Stadio Sant'Elia

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Coordinate: 39°11′57.82″N 9°08′05.83″E / 39.199394°N 9.134953°E39.199394; 9.134953

Stadio Sant'Elia
Stadio Sant'Elia -Cagliari -Italy-23Oct2008.jpg
Informazioni
Stato Italia Italia
Ubicazione Cagliari-Stemma.png Cagliari
Via Amerigo Vespucci
Inizio lavori 1965
Inaugurazione 1970
Struttura In cemento armato
Copertura Tribuna centrale
Pista d'atletica 8 corsie non agibile
Costo 1 950 000 000
Ristrutturazione 1989, 2003, 2013, 2014
Mat. del terreno Erba
Dim. del terreno 105 x 66,5 m
Area dell'edificio 6 982,5 m²
Proprietario Comune di Cagliari
Prog. strutturale Giorgio Lombardi
Uso e beneficiari
Calcio Cagliari Cagliari (1970-)
Capienza
Posti a sedere 16.000
 

Lo stadio Sant'Elia è un impianto sportivo di Cagliari, che prende il nome dal quartiere omonimo in cui si trova. Originariamente nato come stadio polivalente, con pista d'atletica, è stato oggetto nel corso del tempo di una riduzione della sua capienza e, dal 2002, di una trasformazione in uno stadio solamente calcistico per via dell'installazione interna di tribune Dalmine su tre lati del campo, che hanno determinato una capacità di 23 486 spettatori. Questo fino al 2011-2012 quando, a causa della sua parziale inagibilità, è stato abbandonato dalla squadra cagliaritana che per una stagione ha giocato le sue gare casalinghe negli stadi Is Arenas e Nereo Rocco. Nella stagione 2013-2014, in attesa del risultato del concorso di idee predisposto dal comune di Cagliari[1][2][3][4], il quale punta alla trasformazione dell'impianto in uno stadio polifunzionale, adatto sia al calcio che all'atletica[5], viene riaperto al pubblico dopo un ulteriore ristrutturazione con una capacità iniziale di circa 5.000 spettatori (la quale verrà innalzata successivamente a circa 16.000).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta aerea dello stadio Sant'Elia negli anni settanta. Si riconosce l'assenza di parcheggi e il palasport CONI in costruzione.

Originariamente progettato nel 1964 dall'architetto Antonio Sulprizio, il progetto originale prevedeva un solo anello di forma ellittica parzialmente sormontato da gradinate con una capienza di 35.000 spettatori[6]. Con la vittoria dello scudetto 1969-1970, sotto la supervisione strutturale dell'ingegnere Giorgio Lombardi[7], l'impianto fu completato nell'estate del 1970[7], arrivando al progetto definitivo con l'aggiunta del secondo anello attraverso la costruzione di 64 telai (cosciali) in cemento armato. Lo stadio venne inaugurato nel settembre di quell'anno[7]: il Cagliari, appena divenuto Campione d'Italia, prese così possesso del nuovo impianto in sostituzione del vecchio Amsicora. Al nuovo stadio non fecero seguito, inizialmente, adeguate infrastrutture: le vie d'accesso erano poco adatte alla dimensione della struttura e il parcheggio, in un primo momento, poteva contenere solo 200 autovetture[7]. L'impianto, capace di 59.972 posti a sedere[7] (che potevano diventare circa 70.000 con quelli in piedi[7]), costò al Comune di Cagliari poco più di 1,9 miliardi di lire dell'epoca, circa un quarto dei quali coperti dal CONI attraverso un credito sportivo di circa 550 milioni in due tranche[7]. Il 12 settembre, nel primo turno della Coppa Italia, il Cagliari sconfisse la Massese per 4-1[8] di fronte a poco più di 30.000 spettatori[8]. Quattro giorni più tardi, il 16 settembre, lo stadio vide il suo primo incontro di Coppa dei Campioni, in cui il Cagliari sconfisse 3-0 i francesi del Saint-Étienne davanti a 63.000 spettatori[9]. L'inaugurazione in campionato avvenne altresì alla prima giornata del campionato 1970-1971, Cagliari-Sampdoria 2-1[10].

