Ferrari 212 Inter

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Ferrari 212 Inter
1952-ferrari.jpg
Descrizione generale
Costruttore Italia  Ferrari
Tipo principale Coupé
Altre versioni Cabriolet
Produzione dal 1951 al 1953
Sostituisce la Ferrari 195 Inter
Sostituita da Ferrari 250 S
Esemplari prodotti 82[senza fonte]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4100 mm
Larghezza 1500 mm
Altezza 1380 mm
Passo 2600 mm
Massa 1000 kg
Altro
Stile Pinin Farina
Ghia e Vignale
Altre eredi Ferrari 225 S
1952 Ferrari 212 Vignale Coupe.JPG
La coupé di Vignale

La 212 Inter fu l'autovettura Ferrari con cui, nel 1951 si iniziò la strettissima collaborazione con Pininfarina.

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

Ferrari, spinto dalla notorietà che le vittorie di Giannino Marzotto e Franco Crosara sulla 195 S nella Mille Miglia 1950, decise di riproporre la stessa linea di modello su una vettura che fosse meno spinta, tanto da poterla lanciare sul mercato delle granturismo di classe. Fu per tale motivo che, al salone di Parigi, il 5 ottobre 1951, la casa di Maranello arricchì la propria gamma di modelli con la 212 Inter, che andava ad infilarsi nel segmento delle auto di lusso/sportive, già avviato dalla 195 S del 1950.

Questa versione presentava un allestimento meno sportivo, meno da dura e pura e più da auto da turismo. Ad occuparsi del carrozzamento fu Vignale di Torino, proponendo un coupé sobrio ed elegante, come doveva essere secondo Ferrari la clientela del Cavallino. La meccanica fu quasi invariata rispetto al modello precedente, fu invece incrementato il passo, che venne portato a 2600 mm.

Anche sulla 212 Inter furono numerosi i carrozzieri a cimentarsi, tra il 1951 e il 1953: ci furono le versione cabriolet di Pinin Farina e Vignale, e le coupé di Ghia, Pininfarina, Vignale e Touring.

I motori avevano differenti alimentazioni, una con un solo carburatore da 32DCF una con 3 carburatori 32DFC ed un'ultima con 3 carburatori 36DCF(212 Inter - 1952).

Ebbe un discreto successo commerciale, soprattutto in America, assicurato sia dalla pubblicità promulgata dalla casa, sia dalla vittoria di Piero Taruffi e Luigi Chinetti alla II Carrera Panamericana 1951 con una coupé 212 Vignale.

Dalla Vignale venne anche realizzata una versione denominata MM Berlinetta per il pilota Franco Cornacchia. Egli, con questa speciale vettura, riuscì ad aggiudicarsi la Coppa Intereuropa a Monza e la gara Lecco-Ballabio del 1951. Dopo un incidente e svariate riparazioni, la vettura continuò a correre in competizioni come la Mille Miglia e la 24 Ore di Le Mans fino al 1955.[1]

Nella genealogia Ferrari la 212 Inter ricopre un ruolo di particolare rilievo, poiché segna il principio di una prolifica e duratura collaborazione tra Ferrari e Pinin Farina, quest'ultimo allestì nel '52 due eleganti cabriolet, uno nero commissionato dal cliente Georges Filipinetti, ed uno argento metallizzato, presentato al salone di Parigi di quello stesso anno.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Motore anteriore, longitudinale, 12 cilindri V (60°)
Alesaggio x Corsa 68 x 58,8 mm
Cilindrata unitaria 213,54 cm³
Cilindrata totale 2562,51 cc
Numero valvole 2 per cilindro
Monoalbero a camme in testa
Rapporto di compressione 7,5:1 - 8:1
Alimentazione 1 o 3 carburatori Weber 32DCF, 3 carburatori Weber 36DCF
Raffreddamento a liquido
Potenza massima 155 - 170 CV a 6500 giri/minuto
Potenza specifica 60,5 66,3 CV/litro
Trazione posteriore
Frizione monodisco a secco
Cambio in blocco col motore a 5 rapporti + RM
Telaio longheroni e traverse
Sospensione anteriore Ruote indipendenti, quadrilateri deformabili, balestra trasversale, ammortizzatori Houdaille
Sospensione Posteriore Ponte rigido, doppie balestre longitudinali, ammortizzatori Houdaille
Freni a tamburo
Serbatoio da 105 litri
Pneumatici anteriori 5,90-15 o 6,40-15 - posteriori 5,90-15 o 6,40-15

Prestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Velocità massima 185 - 200 km/h
Rapporto peso/potenza 6,4 - 5,9 kg/CV

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ferrari 212 MM Vignale Berlinetta, su ultimatecarpage.com. URL consultato il 19 dicembre 2013.

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