Fiorano Modenese

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Fiorano Modenese
comune
Fiorano Modenese – Stemma Fiorano Modenese – Bandiera
Fiorano Modenese – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Modena-Stemma.png Modena
Amministrazione
Sindaco Francesco Tosi (PD) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°32′12″N 10°49′22″E / 44.536667°N 10.822778°E44.536667; 10.822778 (Fiorano Modenese)Coordinate: 44°32′12″N 10°49′22″E / 44.536667°N 10.822778°E44.536667; 10.822778 (Fiorano Modenese)
Altitudine 115 m s.l.m.
Superficie 26,23 km²
Abitanti 17 124[1] (28-02-2015)
Densità 652,84 ab./km²
Frazioni Nirano, Spezzano, Ubersetto
Comuni confinanti Formigine, Maranello, Sassuolo, Serramazzoni
Altre informazioni
Cod. postale 41042
Prefisso 0536
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 036013
Cod. catastale D607
Targa MO
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Fioranesi
Patrono San Giovanni Battista
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fiorano Modenese
Fiorano Modenese
Posizione del comune di Fiorano Modenese all'interno della provincia di Modena
Posizione del comune di Fiorano Modenese all'interno della provincia di Modena
Sito istituzionale

Fiorano Modenese (Fiurân in dialetto modenese) è un comune italiano di 17.124 abitanti della provincia di Modena, in Emilia-Romagna, situato a sud del capoluogo.

Il comune fa parte dell'Unione dei Comuni del Distretto Ceramico insieme ai comuni di Formigine, Frassinoro, Maranello, Montefiorino, Palagano, Prignano sulla Secchia e Sassuolo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il centro è racchiuso tra i comuni limitrofi del Comprensorio Ceramico di cui fa parte. Si trova a poco più di 17 chilometri da Modena ed è il comune del distretto con la maggior concentrazione di stabilimenti industriali dedicati alla ceramica.

Il territorio comunale ospita la Riserva naturale salse di Nirano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Fiorano: dal prediale latino Florianus derivato dal nome personale Florius + anus (podere di)[2].

Preistoria[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni quaranta Fernando Malavolti condusse gli scavi in località Fornaci Carani che permisero la scoperta di un importante insediamento neolitico che ha dato il nome alla fase più antica del neolitico in Italia per quanto riguarda l'Emilia centrale: la Cultura di Fiorano[3]. I resti dell'insediamento neolitico si trovarono ad oltre 4 metri di profondità ed erano composti da fondi di capanne, pozzetti, focolari, strumenti in selce, manufatti in pietra verde levigata oltre a reperti ceramici[3] che vennero esposti presso il Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena. Gli scavi stratigrafici portarono alla luce vari strati sovrapposti, in parte depositi alluvionali ed in parte di attività umane dell'età del bronzo, del ferro e di età romana[3]. La "Cultura di Fiorano" è caratterizzata da alcuni tipici contenitori ceramici: grandi orci quadriansati, fiaschi, scodelle e tazze decorate da linee verticali di punti impressi e linee incise. Per quanto riguarda la datazione dei rinvenimenti essi fanno riferimento al VI millennio a.C. e collocandoli quindi come i primi segni di presenza umana nella Provincia di Modena[3] quando l'attività si spostava da caccia e raccolta a coltivatrice ed allevatrice. Presso Cave Cuoghi tra il 1967 ed il 1970 furono rinvenuti resti di una ceramica risalente al IV millennio a.C. riferibile alla "cultura dei vasi a bocca quadra"[3].

A Fiorano Modenese la presenza di una civiltà terramaricola nei pressi del torrente Corlo è testimoniata dai rinvenimenti di Fernando Malavolti nel 1946 nella proprietà Ravazzini di un consistente giacimento archeologico, spesso circa due metri[3].

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

Per un lungo periodo abbandonato, il territorio modenese viene ripopolato da numerose fattorie e piccoli villaggi di capanne. I colonizzatori erano persone provenienti dall'Etruria, si trasferirono gradualmente tra il IX secolo a.C. e il V secolo a.C.[3] per coltivare il fertile territorio emiliano. In questo periodo le principali attività umane riguardavano l'allevamento di bovini, maiali e capriovini oltre che ad una massiccia produzione di ceramiche[3].

