Ferrari 330 GT 2+2

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Ferrari 330 GT 2+2
1967 Ferrari 330 GT 2+2 - red - fvl.jpg
Una 330 GT 2+2 del 1967
Descrizione generale
Costruttore Italia  Ferrari
Tipo principale Coupé
Produzione dal 1964 al 1967
Sostituisce la Ferrari 250 GT 2+2
Sostituita da Ferrari 365 GT 2+2
Esemplari prodotti 1099[1]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4840 mm
Larghezza 1715 mm
Altezza 1360 mm
Passo 2650 mm
Massa 1380[1] kg
Altro
Assemblaggio Maranello
Stile Tom Tjaarda per Pininfarina

La 330 GT 2+2 è una autovettura sportiva prodotta dalla Ferrari dal 1964 al 1967[1].

Il contesto generale[modifica | modifica wikitesto]

Una 330 GT 2+2 del 1965

Fu costruita in due serie, che differivano principalmente dai gruppi ottici dei fanali anteriori. Nella prima, prodotta dal 1964 al 1965, erano quattro, mentre nella seconda, prodotta dal 1965 al 1967, erano solo due[1].

La prima serie fu presentata al Salone dell'automobile di Bruxelles nel gennaio del 1964, e rimpiazzò la 250 GT 2+2. Fu progettata da Pininfarina che studiò un modello con un passo più lungo di 50 mm e con lo spazio per i passeggeri posteriori più ampio[1].

La seconda serie fu lanciata nella metà del 1965 con un frontale totalmente nuovo, che la faceva rassomigliare alla 275 GTS. Furono modificati i cerchioni che da una struttura a raggi, peculiare delle Ferrari dell'epoca, divennero forati. Furono anche approntati cambiamenti alle prese d’aria, agli interni e fu aggiunta l'aria condizionata[1].

Furono costruiti 625 esemplari della prima serie e 474 della seconda. Con questo modello ci fu la definitiva consacrazione delle versioni 2+2. Fu rimpiazzata dalla 365 2+2[1].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Il motore era un V12 a 60° montato anterioriormente, longitudinale e da 3967,44 cm³ di cilindrata. L'alesaggio e la corsa erano rispettivamente di 77 mm e 71 mm, con le candele posizionate esternamente alla V del motore. Il rapporto di compressione era di 8,8:1[1]. Il progetto del motore s'ispirava a quello a "blocco corto" di Gioachino Colombo, ma era lievemente più lungo. Questa modifica fu resa necessaria per il maggior spazio esistente tra i cilindri, realizzato per ospitare i condotti dell'acqua accresciuti, che erano indispensabili per assicurare un appropriato raffreddamento alle canne. Queste ultime erano state infatti riprogettate come conseguenza dell'incremento dell'alesaggio[1]. La potenza erogata dal propulsore era di 300 CV a 6600 giri al minuto[1].

La distribuzione era monoalbero con due valvole per cilindro. L'alimentazione era fornita da tre carburatori a doppio corpo di marca Weber e modello 40 DCZ/6 o 40 DFI. L'accensione era singola ed era formata da due bobine con i distributori posizionati nella parte posteriore del propulsore e da due spinterogeni. La lubrificazione era a carter umido[1].

Il telaio era quello tipico utilizzato dalle Ferrari dell'epoca, vale a dire una struttura principale a sezione ovoidale e con crociere di rinforzo, ed un'altra architettura ausiliaria che serviva a sostenere la carrozzeria e gli accessori. Tutti i componenti erano in acciaio[1].

Le sospensioni anteriori erano indipendenti, con quadrilateri trasversali e barra stabilizzatrice. Quelle posteriori erano formate da un ponte rigido con molle a balestra longitudinali e doppi puntoni laterali. Entrambe montavano ammortizzatori telescopici e molle elicoidali, queste ultime coassiali agli ammortizzatori stessi sulle sospensioni posteriori. Lo sterzo era a vite senza fine e settore dentato; durante la commercializzazione il servosterzo fu disponibile come optional. Il cambio era inizialmente a quattro rapporti sincronizzati, con la quinta marcia con overdrive; gli ultimi esemplari prodotti della prima serie e quelli della seconda furono provvisti di cinque rapporti sincronizzati. Quando ci fu il cambiamento da quattro a cinque rapporti, ci fu il passaggio da una frizione monodisco comandata meccanicamente ad una comandata idraulicamente[1].

I freni erano a disco con sistemi idraulici divisi[1].

La velocità massima raggiunta dal veicolo era di 245 km/h[1].

Versioni speciali[modifica | modifica wikitesto]

La 330 GT Shooting Brake Vignale

330 GT Shooting Brake[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1967 Luigi Chinetti Jr. e Bob Peak proposero l'idea di realizzare una versione Shooting Brake della 330 GT. Realizzata da Alfredo Vignale, venne presentata al salone automobilistico di Torino dello stesso anno.[2]

330 GT Michelotti Coupe[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1967 Michelotti realizzò una versione coupé della 330 GT per Luigi Chinetti, capo della scuderia NART.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Dal sito ufficiale Ferrari – Specifiche tecniche della 330 GT 2+2, su ferrari.com. URL consultato il 2 agosto 2010.
  2. ^ 330 GT Shooting Brake, su conceptcarz.com. URL consultato il 16 aprile 2014.
  3. ^ Ferrari 330 GT Michelotti Coupe, su conceptcarz.com. URL consultato il 16 aprile 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]