Dettaglio dello stadio negli anni ottanta
Veduta aerea dello stadio negli anni novanta

A neppure due mesi dall'inaugurazione, lo stadio rischiò l'inagibilità, a causa di un incidente occorso nel novembre 1970: sotto l'impianto correva un oleodotto che serviva un vicino deposito carburanti (Monte Urpinu) dell'Aeronautica Militare[11]; parte del carburante, verosimilmente a causa di una perdita nella tubatura[11], filtrò fino alla superficie e prese fuoco quando un operaio addetto alla manutenzione vi gettò un mozzicone di sigaretta acceso, inavvertito del fatto si trattasse di materiale infiammabile[11]; l'incidente provocò la temporanea inagibilità dello stadio fino alla riparazione della tubatura. A meno di vent'anni dalla sua inaugurazione, lo stadio fu soggetto a ristrutturazione a cura dell'Ingegner Rossi in occasione del Campionato mondiale di calcio 1990 che si tenne in Italia: i lavori, iniziati a dicembre 1987 e durati circa due anni, costarono in totale 24 miliardi di lire (circa il 41% in più dei preventivati 17[12]). Vennero adeguate le varie strutture alle normative di sicurezza, con conseguente diminuzione dei posti a sedere, fu realizzata la copertura in legno sopra la tribuna centrale e la tensostruttura adibita a centro stampa (poi scarsamente utilizzata, a parte qualche partita di calcio a 5 delle squadre locali nell'impianto polivalente creato al suo interno) e fu migliorata la sistemazione dei parcheggi, oltre alla ritinteggiatura di tutto l'impianto. Fu bocciato il progetto della costruzione della copertura totale dello stadio, promossa da Luca Cordero di Montezemolo, che allora era il Presidente del comitato organizzatore di Italia 90, in quanto troppo costosa e i soldi vennero dirottati per la costruzione dell'Asse Mediano, bretella a scorrimento veloce che collega il centro all'ingresso nella SS 131. Il battesimo internazionale dell'impianto così rinnovato avvenne il 21 dicembre 1989, quando la Nazionale italiana vi disputò un'amichevole contro l'Argentina[13]; a seguito della ristrutturazione lo stadio subì un ridimensionamento di circa un terzo della capienza originaria, venendo ridotto a 40.919 posti a sedere numerati[14]. Lo stadio fu utilizzato per manifestazioni sportive di vario genere, come i campionati italiani assoluti ed il meeting Terra Sarda di atletica leggera.

Il restyling degli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Vista interna dello stadio dopo il rifacimento del 2002

Prima dell'inizio del campionato di Serie B 2002-2003, a causa della decisione della Lega Calcio di non dare l'agibilità allo stadio, stanti le condizioni di pericolo di crollo riguardanti i settori delle curve e dei distinti, il Cagliari decise di investire, in tempi rapidissimi, 3 milioni di euro, con i quali furono piazzate tribune Dalmine sopra la pista di atletica leggera (anche dietro le porte del campo di gioco), in modo da diminuire la distanza tra le vecchie gradinate ed il campo da gioco. Rimase invece intatta la tribuna centrale. Il nuovo formato dello stadio, progettato per una capienza quasi dimezzata (23.486 posti) rispetto a quella del 1990, subì aspre critiche dopo che il 18 novembre 2002, durante la partita Cagliari-Messina, un tifoso riuscì a scavalcare le recinzioni, eludendo le forze di sicurezza, e sferrò un pugno al portiere siciliano Emanuele Manitta. Per risolvere questi problemi furono notevolmente rivoluzionate le barriere tra spalti e campo di gioco: vennero infatti rimosse le ringhiere in ferro, sostituite con dei pannelli in plexiglas.

Tribuna Centrale "Banco di Sardegna"

Ulteriori migliorie vennero effettuate per consentire una maggiore e confortevole visione agli spettatori dei settori Poltroncine; difatti fu creato un fossato e le panchine furono interrate nel terreno. In seguito alle piccole modifiche dovute alle nuove norme introdotte dalla legge del 17 ottobre 2005, n. 210 (Legge Pisanu), la capienza scese a 20.270 posti[15].

