Rovereto sulla Secchia

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Rovereto sulla Secchia
frazione
Rovereto sulla Secchia – Veduta
Chiesa di Santa Caterina
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Modena-Stemma.png Modena
ComuneNovi di Modena-Stemma.png Novi di Modena
Territorio
Coordinate44°50′27.35″N 10°57′19.16″E / 44.840931°N 10.955322°E44.840931; 10.955322 (Rovereto sulla Secchia)Coordinate: 44°50′27.35″N 10°57′19.16″E / 44.840931°N 10.955322°E44.840931; 10.955322 (Rovereto sulla Secchia)
Altitudine22 m s.l.m.
Superficie8,03 km²
Abitanti3 207 (2014)
Densità399,38 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale41016
Prefisso059
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiRoveretani
PatronoSanta Caterina d'Alessandria
Giorno festivo25 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rovereto sulla Secchia
Rovereto sulla Secchia

Rovereto sulla Secchia (Vrê in dialetto carpigiano) è una località italiana, frazione di Novi di Modena.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Foto del centro di Rovereto sulla Secchia agli inizi del XX secolo.

Il territorio di Rovereto, già nel 752, era compreso nelle donazioni del re longobardo Astolfo a suo cognato Anselmo primo abate nel monastero nonantolano.

La prima notizia certa è datata 890, si tratta di un diploma del re Berengario del Friuli, nel quale è scritto che alcuni pezzi di terra nel territorio di Rovereto furono oggetto di donazione ad un certo Roperto. Questa località è nominata su documenti nel 951 e 994 e dopo il mille; nel 1174 è chiamata Roveretum Castrum di pertinenza a Roncaglia.

Già nel 1000 questa località possedeva un grande castrum, presso il fiume Secchia a difesa del territorio, che confinava col reggiano.

Nel periodo carolingio, canossiano e comunale il territorio di Rovereto era soggetto al monastero di Nonantola, poi al Vescovo di Modena, al Vescovo di Reggio e ai Canossa. Questi passaggi di proprietà durarono fino al 1387, quando l'imperatore Venceslao di Lussemburgo, con un'investitura, concesse questo territorio a Giberto I Pio, signore di Carpi.

Nel 1432 i Pico, signori di Mirandola, ebbero pretese sul territorio di Rovereto e Sant'Antonio in Mercadello; nello stesso anno l'imperatore Sigismondo concesse l'investitura su tutto il territorio suddetto ai Pico. Nel 1445 i casati Pio e Pico stipularono, con l'assenso imperiale, un accordo col quale il territorio di Rovereto tornò ai Pio in cambio dei territori vallivi di Santo Stefano e di parte di quelli di Sant'Antonio.

Nel 1527, dopo che i Pio perdettero il dominio di Carpi, il territorio di Rovereto passò agli Estensi; questi lo concessero in feudo ai principi di Massa.

Nel 1651, il 30 giugno, il territorio di Rovereto divenne Contea e Marchesato e fu ceduto al nobile Annibale Foschieri che ne rimase proprietario fino al 1796.

Nel periodo napoleonico Rovereto diventa frazione di Novi. Nel 1815, con la Restaurazione, il territorio di Rovereto passò sotto la giurisdizione di Carpi, rimanendovi fino all'unità d'Italia del 1861, quando di nuovo e definitivamente venne incorporato al territorio di Novi divenendone sua frazione.

Sisma 2012[modifica | modifica wikitesto]

In occasione del terremoto dell'Emilia del 2012, il paese è stato quasi distrutto dalla scossa del 29 maggio. La chiesa è crollata e il 30% delle case è stato abbattuto. Nel crollo della chiesa avvenuto alle ore 9 del 29 maggio perse la vita il parroco don Ivan Martini, al quale il papa Benedetto XVI ha reso omaggio durante la sua visita pastorale a Rovereto il 26 giugno successivo. Pur non essendoci state altre vittime, i segni della devastazione sono stati evidenti per lungo tempo: la ricostruzione del paese ha richiesto molte risorse e tempo. Sono state anche donate molte strutture al paese, come le scuole temporanee. Tutti i negozi del centro sono stati in seguito spostati nella via principale. Rovereto è stato dichiarato il secondo paese più colpito dal sisma[senza fonte]. Gran parte del patrimonio artistico è stato perso e il paese si è letteralmente svuotato.

Monumenti e patrimonio artistico[modifica | modifica wikitesto]

Fra i monumenti e le chiese della città è da sottolineare la chiesa di Rovereto, costruita nel 1454 col titolo di Santa Caterina di Alessandria protettrice dei mugnai, divenuta a fine Cinquecento unica parrocchia del territorio.

Inoltre vi sono numerosi complessi edificati nell'arco del periodo prerinascimentale, fra cui il Palazzo Estense delle Lame e l'annesso oratorio, residenza estiva della famiglia Pio di Carpi, ma anche come centro amministrativo delle proprietà fondiarie ad esso connesse.

Foto del monumento ai caduti

Negli anni trenta del Novecento è stato edificato lo storico Palazzo di tenuta Delfina, costruito dall'ebreo Golfinger, fuggito in Svizzera dopo l'emanazione delle leggi razziali del 1938.

Nel seconda dopoguerra è stato edificato il Monumento ai Caduti della Liberazione, dedicato, oltre che ai nomi dei caduti dell'ultima guerra, alla cosiddetta "Strage degli Intellettuali", avvenuta la notte del 7 agosto 1944 a Rovereto, quando un gruppo di nove persone, tra cui laureati e personaggi di spicco per la loro attività culturale, venne fucilato dai Repubblichini.

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