Serramazzoni

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Serramazzoni
comune
Serramazzoni – Stemma
Serramazzoni – Bandiera
Serramazzoni – Veduta
Serramazzoni – Veduta
Vista sull'abitato da ovest
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Emilia-Romagna
Provincia Modena
Amministrazione
SindacoSimona Ferrari (lista civica) dal 15-5-2023
Territorio
Coordinate44°25′N 10°48′E / 44.416667°N 10.8°E44.416667; 10.8 (Serramazzoni)
Altitudine791 m s.l.m.
Superficie93,96 km²
Abitanti8 749[1] (31-7-2023)
Densità93,11 ab./km²
FrazioniCasa Bartolacelli-Stella, Faeto, Granarolo, Ligorzano, Monfestino, Montagnana, Montardone, Pazzano, Pompeano, Rocca Santa Maria, Riccò, San Dalmazio, Selva, Valle, Varana
Comuni confinantiFiorano Modenese, Maranello, Marano sul Panaro, Pavullo nel Frignano, Polinago, Prignano sulla Secchia, Sassuolo
Altre informazioni
Cod. postale41028
Prefisso0536
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT036042
Cod. catastaleF357
TargaMO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona F, 3 314 GG[3]
Nome abitantiserramazzonesi
PatronoBeata Vergine del Rosario
Giorno festivo8 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Serramazzoni
Serramazzoni
Serramazzoni – Mappa
Serramazzoni – Mappa
Posizione del comune di Serramazzoni all'interno della provincia di Modena
Sito istituzionale

Serramazzoni (La Sèra in dialetto serramazzonese[4]) è un comune italiano di 8 749 abitanti[1] della provincia di Modena in Emilia-Romagna. Fa parte dell'Unione dei Comuni del Frignano.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo deriva da serra, cioè sbarramento naturale tra due monti, e Mazzoni, il cognome di una famiglia locale tratto da uno strumento di lavoro. Sino alla prima metà del '900 era in uso la dizione Serra Mazzoni[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Carta del maggiore Carandini, 1821-1823

La prima menzione attestata della località si riscontra negli Statuti di Modena del 1327, ove è indicata come "Serra de Legorzano". Era un semplice spartiacque montuoso, privo di insediamenti significativi, tra il basso e il medio Appennino modenese. L'area per l'intero Medioevo fu infatti territorio dei feudatari di Monfestino sul versante del torrente Tiepido e di Gombola su quello del Rio Cervaro. Sono pertanto località quali Riccò, Monfestino, Pompeano, Rocca Santa Maria e altre, poi ridottesi a semplici frazioni, ad avere caratterizzato per secoli la storia del territorio. La storia di Serramazzoni come borgo inizia invece con la costruzione del secondo tragitto della via Vandelli nel 1751, poi soppiantata dalla via Giardini nel 1776. Queste strade principali di transito, che valicando l'Appennino collegavano la pianura modenese e la Toscana, resero la Serra un punto di passaggio e di sosta. Risale a questo periodo la citazione della "Serra de Ligorzano" da parte di Girolamo Tiraboschi[6]. Nel 1860 la sede municipale dell'allora Comune di Monfestino fu spostata a Serramazzoni, assumendo il nome di "Comune di Monfestino in Serramazzoni". Qui tuttavia ancora agli inizi del '900 vi era un aggregato di poche case. Occorrerà attendere il 1948 per avere la dizione semplificata "Comune di Serramazzoni".

Fino alla prima metà del XX secolo l'economia locale rimase prevalentemente agricola, con povertà endemica: l'emigrazione verso altri territori e Paesi era pertanto una necessità per molti[7].

Nei primi decenni del '900 il borgo fu servito dalle prime corriere, che transitavano lungo la via Giardini[8]; sempre in quel periodo le Ferrovie modenesi posero in opera la ferrovia (nello specifico un'elettrovia) Modena-Pavullo-Lama. Però le ristrettezze economiche e l'incompatibilità rispetto ai nuovi standard di scartamento dei binari non permisero mai la posa dei binari stessi, quindi nemmeno l'entrata in funzione[9][10].

Lo sviluppo repentino del paese si è avuto con il turismo estivo a partire dal secondo dopoguerra[servirebbe esplicitare in quali termini e con quale impatto, meglio se con dati specifici e in apposito paragrafo][11].