Nuovi problemi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012, la Commissione Provinciale di Vigilanza ha dichiarato inagibile lo stadio, "per indifferibili esigenze di tutela della pubblica incolumità". La medesima situazione era già nota da parecchio tempo, perché all'interno di una struttura ormai fatiscente erano state installate alcune tribune Dalmine, dapprima in via sperimentale, ma di fatto in maniera stabile e continuativa. Il Cagliari è stato così costretto a finire la stagione in uno stadio a capienza ridotta: sono stati chiusi infatti i settori distinti e la curva sud, facendo scendere la capienza a circa 14.000 posti, sotto il livello minimo dei 20.000 posti richiesti dalla Lega Serie A per una partita ufficiale, e perciò si è dovuto richiedere un'ulteriore deroga. Il 7 aprile 2012, nella 12ª giornata di ritorno, il Cagliari ha giocato la partita contro l'Inter allo stadio Nereo Rocco di Trieste; il presidente Massimo Cellino ha fatto disputare al Nereo Rocco anche le restanti partite casalinghe del Cagliari, nonostante la Commissione di Vigilanza avesse concesso l'agibilità (seppur temporanea e con capienza limitata)[1]. Il 16 maggio 2012 lo stadio viene ufficialmente abbandonato dalla società cagliaritana.

Per il campionato di Serie A 2012-2013 il Cagliari ha disputato le proprie partite interne allo stadio Is Arenas, nel comune di Quartu Sant'Elena[16]. Dopo che è stata firmata una convenzione triennale, il presidente Massimo Cellino ha trasformato lo stadio di Quartu utilizzando le tre tribune Dalmine montate nel 2003 a sue spese presso il Sant'Elia, mentre per la tribuna centrale è stata costruita una versione modificata di quella prevista per la Karalis Arenas di Elmas, composta da moduli in acciaio e elementi prefabbricati. Questa è l'unica parte coperta dell'Is Arenas, che ha assunto una capienza di 16.500 spettatori[17].

La scelta dell'Is Arenas si rivelerà inadeguata; dichiarato a più riprese inagibile, ha permesso alla squadra di disputarvi un numero limitato di partite ed i lavori di adeguamento hanno portato a un'indagine della procura di Cagliari. Il 14 febbraio 2013, il presidente del Cagliari Massimo Cellino, il sindaco di Quartu Sant'Elena e l'assessore allo sport dello stesso comune vengono arrestati con l'accusa di tentato peculato e falso ideologico in relazione a tali lavori.[18][19]

Stadio Sant'Elia nel 2014. Si nota la Curva Sud senza le tribune Dalmine.

Nuova convenzione e ritorno al Sant'Elia[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente Cellino è tornato in libertà il successivo 14 maggio e, nell'incontro tenutosi il 25 giugno 2013, ha comunicato alle autorità della Regione Sardegna e della Lega Calcio la decisione di abbandonare definitivamente lo stadio Is Arenas, permanentemente inagibile dal 25 febbraio 2013.[20] Il 29 giugno, il presidente della Regione Ugo Cappellacci ha dichiarato che il Cagliari sarebbe tornato al Sant'Elia di comune accordo con la società calcistica; la conclusione dei lavori di adeguamento, inizialmente prevista per la fine settembre,[21] è slittata fino a fine ottobre, per cui la squadra sarda ha potuto riutilizzare l'impianto soltanto dal 19 ottobre.[22]

Il logo creato nel 2014 dal Cagliari Calcio per commercializzare lo stadio. È presente su tutti i pannelli informativi dell'impianto

