Ingemar Stenmark

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Ingemar Stenmark
Ingemar Stenmark - 2011.jpg
Stenmark nel 2011
Dati biografici
Nome Jan Ingemar Stenmark
Nazionalità Svezia Svezia
Altezza 181 cm
Peso 75 kg
Sci alpino Alpine skiing pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Slalom gigante, slalom speciale
Squadra Tärna IK Fjällvinden
Ritirato 1989
Palmarès
Olimpiadi 2 0 1
Mondiali 5 1 1
Campionati svedesi 9
Coppa del Mondo 3 trofei
Coppa del Mondo - Slalom 8 trofei
Coppa del Mondo - Gigante 8 trofei
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Jan Ingemar Stenmark (Storuman, 18 marzo 1956) è un ex sciatore alpino svedese.

Specialista nelle discipline tecniche (slalom speciale e slalom gigante), è considerato da larga parte degli esperti e degli appassionati il più grande sciatore di tutti tempi. Con 86 successi in Coppa del Mondo (46 in gigante e 40 in slalom) è lo sciatore che detiene il record di vittorie in carriera nella storia dello sci alpino.

Oltre alle vittorie in Coppa del Mondo (conquistata nel 1976, nel 1977 e nel 1978), Stenmark vanta due ori olimpici (slalom e gigante) di Lake Placid 1980, e cinque medaglie d'oro ai Mondiali (slalom e gigante nel 1978 e slalom nel 1982), più quelle di Lake Placid nel 1980 (l'oro olimpico a quei tempi valeva anche ai fini dei Mondiali).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Nato in Lapponia, a Joesjö (comune di Storuman, nella provincia di Norrland), la sua famiglia si trasferì in seguito nella vicina Tärnaby quando Ingemar aveva solo quattro anni[1][2], dove divenne vicino di casa di un altro ragazzino, Stig Strand, che avrebbe poi vinto la Coppa del Mondo di slalom speciale. Quattro anni dopo partecipa al Trofeo Topolino classificandosi 14º[2]. Fu scoperto giovanissimo dal tecnico italiano Ermanno Nogler, che lo seguì per tutta la carriera e con il quale formò una coppia inossidabile, tanto che i due si ritirarono insieme dal Circo bianco[3].

L'atleta svedese, che decise con scelta innovativa di affidarsi per la fornitura degli sci alla ditta jugoslava Elan[4], esordì in Coppa del Mondo a soli diciassette anni, l'8 dicembre 1973 sul classico tracciato della Val-d'Isère in Francia, giungendo 46º in gigante. Nella stessa stagione, nel febbraio dell'anno seguente, partecipò per la prima volta a una rassegna iridata, i Mondiali del 1974 tenutisi in terra elvetica, a St. Moritz; in quell'occasione ottenne il 9º posto nel gigante. Nemmeno un mese dopo, non ancora diciottenne, salì per la prima volta sul podio nella stessa specialità a Voss, in Norvegia, giungendo terzo alle spalle dell'italiano Gustav Thöni, suo futuro grande rivale, e dell'austriaco Hansi Hinterseer. A dimostrazione dei progressi che il giovane svedese stava dimostrando, si aggiudica anche alcune gare di Coppa Europa[5].

Le prime vittorie[modifica | modifica sorgente]

Stenmark in Val Gardena nel 1975

La successiva stagione 1974-1975 si aprì con buoni risultati in Coppa Europa, dove ottenne una vittoria a Vipiteno[6], subito seguita dal primo successo, in slalom, sul difficile tracciato della 3-Tre di Madonna di Campiglio; Stenmark in questa circostanza precedette nell'ordine gli azzurri Paolo De Chiesa e Fausto Radici. Con l'arrivo del nuovo anno, Stenmark incominciò a infilare una decina di podi in serie, che lo portarono a un passo dal conquistare la sua prima Coppa del Mondo assoluta.