Le scuole elementari del paese sono state intitolate a Lorenzo Casolari (1814-1883): originario di Faeto, fu un religioso, insegnante e inventore di un prototipo di macchina da scrivere[12]. Le scuole medie sono invece intitolate allo scrittore Guido Cavani (1897-1967).

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma

«Di argento, al torrione quadrato, di rosso, terminante con una garitta dello stesso colore, merlato alla guelfa, aperto e poggiato sulla vetta di un monte, di verde, di tre cime all’italiana. Ornamenti esteriori da Comune.[13]»

Gonfalone

«Drappo di azzurro...[13]»

Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 13 ottobre 1950.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il patrimonio storico-artistico si trova perlopiù in località progressivamente divenute periferiche, ma che hanno segnato la storia del territorio in epoca medievale.

Castello di Monfestino[modifica | modifica wikitesto]

Torre dei Balugola, Riccò

Sul sito, già in epoca romana, esisteva uno dei fortilizi di supporto alla fortezza più importante del territorio del Frignano, il Castrum Feronianum. Nell'Alto Medioevo Monfestino fu una rocca dei Balugola[14]. Essi avevano la loro fortezza principale sempre nell'alta valle del torrente Tiepido, presso Riccò, della quale è sopravvissuta una torre[15]. Ad essi succedettero i Da Savignano, quindi nel 1401 i Contrari e nel 1577 i Boncompagni[16][17][18][19][20][21].

L'aspetto definitivo delle mura e delle torri risale principalmente al '500, quando il castello venne fortificato per resistere alle armi da fuoco.

Monfestino - piazza e ingresso del castello
Monfestino - castello

Il declino si ebbe a partire dalla soppressione dei feudi, attuata da Napoleone nel 1796. Ancora nell'800 esisteva la torre principale del nucleo originario, poi crollata. Nel 1901 il castello venne acquistato dall'industriale Fermo Corni, che lo ristrutturò e costruì all'interno delle mura la propria residenza in stile neogotico.

Nei pressi di Monfestino si trovano le cascate del Bucamante e l'ex colonia estiva infantile "Danilo Barbieri"[22][23]. Questa fu inaugurata nel 1937, adibita ad attività educative anche nel dopoguerra e lasciata all'abbandono a partire dal 1973.

Castello e chiesa di Pompeano[modifica | modifica wikitesto]

Situato su una rupe di roccia ofiolitica, il castello già dal XII secolo faceva parte dei possedimenti dei feudatari longobardi Da Gomola, dai quali deriva il nome della vicina località Gombola. Nel 1416 ad essi subentrarono i Cesi, per investitura feudale da parte di Niccolò III d'Este, quindi, fino ai primi anni del '900, i Calori-Cesi[24][25][26].

Il fortilizio fu utilizzato per soli brevi periodi come residenza da parte della famiglia Cesi. Il corpo dell'edificio è di costruzione medioevale, mentre la facciata interna neogotica è novecentesca.

Pompeano

Nella stessa area sorge la chiesa di San Geminiano[27], di origine medievale e ampliata nell'800 con il campanile e la casa canonica annessi.

Pompeano - nevicata eccezionale del 5 maggio 2019
Serramazzoni - vista su Faeto e sulla catena appenninica

Dopo un lungo periodo di degrado, il complesso è stato ristrutturato; i lavori sono stati rispettivamente preceduti e seguiti da due convegni di studi dell'Accademia "Lo Scoltenna"[28][29][30][31][32][33].

Sotto il "Sasso" è stata rinvenuta una grotta naturale di interesse geologico e faunistico[34].

Ai piedi della rupe sono stati ritrovati piccoli utensili in pietra di epoca preistorica, che testimoniano la presenza di un insediamento[35].

Lungo il torrente Cervaro, a valle di Pompeano, così come presso altri torrenti serramazzonesi, sorgevano diversi mulini ad acqua[36]. Resta ben conservato il mulino Pattini.

Sempre nella valle del Cervaro, a Roncovecchio, esisteva un'altra chiesa dedicata a San Geminiano, citata in un catalogo delle chiese modenesi del XV secolo[37].

Varana ai Sassi[modifica | modifica wikitesto]

Ofiolite e chiesa di Varana ai Sassi

Situato nella vallata del torrente Fossa, il borgo dei Sassi è quasi incastonato tra massicci di roccia ofiolitica, analoghi a quello di Pompeano. Furono anch'essi sede di un castello, di cui restano una raffigurazione dipinta nel palazzo signorile di Spezzano e una testimonianza di Lorenzo Gigli[38]. Era una rocca con una torre e altri edifici minori. La chiesa presso i "Sassi" è citata già in un catalogo delle chiese modenesi del XIII secolo[39].

