Novi di Modena

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Novi di Modena
comune
Novi di Modena – Stemma Novi di Modena – Bandiera
Novi di Modena – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Modena-Stemma.png Modena
Amministrazione
Sindaco Luisa Turci (lista civica) dal 29-5-2007
Territorio
Coordinate 44°53′36.1″N 10°54′03.64″E / 44.89336°N 10.90101°E44.89336; 10.90101 (Novi di Modena)Coordinate: 44°53′36.1″N 10°54′03.64″E / 44.89336°N 10.90101°E44.89336; 10.90101 (Novi di Modena)
Altitudine 21 m s.l.m.
Superficie 51,82 km²
Abitanti 10 245[2] (31-7-2015)
Densità 197,7 ab./km²
Frazioni Rovereto sulla Secchia, Sant'Antonio in Mercadello[1]
Comuni confinanti Carpi, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Moglia (MN), Rolo (RE), San Possidonio
Altre informazioni
Cod. postale 41016
Prefisso 059
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 036028
Cod. catastale F966
Targa MO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti novesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Novi di Modena
Novi di Modena
Novi di Modena – Mappa
Posizione del comune di Novi di Modena all'interno della provincia di Modena
Sito istituzionale

Novi di Modena (Nóv in dialetto novese) è un comune italiano di 10 245 abitanti della provincia di Modena, in Emilia-Romagna, situato a nord del capoluogo.

Fa parte dei quattro comuni dell'Unione delle Terre d'Argine. Il comune si trova all'interno della bassa modenese.

Storia[3][modifica | modifica wikitesto]

Sostanzialmente due le tesi più accreditate sull’origine del toponimo: una che sostiene la derivazione dal numero latino novem, e di ciò lo stemma comunale suddiviso in nove fasce potrebbe esserne la prova, l’altra che lo riconduce al latino novum, ovvero nuovo. Comunque sia, entrambe le ipotesi, insieme a numerosi ritrovamenti archeologici nella zona, confermerebbero l’esistenza di un abitato in epoca romana.

Periodo storico privo di testimonianze relative al paese è invece l’Alto Medioevo, epoca in cui, comunque, non è difficile supporre che tutto il territorio versasse in condizioni di miseria e abbandono.

Bisognerà attendere l’arrivo dei Longobardi in queste terre, e in particolar modo la diffusione del monachesimo benedettino, per assistere ad una prima fase di ripresa.

Del 979 la prima fonte storica che riporta la citazione di Castrum Nove. Si tratta di un contratto firmato dal vescovo di Reggio Emilia, sotto la cui diocesi Novi si trovava. Il centro abitato si sviluppava probabilmente intorno alla chiesa plebana di S. Michele ed era protetto da un sistema di fortificazioni.

Nel XIII secolo il castello assunse l’aspetto di una vera e propria fortezza, necessità insorta soprattutto dalla sua particolare posizione di confine fra i territori degli Estensi, dei Pico, dei Gonzaga e dei Pio. Castrum Nove divenne così, in breve tempo, oggetto delle mire espansionistiche di queste potenti famiglie, dovendone, pertanto, subire anche gli attacchi: nel 1249 da parte di Simone di Bonifacio Manfredi, nel 1307 fu incendiato da Azzo d’Este e nel 1537 fu raso al suolo da Ercole I d’Este. Ancora sotto la diocesi di Reggio Emilia, Novi venne affidato a nobili casate che proseguirono l’opera di ripresa economica e culturale del luogo.

Nel 1530, dopo un periodo di particolare prosperità sotto il dominio dei Pio, Novi passò sotto la signoria degli Estensi. Ciononostante la rocca non cedette subito ai nuovi padroni, cosicché venne rasa al suolo. Il dominio estense durò fino alla fine del XVIII secolo, interrotto dalla campagna napoleonica. Nell’Ottocento il paese fu teatro di una battaglia risorgimentale tra le truppe austro-estensi di Francesco IV e le truppe di Antonio Morandi.

La storia economica e sociale del territorio novese deve menzionare l'introduzione, nel Settecento, della coltivazione del riso, che favori un largo impiego di braccianti.

I lavoratori novesi presero parte attivamente alle lotte sociali innescate dalla crisi agraria dell'ultimo Ottocento e nei primi anni del nostro secolo diedero vita a numerose cooperative ed organizzazioni sindacali e mutualistiche.

Con l'Unità d'Italia venne assegnato al circondario di Mirandola della provincia di Modena, passando nel 1895 al circondario di Modena[4].

