Terzo valico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Tortona/Novi Ligure-Genova
Alta Velocità - Alta Capacità
Terzo valico dei Giovi
Inizio Tortona/Novi Ligure
Fine Genova
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 53 km
Scartamento 1 435 mm
Elettrificazione 25 kV ~ 50 Hz[1]
Ferrovie

La ferrovia ad alta velocità Tortona/Novi Ligure-Genova, conosciuta anche come Terzo valico dei Giovi, o più semplicemente come Terzo valico, è una linea ferroviaria in costruzione, finalizzata a creare un collegamento veloce fra Genova e l'entroterra; i lavori sono iniziati nell'autunno 2013 e la linea sarà completata nel 2021.

La linea è ritenuta una priorità nell'ambito del collegamento con l'Europa centrale per il trasporto delle di merci che transitano giornalmente dal porto ligure. In particolare, l'opera si inserisce nel Corridoio Reno - Alpi[2], che è uno dei corridoi della rete strategica transeuropea di trasporto che collega le regioni europee più densamente popolate tra il porto di Rotterdam (sul Mare del Nord ) e il Nord Italia. [3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della linea venne inizialmente affidata al Consorzio Collegamenti Integrati Veloci, quale contraente generale, costituito nel 1991 dalle imprese Grassetto Lavori (di Salvatore Ligresti) con il 25,0%, Del Prato con il 25,0%, Itinera (che faceva capo a Marcellino Gavio) con il 20,0%, Gambogi con il 20,0%, Tecnimont SpA con il 5,0%, CER fra le cooperative di Produzione e Lavoro con il 3,0% e Collegamenti Integrati Veloci SpA (gruppo bancario) con il 2,0%. Le stesse furono presto coinvolte in un un'inchiesta per tangenti: alcune di esse fallirono, altre vennero rilevate dalla Itinera, le restanti si ritirarono dal consorzio.

Nel 1996 si cominciò a scavare tre fori pilota. Una nuova procedura di Valutazione di Impatto Ambientale si concluse negativamente, e il 24 febbraio 1998 i cantieri del consorzio furono chiusi dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri in seguito ad un'inchiesta promossa dalla Procura di Milano che sfociò nell'assoluzione degli imputati per la intervenuta prescrizione del reato.

Nel 1999 la IX Commissione Trasporti della Camera dei deputati impegnò il Governo a promuovere nuovamente il progetto terzo valico quale parte prioritaria della prevista tratta Milano-Genova. Il 21 dicembre 2001 il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) approvò il primo programma delle opere strategiche ex Legge n. 443 del 21 dicembre 2001 ("Legge Obiettivo") inserendo il progetto del Terzo Valico ferroviario nell'elenco delle infrastrutture strategiche e delle opere di preminente interesse nazionale. Nel 2002 il Ministero delle Infrastrutture approvò il tracciato che l'anno seguente ottenne il via libera definitivo.[4]

Il 29 settembre 2003 il CIPE approvò il progetto preliminare e lo studio di impatto ambientale del "Terzo valico dei Giovi". Il costo complessivo delle opere venne stabilito in 5 miliardi di euro che, per le opere di maggiore priorità, sarebbero stati anticipati da Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Il 26 ottobre 2004 un decreto interministeriale consentì alla società Infrastrutture SpA un indebitamento di 35 miliardi di euro contro i 25 fissati dal decreto di fine 2003. Per far fronte a ciò, il Governo autorizzò quindi la società a emettere bond pluriennali per complessivi 4,7 miliardi di euro.

Nel frattempo il Consorzio era così diventato:

Nel marzo 2006 il CIPE approvò il progetto definitivo sbloccando il 18 dicembre 2008 una quota pari a 7.356 milioni di euro, mille circa dei quali destinati all'inizio dei lavori per la realizzazione dell'opera. Il restante ammontare dell'investimento sarà coperto tramite l'emissione di obbligazioni dalla Cassa depositi e prestiti.

Il 28 luglio 2011 Rete Ferroviaria Italiana ha sottoscritto il verbale di accordo con il Consorzio per dare avvio ai lavori di costruzione. Il CIPE ha successivamente deliberato lo stanziamento di 500 milioni di euro per la viabilità e la riapertura dei cantieri[5] e di 1.100 milioni di euro per finanziare il secondo lotto, che include lo scavo della galleria di valico.

I cantieri sono stati aperti nel corso del 2013.