Varana - dipinto nel castello di Spezzano - 1596 circa

Torre della Bastiglia[modifica | modifica wikitesto]

Torre della Bastiglia

Il fortilizio medievale della Bastiglia era un avamposto al servizio del castello di Monfestino[40]. Ne sopravvive la torre.

Nel piccolo borgo un'abitazione reca sul portale l'incisione dell'anno 1578.

Più in basso, lungo la via Giardini, gode di celebrità la cosiddetta "Fontanina", presso la quale una lapide ricorda la sosta di Fausto Coppi nel 1953.

Via Vandelli[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Serramazzoni era attraversato da due tratti della Via Vandelli. Il primo, aperto nel 1739, da Modena raggiungeva Torre Maina, quindi Riccò e Madonna dei Baldaccini, per proseguire alla volta di Pavullo nel Frignano, San Pellegrino in Alpe e raggiungere Massa. Il più recente, risalente al 1751, partendo dal palazzo ducale di Sassuolo, raggiungeva Campodolio di Varana, il borgo di Serra Mazzoni, la posta per il cambio dei cavalli all'Amareto e si ricongiungeva al primo presso Madonna dei Baldaccini. Solo in alcuni tratti non asfaltati o comunque alterati si è conservato il selciato originario[41].

Monumenti religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Pieve di Rocca Santa Maria[modifica | modifica wikitesto]

Pieve romanica di Rocca Santa Maria
Pieve romanica di Rocca Santa Maria

La località prende il nome da una fortezza prima romana poi medievale scomparsa. La pieve romanica risale ai secoli VIII-IX. Di notevole pregio sono i capitelli scolpiti a bassorilievo della navata centrale, che poggiano su colonne di altezza ridotta, dette perciò "rachitiche".

Pieve di Rocca Santa Maria: colonne e capitelli

Nel 1750 venne sopraelevata la navata centrale e aperta la bifora sulla facciata, trasformandone l'aspetto da capanna a salienti. Anche l'interno venne intonacato e aggiunto di stucchi. Fu il parroco don Giacomo Giacomelli[42][43] agli inizi del '900 a fare togliere dalle pareti interne tutto ciò[44][45][46][47][48][49][50].

Il termine "pieve" indica che quella fu la prima chiesa del territorio, dalla quale trassero origine le altre parrocchie[51][52].

Altre chiese parrocchiali[modifica | modifica wikitesto]

Diverse sono le origini e datazioni delle chiese parrocchiali sparse per il territorio. Sono state effettuate ricerche d'archivio in particolare da mons. Ferruccio Richeldi[53] tra gli anni '70 e '80 del secolo scorso. Di seguito si elencano le parrocchie con relative citazioni bibliografiche.

Maestà[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle chiese e agli oratori, sono presenti nel territorio numerose "maestà": costruzioni a forma di pilastro e più raramente di edicola, contenenti immagini sacre. Si cita in particolare il lavoro di catalogazione effettuato dall'arch. Enzo Giuliani[87]. Il loro significato antropologico è quello di sacralizzare, quindi dare dignità inconfutabile, a luoghi e riti, anche stagionali, di una civiltà cristiano-contadina[88][89].

Luoghi di interesse naturalistico[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli elementi naturalistici più importanti di Serramazzoni si citano:[90][91][92][93][94][95]

  • Cascate del Bucamante
  • Cascate del Rio delle Borre
  • Sasso delle Streghe
  • Ofiolite di Pompeano
  • Salsa della Cintora
  • Ofioliti di Varana
  • Vanga del Diavolo
  • "Rive del Faeto" e Rio Cervaro[96]
  • Calanchi della Val Tiepido[97]
  • Sassone di Monte Lungo e Poggio Serra
  • Museo Giardino della Rosa Antica

Narrativa e studi relativi al territorio[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa

Guido Cavani ambientò il suo romanzo Zebio Còtal nella Serramazzoni - in particolare nella zona di Pazzano - del secondo dopoguerra, in un contesto contadino ancora miserabile, seppur avvertendo le prime avvisaglie del progresso. A lui fu intitolata nel 1977 la scuola media del paese, preferendolo ad Alessandro Stradella; gli furono dedicati due convegni, nel 1982 e nel 1997, e un premio letterario di livello nazionale.