Nel 183 a.C. fu fondata Muthina e il suo territorio fu assegnato a 2000 coloni ciascuno con un terreno di circa 1500 m². I coloni costruirono fattorie, impianti produttivi, e ville rustiche mentre altri territori come probabilmente Fiorano furono destinati ad ager publicus cioè ad uso pubblico come il pascolo, lo sfruttamento di aree boschive o per la fabbricazione di laterizi e ceramica[3]. Presso il quartiere Torre delle Oche sono infatti stati ritrovati i resti di una fornace datata seconda metà del II secolo a.C. creata per la produzione di anfore forse destinate al commercio del vino[3].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Una necropoli longobarda del VI secolo fu rinvenuta nel 1966 presso la cava di argilla nell'ex-fornace Ape[3]. La necropoli conteneva diverse tombe ma alcune furono scavate clandestinamente o distrutte e si riuscì a recuperare integralmente solo la tomba di una donna ora esposta al Museo della Ceramica di Fiorano nel Castello di Spezzano. La tomba era stata costruita con mattoni e tegole; all'interno si trovava il corredo costituito da una fibula d'argento dorato con castoni in granato ed una collana formata da vaghi in pasta vitrea, in corallo ed in corniola[3].

In epoca Carolingia, è documentata storicamente la corte regia di Camiazzo o Campomiliazzo (Campus Miliatus), con la Pieve di S.Pietro, appartenuta al pronipote di Carlo Magno e figlio di Lotario I: l'imperatore Ludovico II il Giovane che la diede in dote alla moglie Engelberga d'Alsazia il 5 ottobre 851[3][4]. La corte si trovava presso l'attuale quartiere Cameazzo[3].

Engelberga nel marzo 877 fece testamento e dispose che tutte le sue sostanze sia presenti che future andassero al monastero di San Sisto di Piacenza, con tutte le case, le cose, le famiglie dei servi della gleba e quindi anche Fiorano[4].

Storia moderna[modifica | modifica wikitesto]

Berta, figlia del re d'Italia Berengario I, divenne badessa di San Sisto verso il 914, ed il 27 agosto 917 ottenne dal padre un diploma confermante alla stessa badessa Berta il monastero di San Sisto con tutte le sue corti, compresa quella di Camiazzo per tutta la sua vita[4].

Tra l'862 ed il 955 l'Italia fu oggetto di razzie ed invasioni ungariche. Camiazzo era un luogo aperto e senza castello ragion per cui se gli abitanti avevano bisogno di trovare rifugio dalle invasioni degli Ungari erano costretti a recarsi fino a Castellarano o a Rocca Santa Maria. Questi due castelli erano però molto distanti ed inoltre inadeguati ad accogliere tutta la popolazione[4].

Nel 916, grazie alla badessa Berta di San Sisto e al vescovo di Modena Gottofredo, sulla spianata superiore del colle di Fiorano fu costruito un castello con torre centrale ed edifici raccolti dentro una cerchia di mura[4]. La fortificazione era detta il "Sasso"[senza fonte].

Per merito del vescovo di Modena Ingone, verso il 1030, nacque la chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista dentro la cinta muraria del castello con relativa torre campanaria ed annesso edificio ad uso di canonica[4].

Alla morte della madre Beatrice di Lorena, avvenuta nel 1076, Matilde di Canossa entrò in possesso di un vasto territorio che comprendeva anche Fiorano. Il 2 marzo 1108 la contessa Matilde di Canossa in persona si trovava presso il castello di Fiorano nonostante questo fosse di proprietà del vescovo di Modena[5]. Il vescovo aveva l'onore di accoglierla insieme a parecchi personalità illustri dell'epoca come Alberico figlio di Bulgaro (da Nonantola), Rodolfo da Garfagnano, Azzo da Sala, Alberto di Ioculo, Lanfranco da Savignano ed Alberto di Giampaolo[5]. Sappiamo della sua presenza grazie alla redazione di un atto, proprio in quel giorno, alla presenza di Matilde e del notaio che scrisse Actum in casto Floranelli[5] cioè atto rogato nel castello di Fioranello che in una delle prime volte viene così chiamato.

Dopo la morte della contessa Matilde, la compagine dei suoi stai si sfasciò; sia perché Enrico V di Franconia ne occupò la maggior parte in sfregio alla Santa Sede che reclamava l'eredità della Gran Contessa, sia perché i popoli non volevano saperne di feudalesimo ed aspiravano a raggrupparsi in liberi comuni il più delle volte identificandosi con i confini della diocesi[5]. Dopo la morte di Matilde, i nobili Della Rosa ottennero l'investitura imperiale del fortilizio di Sassuolo, edificato dalla stessa contessa e poi da loro ampliato. Nel 1178 e nel 1187, sull'esempio di tanti altri comuni rurali del modenese, anche i consoli del comune di Sassuolo giurarono fedeltà al comune di Modena nonostante Sassuolo fosse di diocesi reggiana[5].

