Ferrari 512 S Pininfarina Modulo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ferrari 512 S Pininfarina Modulo
Ferrari Modulo front-right Museo Ferrari.jpg
Descrizione generale
Costruttore Italia  Pininfarina
Tipo principale Concept car
Produzione nel 1970
Esemplari prodotti 1
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4480 mm
Larghezza 2040 mm
Altezza 935 mm
Passo 2405 mm
Altro
Stile Paolo Martin
Stessa famiglia Ferrari 512 S
Ferrari Modulo rear-left Museo Ferrari.jpg

La Ferrari 512 S Pininfarina Modulo, comunemente nota come Ferrari Modulo, è la maquette di una concept car, realizzata dalla Pininfarina in collaborazione con la Ferrari nel 1970.

Fu ideata nel 1967, su base Ferrari 512 S, da Paolo Martin,[1] all'epoca designer presso la Pininfarina ed è riconosciuta come una delle più famose dream car di tutti i tempi.

La vettura venne presentata al Salone dell'automobile di Ginevra, il 12 marzo 1970, per poi rimanere in esposizione, dall'aprile al settembre dello stesso anno, nel Padiglione Italia all'EXPO 70 di Osaka, in coppia con la FIAT 3 ½ HP.

Da allora la "Modulo" viene costantemente richiesta in diversi Saloni di tutti i continenti, ricevendo decine di riconoscimenti, tra cui il prestigioso "Award For design Excellence" di "Automobile Quarterly", nel 1971.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Bozzetto originale di Paolo Martin del 1967: sono già presenti molte caratteristiche del concept definitivo, tra cui la ridotta altezza, le ruote carenate nonché l'assenza delle portiere, col caratteristico sistema d'ingresso.

Si tratta di un veicolo dalla forma inconsueta, dotato di soluzioni graficamente speculari considerate troppo avveniristiche per l'epoca; nello specifico, non è dotato di portiere ma tutto il parabrezza e la parte anteriore del tetto e dei finestrini viene spostata manualmente in avanti, in modo da permetterne l'ingresso. Questo sistema è derivato dalla ricerca sull'accesso in vetture di altezza limitata (meno di un metro nel caso specifico); questo sistema, anche utilizzato sul coevo prototipo "Stratos", è stato ripreso dopo quarant'anni, in versione automatizzata, sulla Maserati Birdcage 75th del 2005).

Sono da notare anche gli interni, decisamente avveniristici, in cui tutti i comandi sono disposti su una particolare sfera dotata di pulsanti rivolta verso il guidatore e posizionata alla sua sinistra; questa disposizione era possibile per la notevole larghezza della vettura, sebbene il guidatore e il passeggero si ritrovino molto vicini l'uno all'altro. La leva del cambio è invece posizionata in asse col cruscotto.

La Ferrari Modulo venne presentata al salone dell'automobile di Ginevra nel 1970 con una colorazione nera metallizzata e venne accolta come protagonista di quell'annata, sebbene poi la maquette sia stata ridipinta con il colore originale, un azzurro chiaro perlato. Per l'audacia delle sue soluzioni, vinse oltre ventidue premi internazionali per design e concetto.

A lungo conservata presso il Centro Stile Pininfarina di Cambiano, nel settembre del 2014 la "Modulo" è stata venduta al collezionista di auto d'epoca statunitense James Glickenhaus[2], importante finanziere, produttore cinematografico e proprietario della SCG, piccola casa automobilistica che costruisce vetture da competizione, realizzate a Torino dalla MAT. Dopo l'acquisto il nuovo proprietario ha affidato la "Modulo" ai tecnici della MAT, allo scopo di studiare e attuare la trasformazione della maquette in prototipo marciante.[3]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche - Ferrari 512 S Pininfarina Modulo
Disegno a colori.jpg
Configurazione
Carrozzeria: Coupé Posizione motore: posteriore Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 4480 × 2048 × 935 Diametro minimo sterzata:
Interasse: 2400 mm Carreggiate: anteriore 1518 - posteriore 1511 mm Altezza minima da terra:
Posti totali: 2 Bagagliaio: Serbatoio:
Meccanica
Frizione: multidisco Cambio:
Telaio
Corpo vettura a doppio guscio con elemento componibili
Sterzo a cremagliera
Fonte dei dati: Ruoteclassiche n. 27

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sergio Chierici, Paolo Martin “racconta” la Ferrari Modulo alla conferenza Auto(r) di Zagabria, in virtualcar.it, 23 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2014).
  2. ^ (EN) Alex Nunez, Jim Glickenhaus acquires the Ferrari Modulo from Pininfarina, in roadandtrack.com, 26 settembre 2014.
  3. ^ Gilberto Milano, Smodulata, Ruoteclassiche, febbraio 2016

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Larry Edsall, 10 anni perduti? Solo in America, in Concept Cars, traduzione di Sofia Scatena e Milena Cardaci, Vercelli, WS Edizioni White Star, 2009 [2003], pp. 64-65, ISBN 978-88-540-1193-9.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]