Anche la scrittrice Ida Molinari Orlandi - pseudonimo Idalba Mara - inserì il territorio di Serramazzoni in diversi suoi scritti narrativi e teatrali[98], quali È un inno alla vita![99], Il profumo del sole[100] e Domina? Monfestino domina![101]

Studi

Figura eminente nello studio storico del territorio serramazzonese fu Mario Toni (1933-2022), autore di diverse pubblicazioni e conferenziere; accumulò peraltro un fondo di oltre seimila diapositive legate a notizie storiche documentate[102].

Nel XVIII secolo si situa invece l'opera di due grandi storici del territorio di Modena:

  • Lorenzo Gigli, autore di un Vocabolario[103] di numerose località dell'Appennino modenese, in cui vennero censiti vari luoghi del serramazzonese.
  • Girolamo Tiraboschi, che si occupò di varie località di Serramazzoni sia nel Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi[104], sia nel capitolo Delle rivoluzioni della Provincia del Frignano delle Memorie Storiche Modenesi[105].

La Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi tenne nel 1973 un convegno sulla Valle del Tiepido[19].

L'Accademia del Frignano "Lo Scoltenna" ha organizzato diversi convegni di studi storici, architettonici e ambientali nel territorio di Serramazzoni, svolti a San Dalmazio-Serramazzoni (1988), Rocca Santa Maria (1989), Pompeano (1994 e 2010), Serramazzoni (1997). I contenuti degli interventi vennero pubblicati sulla rivista territoriale "Rassegna frignanese".

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[106]

Dal grafico si nota la crescita costante della popolazione dalla metà del XIX secolo agli anni 1950. Ciò era dovuto alla prolificità elevata, nonostante il contesto economico povero e l'emigrazione. Il forte calo tra gli anni 1960 e 1980 si spiega con la tendenza ad abbandonare la montagna per insediarsi nelle zone industrializzate della pianura modenese, congiuntamente con la riduzione della natalità. A partire dagli anni 1990 la ripresa demografica è dovuta a diversi fattori:

  • maggiore facilità del pendolarismo con la pianura, grazie alla via Nuova Estense, inaugurata nel 1982 e divenuta parte della SS 12;
  • minore costo della vita rispetto alla pianura stessa;
  • evoluzione dell'economia locale, già iniziata nei decenni precedenti con la diffusione di industria, artigianato e terziario;
  • flussi di immigrazione straniera.