Proprio in questo periodo lo sciatore svedese fu co-protagonista, il 23 marzo 1975 in Val Gardena in Italia insieme all'atleta di casa Gustav Thöni, di una delle gare più celebri dello sci alpino. In quell'anno infatti la coppa di cristallo fu assegnata all'azzurro nella prima manche dell'ultimo slalom parallelo, in un finale che vide la caduta di Stenmark a poche porte dall'arrivo[7].

I grandi successi[modifica | modifica sorgente]

La conquista del trofeo era soltanto rimandata di un anno. Nella stagione caratterizzata dai XII Giochi olimpici invernali di Innsbruck 1976 e dai primi segni di calo di rendimento delle prestazioni da parte della Valanga azzurra, Stenmark inanellò una serie di successi in slalom (sette su sette gare disputate), ma anche nel gigante; questi risultati gli consentirono di vincere la classifica generale e le "coppette" di entrambe le specialità. Alle Olimpiadi lo svedese si dovette accontentare del bronzo in gigante (valido peraltro anche per i Mondiali 1976), nella gara che vide primeggiare lo svizzero Heini Hemmi davanti al connazionale Ernst Good[8].

La stagione 1976-1977 proseguì sulla falsariga della precedente; lo svedese riconquistò tutti e tre i trofei con un ruolino di marcia impressionante: vinse infatti nove slalom su dieci, ma anche tre giganti, dominando letteralmente le discipline tecniche. Il 1978 fu, se possibile, anche più ricco di soddisfazioni per lo sciatore di Tärnaby; infatti in quell'annata, oltre a non farsi sfuggire l'ennesima tripletta di coppe di cristallo (Coppa del Mondo assoluta, "coppetta" di speciale e di gigante), Stenmark rimpinguò il palmarès anche con due ori, nelle due discipline tecniche, ai Mondiali del 1978 disputati a Garmisch-Partenkirchen. A questo punto però intervenne la Federazione Internazionale Sci (FIS) introducendo un nuovo metodo di calcolo dei punteggi che svantaggiava particolarmente lo svedese[9]. Infatti con il nuovo regolamento potevano essere conteggiati solo i punti di un numero limitato di gare per specialità, in modo tale da favorire gli atleti specialisti della combinata, anche se di qualità tecnica inferiore, cosa cui lo stesso svedese si lamentò in seguito[10]. Fu così che lo svizzero Peter Lüscher risultò vincitore della Coppa nel 1978-1979 grazie a tre sole vittorie (tra le quali figuravano due combinate), nonostante il fatto che in quella stagione Stenmark si fosse aggiudicato tutti i dieci giganti in palio, oltre a tre slalom speciali. Stenmark giunse solo quinto in classifica generale.

Se non poteva più ambire a conquistare la classifica generale, l'atleta scandinavo aveva altri obbiettivi da perseguire; il più importante di questi era l'oro olimpico. L'occasione si presentò ai XIII Giochi olimpici invernali di Lake Placid 1980: pur non trascurando la Coppa del Mondo, dove giunse secondo per soli quattro punti e terminando a podio in tutte le 14 gare disputate, volle cogliere l'unico successo che ancora gli mancava e l'oro, anzi gli ori (slalom e gigante), furono conquistati come da previsioni. In questo frangente le medaglie del metallo più prezioso erano inoltre valide anche ai fini dei Mondiali 1980, consentendo all'atleta di cogliere un trionfo completo. In questa stagione di Coppa del Mondo interruppe la striscia di 15 successi consecutivi in slalom gigante, terminando terzo ad Oberstaufen.

Nonostante la rinuncia alla polivalenza, anche Stenmark gareggiò almeno una volta in discesa libera, e questo nonostante non si trovasse a suo agio con le velocità[11]. Scelse come teatro "il tempio della discesa", ovvero l'impegnativa Streif di Kitzbühel in Austria, che affrontò con cautela giungendo al traguardo 34-esimo con un ritardo di oltre dieci secondi dal vincitore[10], riuscendo tuttavia a piazzarsi terzo nella combinata con lo slalom di Oberstaufen, in Germania Ovest[9].