Il 23 agosto il Comune di Cagliari e il Cagliari Calcio pongono la firma sulla nuova convezione, decretando il ritorno ufficiale della squadra nell'impianto cittadino. La convenzione, della durata di un anno più un'opzione per il secondo, mira alla progettazione futura di un nuovo Sant'Elia.[23][24] In attesa del progetto, lo stadio verrà parzialmente ristrutturato per essere idoneo per il massimo campionato italiano di calcio: verranno eliminate tutte le barriere tra campo e tribune, il vecchio tabellone luminoso verrà smantellato e sostituito con uno nuovo, verranno sostituiti i seggiolini della tribuna centrale, che ospiterà un nuovo settore ospiti e un settore disabili. Lo stadio, nella sua forma provvisoria, potrà ospitare circa 16.000 spettatori.[25] Nonostante una parte dei lavori non siano ancora terminati, la Lega Calcio e il Comune rilasciano le autorizzazioni per giocare il 19 ottobre contro il Catania davanti a circa 5.000 spettatori.[26]

Il comune rilascia l'autorizzazione per giocare il 24 agosto contro il Catania di fronte ad un pubblico di circa 12000 persone, nonostante lo stadio sia attualmente ampliato a più o meno 16000 posti. Un ulteriore ampliamento è previsto per il 21 dicembre 2014 dove lo stadio verrà ampliato di altri 6000 posti, raggiungendo una capienza di 21000 persone. Con il completamento delle tribune Dalmine, montate nella curva sud, l'apertura della medesima comporterà la riapertura di tutti i settori del Sant'Elia.

Incontri del campionato mondiale 1990[modifica | modifica wikitesto]

Cagliari
11 giugno 1990, ore 21:00 CEST
Inghilterra Inghilterra 1 – 1
referto
Irlanda Irlanda Stadio Sant'Elia (35.238 spett.)
Arbitro Germania Ovest Schmidhuber

Cagliari
16 giugno 1990, ore 21:00 CEST
Inghilterra Inghilterra 0 – 0
referto
Paesi Bassi Paesi Bassi Stadio Sant'Elia (35.267 spett.)
Arbitro Jugoslavia Zoran Petrović

Cagliari
21 giugno 1990, ore 21:00 CEST
Inghilterra Inghilterra 1 – 0
referto
Egitto Egitto Stadio Sant'Elia (34.959 spett.)
Arbitro Svizzera Kurt Röthlisberger

Tifosi inglesi prima di una partita di Italia 90

Partite della Nazionale italiana[modifica | modifica wikitesto]

Cagliari
20 febbraio 1971, ore 14:30 CET
Amichevole
Italia Italia 1 – 2
referto
Spagna Spagna Stadio Sant'Elia
Arbitro Francia Frauciel

Cagliari
21 dicembre 1989, ore 14:30 CET
Amichevole
Italia Italia 0 – 0
referto
Argentina Argentina Stadio Sant'Elia
Arbitro URSS Spirin

Cagliari
14 ottobre 1992, ore 20:15 CET
Qualificazioni ai mondiali di calcio 1994
Italia Italia 2 – 2
referto
Svizzera Svizzera Stadio Sant'Elia
Arbitro Danimarca Mikkelsen

Cagliari
9 febbraio 2005, ore 21:00 CET
Amichevole
Italia Italia 2 – 0
referto
Russia Russia Stadio Sant'Elia
Arbitro Slovacchia Michel

Circuito di Cagliari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Circuito di Cagliari.

All'interno del suo parcheggio e lungo le vie adiacenti venne allestito un circuito automobilistico che ospitò due edizioni del Gran Premio di Cagliari del campionato Euroseries 3000 negli anni 2002 e 2003. In quell'occasione ci fu anche l'esibizione di Jarno Trulli e Fernando Alonso, al volante di una Renault di Formula 1 e di Jean Alesi con una Mercedes CLK, impiegata nel DTM.

Arena Sant'Elia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arena Sant'Elia.