Occorre considerare che nei decenni del boom turistico di Serramazzoni, cioè negli anni 1960-1990, la popolazione effettiva aumentava notevolmente nel periodo estivo per via dell'afflusso di villeggianti[107].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 maggio 1985 5 maggio 1990 Claudio Bartolacelli Sindaco [108]
6 maggio 1990 24 marzo 1992 Giorgio Gianaroli PSI Sindaco [108]
25 marzo 1992 26 ottobre 1992 Gaetano D'Auro Comm. pref. [108]
16 novembre 1997 25 maggio 2002 Claudio Bartolacelli Democrazia Cristiana, Partito Popolare Italiano Sindaco [108]
26 maggio 2002 6 maggio 2012 Luigi Ralenti centro-sinistra Sindaco [108]
6 maggio 2012 23 luglio 2012 Sabina Fornari lista civica Essere Serra Sindaco [108][109]
24 luglio 2012 25 maggio 2013 Carmen Castaldo Comm. pref. [108]
26 maggio 2013 10 giugno 2018 Roberto Rubbiani lista civica Rubbiani sindaco Sindaco [108]
11 giugno 2018 15 maggio 2023 Claudio Bartolacelli lista civica Claudio Bartolacelli sindaco Sindaco [108]
15 maggio 2023 in carica Simona Ferrari lista civica Noi per Serra Sindaco [108]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2023 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 619, ISBN 88-11-30500-4.
  5. ^ Mario Toni, Da "Serra de Legorzano" a "Serramazzoni" - Storia di un paese, I, Sassuolo, Incontri editrice, 2009, pp. 13-14.
  6. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, I, Modena, Tipografia camerale, 1824, p. 402.
    «Nominasi anche talvolta Serra de Ligorzano [...], col qual nome tuttora si indica e dicesi anche la Serra de' Mazzoni, ove è una Posta nella strada di comunicazione colla Toscana, e sopra un poggio poco discosto vedesi un'antica Torre merlata che dicesi la Bastia, con vestigj di mura onde fu cinta per opera della nobile Famiglia Balugola.»
  7. ^ Mario Toni, Serramazzonesi nel mondo - Storie di emigrazione, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 2014.
  8. ^ Aurelio Mordini, I servizi pubblici con automobili lungo la Giardini. L'epoca dei pionieri, in Rassegna frignanese, n. 26, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 1990, pp. 250-277.
  9. ^ Sisto Bonatti, Elettrovia Modena Pavullo Lama, in Rassegna Frignanese, n. 29, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 1999, pp. 311-328.
  10. ^ Marco Gualmini, La ferrovia Modena-Maranello-Pavullo: un sogno incompiuto, Modena, Artestampa, 2023.
  11. ^ a b Mario Toni, Da "Serra de Legorzano" a "Serramazzoni" - Storia di un paese, Sassuolo, Incontri, 2009.
  12. ^ Lorenzo Casolari, in Il montanaro - Periodico mensile di Pievepelago (1882-1889), Ristampa effettuata nel 1984 in volume unico dei periodici usciti dal 1882 al 1889, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 1984 [Ottobre 1885].
  13. ^ a b Serramazzoni, su AraldicaCivica.it. URL consultato il 15 novembre 2023.
  14. ^ Alete Cionini, Il feudo Balugola: Farneta-Riccò, S. Dalmazio, Monfestino, Granarolo, Pazzano, Valle: cenni storici, passeggiate, impressioni, Ristampa anastatica dall'edizione originale della Tipografia della Provincia di Modena, Pavullo nel Frignano, Iaccheri editore, 2009 [1909].
  15. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, I, Modena, Tipografia camerale, 1824, pp. 35-37.
  16. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, II, Modena, Tipografia camerale, 1825, pp. 69-70.
  17. ^ Guido Corni, Il castello di Monfestino e dintorni, Modena, 1950.
  18. ^ Ferruccio Richeldi e Enzo Giuliani, Monfestino, Modena, TEIC, 1989.
  19. ^ a b AA.VV., La valle del Tiepido, Modena, Deputazione di Storia Patria per le antiche Provincie Modenesi, 1973.
  20. ^ Giorgio Boccolari, Note storiche su Monfestino, Modena, Aedes Muratoriana, 1973.
  21. ^ Lorenzo Gigli, Vocabolario Etimologico, Topografico e Storico delle Castella, Rocche, Terre, e Ville della Provincia del Frignano, a cura di Armeno Fontana, Pubblicazione del testo originale manoscritto, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 2002 [1727], pp. 239-240.
  22. ^ Mario Toni, La Colonia Montana di Monfestino, Sassuolo, Incontri editrice, 2008.
  23. ^ Gino Boilini, La colonia scuola di Monfestino e il castello, in Rassegna frignanese, n. 26, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 1990, pp. 113-118.
  24. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, II, Modena, Tipografia camerale, 1825, p. 204.
