North American Racing Team

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North American Racing Team
Logo della NART.jpg
Sede New York
Dati generali
Anni di attività dal 1958 al 1982
Fondatore Luigi Chinetti, George Arents, Jan de Vroom e Margaret Strong
Direttore Luigi Chinetti
Miglior risultato 24 Ore di Le Mans 1965
Piloti nel tempo
John Surtees, Phil Hill, Dan Gurney, Richie Ginther, i fratelli Pedro e Ricardo Rodriguez
Vettura nel tempo Ferrari 250 GTO, Ferrari 365 Daytona LM Gr.4, Ferrari 250 LM

Il North American Racing Team (N.A.R.T.) è stata una scuderia automobilistica creata nel 1958 dal pilota italoamericano Luigi Chinetti la cui operatività è cessata nel 1982.

Nascita[modifica | modifica wikitesto]

Il primo logo della N.A.R.T., apparso sulla Ferrari 158 di John Surtees

Dopo aver concluso le sue esperienze come pilota, Luigi Chinetti decise di riciclarsi nell'ambiente delle corse automobilistiche come team manager così da fondare la NARTː North American Racing Team, che letteralmente significa "Squadra Corse Nord America".

Per assicurarsi un futuro brillante pensò bene di proseguire, dopo l'esperienza dietro il volante, la collaborazione tecnica e commerciale con la Ferrari, che all'epoca era un costruttore attivo da solo pochi anni e non ancora affermato negli "States". Chinetti conosceva il valore delle auto di Ferrari, del quale era stato cliente quando era un pilota e con cui aveva vinto la 24 Ore di Le Mans 1949 (la sua terza affermazione), la 24 Ore di Spa disputatasi due sole settimane dopo, e la Carrera Panamericana del 1951, al fianco di piloti sempre diversi[1]. Dopo aver ottenuto nel 1954 il mandato come "agente di vendita" della Ferrari per il Nord America ed aver aperto il primo ed allora unico concessionario statunitense della casa italiana, nel 1958 fondò il North American Racing Team (poi abbreviato in N.A.R.T.) coi soci George Arents, Jan de Vroom e Margaret Strong, debuttando in gara alla 12 Ore di Sebring disputatasi il 23 marzo 1958[1].

Grazie al rapporto preferenziale instaurato con Enzo Ferrari, la NART si assicurò vetture potenti e veloci, con le quali spopolò nelle gare Endurance statunitensi, ed al tempo stesso la Ferrari espandeva il suo mercato.

Anche grazie alla collaborazione con Chinetti, la Ferrari ha fatto del mercato nord americano la propria maggior fonte di guadagno ed al tempo stesso ne hanno beneficiato anche le altre marche italiane commercializzate in America, poiché, dopo gli esperimenti della NART, si è diffusa l'idea secondo cui le vetture del Belpaese siano qualcosa di più di una semplice auto, bensì mezzi con un'anima.

Tant'è che, al giorno d'oggi, anche la Maserati ha fatto degli USA il proprio primo mercato.

Chiaramente anche la qualità costruttiva e le prestazioni di rilievo di questi mezzi hanno contribuito ad accrescerne la fama anche al di fuori dell'Europa.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Una Ferrari 365 GTB/4 LM Daytona Groupe 4 con livrea NART del 1974

Per quanto riguarda i risultati della NART, va detto che è stato uno dei team più prestigiosi, non solo perché utilizzava delle Ferrari, ma anche perché partecipava solo a gare di grossa caratura.

Infatti, per quanto vincente, non si è mai aggiudicata un campionato, dato che prendeva parte solo agli eventi di maggior rilievo, quelli che garantivano i premi più generosi.

Tuttavia in occasione del campionato del mondo di Formula 1 del 1964, vinto da John Surtees con la Ferrari 158 del team ufficiale, la vettura non era verniciata con la classica livrea rossa (colore che caratterizzava le squadre italiane), bensì azzurra e bianca, cioè i colori della NART e degli USA in F.1, nelle ultime due gare di campionato corse in due piste americane, ossia Watkins Glen negli USA e il circuito Hermanos Rodriguez in Messico.

Una Ferrari Dino 308 GT4 LM che corse nel 1974 a Le Mans con la livrea NART al Museo Ferrari

In quel frangente la scuderia ufficiale affidò alla NART la gestione delle macchine, dato che Enzo Ferrari in polemica con la federazione internazionale per la mancata omologazione di una vettura che avrebbe dovuto partecipare a Le Mans, aveva restituito la sua licenza di costruttore ed era quindi impossibilitato a partecipare alle gare ufficiali.

La prima gara disputata dalla NART fu la 12 Ore di Sebring nel marzo del 1958 con una Ferrari 250 GT LWB[2].

Il suo risultato di maggior spicco fu la vittoria alla 24 Ore di Le Mans del 1965, con una Ferrari 250 LM, anche perché è stata l'ultima vittoria del Cavallino nella famosa gara.

Un alto evento importante nella storia della NART fu il piazzamento a podio in occasione della 24 Ore di Daytona del 1967. Grazie al terzo posto della NART, la Ferrari ottenne una tripletta, con tre 330 P4 nei primi tre posti, dopo una gara totalmente dominata.