La stagione 1980-1981 vide Stermark vincere per l'ultima volta entrambe le classifiche di slalom e gigante, salì sul podio in 19 gare su 20 disputate; in questa annata emerse il suo avversario più agguerrito, lo statunitense Phil Mahre, che come lo svedese conquistò tre Coppe del Mondo generali.

Nel periodo 1975-1981, l'apice della carriera dello sciatore, Stenmark fu in grado di primeggiare su tutte le piste. Ottenne successi nel gigante della Chuenisbärgli di Adelboden e negli slalom della Ganslern di Kitzbühel, della Sonnenwiese di St. Anton e dello Jungfrau di Wengen: tutte piste che hanno fatto la storia dello sci alpino. Sempre in questi anni realizzò il record assoluto di distacco inflitto in Coppa del Mondo al secondo classificato, ottenuto nello slalom gigante di Jasná, in Cecoslovacchia, il 4 febbraio 1979, quando staccò di 4 secondi e 6 centesimi lo jugoslavo Bojan Križaj; è suo anche il record di distacco relativo allo slalom, registrato il 7 gennaio 1982 a Kitzbühel: 3 secondi e 16 centesimi nei confronti di Phil Mahre[12]. Nonostante tale dominio, non gli mancarono affatto rivali, tra i quali nello slalom il liechtensteinese Andreas Wenzel e lo stesso Križaj, e in gigante lo svizzero Joël Gaspoz.

Le ultime vittorie[modifica | modifica sorgente]

Nel 1982 in Coppa del Mondo non ottenne risultati di rilievo e in gigante, dopo 37 podi consecutivi, dovette accontentarsi del settimo posto a Cortina d'Ampezzo, mentre vinse l'oro in slalom ai Mondiali di Schladming. In gigante invece si vide sopravanzare da Steve Mahre: fu infatti il fratello gemello di Phil a indossare l'oro iridato. Stenmark fu comunque argento[13] e con queste due medaglie, le ultime che riuscì ad aggiudicarsi in una competizione internazionale, fissò il totale complessivo pari a sette.

La Coppa del Mondo 1983 fu contraddistinta dalla vittoria ex aequo della "coppetta" di slalom[14] con l'amico di infanzia Stig Strand[15]. Infatti i due sciatori di Tärnaby conclusero le competizioni con lo stesso punteggio, nonostante Stenmark fosse riuscito a vincere uno slalom in più del compaesano.

L'ultima "coppetta" di specialità venne aggiunta nella bacheca nel 1984: stavolta fu conseguita nella specialità del gigante. Per tentare di rivincere la Coppa del mondo fu costretto, a causa del nuovo regolamento, a cimentarsi anche nelle discipline veloci: nel 1984, in occasione del supergigante di Garmisch-Partenkirchen concluse quinto nella nuova disciplina, da poco introdotta nel calendario di Coppa. A Stenmark non fu concesso di partecipare ai XIV Giochi olimpici invernali di Sarajevo 1984 a causa del suo status di "professionista"[9][16], in quanto in possesso della cosiddetta licenza B[17] e non poté quindi difendere le medaglie d'oro vinte nell'edizione precedente. Tornò a partecipare nuovamente alle competizioni olimpiche soltanto in occasione di Calgary 1988.

Le ultime stagioni e il ritiro[modifica | modifica sorgente]

Le ultime stagioni videro pian piano calare le prestazioni del fuoriclasse svedese, anche per l'emergere di nuovi atleti, quali l'austro-lussemburghese Marc Girardelli e l'elvetico Pirmin Zurbriggen. Stenmark fu presente anche ai Mondiali del 1985, disputati a Bormio, dove sfiorò il podio tra i pali stretti piazzandosi al quarto posto. A Crans-Montana, due anni dopo, giunse 5° in slalom e 10° in gigante; proprio a questi Mondiali passò idealmente il testimone al futuro campione delle discipline tecniche, l'italiano Alberto Tomba. E fu l'anno seguente che vide quest'ultimo surclassare la concorrenza alle Olimpiadi canadesi, dove Stenmark, ormai agli sgoccioli della carriera, concluse comunque 5° in speciale.

