Phil Mahre

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Phil Mahre
Phil Mahre ritratto in un francobollo paraguaiano del 1984
Phil Mahre ritratto in un francobollo paraguaiano del 1984
Nome Phillip Ferdinand Mahre
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 175[senza fonte] cm
Peso 77[senza fonte] kg
Sci alpino Alpine skiing pictogram.svg
Specialità Discesa libera, slalom gigante, slalom speciale, combinata
Ritirato 2009
Palmarès
Olimpiadi 1 1 0
Mondiali 1 1 0
Coppa del Mondo 3 trofei
Coppa del Mondo - Gigante 2 trofei
Coppa del Mondo - Slalom 1 trofeo
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Phillip Ferdinand Mahre detto Phil (White Pass, 10 maggio 1957) è un ex sciatore alpino statunitense. Specialista delle prove tecniche, otteneva discreti risultati anche in discesa libera, riuscendo così a imporsi in combinata; queste doti gli permisero di aggiudicarsi tre Coppe del Mondo generali, oltre al titolo olimpico nello slalom speciale a Sarajevo 1984, al titolo iridato nella combinata a Lake Placid 1980 e a tre Coppe del Mondo di specialità.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a White Pass, è fratello gemello di Steve, a sua volta sciatore alpino di alto livello[1].

Carriera sciistica[modifica | modifica wikitesto]

Stagioni 1976-1978[modifica | modifica wikitesto]

Mahre ottenne il suo primo risultato di rilievo in Coppa del Mondo il 5 dicembre 1975, giungendo 6º nello slalom gigante disputato sul tracciato francese di Val-d'Isère. Nel febbraio dell'anno successivo partecipò ai XII Giochi olimpici invernali di Innsbruck 1976 piazzandosi 5º nello slalom gigante e 18º nello slalom speciale. Poco più tardi, il 5 marzo a Copper Mountain, colse in slalom gigante il suo primo podio in Coppa del Mondo (2º).

Il 10 dicembre 1976, ancora a Val-d'Isère, conquistò il suo primo successo in Coppa del Mondo, precedendo in slalom gigante lo svedese Ingemar Stenmark e l'austriaco Klaus Heidegger. Nel 1978 fu convocato per i Mondiali di Garmisch-Partenkirchen, in Germania Ovest, dove si classificò 5º nello slalom gigante. Quell'anno in Coppa del Mondo, dopo aver ottenuto cinque podi con due vittorie, fu 2º nella classifica generale, staccato di 34 punti dal vincitore Stenmark, e 3º sia in quella di slalom gigante, sia in quella di slalom speciale.

Stagioni 1979-1980[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1978-1979 in Coppa del Mondo colse otto podi con due vittorie e fu 3º nella classifica generale e 2º in quella di slalom speciale, a 12 punti dal vincitore Stenmark. A Lake Placid subì un grave infortunio, che compromise in parte la sua stagione[1].

L'anno dopo ai XIII Giochi olimpici invernali di Lake Placid 1980 conquistò la medaglia d'argento nello slalom speciale, secondo solo a Stenmark, e si classificò 14º nella discesa libera e 10º nello slalom gigante; vinse inoltre la medaglia d'oro nella combinata, disputata in sede olimpica ma valida solo ai fini dei Mondiali 1980. Quell'anno in Coppa del Mondo, dopo aver ottenuto quattro podi con una vittoria, fu 3º nella classifica generale e vinse quella della combinata, per la quale tuttavia all'epoca non veniva assegnato alcun trofeo.

Stagioni 1981-1982[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1980-1981 in Coppa del Mondo ottenne undici podi con sei vittorie e vinse la sua prima coppa di cristallo generale con 266 punti, 6 in più di Stenmark; fu inoltre 3º nella classifica di slalom gigante, 2º in quella di slalom speciale e nuovamente 1º in quella di combinata.

L'anno dopo i suoi podi in Coppa del Mondo furono venti, con otto vittorie (tra le quali quelle in classiche dello sci alpino come gli slalom speciali del Canalone Miramonti di Madonna di Campiglio e della Männlichen/Jungfrau di Wengen e lo slalom gigante di Kranjska Gora) e si aggiudicò la sua seconda Coppa del Mondo generale con 98 punti di vantaggio su Stenmark; vinse anche le Coppe del Mondo di slalom gigante e di slalom speciale, superando Stenmark rispettivamente di 4 e di 10 punti, e, per la terza volta, la classifica di combinata.

