Sono solo canzonette

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sono solo canzonette
Artista Edoardo Bennato
Tipo album Studio
Pubblicazione marzo 1980
Durata 38 min : 54 s
Dischi 1
Tracce 8
Genere Pop
Rock
Concept album
Etichetta Ricordi SMRL 6279
Produttore Alessandro Colombini Edoardo Bennato
Note album più venduto dell'anno, uscito quindici giorni dopo un altro album dello stesso autore, Uffà! Uffà!
Edoardo Bennato - cronologia
Album precedente
(1980)
Album successivo
(1983)

Sono solo canzonette, pubblicato nel 1980, è un concept album di Edoardo Bennato, ispirato alla storia di Peter Pan.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

L'album è musicalmente eclettico, con ballate lente, rock aggressivi, atmosfere dixieland e brani in perfetto "stile Bennato". Il disco si sviluppa su più canzoni dove è evidente la lotta tra la fantasia e la ragione: «... la ragione ti ha un po' preso la mano...», con la fantasia rappresentata dal desiderio di volare e di restare bambini. Questa tematica è chiaramente sviluppata nel brano che chiude l'album, "Sono solo canzonette". Altre canzoni, come la famosa "L'isola che non c'è" o "Ma che sarà.....", descrivono invece il cammino verso la felicità che può essere raggiunto con la fantasia, capace di esternare i desideri più nascosti ma anche più semplici. I testi e le musiche sono dello stesso Bennato, che è accreditato anche come arrangiatore (tranne che per il brano "Nel covo dei pirati", arrangiato dal fratello Eugenio) Gli arrangiamenti e la direzione orchestrale dei brani "Dopo il liceo che potevo far" e "Tutti insieme lo denunciam" sono di Antonio Sinagra; in quest'ultimo brano, che si ispira all'opera buffa italiana, e in particolare a Gioachino Rossini, Bennato non partecipa: a interpretare i genitori di Wendy, Agenore Darling e la consorte, sono il baritono Orazio Mori e il soprano Edith Martelli, ai quali si aggiunge un coro di infuriati genitori solidali. Il disco fu registrato agli Stone Castle Studios di Carimate; i tecnici del suono sono Ezio De Rosa e Mario Lovallo (tranne che per "Nel covo dei pirati", in cui il tecnico del suono è Maurizio Rosselli, e per "Dopo il liceo che potevo far" e "Tutti insieme lo denunciam" , in cui i tecnici del suono sono Mario Carulli e Carlo Martenet). Tra i musicisti compaiono Enzo Avitabile ai sassofoni ed Ellade Bandini alla batteria. La copertina dell'album, ideata dallo stesso Bennato, raffigura una sua foto mentre osserva un metronomo; sopra di lui, un capitan Uncino disegnato dal cantautore firma con la propria spada il titolo-logo del disco. All'interno vi è un inserto contenente nelle pagine centrali un fumetto, opera di Bennato (non firmata), che rappresenta vari episodi della storia di Peter Pan. Il fumetto, come le diverse foto dei musicisti in studio, non è presente nella versione in compact disc del titolo.

Le canzoni[modifica | modifica wikitesto]

Ma che sarà.....[modifica | modifica wikitesto]

Il brano d'apertura è vivace e rockeggiante, e racchiude l'idea centrale dell'intero lavoro: «Visti dall'alto i draghi del potere... son draghi di cartone». È un'esortazione ad andare al di là delle verità precostituite: se tutti noi avvertissimo l'esigenza di saperne di più, saremmo disposti (metaforicamente) a volare pur di vedere le cose da un altro punto di vista. E così il profittatore di turno, visto dall'alto, non è poi tanto tiranno così come appare se si resta “coi piedi a terra e legati alla ragione...”

Il rock di capitan Uncino[modifica | modifica wikitesto]

Ne "Il rock di capitan Uncino" si traccia il profilo del comandante dei pirati, intento a avocare a sé la propria ciurma e a caricarla emotivamente contro il nemico Peter Pan: nella metafora di Bennato il capitano rappresenta i terroristi: «Per scuotere la gente non bastano i discorsi; ci vogliono le bombe». Nella figura di capitan Uncino di questa canzone è stato anche rintracciato un possibile identikit di Toni Negri (e/o di altri "duri" dell'autonomia di fine anni '70), o comunque una critica ("da sinistra") a tutti quei movimenti (terroristici o non) che non rinunciavano all'uso della violenza politica, o perlomeno non la condannavano [non chiaro], queste interpretazioni sono possibili (anche se mai esplicite) in molte delle altre canzoni di questo album.