L'ultima annata dello sciatore fu contraddistinta dal suo ultimo successo; a trentatré anni e dopo aver militato quasi sedici anni in Coppa del Mondo, Stenmark l'11 febbraio 1989 poté brindare, a Aspen in gigante, alla vittoria numero 86[18]. Un mese dopo a Shigakogen, in Giappone, disputò l'ultima competizione concludendo quarto in gigante.

Bilancio della carriera sciistica[modifica | modifica sorgente]

Stenmark non è stato lo sciatore più completo della storia dello sci: non è infatti mai stato in grado di vincere in tutte le discipline, come Marc Girardelli, Pirmin Zurbriggen e altri. Non può neanche vantare medaglie olimpiche in tutte le specialità come Jean-Claude Killy o Toni Sailer e neppure le dodici medaglie iridate del norvegese Kjetil André Aamodt. Ha vinto anche meno Coppe di cristallo di altri colleghi, anche se si presume che la lunga serie di secondi posti (ben sei) fu dovuta in parte alla modifica regolamentare che favoriva la polivalenza, danneggiando indirettamente lo svedese. "Ingo"[19] rimane comunque lo sciatore alpino maschile che più ha caratterizzato, e per un tempo così prolungato, la Coppa del Mondo. Solo "Kaiser" Franz Klammer è stato per la discesa quello che Stenmark fu per slalom e gigante.

Il fuoriclasse svedese ha fatto sua la classifica generale di Coppa del Mondo per tre volte: 1975-1976, 1976-1977 e 1977-1978. Inoltre è riuscito a conquistare tutte le vittorie dello slalom gigante disputate in una stagione (dieci su dieci nel 1978-1979, cui si sommavano tre successi nello slalom, per un totale complessivo di tredici vittorie), risultato che ancora non è stato eguagliato da altri atleti.

Lo sciatore di Tärnaby può anche vantare nove titoli nazionali ai Campionati svedesi, cinque in slalom e quattro in gigante[20].

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Olimpiadi[modifica | modifica sorgente]

Mondiali[modifica | modifica sorgente]

Coppa del Mondo[modifica | modifica sorgente]

Coppa del Mondo - vittorie[modifica | modifica sorgente]

