibilità di mezzi.

Crealis[modifica | modifica wikitesto]

Filosnodato Iveco Bus Crealis Neo 18, aprile 2017

Dopo numerosi lavori di adattamento è entrato in funzione il 2 febbraio 2016 un nuovo filobus denominato Crealis Neo 18. Si tratta di filobus a parziale guida ottica, che sostituisce il precedente modello Civis[5] e anche a seguito di indagini giudiziarie relative agli appalti.[6].

Rete[modifica | modifica wikitesto]

Filobus Breda sulla linea 32 nel 2003

La rete filoviaria di Bologna consta di 3 linee:

  • Linea 13: Borgo Panigale - San Ruffillo
  • Linea 14/14A: piazza Giovanni XXIII - Rot. Paradisi (limitata)
  • Linea 32/33: Circolare esterna destra e sinistra

Linea 13[modifica | modifica wikitesto]

Nasce dall'unione delle precedenti filovie 41 e 46 ed è stata attivata nel 1990 sul tracciato San Ruffillo (Ponte Savena) - Borgo Panigale (INA Normandia).

Tale linea inizialmente era alimentata da 5 sottostazioni elettriche di conversione (Borgo Panigale, Tofane, Avesella, Carducci, Murri): nel corso del 2005 si è proceduto allo smantellamento della stazione di conversione Avesella (a causa di incompatibilità urbanistiche), unendo le tratte elettriche Timavo-Centro e Centro-Porta Santo Stefano, in una unica tratta Timavo-Porta Santo Stefano.

Fra il 2004 e il 2007 si sono svolti i lavori per il prolungamento della linea in direzione di via Pavese, con il conseguente spostamento del capolinea di San Ruffillo dal Ponte Savena a via Pavese e la costruzione di una nuova sottostazione elettrica di conversione in via Pavese per l'alimentazione del prolungamento.

Linea 14[modifica | modifica wikitesto]

La linea 14 nasce dalla trasformazione della filovia radiale 43 (Barca) in una linea diametrale operante tra il Quartiere Barca e il Quartiere San Vitale, previa costruzione ex novo della linea filoviaria sulla tratta mancante da Piazza Malpighi fino alla Rotonda Paradisi. Il capolinea inizialmente previsto era al termine di Via Massarenti, alla Rotonda Paradisi, dove effettuava capolinea la maggior parte delle corse della linea 14 sul lato Est al momento della progettazione della filovia.

I lavori sono stati completati nel corso del 2006, però la linea non è ancora entrata in servizio. L'esercizio della linea 14, infatti, era stato nel frattempo prolungato con due rami: 14A fino a Via Due Madonne (deposito) e 14C fino al Pilastro (oltre a un terzo ramo, 14B, per la zona industriale Roveri, effettuato solo nella fascia oraria di punta del mattino).

Risulta in fase di realizzazione il prolungamento del bifilare sul ramo 14A, dalla Rotonda Paradisi a Via Due Madonne, dove la linea effettuerà inversione in corrispondenza di una nuova rotatoria all'incrocio con Via Malvezza. Al termine dei lavori la filovia verrà attivata, mantenendo il servizio autobus sui rami C e B.

Anche se non in tensione, la linea 14 è alimentata da cinque sottostazioni (Barca, Tofane, S. Isaia, Carducci, Massarenti). Un'ulteriore sottostazione in Via Due Madonne alimenterà il prolungamento in costruzione. Tutte le linee in esercizio sono dotate di particolari dispositivi dislocati sulle stesse tali da trasmettere in remoto "allarme per caduta o rottura del bifilare" con conseguente scatto precauzionale degli interruttori di alimentazione. Ultimamente sta avvenendo l'innalzamento della tensione di linea da 650 a 750 V.

A partire dal settembre 2012, dopo il ripristino della rete filoviaria, andata in tilt per il terremoto in Emilia-Romagna, nella linea 14 sono entrati in servizio i filobus Solaris Trollino-18, già utilizzati sulle linee 13, 32 e 33. I filobus sono operati sui rami 14A e 14C fino alla Rotonda Paradisi e da li proseguono verso i capilinea Deposito Due Madonne (nonostante sia dotato di bifilari) e Pilastro (che non ha i bifilari) a motore. Il ramo 14B invece è rimasto in dotazione agli autobus.

Linee 32 e 33[modifica | modifica wikitesto]

Queste linee percorrono i viali di circonvallazione e rappresentano le circolari esterne della rete Tper. Queste due linee sono elettricamente connesse e sono alimentate da due sottostazioni elettriche (S. Isaia, Carducci). La linea 32 parte di fronte alla Stazione Centrale di Bologna, e transita dalle porte Galliera, Mascarella, San Vitale, San Donato, Mazzini, Santo Stefano, Castiglione e San Mamolo (Capolinea intermedio). Dopo una breve sosta, essa riparte attraverso Porta Saragozza, Porta Sant'Isaia, Porta San Felice e Porta Lame, transitando anche Via Don Minzoni, Piazza dei Martiri e Via Amendola prima di arrivare in Stazione Centrale. La 32 è attiva dal lunedì al sabato dalle 6 alle 20:30 circa, con una frequenza media di 12 minuti.

La linea 33 effettua un percorso opposto alla linea 32, transitando da Via Amendola, Piazza dei Martiri, Via Don Minzoni, Porta Lame, Porta Sant'Isaia, Porta Saragozza e Porta San Mamolo (Capolinea intermedio). Da li riparte attraverso le porte Castiglione, Santo Stefano, Mazzini, San Vitale, San Donato, Mascarella e Galliera. La linea 33 è effettuata dal lunedì alla domenica dalle 5:30 alle 00:30, con una frequenza media diurna di 12 minuti (lunedì-sabato) e di 30 minuti serale (lunedì-sabato). La domenica, la linea non viene operata da filobus e ha una frequenza media di 15 minuti la mattina presto e la sera tardi e di 20 minuti durante la giornata.

Mezzi[modifica | modifica wikitesto]

Filosnodato Autodromo (CAM) / MAN nel 2003

Il servizio filoviario di Bologna è gestito da Tper, che dispone di 95 filobus:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Formentin, Rossi, op. cit., p. 185
  2. ^ a b Formentin, Rossi, op. cit., p. 186
  3. ^ a b c Formentin, Rossi, op. cit., p. 187
  4. ^ Formentin, Rossi, op. cit., p. 197
  5. ^ Design, vetrate e muso arrotondato arriva Crealis, il filobus trasparente
  6. ^ Gli assessori e il de profundis del Civis la giunta chiederà di cambiare mezzo, bologna.repubblica.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabio Formentin, Paolo Rossi, Storia dei trasporti urbani di Bologna, Calosci, Cortona 1990. ISBN 8877850418.
  • Paolo Gregoris, Francesco Rizzoli, Claudio Serra, Giro d'Italia in filobus, pp. 157–165. Calosci, Cortona 2003. ISBN 978-88-7785-193-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]