Nel 1264 fu eletto vescovo di Modena Matteo Pio appartenente alla famiglia dei Pio di Savoia. Nello stesso anno Manfredo Pio ottenne dal vescovo Matteo (suo cugino) l'investitura a titolo di custodia (che presto si convertì in signoria feudale) del castello di Fiorano[6]. Manfredo Pio morì presto trasmettendo al figlio Egidio tutti i suoi diritti di signoria. Il 15 ottobre 1309 Egidio Pio vendette il castello di Fiorano e tutti i possedimenti ai nobili di Sassuolo: Francesco detto Sassolo Della Rosa, Azzo Della Rosa e Obizzo Della Rosa[6]. A quest'epoca il castello di Fiorano aveva un'unica cinta di mura, circondante la spianata del colle e racchiudente l'antica torre quadrilatera merlata[7]. La cinta muraria racchiudeva anche la chiesa di San Giovanni Battista con annesso campanile, sagrato e canonica. Vi erano inoltre varie torri-case in cui risiedevano i signori del castello, tutte sulle mura. I nobili Della Rosa completarono entro l'autunno del 1312 le fortificazioni del castello aggiungendo un forte baluardo con torre circolare, munito di balestriere e coronato di piattaforma merlata nell'angolo nord-est delle mura[7].

Nella notte del 16 giugno 1325 Francesco dei Bonacolsi, figlio di Rinaldo dei Bonacolsi detto "Passerino" e capitano di Modena, mosse il suo esercito verso Fiorano. All'alba del 17 giugno 1325 comparvero a Fiorano le prime cavallerie e poi arrivò il grosso dell'esercito con l'intento di conquistare il castello che, essendo ben difeso, non cadde e la guerra si trasformò in assedio[7]. Francesco dei Bonacolsi non si limitò alla guerra d'assedio ma mise in campo ogni genere di brutalità potesse indurre gli abitanti alla resa e così furono distrutti i campi di frumento prossimi alla maturazione, tagliate le viti, saccheggiate le abitazioni e poi distrutte, rovinati e riempiti di terra i pozzi d'acqua ed aggiunte carogne di animali morti e di putridume per renderli infruibili[7]. Uccise tutti gli abitanti che trovò specialmente vecchi, donne e bambini[7]. Durante l'assedio vi era Il Rosso dalle Cipolle, uomo fidato e devotissimo a Sassolo Della Rosa incaricato di fare da messaggero con i rinforzi militari che dovevano arrivare da Bologna, l'uomo fu catturato da Francesco che lo fece caricare su di un trabucco e lo lanciò all'interno del castello facendolo sfracellare nel piazzale con terribile orrore degli assediati[7]. Dopo otto giorni di assedio i Della Rosa decisero per una resa condizionata ad aver salva la vita di tutti i difensori e che questi potessero portare via con sé le loro cose. Francesco dei Bonacolsi accettò il patto e conquistò Fiorano[7]. Non appena conquistato il castello Francesco dei Bonacolsi fece radere al suolo e demolire tutte le fortificazioni ed incendiare gli edifici. Venne risparmiata solo la chiesa parrocchiale[7].

Fu poi dei Visconti, degli Este, per tornare ai Pio, quando a causa della guerra contro il Papa, viene decisa l'autodistruzione (1510). Nel 1558 Fiorano viene incendiato dalle truppe spagnole e dalla distruzione si salva miracolosamente l'immagine di una Madonna in Maestà dipinta sul portale del castello nel corso del Trecento; inizia qui il percorso di devozione popolare che porterà alla costruzione del Santuario ad essa dedicato e realizzato su commissione del duca Francesco I d'Este secondo il progetto dell'architetto Bartolomeo Avanzini tra il 1631 e il 1634.

La chiesa parrocchiale di Fiorano fu riedificata tra il 1744 ed il 1747[2]. Sempre nel 1747 fu costruito l'attuale municipio[2].

Storia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Tra l'Ottocento ed il Novecento la zona di Nirano si spopola progressivamente probabilmente a causa di una posizione scomoda da raggiungere e la mancanza di strade adeguate unitamente alla mancanza di attività commerciali, artigianali od industriali[2].