Sul terreno reso fertile dai movimenti socialista e cattolico d'inizio secolo si innestò la resistenza contro il regime fascista, la quale ebbe largo seguito di popolo.

Novi di Modena è stato colpito dai terremoti dell'Emilia del 2012, in particolare dal sisma del 29 maggio 2012 che nel comune hanno causato una vittima, vari danni alle strutture industriali ed agricole, e lesionato alcuni edifici. Il giorno 29 maggio, all'interno del territorio comunale di Novi di Modena, è avvenuto un terremoto di magnitudo 5.2, successiva alla scossa principale della giornata, di 5.8, mentre nel giorno 3 giugno, sempre a Novi, è stato registrato l'epicentro del terremoto delle 21.20 con magnitudo 5.1.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 2.001, ovvero il 17,4% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[6]:

  1. Cina, 739
  2. Pakistan, 411
  3. Marocco, 274
  4. India, 134
  5. Romania, 122
  6. Tunisia, 59
  7. Ucraina, 48
  8. Moldavia, 34
  9. Ghana, 21
  10. Polonia, 21.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla lingua italiana, a Novi di Modena è utilizzato il locale dialetto novese, una variante dell'emiliano.

Persone legate a Novi di Modena[modifica | modifica wikitesto]

  • Beppe Carletti, all'anagrafe Giuseppe Carletti (Novi di Modena, 12 agosto 1946), musicista italiano, tastierista dei Nomadi.
  • Alessio Neri (Novi di Modena, 6 maggio 1911 - Lerida, 16 ottobre 1937), aviatore italiano insignito della Medaglia d'oro al valor militare
  • Ariosto Neri (Novi di Modena, 25 dicembre 1906 - Desenzano, 6 settembre 1932), aviatore italiano di alta velocità
  • Vittorio Lugli (Novi di Modena, 30 settembre 1885 – Rapallo, 17 gennaio 1968) è stato uno scrittore, giornalista e critico letterario italiano.
  • Nardino Previdi (Novi di Modena, 29 luglio 1934 – Reggio nell'Emilia, 3 giugno 2009) è stato un dirigente sportivo italiano.

Monumenti e luoghi d'interesse[7][modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Comunale - Pre sisma 2012
Il Palazzo Comunale

Fu edificato nel 1840 e collocato all’inizio del borgo come stazione di posta per il cambio dei cavalli e come sede del capoposta, con l’ampio porticato, in origine con abbeveratoio per i cavalli. Varie volte ristrutturato, si presenta ora con la facciata rivolta a sud, di linee sobriamente classiche.

Palazzo comunale - Post sisma 2012
Torre Orologio - Pre sisma 2012
La Torre dell’Orologio

Sulla centrale piazza Primo Maggio si erge la Torre civica, ora detta “dell’orologio”. Risalente alla prima metà del 1700, fu concepita all’ingresso sud dell’antico borgo. A doppia cella campanaria, la torre, era in origine priva di merli e presentava due soli quadranti. Verso la fine degli anni ’20 venne ristrutturata dall’architetto novese Pietro Pivi e dotata dei caratteristici quattro quadranti. Al suo interno è conservata una campana donata alla comunità di Novi da Alberto Pio nel 1523.

La Torre dell'orologio, gravemente danneggiata con le scosse del 29 maggio 2012, è crollata il 3 giugno 2012 con la scossa di magnitudo 4.8 delle 21.20.

Torre civica, dopo la scossa del 29 maggio 2012
Teatro Sociale - Pre sisma 2012
Il Teatro Sociale

È il più ampio edificio pubblico del centro, progettato dall’architetto Pietro Pivi e terminato nel 1926. Sull’onda della passione lirica e delle operette, tentò di imitare lo schema di celebri teatri cittadini, con tre ordini di galleria, grande palcoscenico e profusione di decorazioni, specialmente nel grande soffitto circolare. Ora inagibile, è in attesa di interventi per recuperare al paese le sue grandi potenzialità.

