Burattino senza fili

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Burattino senza fili
Artista Edoardo Bennato
Tipo album Studio
Pubblicazione 1977
Durata 35:56
Dischi 1
Tracce 9
Genere Folk
Rock and roll
Concept album
Etichetta Ricordi SMRL 6209
Produttore Alessandro Colombini Edoardo Bennato
Edoardo Bennato - cronologia
Album precedente
(1976)
Album successivo
(1980)

Burattino senza fili è un concept album di Edoardo Bennato uscito nel 1977, che ha venduto circa un milione di copie, risultando l'album più venduto in Italia nel 1977 [1].

L'album[modifica | modifica wikitesto]

Il disco ripropone le vicissitudini di Pinocchio in chiave metaforica e mostra un doppio piano di lettura; la storia di Carlo Collodi tal quale e la riproposizione allegorica dei modelli dei personaggi in chiave moderna.[2][3]

Registrato negli studi Ricordi di Milano i tecnici del suono sono Walter Patergnani, Mario Carulli, Gianluigi Pezzera e Carlo Martenet, mentre il tecnico del missaggio è Arun Chakraverty. Tra i musicisti del disco, vi sono tre componenti dei Maxophone: Sandro Lorenzetti, Alberto Ravasini e Maurizio Bianchini.

Le canzoni[modifica | modifica wikitesto]

Tutta la poetica di Burattino senza fili è una metafora del potere, che impone la propria cultura e la propria nozione di normalità, respingendo e opprimendo chi si allontani dalle regole prefissate e osi cercare una propria, personale visione del mondo. Questo tema, ricorrente nell'opera di Bennato, è facilmente riconoscibile per esempio nel successivo Sono solo canzonette, in cui un'altra fiaba (quella di Peter Pan) è il pretesto per un'analisi simile. Come nel caso di Sono solo canzonette, i brani di Burattino senza fili sono quasi tutti centrati sulla reinterpretazione di singoli personaggi della storia in funzione del tema generale del dualismo normale/anormale. Il tema fondamentale dell'evoluzione di Pinocchio da burattino a bambino diventa, in questa chiave di lettura, la storia di una rinuncia alla propria natura e di abbandono alla passiva osservanza dei valori precodificati della cultura dominante.

È stata tua la colpa[modifica | modifica wikitesto]

È stata tua la colpa è la prima traccia, e parte dal finale della storia, quasi aggiornandolo. Pinocchio diventato bambino si lamenta della nuova vita da uomo. La colpa però è sua, poiché lui ha fortemente cercato e "scelto" questa situazione, rifiutando la sua natura di burattino, unico in un mondo di bambini in carne e ossa. La voglia di diventare adulto, di omologarsi al resto del mondo non dà la possibilità di tornare indietro, di sfuggire al controllo che impongono la società e le sue regole.

È stata tua la colpa allora adesso che vuoi?/Volevi diventare come uno di noi/e come rimpiangi quei giorni che eri/un burattino ma senza fili/e invece adesso i fili ce li hai

Il brano è stato ripescato nel 2010 per l'album live MtvStorytellers. L'arrangiamento e l'esecuzione sono stati affidati a Giuliano Palma & The Bluebeaters, che hanno duettato sul palco insieme a Edoardo.

Mangiafuoco[modifica | modifica wikitesto]

Mangiafuoco è la metafora del potere, che tutto controlla e tutto conosce. Chi non obbedisce ai voleri del burattinaio-padrone fa una brutta fine, e chi si mostra originale e non conforme alle regole viene d'autorità allontanato come fosse un pazzo (alla fine della prima strofa dice «Chi non balla, o balla male/lui lo manda all'ospedale»)

Non si scherza, non è un gioco/sta arrivando Mangiafuoco/lui comanda e muove i fili/fa ballare i burattini

La canzone ha rappresentato un punto fermo della scaletta dei concerti di Edoardo, proposta sia con il quartetto d'archi che con la rock band tradizionale, preceduta da una felice introduzione blues dove dialogano armonica a bocca e chitarra elettrica.

La fata[modifica | modifica wikitesto]

La fata, è ispirata naturalmente al personaggio della Fata Turchina, unica figura femminile di riferimento nell'originale collodiano, dove già incarnava la dolcezza, l'affetto materno, la disposizione al perdono; qui essa è letta in chiave contemporanea, rappresentando a livello universale la parte premurosa e amorevole della donna, custode della fantasia e del suo diritto. Ma paradossalmente, proprio colei che nella società ha più bisogno di amore e di protezione, è sempre quella che paga di più; l'amore naturale e spontaneo che lei riserva al prossimo, è perciò ricambiato con falso amore di facciata che cela ben altri intenti. Un messaggio del genere si inserisce chiaramente nell'album come l'icona di un personaggio positivo schiacciato da una società che ai sentimenti (altruismo) preferisce il potere (egoismo). Lei personalmente ha bisogno sempre di maggiori sensazioni dovute alla mancanza di una parte maschile predominante ed essenziale per lo sviluppo delle necessità quotidiane.

E forse è per vendetta/e forse è per paura/o solo per pazzia/ma da sempre/tu sei quella che paga di più/Se vuoi volare ti tirano giù/E se comincia la caccia alle streghe,/la strega sei tu...

In prigione, in prigione[modifica | modifica wikitesto]

In prigione, in prigione prende spunto dalle vicissitudini di Pinocchio, derubato dei suoi averi e condannato seppur innocente, per dipingere la metafora di un sistema giudiziario corrotto che condanna chi osa sfuggire alla "normalità" o si ribella al potere. Alla fine però anche chi gestisce questo potere può rischiare di essere giudicato.