  25. ^ a b Andrea Pini e Mario Toni, Pompeano - Dalla Podesteria di Gombola al Comune di Serramazzoni, Pavullo nel Frignano, Adelmo Iaccheri editore, 2005.
  26. ^ Lorenzo Gigli, Vocabolario Etimologico, Topografico e Storico delle Castella, Rocche, Terre, e Ville della Provincia del Frignano, a cura di Armeno Fontana, Pubblicazione del testo originale manoscritto, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 2002 [1727], p. 297.
  27. ^ a b Ferruccio Richeldi, Pompeano di Serramazzoni, Modena, TEIC, 1978.
  28. ^ Alberto Mazzoni e Pierluigi Piumi, I restauri: chiesa, canonica, mura di cinta, portale e scalinata di accesso al castello di Pompeano, in Rassegna frignanese, n. 40, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 2010, pp. 187-204.
  29. ^ Andrea Pini, La comunità e il feudo di Pompeano nell'epoca moderna, in Rassegna frignanese, n. 40, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", pp. 173-179.
  30. ^ Mario Toni, Don Vincenzo Tassoni e il marchese Ferdinando Calori Cesi, in Rassegna Frignanese, n. 40, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", pp. 180-18.
  31. ^ Ferruccio Minghelli, Una giornata di studio a Pompeano - 29 maggio 1994, in Rassegna frignanese, n. 27, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 1994, pp. 239-241.
  32. ^ Ermanno Zuccarini, Benvenuti a Pompeano - Un esempio di guida turistica, in Rassegna frignanese, n. 27, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 1994, pp. 242-248.
  33. ^ Enzo Giuliani, Le maestà di Pompeano, in Rassegna Frignanese, n. 27, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 1994, pp. 249-252.
  34. ^ Mario Bertolani, Pompeano - Il borgo e la grotta Tassoni, in Eliseo Baroni (a cura di), Serramazzoni - storia e immagini, Volume fotografico di Beppe Zagaglia e Pieranna Gibertini - testi a cura di Ermanno Zuccarini, Fiorano Modenese, Fioranese, 1995, pp. 93-95.
  35. ^ Benedetto Benedetti, Preistoria e protostoria del Modenese, Modena, Aedes Muratoriana, 1978-85.
  36. ^ Mario Toni, Mulini e corsi d'acqua nel Comune di Serramazzoni, Sassuolo, Incontri editrice, 2008.
  37. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, II, Modena, Tipografia camerale, 1824, p. 280.
  38. ^ Lorenzo Gigli, Vocabolario Etimologico, Topografico e Storico delle Castella, Rocche, Terre, e Ville della Provincia del Frignano, a cura di Armeno Fontana, Pubblicazione del testo originale manoscritto, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 2002 [1727], pp. 367-368.
  39. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, II, Modena, Tipografia camerale, 1825, pp. 392-393.
  40. ^ Lorenzo Gigli, Vocabolario Etimologico, Topografico e Storico delle Castella, Rocche, Terre, e Ville della Provincia del Frignano, a cura di Armeno Fontana, Pubblicazione del testo originale manoscritto, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 2002 [1727], pp. 228-229.
  41. ^ AA.VV, La via Vandelli, Modena, Artioli, 1987.
  42. ^ Ferruccio Richeldi, Personalità e opera pastorale del canonico Giacomo Giacomelli, in Rassegna Frignanese, n. 26, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", pp. 101-105.
  43. ^ Mantovi Franco, Don Giacomo Giacomelli poeta, in Rassegna Frignanese, n. 26, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 1990, pp. 106-107.
  44. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, II, Modena, Tipografia camerale, 1825, pp. 258-261.
  45. ^ Vincenzo Maestri, La Pieve di Rocca Santa Maria, in Di alcune costruzioni medioevali dell'Appennino modenese, Modena, Aedes Muratoriana, 1984 [1895], pp. 21-39.
  46. ^ Ferruccio Richeldi, Rocca Santa Maria, Modena, TEIC, 1986.
  47. ^ Vincenzo Maestri, La Pieve di Rocca S. Maria, in Atti e memorie, XI, S. III, Modena, Regia Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Modena, 1895.
  48. ^ Giacomo Giacomelli, Cenni storici, artistici e ricostruttivi, in Atti e Memorie, III, S. III, Pievepelago, Società Scientifica, Letteraria ed Artistica del Frignano "Lo Scoltenna", 1937.
  49. ^ William Montorsi, La Pieve di Rocca Santa Maria, in Tempo sospeso - L'arte romanica nelle montagne modenesi, Modena, Dini, 1987.
  50. ^ William Montorsi, La Pieve di Rocca Santa Maria, in Rassegna frignanese, n. 26, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 1990, pp. 108-111.
  51. ^ Giuseppe Pistoni, Origine e diffusione del cristianesimo nella Valle del Tiepido e paesi circonvicini, Modena, Aedes Muratoriana, 1973.