Dal 1810 al 1859 tutta l'area di Fiorano viene accorpata al comune di Sassuolo[2]. Con il decreto dittatoriale di Luigi Carlo Farini del 27 dicembre 1859 Fiorano riacquista la propria autonomia comunale[8]. Il primo consiglio comunale si tenne il 23 marzo 1860[2]. Nel 1866 inizia il restauro del Santuario della Beata Vergine del Castello[2].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Tomba del patriota italiano Ciro Menotti, presso la Chiesa Parrocchiale di Spezzano.
  • Villa Coccapani
  • Villa Guastalla
  • Villa Cuoghi
  • Villa Messori
  • Villa Pace
  • Villa Campori

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Spezzano, anche detto Rocca Coccapani, al cui interno trova sede il Museo della ceramica di Fiorano e l’Acetaia comunale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo della ceramica di Fiorano e l’Acetaia Comunale.

Eventi e manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

La sagra del comune ricade l'8 settembre ed attira decine di migliaia di visitatori dai paesi limitrofi. Il 16 agosto a Spezzano viene festeggiata la fiera di San Rocco, già arrivata alla 160ª edizione.

Persone legate a Fiorano Modenese[modifica | modifica wikitesto]

  • Ciro Menotti (Migliarina di Carpi, 1798 – Modena, 1831), patriota italiano, i suoi resti riposano nella cappella funeraria della famiglia all'interno della chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista nella frazione di Spezzano
  • Paolo Monelli (Fiorano Modenese, 1891 – Roma, 1984), giornalista e scrittore
  • Matteo Richetti (Sassuolo, 1974), politico e giornalista, ha vissuto per moltissimi anni a Fiorano Modenese

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale si suddivide in diversi quartieri: Fiorano centro, Case Nuove, le aree fioranesi dei quartieri Braida e Mezzavia (che condivide con il comune di Sassuolo essendo lungo il confine del territorio comunale), Crociale (sito all'incrocio del capoluogo comunale e la frazione di Spezzano) e l'area di Spezzano centro. Non rappresenta un vero e proprio quartiere ma viene così identificata anche l'area residenziale sorta a ridosso delle antiche "cave" ora dismesse. Le frazioni minori di Ubersetto e Nirano non sono suddivise in quartieri.

Storia delle suddivisioni[modifica | modifica wikitesto]

Il nome della frazione Spezzano deriva dal nome personale latino Peccianus e Nirano dal nome personale Nerianus[2].

In epoca medioevale le frazioni di questo comune erano divise tra i vari signori feudali per essere aggregate per la prima volta sotto la signoria dei Pio di Savoia nel 1499[10]. Dopo la morte di Marco Pio nel 1599, l'area fu governata dagli Estensi. Nel 1629 il territori fu nuovamente diviso e Spezzano venne data in feudo alla famiglia Coccapani[10]. Nel 1651 anche il territorio di Fiorano fu concesso ai Coccapani creando quindi una separazione con Nirano che dal 1646 era della famiglia Dragoni[10]. Nel 1802 fu soppressa la comunità di Nirano ed aggregata a quella di Spezzano[10]. Mentre nel 1810 l'intera area di Fiorano Modenese venne accorpata al comune di Sassuolo[10]. Soltanto dal 1859 il territorio di Fiorano Modenese riacquista la propria autonomia comunale con le frazioni di Spezzano e Nirano[10].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Cuore del distretto industriale della piastrella, ha 10 zone industriali dedicate quasi esclusivamente a questo tipo di produzione. Sul territorio del comune di Fiorano Modenese si trova il Circuito di Fiorano, pista di prova privata della Ferrari.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

- SP467 Pedemontana : il comune è attraversato dalla provinciale Pedemontana che si estende dal comune di Sassuolo sino alla località di Solignano Nuovo (Castelvetro di Modena). Negli ultimi anni è stato realizzato un prolungamento che permette il collegamento tra Sassuolo e Scandiano, in Provincia di Reggio nell'Emilia, ed è allo studio un progetto che la colleghi alla Strada Provinciale Nuova Pedemontana che ha origine sempre nei pressi di Castelvetro di Modena e, passando per Spilamberto e Vignola, porta a Bazzano, località di Valsamoggia.