Stagioni 1983-1984[modifica | modifica wikitesto]

Anche nella stagione 1982-1983 vinse la Coppa del Mondo generale, quella di slalom gigante e la classifica di combinata; salì sul podio dodici volte, con sei vittorie: tra queste figurarono la prestigiosa combinata dell'Hahnenkamm di Kitzbühel e l'ultimo successo di Mahre in Coppa del Mondo, il 19 marzo nello slalom gigante di Furano. Mahre divenne così il terzo atleta a vincere tre coppe di cristallo generali consecutivamente, dopo Gustav Thöni e Stenmark.

Phil Mahre ritratto in un francobollo paraguaiano che celebra la sua vittoria olimpica a Sarajevo 1984

La prestigiosa carriera dello sciatore fu coronata in occasione dei XIV Giochi olimpici invernali di Sarajevo 1984, che videro Phil e Steve Mahre piazzarsi rispettivamente primo e secondo nello slalom speciale; Phil fu inoltre 8º nello slalom gigante. Quell'anno in Coppa del Mondo fu 15º nella classifica generale e colse tre podi, l'ultimo il 6 marzo a Vail in slalom speciale. Si ritirò assieme al fratello al termine di quella stessa stagione (l'ultima sua gara fu lo slalom gigante di Coppa del Mondo disputato a Vail il 7 marzo e chiuso al 18º posto); contribuì alla loro precoce decisione (avevano 27 anni) anche l'amarezza provata per la squalifica subita in occasione dello slalom speciale di Parpan del 16 gennaio, a causa di uno scambio di pettorale con Steve, e per la campagna stampa denigratoria che ne seguì, nonostante la solidarietà manifestata dai colleghi[1].

Stagioni 2007-2009[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2007 al 2009 Mahre riprese l'attività agonistica partecipando ad alcune gare FIS negli Stati Uniti; il 5 gennaio 2007 nello slalom gigante FIS di Mammoth Mountain si classificò in 2º posizione, preceduto da Errol Kerr e seguito da Greg Bartels: due sciatori entrambi di ventinove anni più giovani di lui.

L'ultima gara della carriera di Mahre fu lo slalom gigante FIS disputato a Park City il 4 gennaio 2009, nel quale uscì durante la prima manche.

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il ritiro del 1984 si dedicò assieme a Steve all'automobilismo[1]; in seguito i fratelli Mahre divennero titolari di un centro di allenamento a Park City, nello Utah[2].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

  • 1 medaglia, oltre a quella conquistata in sede olimpica e valida anche ai fini iridati:

Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo - vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Data Località Paese Specialità
10 dicembre 1976 Val-d'Isère Francia Francia GS
5 marzo 1977 Sun Valley Stati Uniti Stati Uniti SL
12 febbraio 1978 Chamonix Francia Francia SL
3 marzo 1978 Stratton Mountain Stati Uniti Stati Uniti GS
15 gennaio 1979 Crans-Montana Svizzera Svizzera KB
5 febbraio 1979 Jasná Cecoslovacchia Cecoslovacchia SL
8 dicembre 1979 Val-d'Isère Francia Francia KB
10 gennaio 1981 Morzine Francia Francia KB
17 gennaio 1981 Oberstaufen bandiera Germania Ovest KB
1º febbraio 1981 Sankt Anton am Arlberg Austria Austria KB
15 febbraio 1981 Åre Svezia Svezia SL
7 marzo 1981 Aspen Stati Uniti Stati Uniti GS
15 marzo 1981 Furano Giappone Giappone SL
8 dicembre 1981 Aprica Italia Italia KB
9 dicembre 1981 Madonna di Campiglio Italia Italia SL
13 dicembre 1981 Madonna di Campiglio Italia Italia KB
15 gennaio 1982 Bad Wiessee bandiera Germania Ovest KB
24 gennaio 1982 Wengen Svizzera Svizzera SL
14 marzo 1982 Jasná Cecoslovacchia Cecoslovacchia SL
19 marzo 1982 Kranjska Gora bandiera Jugoslavia GS
26 marzo 1982 Monginevro Francia Francia SL
23 gennaio 1983 Kitzbühel Austria Austria KB
6 febbraio 1983 Sankt Anton am Arlberg Austria Austria KB
11 febbraio 1983 Le Markstein Francia Francia KB
7 marzo 1983 Aspen Stati Uniti Stati Uniti GS
8 marzo 1983 Vail Stati Uniti Stati Uniti GS
19 marzo 1983 Furano Giappone Giappone GS

Legenda:
GS = slalom gigante
SL = slalom speciale
KB = combinata

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Paolo De Chiesa, I miei campioni: Phil e Steve Mahre in Sito ufficiale dei XX Giochi olimpici invernali, 4 febbraio 2004. (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2012).
  2. ^ (EN) Sito del Mahre Training Center. URL consultato il 10 marzo 2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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