Tu che sei innocente/tu che non hai fatto niente/tu che ti lamenti/perché ti hanno imbrogliato/allora adesso senti:/tu andrai in prigione

La canzone è stata eseguita dal vivo al concerto del Primo Maggio 2010 di piazza San Giovanni a Roma. Nel finale della canzone Bennato è stato trascinato fuori dal palco a forza da due uomini travestiti da gendarmi, proprio mentre stava declamando due versi ironici nei confronti del capo dello Stato. Non è la prima volta che l'artista imita l'accento e la parlata di un presidente della Repubblica. Negli anni '70 (episodio documentato dal CD dal vivo Io c'ero), ha imitato il presidente Giovanni Leone, al termine del brano "Uno buono". Nell'estate del 1996, durante il tour seguito all'album Le ragazze fanno grandi sogni, l'artista ha imitato la voce del presidente Oscar Luigi Scalfaro, duramente alle prese con le pretese secessioniste di Umberto Bossi, ironicamente investito dallo sfottò dell'artista partenopeo.

Dotti, medici e sapienti[modifica | modifica wikitesto]

Dotti, medici e sapienti, si rifà anch'essa a un preciso episodio nella vicenda del burattino; qui un consulto di grandi sapienti "acculturati" e "razionali" esamina Pinocchio convalescente e, fra convenevoli e bonarie "contraddizioni" reciproche, arriva a decretarne la malattia incurabile. È la metafora dei dotti maturi che analizzano e bacchettano i giovani senza dare un motivo reale alle proprie sentenze:

E nel nome del progresso/il dibattito sia aperto/parleranno tutti quanti/dotti, medici e sapienti

Il brano è uno dei classici di Bennato e apre tutti i concerti con il quartetto d'archi. Durante il Pavarotti&Friends del 1996, l'artista ha eseguito questa canzone con il Solis String Quartet, seguita da Le Ragazze Fanno Grandi Sogni.

Tu grillo parlante[modifica | modifica wikitesto]

Nell'invettiva di Tu grillo parlante, il grillo "tutore" di Pinocchio rappresenta la categoria di quei "profeti di varietà" che si sentono superiori al prossimo perché depositari di quella "cultura ufficiale" che, nella visione di Bennato, rende ciechi e paralizza la fantasia:

È un grillo parlante/si crede importante/ha tanto studiato/si è laureato/viene, viene, eccolo qua/e adesso sentirete/che predica che ci farà

Il gatto e la volpe[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Il gatto e la volpe (brano musicale).

Il gatto e la volpe, entrato presto tra i maggiori successi della carriera di Bennato, si può considerare la canzone trainante dell'intero album, grazie al motivo accattivante e ben riuscito. Nel testo sono prese di mira, in modo piuttosto chiaro, quelle persone che cercano di sfruttare il prossimo, presentandosi come confidenti e consiglieri, con riferimento anche esplicito allo show business.

Quanta fretta, ma dove corri, dove vai/se ci ascolti per un momento, capirai/lui è il gatto, ed io la volpe, stiamo in società/di noi ti puoi fidar

Quando sarai grande[modifica | modifica wikitesto]

La conclusiva Quando sarai grande è la visione di un futuro in cui le illusioni e le speranze della gioventù avvizziscono e cadono, abbandonate per il realismo del vivere. Un destino amaramente segnato per ogni aspirante (e inconsapevole) "burattino senza fili", che solo inserendosi nel "gioco strano" del sistema avrà una teorica, apparente soddisfazione ai suoi perché. La tematica del brano d'inizio è quindi sviluppata e ampliata.

Il vuoto e poi / ti svegli e c'è / un mondo intero / intorno a te / ti hanno iscritto / a un gioco grande / se non comprendi / se fai domande / chi ti risponde / ti dice è presto / Quando sarai grande / allora saprai tutto / Saprai perché, / quando sarai grande / saprai perché!...

Dotti, medici e sapienti - versione strumentale[modifica | modifica wikitesto]

Pur non essendo riportata sull'etichetta del disco, al termine di "Quando sarai grande" vi è una versione strumentale per orchestra d'archi di "Dotti, medici e sapienti".

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

I testi e le musiche sono di Edoardo Bennato

Lato A
  1. È stata tua la colpa - 5:15
  2. Mangiafuoco - 4:53
  3. La fata - 4:08
  4. In prigione, in prigione - 4:42
Lato B
  1. Dotti, medici e sapienti - 3:23
  2. Tu grillo parlante - 4:02
  3. Il gatto e la volpe - 2:59
  4. Quando sarai grande - 4:47
  5. Dotti, medici e sapienti - versione strumentale (ghost track) - 1:45

Musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gli album più venduti del 1977
  2. ^ Enzo Guaitamacchi, 1000 canzoni che ci hanno cambiato la vita, Rizzoli, 2011, [1], [2].
  3. ^ Edoardo Bennato - biografia, recensioni - Ondarock, ondarock.it. URL consultato il 27 febbraio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Per i titoli, componenti della formazione e testi limitati, inserto del 33 giri Burattino senza fili edito da Ricordi.
  • Edoardo Bennato, Dirotterotti, edizioni Modulo Uno, 1979
  • Enzo Gentile, Guida critica ai cantautori italiani, ed. Gammalibri, 1979; alla voce Bennato, Edoardo
  • Luigi Granetto, Michelangelo Romano e Giuseppe Vettori, Edoardo Bennato. Un mondo in canzonetta, ed. *Lato Side, 1980

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