- SS724 Tangenziale Modena-Sassuolo : è la tangenziale che collega il distretto ceramico modenese alla tangenziale di Modena e quindi al capoluogo provinciale. Ha origine nel comune di Fiorano e confluisce direttamente nella tangenziale modenese. Rinominata erroneamente Modena-Sassuolo per ricondurla al comune "leader" del distretto senza, tuttavia, mai attraversarne il territorio comunale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.


Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 maggio 1985 5 maggio 1990 Egidio Pagani Partito Comunista Italiano Sindaco
6 maggio 1990 22 aprile 1995 Egidio Pagani Partito Comunista Italiano / Partito Democratico della Sinistra Sindaco
23 aprile 1995 11 giugno 1999 Egidio Pagani Partito Democratico della Sinistra Sindaco
15 giugno 1999 12 giugno 2004 Egidio Pagani Democratici di Sinistra Sindaco
13 giugno 2004 6 giugno 2014 Claudio Pistoni Partito Democratico Sindaco
7 giugno 2009 9 maggio 2014 Claudio Pistoni Partito Democratico Sindaco
10 maggio 2014 24 maggio 2014 Carmen Castaldo Comm. pref. [11]
25 maggio 2014 in carica Francesco Tosi Partito Democratico Sindaco

Gemellaggi e rapporti d'amicizia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è gemellato con i seguenti comuni:

Ha, inoltre, stretto rapporti di amicizia con i seguenti comuni:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 maggio 2007 ha ospitato l'arrivo dell'8ª tappa del 90º Giro d'Italia di ciclismo con la vittoria del norvegese Kurt-Asle Arvesen.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://demo.istat.it/bilmens2014gen/index.html
  2. ^ a b c d e f g h Gianna Dotti Messori e Alberto Venturi, Il territorio fioranese tra storia e storiografia in Fiorano Modenese oggi, da settemila anni, con le fotografie di Beppe Zagaglia, Fiorano Modenese, 2001, pp. 65-71.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n Gianna Dotti Messori e Alberto Venturi, Archeologia in Fiorano Modenese oggi, da settemila anni, con le fotografie di Beppe Zagaglia, Fiorano Modenese, 2001, pp. 43-48.
  4. ^ a b c d e f Guido Bucciardi, Fiorano nell'alto medioevo in Fiorano nelle vicende storiche del castello e del santuario dalle origini al 1859, Tipografia Pontificia ed Arcivescovale dell'"Immacolata Concezione", 1934, pp. 1-22.
  5. ^ a b c d e Guido Bucciardi, Da Matilde di Canossa ai comuni in Fiorano nelle vicende storiche del castello e del santuario dalle origini al 1859, Tipografia Pontificia ed Arcivescovale dell'"Immacolata Concezione", 1934, pp. 23-35.
  6. ^ a b Guido Bucciardi, Prima signoria dei Pio in Fiorano nelle vicende storiche del castello e del santuario dalle origini al 1859, Tipografia Pontificia ed Arcivescovale dell'"Immacolata Concezione", 1934, pp. 36-50.
  7. ^ a b c d e f g h Guido Bucciardi, I nobili della Rosa in Fiorano nelle vicende storiche del castello e del santuario dalle origini al 1859, Tipografia Pontificia ed Arcivescovale dell'"Immacolata Concezione", 1934, pp. 51-77.
  8. ^ S:it:Decreto del 27 dicembre 1859, n. 79 con il quale Fiorano riacquista la propria autonomia da Sassuolo
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ a b c d e f Gianna Dotti Messori e Alberto Venturi, Il territorio fioranese tra storia e storiografia in Fiorano Modenese oggi, da settemila anni, con le fotografie di Beppe Zagaglia, Fiorano Modenese, 2001, p. 61.
  11. ^ http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2014/05/10/news/fiorano-arriva-il-commissario-che-sostituisce-claudio-pistoni-1.9201431

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Donato Labate (a cura di), Fiorano e la valle del torrente Spezzano. Archeologia di un territorio, Firenze, Edizioni All'Insegna del Giglio, 2006.
  • Guido Bucciardi, Fiorano nelle vicende storiche del Castello e del Santuario: dalle origini al 1859, Reggio Emilia, Tecnograf, 1984.
  • Gianna Dotti Messori e Alberto Venturi, Fiorano Modenese oggi, da settemila anni, con le fotografie di Beppe Zagaglia, Fiorano Modenese, 2001.
  • Gianna Dotti Messori et al., Il santuario della Beata Vergine del Castello, Fiorano Modenese, Comune di Fiorano Modenese, 1989.

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