  52. ^ Lorenzo Gigli, Vocabolario Etimologico, Topografico e Storico delle Castella, Rocche, Terre, e Ville della Provincia del Frignano, a cura di Armeno Fontana, Pubblicazione del testo originale manoscritto, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 2002 [1727], pp. 316-318.
  53. ^ Antonio Galli, Commemorazione del prof. mons. Ferruccio Richeldi, in Rassegna Frignanese, n. 26, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 1990, pp. 387-391.
  54. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, I, Modena, Tipografia camerale, 1824, p. 272.
    «Faeto. Questo luogo era per l' addietro amministrato nello spirituale da un Cappellano Curato Sussidiario di Ligorzano, nella cui Parrocchiale era compresa. Par Decreto però di S E. Reverendissima Monsignor Tiburzio Cortese Vescovo nostro, in data del 30 Agosto 1816, il Faeto fu eretto in separata Parrocchia del Titolo de' Santi Filippo e Giacomo nella Congregazione di Rocca Santa Maria, e quegli abitanti, che ridussero il pubblico Oratorio ad uso di Parrocchiale, che dotarono questa di fondi sufficienti al sostentamento de' temporanei Rettori, se ne salvaron la nomina.»
  55. ^ Francesco Gavioli, Memorie storiche intorno alla parrocchia di Faeto, Modena, Tipografia dell'Immacolata Concezione, 1941.
  56. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, I, Modena, Tipografia camerale, 1824, p. 360.
    «GRANAROLVM. Granarolo Comune della Giurisdizione di Monfestino con Chiesa Pievana del titolo di S. Urbano, che è capo di Congregazione. È nominato in un documento Nonantolano dell'anno 1197. [...], e in un documento dell' anno 1242. indicato nel parlar di Balugola. La Chiesa di Granarolo è nominata nell' antico Catalogo delle Chiese Modenesi tra quelle comprese allora nella Pieve di Rocca S. Maria.»
  57. ^ Ferruccio Richeldi, Granarolo di Serramazzoni, Modena, TEIC, 1974.
  58. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, I, Modena, Tipografia camerale, 1824, pp. 401-402.
  59. ^ Mario Crovetti e Ferruccio Richeldi, Le tappe del mio Calvario - Ligorzano di Serramazzoni, Volume che racchiude due opere distinte: Le tappe del mio calvario di Mario Crovetti e Ligorzano di Serramazzoni di Ferruccio Richeldi, Modena, TEIC, 1977, pp. 107-174.
  60. ^ Andrea Pini e Mario Toni, Ligorzano: una comunità e la sua chiesa, 2005.
  61. ^ Marco Bortolamasi e Giovanni Tosatti, Da Legorzanum a Ligorzano (Appennino modenese): caratteristiche ambientali e tracce storico-architettoniche (PDF), in Atti della Società dei naturalisti e matematici di Modena, CLII, 2021, pp. 221-240.
  62. ^ Ferruccio Richeldi e Enzo Giuliani, Monfestino di Serramazzoni, Modena, TEIC, 1989.
  63. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, II, Modena, Tipografia camerale, 1825, p. 83.
  64. ^ Ferruccio Richeldi, Montagnana di Serramazzoni, Modena, TEIC, 1975.
  65. ^ Lorenzo Gigli, Vocabolario Etimologico, Topografico e Storico delle Castella, Rocche, Terre, e Ville della Provincia del Frignano, a cura di Armeno Fontana, Pubblicazione del testo originale manoscritto, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 2002 [1727], p. 241.
  66. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, II, Modena, Tipografia camerale, 1825, p. 187.
  67. ^ Ferruccio Richeldi, Pazzano di Serramazzoni, Modena, TEIC, 1978.
  68. ^ Lorenzo Gigli, Vocabolario Etimologico, Topografico e Storico delle Castella, Rocche, Terre, e Ville della Provincia del Frignano, a cura di Armeno Fontana, Pubblicazione del testo originale manoscritto, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 2002 [1727], pp. 287-288.
  69. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, II, Modena, Tipografia camerale, 1825, p. 249.
  70. ^ Franco Mantovi e Enzo Giuliani, Riccò in Farneta lungo Val Tiepido, Modena, APS, 1993.
  71. ^ Lorenzo Gigli, Vocabolario Etimologico, Topografico e Storico delle Castella, Rocche, Terre, e Ville della Provincia del Frignano, a cura di Armeno Fontana, Pubblicazione del testo originale manoscritto, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 2002 [1727], p. 303.
  72. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, I, Modena, Tipografia camerale, 1824, pp. 261-262.
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  74. ^ Lorenzo Gigli, Vocabolario Etimologico, Topografico e Storico delle Castella, Rocche, Terre, e Ville della Provincia del Frignano, a cura di Armeno Fontana, Pubblicazione del testo originale manoscritto, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 2002 [1727], p. 330.