Teatro Sociale - Post sisma 2012
Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo - Pre sisma 2012
La Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo[8]

Tra gli edifici più antichi e rilevanti del Capoluogo, si erge quasi isolata dal centro abitato. L’attuale struttura risale alla metà del 1600 e pure l'alta torre campanaria (40 m) sono il risultato di un integrale rifacimento dell'antica pieve di S. Maria Maddalena documentata fin dal 980. A testimonianza della primitiva pieve sono conservati e visitabili i resti absidali della fondazione preromanica (poligonale) e di quella romanica (semicircolare), portati alla luce nel corso di recenti scavi archeologici (1993). Alla pieve romanica si lega infatti il pezzo più prezioso della chiesa: la grande lastra col bassorilievo del Cristo in gloria, da sempre ritenuta un’eccellente opera di scultura campionese del XII secolo. Dopo i recenti restauri (1993) merita di osservare l’intera decorazione pittorica (le cappelle, di fine 800; le navate del 1923). Nel presbiterio emerge il baroccheggiante altare maggiore, opera di abili scagliolisti del 700; davanti la nuova mensa i pregiati marmi policromi.

Non vanno dimenticati i due paliotti del 1600, attribuiti al Barzelli; l’altare ancora del Cristo morto, di eccellente livello scultoreo su marmi pregiati del 700 e l'ancona della Madonna del Rosario, opera dell’ultimo scagliolista carpigiano Stefano Diacci, di fine 800. Sono poi conservate alcune buone tele: quella di S. Michele Arcangelo del 700; un martirio di S. Sebastiano, un’ampia tela probabilmente del 600; un S. Francesco, di ambito guercinesco; un S. Antonio Abate, ritenuta un’opera secentesca di Daniele Crespi e un S. Luigi Gonzaga di buona fattura, ma di incerta attribuzione.

Interno Chiesa di San Michele Arcangelo - Post sisma 2012
Oratorio di San Gaetano - Pre sisma 2012
Oratorio di San Gaetano

L'edificio è posto nel centrale C.so Marconi e sino dal 1500 era denominato “del borgo”. Interessanti soprattutto i dipinti conservati al suo interno, tra cui una tavola settecentesca che rappresenta la Madonna della Ghiara venerata nella città di Reggio Emilia. La diffusione del suo culto è probabilmente da mettere in relazione alla lunga appartenenza di Novi alla diocesi di Reggio. Di fondazione non documentata l'oratorio era certamente presente quando ancora vi era il castello.

Oratorio di San Gaetano - Post sisma 2012
Villa delle Rose
Villa delle Rose

La villa si presenta come una delle più eleganti e aristocratiche residenze della Bassa modenese. Edificata per volere del Conte Carlo Testi, a iniziare dal 1815, su progetto di un architetto inglese, occupa una vasta area in cui sono distribuite strutture di servizio quali cantine, scuderia, torre colombaia, e vari ambienti per il numeroso personale di servizio, nonché un grande parco giardino. Un ampio loggiato con colonnato di ordine dorico immette al grande salone da ricevimento in arioso stile neoclassico, con un soffitto affrescato ben conservato.

Villa delle Rose
Villa Facci
Villa Facci

Nei pressi di Ponte Garbese sorge un altro palazzo signorile, edificato dalla famiglia Facci ad iniziare al 1805, su progetto dell'architetto parmense Rasori. Di aspetto severo strutturalmente compatto, conserva alcune sale riccamente affrescate.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Già nel Settecento fu introdotta la coltivazione del riso che favorì l'impiego di un largo numero di braccianti, quasi tutte donne con il ruolo di mondine. Il comune di Novi fa oggi parte del distretto della maglieria di Carpi ed è anche da annoverarsi la produzione di scale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 maggio 1985 22 aprile 1995 Elvio Vezzani PCI, PDS Sindaco [9]
23 aprile 1995 12 giugno 1999 Simona Vaccari sinistra Sindaco [9]
16 novembre 1997 26 maggio 2007 Daniela Malavasi L'Ulivo, centro-sinistra Sindaco [9]
27 maggio 2007 in carica Luisa Turci lista civica - Con Novi Sindaco [9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Novi di Modena - Statuto.
  2. ^ http://demo.istat.it/bilmens2015gen/index.html
  3. ^ Comune di Novi di Modena - Informazioni Storiche - Novi di Modena, su www.comune.novi.mo.it. URL consultato il 18 ottobre 2016.
  4. ^ Legge n° 332 del 19 luglio 1894, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 173 del 24 luglio 1894
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 25 ottobre 2012.
  7. ^ Comune di Novi di Modena - Itinerario Artistico Novi di Modena, su www.comune.novi.mo.it. URL consultato il 18 ottobre 2016.
  8. ^ Documento senza titolo, su www.parrocchiasanmichele.it. URL consultato il 18 ottobre 2016.
  9. ^ a b c d http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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