È uno dei successi più famosi nella storia della casa.

Tra l'altro, per celebrare questo successo, la Ferrari realizzò una vettura di serie molto prestante, nonché uno dei pezzi più ambiti dai collezionisti, ossia la 365 GTB4 Daytona.

Proprio con questa macchina, la NART arrivò seconda alla 24 Ore di Daytona del 1973, battuta dalla Porsche 911.

La NART continuò a correre fino al 1982, anno in cui terminò il rapporto con la Ferrari, dopo aver disputato oltre 200 gare, con più di 100 piloti. Anche sotto questo aspetto, il team NART si distinse per aver annoverato tra le sue fila corridori di calibro internazionale, tra i più rappresentativi i campioni del Mondo di Formula 1, Mario Andretti e Phil Hill.[3]

Vittorie in gare GT e Sport[modifica | modifica wikitesto]

Anno Gara Auto 1° Pilota 2° Pilota
1962 400 km di Bridgehampton Ferrari 330TRI Messico Pedro Rodríguez
1000 km di Paris Ferrari 250 GTO Messico Pedro Rodríguez Messico Ricardo Rodríguez
1963 3 Ore di Daytona Ferrari 250 GTO Messico Pedro Rodríguez
1964 2000 km di Daytona Ferrari 250 GTO Messico Pedro Rodríguez Stati Uniti Phil Hill
1965 24 Ore di Le Mans Ferrari 250LM Austria Jochen Rindt Stati Uniti Masten Gregory
12 Ore di Reims Ferrari 365P2 Messico Pedro Rodríguez Francia Jean Guichet

Risultati in F1[modifica | modifica wikitesto]

Anno Vettura Motore Gomme Piloti 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
1964 Ferrari 158 Ferrari 205B 1.5 V8 D MON NED BEL FRA GBR GER AUT ITA USA MEX
Regno Unito John Surtees 2 2
Ferrari 512 F1 Ferrari 207 1.5 V12 Italia Lorenzo Bandini Rit 3
Ferrari 156 F1 Ferrari 178 1.5 V6 Messico Pedro Rodríguez 6
1965 Ferrari 512 F1 Ferrari 207 1.5 V12 D RSA MON BEL FRA GBR NED GER ITA USA MEX
Messico Pedro Rodriguez 5 7
Ferrari 158 Ferrari 205B 1.5 V8 Stati Uniti Bob Bondurant 9
1969 Ferrari 312 Ferrari 3.0 V12 F RSA ESP MON NED FRA GBR GER ITA CAN USA MEX
Messico Pedro Rodríguez Rit 5 7

Vetture di serie[modifica | modifica wikitesto]

La NART era fondamentalmente un concessionario Ferrari, addirittura al momento dell'apertura l'unico autorizzato nel Nord America, perciò si occupava principalmente, come già detto, di fare da tramite tra l'Italia e gli USA per conto della Ferrari e anche di altri marchi italiani come Abarth e OSCA.

La livrea NART è stata ripresa nel 2013 dalla Ferrari per la versione rossa della 458 Speciale

Chinetti importava, faceva correre e poi vendeva, per autosostenersi, le vetture italiane in America; questo contribuì in maniera determinante alla popolarità della Ferrari negli USA.

Il rispetto di cui godeva Luigi Chinetti presso Enzo Ferrari fu tale che la Ferrari costruì, per un'esplicita richiesta del patron della scuderia, una vettura specialissima marchiata NART, ossia la 275 GTB/4 NART Spider. Questa era una versione spider, diversa dalla 275 GTS, della 275 GTB/4 realizzata semplicemente eliminando il tetto della "Berlinetta" e sostituendolo con una capote in tela. Ne erano previste 25 unità, ma ne vennero prodotte solamente 10. Fu una macchina di così grande successo ma talmente rara che sin da subito diversi modelli di 275 GTB/4 "Berlinetta" vennero modificati in modo da riprodurre la versione NART.

La livrea NART (carrozzeria rossa con una striscia blu contornata da due bianche in mezzo) è stata ripresa nel 2013 dalla Ferrari per la versione più estrema della 458 Italia, la 458 Italia Speciale[4] e per la versione spider della stessa, la 458 Speciale A.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Luigi Chinetti - Il Ferrari d'America, www.modelfoxbrianza.it, 10 agosto 2005. URL consultato il 27 marzo 2014.
  2. ^ (EN) Risultati 12 Ore di Sebring 1958, www.racingsportscars.com. URL consultato il 25 novembre 2010.
  3. ^ NART: La storia di Luigi Chinetti e la Ferrari d'America, in FormulaPassion.it, 22 dicembre 2012. URL consultato il 26 aprile 2017.
  4. ^ (EN) Ferrari 458 Speciale at Frankfurt, in Telegraph.co.uk. URL consultato il 26 aprile 2017.
  5. ^ Ferrari 458 Speciale A - Infomotori, in Infomotori, 25 settembre 2014. URL consultato il 26 aprile 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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