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  81. ^ Armeno Fontana, Ricordo di mons. Francesco Gavioli, in Rassegna frignanese, n. 29, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 1999, pp. 235-239.
  82. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, II, Modena, Tipografia camerale, 1825, pp. 392-393.
  83. ^ Ferruccio Richeldi, Varana di Serramazzoni, Modena, TEIC, 1981.
  84. ^ Gian Luigi Giacobazzi, Varana nel suo archivio storico parrocchiale, Sassuolo, Incontri, 2023.
  85. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, II, Modena, Tipografia camerale, 1825, p. 386.
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  89. ^ Ermanno Zuccarini, La modernità lontana e la civiltà cristiano-contadina, in Eliseo Baroni (a cura di), Serramazzoni - storia e immagini, Volume fotografico di Beppe Zagaglia e Pieranna Gibertini - testi a cura di Ermanno Zuccarini, Fiorano Modenese, Fioranese, 1995, p. 111.
  90. ^ Ferruccio Minghelli, Aspetti vegetazionali nel territorio dei Balugola, in Rassegna frignanese, n. 26, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 1990, pp. 49-55.
  91. ^ Michele Melegari, Gli oli essenziali delle piante appenniniche, in Rassegna Frignanese, n. 26, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 1990, pp. 157-160.
  92. ^ Renzo Rabacchi, Appenninia, Modena, Mundici e Zanetti, 1991.
  93. ^ Classe 1^ B 1999/2000 della Scuola media, Le piante velenose e medicinali nel territorio di Serramazzoni, a cura di Loretta Bertoli, Ada Linciano e Romano Termanini, Serramazzoni, Istituto Comprensivo di Serramazzoni, 2007.
  94. ^ Il Tiepido, 1991.
  95. ^ Giuliano Rossi, Le dinocisti della successione pleistocenica marina del torrente Tiepido, Modena, Istituto di paleontologia. Università di Modena, 1981.
  96. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, I, Modena, Tipografia camerale, 1824, p. 200.
    «CERVARIVS, Cervaro. Torrente nelle montagne di Modena che nasce nella Serra dei Mazzoni, e scorrendo al Ponente si scarica nel fiume Rasenna nel territorio di Gombola contro Cassano. È nominato in una Carta Nonantolana dell' anno 890. [...], e per le operazioni fatte in seguito della nuova Distrettuazione ordinata da S. A. R. con suo Decreto dei 29. Dicembre 1815. , serve ora di confine tanto alli due Comuni di Sassuolo e di Pavullo, quanto alle due Parrocchiali di Sassomereo e di Pompeano.»
  97. ^ Mario Bertolani, Geologia e litologia nella Valle del Tiepido, Modena, Aedes Muratoriana, 1973.
  98. ^ Franco Mantovi, Ida Molinari vedova Orlandi, in Rassegna Frignanese, n. 26, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 1990, pp. 61-63.
  99. ^ Ida Molinari Orlandi, È un inno alla vita!, Modena, Mucchi, 1968.
  100. ^ Ida Molinari Orlandi, Il profumo del sole, Modena, Artioli, 1977.
  101. ^ Ida Molinari Orlandi, Domina? Monfestino domina!, Modena, Cooptip, 1973.
  102. ^ Mario Toni, Serramazzoni tra colori, natura e storia, in Rassegna frignanese, n. 27, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 2007, pp. 61-78.
  103. ^ Lorenzo Gigli, Vocabolario Etimologico, Topografico e Storico delle Castella, Rocche, Terre, e Ville della Provincia del Frignano, a cura di Armeno Fontana, Pubblicazione del testo originale manoscritto, Pievepelago, Accademia "Lo Scoltenna", 2002 [1727].
  104. ^ Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli Stati Estensi, Modena, Tipografia camerale, 1824-1825.
  105. ^ Girolamo Tiraboschi, Capo VIII - Delle rivoluzioni della Provincia del Frignano, in Memorie Storiche Modenesi, Tomo III, Modena, 1794.
  106. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  107. ^ Eliseo Baroni (a cura di), Economia, in Serramazzoni - storia e immagini, Capitolo basato su informazioni fornite dall'Assessorato al commercio e alle attività produttive del Comune di Serramazzoni, Fiorano Modenese, Fioranese, 1995, p. 118.
  108. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/
  109. ^ Dimessasi pochi giorni dopo l'elezione perché indagata per concussione, corruzione ed abuso in atti d'ufficio. Verrà scagionata dalle accuse due anni dopo, nel 2014, quando il GIP Paola Losavio archivierà tutte le accuse., su lanuovaprimapagina.it. URL consultato il 30 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).

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