Data Luogo Paese Disciplina
17 dicembre 1974 Madonna di Campiglio Italia Italia SL
12 gennaio 1975 Wengen Svizzera Svizzera SL
23 febbraio 1975 Naeba Giappone Giappone GS
2 marzo 1975 Garibaldi Canada Canada GS
13 marzo 1975 Sun Valley Stati Uniti Stati Uniti GS
15 dicembre 1975 Vipiteno Italia Italia SL
11 gennaio 1976 Wengen Svizzera Svizzera SL
24 gennaio 1976 Kitzbühel Austria Austria SL
27 gennaio 1976 Zwiesel bandiera Germania Ovest GS
7 marzo 1976 Copper Mountain Stati Uniti Stati Uniti SL
14 marzo 1976 Aspen Stati Uniti Stati Uniti SL
3 gennaio 1977 Laax Svizzera Svizzera SL
10 gennaio 1977 Berchtesgaden bandiera Germania Ovest SL
16 gennaio 1977 Kitzbühel Austria Austria SL
23 gennaio 1977 Wengen Svizzera Svizzera SL
6 febbraio 1977 Sankt Anton Austria Austria SL
6 marzo 1977 Sun Valley Stati Uniti Stati Uniti GS
18 marzo 1977 Voss Norvegia Norvegia SL
20 marzo 1977 Åre Svezia Svezia SL
21 marzo 1977 Åre Svezia Svezia GS
25 marzo 1977 Sierra Nevada Spagna Spagna GS
10 dicembre 1977 Val-d'Isère Francia Francia GS
13 dicembre 1977 Madonna di Campiglio Italia Italia SL
14 dicembre 1977 Madonna di Campiglio Italia Italia GS
5 gennaio 1978 Oberstaufen bandiera Germania Ovest SL
8 gennaio 1978 Zwiesel bandiera Germania Ovest GS
9 gennaio 1978 Zwiesel bandiera Germania Ovest SL
18 marzo 1978 Arosa Svizzera Svizzera GS
9 dicembre 1978 Schladming Austria Austria GS
21 dicembre 1978 Kranjska Gora Jugoslavia Jugoslavia SL
22 dicembre 1978 Kranjska Gora Jugoslavia Jugoslavia GS
7 gennaio 1979 Courchevel Francia Francia GS
16 gennaio 1979 Adelboden Svizzera Svizzera GS
23 gennaio 1979 Stainach Austria Austria GS
4 febbraio 1979 Jasná Cecoslovacchia Cecoslovacchia GS
10 febbraio 1979 Åre Svezia Svezia GS
11 febbraio 1979 Åre Svezia Svezia SL
4 marzo 1979 Lake Placid Stati Uniti Stati Uniti GS
12 marzo 1979 Heavenly Valley Stati Uniti Stati Uniti GS
17 marzo 1979 Furano Giappone Giappone SL
19 marzo 1979 Furano Giappone Giappone GS
8 dicembre 1979 Val-d'Isère Francia Francia GS
11 dicembre 1979 Madonna di Campiglio Italia Italia SL
12 dicembre 1979 Madonna di Campiglio Italia Italia GS
21 gennaio 1980 Adelboden Svizzera Svizzera GS
27 gennaio 1980 Chamonix Francia Francia SL
27 febbraio 1980 Waterville Valley Stati Uniti Stati Uniti SL
1º marzo 1980 Mont-Sainte-Anne Canada Canada GS
10 marzo 1980 Cortina d'Ampezzo Italia Italia SL
11 marzo 1980 Cortina d'Ampezzo Italia Italia GS
13 marzo 1980 Saalbach-Hinterglemm Austria Austria GS
15 marzo 1980 Saalbach-Hinterglemm Austria Austria SL
9 dicembre 1980 Madonna di Campiglio Italia Italia SL
10 dicembre 1980 Madonna di Campiglio Italia Italia GS
6 gennaio 1981 Morzine Francia Francia GS
18 gennaio 1981 Kitzbühel Austria Austria SL
26 gennaio 1981 Adelboden Svizzera Svizzera GS
1º febbraio 1981 Sankt Anton Austria Austria SL
2 febbraio 1981 Schladming Austria Austria GS
8 febbraio 1981 Oslo Norvegia Norvegia SL
11 febbraio 1981 Voss Norvegia Norvegia GS
14 febbraio 1981 Åre Svezia Svezia GS
9 gennaio 1982 Morzine Francia Francia GS
12 gennaio 1982 Bad Wiessee bandiera Germania Ovest SL
17 gennaio 1982 Kitzbühel Austria Austria SL
19 gennaio 1982 Adelboden Svizzera Svizzera GS
9 febbraio 1982 Kirchberg Austria Austria GS
14 dicembre 1982 Courmayeur Italia Italia SL
23 gennaio 1983 Kitzbühel Austria Austria SL
11 febbraio 1983 Markstein Francia Francia SL
13 febbraio 1983 Todtnau bandiera Germania Ovest GS
26 febbraio 1983 Gällivare Svezia Svezia GS
13 dicembre 1983 Courmayeur Italia Italia SL
20 dicembre 1983 Madonna di Campiglio Italia Italia SL
10 gennaio 1984 Adelboden Svizzera Svizzera GS
17 gennaio 1984 Parpan Svizzera Svizzera SL
23 gennaio 1984 Kirchberg Austria Austria GS
4 febbraio 1984 Borovec Bulgaria Bulgaria GS
7 marzo 1984 Vail Stati Uniti Stati Uniti GS
15 dicembre 1985 Alta Badia Italia Italia GS
25 gennaio 1986 Sankt Anton Austria Austria SL
27 febbraio 1986 Hemsedal Norvegia Norvegia GS
18 marzo 1986 Lake Placid Stati Uniti Stati Uniti GS
29 novembre 1986 Sestriere Italia Italia SL
14 febbraio 1987 Markstein Francia Francia SL
19 febbraio 1989 Aspen Stati Uniti Stati Uniti GS