Nel 2014 il consorzio ha visto l'uscita della Tecnimont Spa e di conseguenza le restanti società si sono suddivise in questo modo:

Il 27 luglio 2015 è stato abbattuto l'ultimo diaframma della galleria Campasso, che permetterà di collegare la galleria di valico all'intersezione con la linea ferroviaria esistente.[6]

La galleria Polcevera, una delle 4 gallerie di servizio, è stata completata il 29 ottobre 2015; lo scavo dei 1958 metri di questa galleria è avvenuto grazie all'uso di una TBM S-914.[7]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Il tracciato si svilupperà per 53 chilometri, 37 dei quali in galleria; è inoltre prevista la realizzazione di interconnessioni per complessivi 25 km, di cui 16,5 in galleria. La tratta sarà integrata con la linea già esistente, assicurando a sud il collegamento diretto con i bacini portuali e con la linea Savona-Ventimiglia; a nord sarà collegata con Torino in prossimità di Novi Ligure e, in direzione di Milano, alla linea Alessandria-Piacenza, in prossimità di Tortona.[8]

La linea da Genova a Novi Ligure, indipendente rispetto alle linee esistenti, utilizzerebbe gallerie naturali, tranne un breve tratto all'aperto in corrispondenza di Libarna, dove è prevista la costruzione di un posto di movimento per le manovre di soccorso, sosta e manutenzione. Da Novi Ligure a Tortona dovrebbero essere realizzate due gallerie artificiali. Le gallerie naturali utilizzate sarebbero nove, mentre quelle artificiali progettate sono cinque.[9]

Tra le principali opere previste dal progetto, le più impegnative sono:

  • la galleria di valico che, con 27 km, è la più lunga della linea;
  • la galleria di Serravalle Scrivia di circa 7 km;
  • la galleria artificiale sul tracciato verso Torino di 5 km.

La prima fase della realizzazione prevede la costruzione, da Genova ad Arquata Scrivia, dei 27 km del tunnel di valico costituito da due gallerie affiancate e di 5,9 km di gallerie a binario semplice per le interconnessioni sul territorio di Genova, verso Voltri.[10]

La seconda fase prevede altri 14 km di doppie gallerie sotterranee da Arquata Scrivia a Novi Ligure, 3 km di gallerie per la connessione con Novi Ligure e 5 km di binario doppio allo scoperto.

Per circa 16 km il tracciato dovrebbe estendersi oltre Novi Ligure, fino alla periferia di Tortona, collegandosi con la linea preesistente e raddoppiandone il binario.[9]

Costi e tempi[modifica | modifica wikitesto]

Secondo quanto riportato nel sito ufficiale dell'opera, la spesa complessiva è pari a 6,2 miliardi di euro, limite fissato dal CIPE con la Delibera n. 84/2010 del 18 novembre 2010, che ha autorizzato la realizzazione dell'infrastruttura in 6 lotti costruttivi, dopo l'approvazione del progetto definitivo complessivo. L'attivazione della linea è prevista entro il 2022.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Terzo valico - Progetto - Numeri, in terzovalico.it. URL consultato il 16-10-2015.
  2. ^ San Gottardo, gli svizzeri ci hanno dato l'ennesima lezione, su Il Fatto Quotidiano, 1° giugno 2016. URL consultato il 1° giugno 2016.
  3. ^ Terzo valico - Progetto - Focus on, in terzovalico.it. URL consultato il 16-10-2015.
  4. ^ Terzo valico - Progetto - Tappe del progetto, in terzovalico.it. URL consultato il 16-10-2015.
  5. ^ Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
  6. ^ ABBATTUTO L’ULTIMO DIAFRAMMA DELLA GALLERIA NATURALE CAMPASSO, PRIMO TUNNEL DI LINEA DEL TERZO VALICO - Cociv, su www.terzovalico.it. URL consultato il 25 novembre 2015.
  7. ^ LA TBM GIULIA TERMINA LO SCAVO DELLA FINESTRA POLCEVERA: AL VIA GLI SCAVI DELLA GALLERIA DI LINEA PIÙ LUNGA DEL TERZO VALICO - Cociv, su www.terzovalico.it. URL consultato il 25 novembre 2015.
  8. ^ Terzo valico - Progetto - Il tracciato, in terzovalico.it. URL consultato il 16-10-2015.
  9. ^ a b Ibidem
  10. ^ Terzo valico - Progetto - Opere principali, in terzovalico.it. URL consultato il 16-10-2015.
  11. ^ Terzo valico - Progetto - Costi e tempi, in terzovalico.it. URL consultato il 04-10-2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Pedemonte, Per una storia del Terzo Valico, Ivlia Dertona, 2001, XLIX, 84.
  • Franco Manzitti, Bucare il futuro, De Ferrari editore, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]