Nel maggio 2012 è stata inaugurata l'Arena Sant'Elia, che prende il nome proprio dallo stadio di fronte e che ospita i concerti estivi della città.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Stadio Sant'Elia agibile per altri 30 giorni. Ma il Cagliari ha deciso: si gioca a Trieste in L'Unione Sarda, 21 aprile 2012. URL consultato il 2 novembre 2012.
  2. ^ Lo stadio Sant'Elia inagibile. Dove giocherà il Cagliari? in Sky Sport. URL consultato il 2 novembre 2012.
  3. ^ La Prefettura: «Sant'Elia inagibile». Sono a rischio i match contro Fiorentina e Roma, tuttocagliari.net. URL consultato il 2 novembre 2012.
  4. ^ Non solo calcio al Sant’Elia Si lavora al concorso di idee, comunecagliarinews.it. URL consultato il 2 novembre 2012.
  5. ^ Sant'Elia, pubblicato il concorso di idee. Modello "Stade de France", impianto polifunzionale ed ecocompatibile. Costerà 40 milioni, tuttocagliari.net, 13 marzo 2013. URL consultato il 14 marzo 2013.
  6. ^ Guida alla architettura contemporanea di Cagliari 1945 - 1995 Gianni Loddo
  7. ^ a b c d e f g Mario Guerrini, Il Sant'Elia è bellissimo, mancano però le strade in La Stampa, 12 settembre 1970. URL consultato il 18 marzo 2012.
  8. ^ a b Bruno Bernardi, Inaugurato con un successo il nuovo stadio del Cagliari in La Stampa, 13 settembre 1970. URL consultato il 18 marzo 2012.
  9. ^ Paolo Bertoldi, La bella serata dei tifosi sardi in Stampa Sera, 17 settembre 1970. URL consultato il 18 marzo 2012.
  10. ^ Bruno Perucca, Un regalo ai campioni in Stampa Sera, 28 settembre 1970. URL consultato il 18 marzo 2012.
  11. ^ a b c Mario Guerrini, Incendio a Cagliari nello stadio nuovo in La Stampa, 12 novembre 1970. URL consultato il 18 marzo 2012.
  12. ^ Daniele Mastrogiacomo, I Mondiali dei miliardi in la Repubblica, 2 marzo 1990. URL consultato il 18 marzo 2002.
  13. ^ Gianni Brera, Grandi firme o controfigure? in la Repubblica, 21 dicembre 1989. URL consultato il 18 marzo 2012.
  14. ^ Roberto Condio, Comodi allo stadio con l'Italian Style in Stampa Sera, 24 aprile 1990. URL consultato il 18 marzo 2012.
  15. ^ http://www.osservatoriosport.interno.it/allegati/impianti/impianti_superiori_7500.pdf
  16. ^ Sant'Elia addio, Is Arenas è realtà repubblica.it URL consultato in data 19 settembre 2012
  17. ^ IL NUOVO IS ARENAS. Pronto in 5 mesi, ecco il progetto Sardegna Quotidiano URL consultato in data 2novembre 2012
  18. ^ Is Arenas, arrestati Cellino e sindaco di Quartu. In manette anche l'assessore ai Lavori pubblici in L'Unione Sarda, 14 febbraio 2013. URL consultato il 26 giugno 2013.
  19. ^ Stadio Cagliari, arrestati Cellino, sindaco e assessore di Quartu in Corriere della Sera, 14 febbraio 2013. URL consultato il 14 febbraio 2013.
  20. ^ Quartu, Commissione boccia lo stadio "Non è agibile, i lavori vanno conclusi" in L'Unione Sarda, 26 febbraio 2013. URL consultato il 26 febbraio 2013.
  21. ^ Il Cagliari fa ritorno a casa in La Nuova Sardegna, 30 giugno 2013. URL consultato il 18 ottobre 2013.
  22. ^ Il Cagliari torna al Sant'Elia, cagliaricalcio.net, 18 ottobre 2013. URL consultato il 18 ottobre 2013.
  23. ^ Comunicato congiunto, cagliaricalcio.net, 23 agosto 2013. URL consultato il 26 agosto 2013.
  24. ^ Cagliari, firmata la convenzione per il S.Elia in Gazzetta dello Sport, 23 agosto 2013. URL consultato il 26 agosto 2013.
  25. ^ Federico Matta, In attesa del nuovo Sant'Elia, come sarà quello provvisorio?, urbancenter.eu, 25 agosto 2013. URL consultato il 26 agosto 2013.
  26. ^ L'esilio finisce dopo un anno e mezzo Da Trieste alle vicende giudiziarie - Sport - L'Unione Sarda

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]