Legenda:
GS = Slalom gigante
SL = Slalom speciale

Campionati svedesi[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Tra gare di Coppa del Mondo, Mondiali e Olimpiadi Stenmark ha ottenuto i seguenti risultati:

  • 1º posto: 92 volte,
  • 2º posto: 45 volte,
  • 3º posto: 28 volte,
  • 4º posto: 10 volte,
  • 5º posto: 13 volte,
  • 6º posto: 10 volte,
  • 7º posto: 8 volte,
  • 8º posto: 7 volte,
  • 9º posto: 5 volte,
  • 10º posto: 4 volte

Podi in Coppa del Mondo[modifica | modifica sorgente]

Stagione/Specialità Gigante Slalom Combinata Parallelo Podi totali
1974 1 1 2 4
1975 3 2 2 3 1 1 12
1976 1 2 1 5 1 1 11
1977 3 2 7 2 14
1978 4 1 2 3 2 12
1979 10 3 2 2 17
1980 6 1 5 1 1 14
1981 6 2 2 4 2 2 1 19
1982 3 1 2 5 1 12
1983 2 1 3 3 1 1 11
1984 4 1 3 2 10
1985 1 2 1 4
1986 3 1 3 1 8
1987 1 2 1 1 5
1988 1 1
1989 1 1
Totale 46 13 13 40 29 12 1 1 155
72 81 1 1

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Negli anni dal 1976 al 1978 Stenmark assieme a Björn Borg fu l'"idolo nazionale" dello sport svedese, e la vita della nazione si bloccava completamente ogni volta che "Ingo" si gettava lungo le discese[senza fonte]. Ciò non cambiò nemmeno quando per motivi fiscali si trasferì nel Principato di Monaco[22]. Stenmark mostrò inoltre le sue doti atletiche complessive vincendo nel 1996 i Campionati svedesi delle superstar[non chiaro].