Nel covo dei pirati[modifica | modifica wikitesto]

In "Nel covo dei pirati" è la voce dell'autore che si rivolge direttamente a Wendy, rapita dai pirati nella fiaba, e le spiega che in fondo i pirati, e i delinquenti in genere, sono gente che ha paura persino della propria ombra, mentre loda il suo coraggio di sopportare eroicamente la prigionia.

Dopo il liceo che potevo far[modifica | modifica wikitesto]

Arrangiata in stile music-hall, Dopo il liceo che potevo far narra la storia di Spugna, pirata “per caso”, che, da universitario fuori corso «sempre ubriaco e sempre fatto», non trova di meglio che arruolarsi nella pirateria, diventando - senza per questo smettere di darsi al bere - un fedelissimo di capitan Uncino: «Ai suoi discorsi sono sempre presente, ma non so bene cos'abbia in mente». Il testo stigmatizza in modo graffiante l'inconcludente trascinarsi, senza obiettivi e senza costrutto, di una parte del mondo giovanile di allora, ma è anche un'allusione a quanti, in quegli anni, si associavano acriticamente a movimenti terroristici senza avere alcuna reale consapevolezza politica e ideologica.

L'isola che non c'è[modifica | modifica wikitesto]

In questa canzone, Bennato racconta come quest'isola sia meravigliosa dal punto di vista del viverci, in quanto non vi è il male sia sentimentale che umano (ladri e soldati). In pratica è il mondo visto con gli occhi dei bambini piccoli che però man mano che maturano cominciano a non crederci più, ma lui dice di non darsi per vinti e che bisogna continuare a cercarla anche se c'è chi ti dà del pazzo e ti prende in giro, perché solo cercandola si può trovare la felicità, cosa che quelli che ci hanno rinunciato difficilmente troveranno .

Rockcoccodrillo[modifica | modifica wikitesto]

In "Rockcoccodrillo" Bennato ci parla del tempo e di come questo, rappresentato dal coccodrillo - esso nel romanzo ha ingoiato una sveglia, per cui, quando si avvicina, si sente un ticchettio -, sia sostanzialmente un «galantuomo»; non imbroglia ma non può essere neanche imbrogliato. Occorre, per vivere bene, assecondarlo, ovvero «andare a tempo».

Tutti insieme lo denunciam[modifica | modifica wikitesto]

"Tutti insieme lo denunciam" è la canzone dedicata ai genitori troppo rigidi che, pur credendo di ricordare cosa vuol dire essere giovani, in realtà sono troppo inquadrati e pretendono per i propri figli una vita dove non c'è spazio per la fantasia. Lo stesso Bennato ha fornito un'interpretazione autobiografica della canzone, riferendo che essa si riferisce ai genitori preoccupati che le sue canzoni e i suoi modi di fare possano "condizionare negativamente i figli"[1].

Sono solo canzonette[modifica | modifica wikitesto]

Chiude l'album il brano "Sono solo canzonette", nel quale Bennato avverte che il suo intento è semplicemente quello di cantare e scrivere canzonette; non rientrano nei suoi intenti né la politica né la cultura. Qualche anno prima, per esprimere un concetto analogo sulla propria opera, il cantautore Enzo Jannacci aveva dichiarato: «Trattasi di canzonette».

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

LATO A

  1. Ma che sarà... - 4:35
  2. Il rock di Capitan Uncino - 5:40
  3. Nel covo dei pirati - 5:17
  4. Dopo il liceo che potevo far - 2:52

LATO B

  1. L'isola che non c'è - 4:00
  2. Rockcoccodrillo - 6:15
  3. Tutti insieme lo denunciam - 4:56
  4. Sono solo canzonette - 5:14

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si veda in proposito il video-documentario Invece no, invece si, del 1980, a cura di Gianni MInà, edito in DVD nel 2010 da Cheyenne Records.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Musica Portale Musica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica