Torre di San Pancrazio (Cagliari)

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Coordinate: 39°13′17″N 9°07′02″E / 39.221389°N 9.117222°E39.221389; 9.117222

Torre di San Pancrazio
La torre di San Pancrazio
La torre di San Pancrazio
Ubicazione
Città Cagliari
Informazioni generali
Termine costruzione 1305
Altezza 36 m

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La torre di San Pancrazio, di epoca pisana, è la torre più alta di Cagliari. L'edificio, uno dei simboli della città (tanto che le torrette nel palazzo civico di via Roma sono state ispirate proprio dalle due due torri pisane), si trova nel punto più alto di Castello, a fianco del palazzo delle Seziate, ed è raggiungibile dalla via Indipendenza, dal viale Buoncammino tramite la porta Cristina, e da via Ubaldo Badas tramite la porta di San Pancrazio. La visita al monumento consente di ammirare vasti panorami della città e del circondario.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Porta San Pancrazio, sotto l'omonima torre

La torre venne costruita nel 1305, sotto richiesta da parte dei Pisani, dall'architetto sardo Giovanni Capula, che progettò anche la torre dell'Elefante, edificata due anni dopo. Capula progettò anche una terza torre, la torre del Leone, da poco rinominata torre dell'Aquila, ed incorporata nel palazzo Boyl poiché venne in parte distrutta nel 1708 dai bombardamenti inglesi, nel 1717 dalle cannonate spagnole e infine nel 1793 dall'attacco da parte dei francesi durante il quale perse la sua parte superiore.

Successivamente venne chiuso il lato della torre che da verso Castello per abitazioni di funzionari e magazzini. In epoca aragonese l'edificio venne utilizzato anche come carcere. Nel 1906, ad opera dell'ingegnere Dionigi Scano, vi fu un restauro mirato a riportare la torre all'aspetto originario, soprattutto attraverso la liberazione del lato murato nel periodo aragonese.

La torre serviva come baluardo difensivo per i numerosi attacchi genovesi e moreschi. Oltre a servire come difesa era ed è ancora, insieme alla torre dell'Elefante, la porta principale per entrare a Castello.

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Come la gemella torre dell'Elefante, è fatta in Pietra Forte, un calcare bianco estratto dal colle di Bonaria. Nei tre lati chiusi, che son spessi ben 3 metri, presenta varie feritoie molto sottili. Il quarto lato, come la maggior parte delle torri pisane, si rivolge verso l'interno del Castello, e mostra i ballatoi situati sui quattro piani della torre.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

AA. VV., Cagliari - Monumenti aperti, Tipografia Doglio - CA edizione ottobre 1999.

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