Assieme a Borg, Jan-Ove Waldner e Anja Pärson è l'unico ad aver ricevuto per due volte la Medaglia d'oro dello Svenska Dagbladet[1], il premio assegnato dal quotidiano Svenska Dagbladet al miglior sportivo svedese dell'anno. La prima gli fu assegnata nel 1975, la seconda nel 1978[23]. Nel 1979 fu premiato con la Medaglia Holmenkollen[24], una delle massime onorificenze sportive dello sci, tradizionalmente attribuita ai campioni dello sci nordico: Stenmark è uno dei pochissimi sciatori alpini ad averla ricevuta. Lo stesso anno si aggiudicò anche il premio Jerringpriset, appena istituito, attribuito dalla sezione sportiva della Sveriges Radio AB (canale radiofonico pubblico del Paese scandinavo). Lo sciatore ottenne la stessa onorificenza anche l'anno seguente[25].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (SV) Scheda dedicata all'atleta. URL consultato il 15 marzo 2011.
  2. ^ a b Stenmark, lappone sbagliato in La Stampa, 22 marzo 1975, p. 19. URL consultato il 21 marzo 2013.
  3. ^ Massimo Di Marco, È morto il maestro Nogler, papà di Thoeni e Stenmark in La Gazzetta dello Sport, 24 giugno 2000, p. 37. URL consultato il 16 luglio 2010.
  4. ^ "Storia" sul sito dell'azienda. URL consultato il 30 settembre 2010.
  5. ^ Ancora Stenmark in Coppa Europa in La Stampa, 28 marzo 1974, p. 19. URL consultato il 21 marzo 2013.
  6. ^ A Vipiteno è l'ora dei giovani Stenmark, De Chiesa e Amplatz in La Stampa, 9 dicembre 1974, p. 14. URL consultato il 21 marzo 2013.
  7. ^ Stefano Vigorelli, Gustavo Thoeni in Pagine70.com, 14 settembre 2002. URL consultato il 16 luglio 2010.
  8. ^ Risultati di gara sul sito F.I.S.. URL consultato il 12 maggio 2011.
  9. ^ a b c Paolo De Chiesa, I miei campioni. Ingemar Stenmark in Sito ufficiale dei XX Giochi olimpici invernali, 23 maggio 2003. URL consultato il 21 luglio 2010.
  10. ^ a b Giorgio Viglino, Stenmark fa punti da turista in La Stampa, 18 gennaio 1981, p. 19. URL consultato il 21 marzo 2013.
  11. ^ Flavio Vannetti, Stenmark, tutta la verità di Mister Sci in Il Corriere della Sera, 4 febbraio 2004, p. 46. URL consultato il 28 settembre 2010.
  12. ^ "World Cup Men's Races. Time Difference Stats" su SKI-db.com. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  13. ^ Risultati di gara sul sito F.I.S.. URL consultato il 12 maggio 2011.
  14. ^ Classifica finale di slalom del 1983 sul sito F.I.S.. URL consultato il 12 maggio 2011.
  15. ^ Gianni Merlo, Trionfo svedese sotto il segno di Stenmark in La Gazzetta dello Sport, 9 febbraio 2005, p. 24. URL consultato il 12 maggio 2011. [Nell'articolo si accenna all'amicizia tra i due sciatori]
  16. ^ Simone Valtieri, La storia dei Giochi Olimpici Invernali. Parte XIV - Sarajevo 1984 in InStoria.it, dicembre 2009. URL consultato il 16 luglio 2010.
  17. ^ Gianni Merlo, Magoni, l' oro della gioventù in La Gazzetta dello Sport, 8 dicembre 2005. URL consultato il 12 maggio 2011. [Nell'articolo si ricorda l'esclusione dai Giochi olimpici di Stenmark]
  18. ^ (EN) In his final race in North America, Ingemar Stenmark... in Chicago Tribune, 20 febbraio 1989. URL consultato il 12 maggio 2011. [Il breve resoconto dell'ultima vittoria di Ingo]
  19. ^ Il "caldo", svedese in La Stampa, 29 gennaio 1976, p. 23. URL consultato il 21 marzo 2013. [Nell'articolo si accenna al soprannome di Stenmark]
  20. ^ a b c Albo d'oro maschile dei Campionati nazionali sul sito della Federazione sciistica svedese. URL consultato il 27 gennaio 2011.
  21. ^ Scheda riepilogativa dei podi conquistati da Stenmark in Coppa del Mondo. URL consultato il 12 maggio 2011.
  22. ^ Leonardo Coen, La neve è troppa il circo si ferma in La Repubblica, 5 febbraio 1989, p. 39. URL consultato il 28 ottobre 2010.
  23. ^ (SV) Bragdmedaljörer genom tiderna in SvD.se, 4 dicembre 2007. URL consultato il 29 settembre 2010. [Elenco vincitori del premio; è riportata anche la motivazione espressa dalla giuria]
  24. ^ Albo d'oro. URL consultato il 28 settembre 2010.
  25. ^ (SV) Jerringpriset in Radiosponten -sr.sv. URL consultato il 29 settembre 2010. [Elenco vincitori del premio]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (DEENFR) Organisationskomitee (Comitato organizzatore), Innsbruck '76. Endbericht/Rapport final/Final Report ( versione digitalizzata. URL consultato il 28 settembre 2010. )
  • (ENFR) Organizing Committee (Comitato organizzatore), XIII Olympic Winter Games Lake Placid 1980. Final Report/Rapport final ( versione digitalizzata. URL consultato il 28 settembre 2010. )
  • (DEENFR) Organizing Committee (Comitato organizzatore), XIII Olympic Winter Games Lake Placid 1980. Official Results/Résultats Officiels/Offizielle Ergebnisse ( versione digitalizzata. URL consultato il 28 settembre 2010. )
  • (ENFR) Organizing Committee (Comitato organizzatore), Rapport officiel des XVes Jeux Olympiques d'hiver/XV Olympic Winter Games: Official Report ISBN 0-921060-26-2 ( versione digitalizzata. URL consultato il 28 settembre 2010. )

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 57165158