Hermann Maier

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Hermann Maier
Hermann Maier 2.jpg
Hermann Maier il 20 dicembre 2006
Dati biografici
Nazionalità Austria Austria
Altezza 181 cm
Peso oltre 90 kg
Sci alpino Alpine skiing pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Discesa libera, supergigante, slalom gigante
Squadra USC Flachau
Ritirato 2009
Palmarès
Olimpiadi 2 1 1
Mondiali 3 2 1
Coppa del Mondo 4 trofei
Coppa del Mondo - Discesa libera 2 trofei
Coppa del Mondo - Supergigante 5 trofei
Coppa del Mondo - Gigante 3 trofei
Coppa Europa 1 trofeo
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Hermann Maier (Altenmarkt im Pongau, 7 dicembre 1972) è un ex sciatore alpino austriaco.

Da molti considerato uno dei più forti sciatori di sempre,[1] ha vinto quattro medaglie olimpiche, di cui due d'oro, sei medaglie mondiali (tre ori) e quattro Coppe del Mondo tra le fine degli anni novanta e gli anni duemila. In tredici stagioni disputate nel massimo circuito internazionale ha ottenuto 54 vittorie, secondo in campo maschile solo allo svedese Ingemar Stenmark (primo con 86); con un totale di 96 podi risulta terzo in questa classifica, dietro allo stesso Stenmark (155) e all'austro-lussemburghese Marc Girardelli (100).[2] A oggi è lo sciatore austriaco più vincente di sempre.

La carriera agonistica di "Herminator", soprannome affibbiatogli dalla stampa,[1] è stata divisa in due dall'incidente motociclistico dell'agosto 2001. Sciatore più forte al mondo in quel momento, ha evitato di poco l'amputazione della gamba destra ed è stato costretto ad una lunga riabilitazione per recuperare le funzionalità dell'arto. Tornato nel Circo bianco nel gennaio 2003 tra molte perplessità,[3] è riuscito, nella sua seconda vita sportiva, a riconquistare i vertici dello sci alpino.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e adolescenza[modifica | modifica wikitesto]

Primo di due figli, Hermann nasce in una famiglia dedita agli sport invernali: suo padre, Hermann, e sua madre, Gerti, sono entrambi maestri di sci[4] e gestiscono una delle cinque scuole di Flachau.[senza fonte][5] I due piccoli Maier seguono le orme famigliari, con Hermann che indossa per la prima volta gli sci all'età di tre anni,[senza fonte][5] mentre Alexander diventerà uno snowboarder della nazionale austriaca.[6]

A 15 anni viene ammesso nell'accademia sportiva della vicina Schladming, ma è costretto ad abbandonarla dopo meno di un anno anche per via della sindrome di Osgood-Schlatter, disordine della crescita che colpisce preadolescenti e adolescenti.[7] I problemi alle ginocchia sono dovuti all'improvvisa crescita di Maier, che in pochi mesi passa da 1 metro e 45 di altezza a 1 e 80.[4] Tornato a Flachau trova impiego come muratore d'estate, mentre d'inverno, dopo aver preso la licenza di maestro di sci a 19 anni, insegna presso la scuola di famiglia[4] per cinque ore al giorno. Il tempo restante lo impiega ad allenarsi da solo.[senza fonte][5]

I primi anni e l'arrivo in Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Divenuto campione locale nel Salisburghese e in Tirolo,[7] Maier viene aiutato dall'allora presidente della federazione regionale di sci, Alex Reiner[senza fonte], affinché possa disputare i campionati nazionali 1995, dove ottiene il 18º posto nel gigante[5][8] partendo col pettorale 141.[9]

Il 6 gennaio 1996 sempre Reiner fa in modo che[senza fonte] Maier faccia da apripista al gigante di Coppa del Mondo che si tiene a Flachau. Se in quell'occasione fosse stato in gara, col tempo realizzato da apripista Hermann avrebbe chiuso la prima manche al 7º posto e la seconda all'11º.[5][10] Grazie a questa performance[senza fonte] la nazionale austriaca lo convoca per i giganti di Coppa Europa dell'8 e del 9 gennaio a Les Arcs, in Francia. Nella prima gara Maier giunge subito al secondo posto, alle spalle dello svizzero Steve Locher. Il giorno seguente le posizioni sul podio sono invertite e arriva così la sua prima vittoria internazionale della carriera.

La stagione 1996 della Coppa Europa vede trionfare l'allora sconosciuto ventitreenne di Flachau in cinque gare, grazie alle quali riesce ad imporsi nella classifica generale (193 punti, 43 in più del secondo, Thomas Sykora) e in quella di gigante.

Il 10 febbraio 1996 esordisce inoltre in Coppa del Mondo nel gigante di Hinterstoder, che chiude, andando a punti, col 26º posto. Un mese dopo a Kvitfjell, alla seconda gara nel massimo circuito internazionale, conquista l'undicesimo posto nel supergigante.

Dall'inizio della stagione 1996-1997 Maier viene chiamato con continuità in Coppa del Mondo, soprattutto per i giganti. Nel secondo di questi, il 25 novembre, arriva per la prima volta nei primi dieci di una gara di Coppa, col sesto posto a Park City. In gennaio viene convocato per partecipare alla sua prima discesa libera, quella di Chamonix. Dopo aver ottenuto il secondo e il terzo tempo nelle discese di prova,[11] cade in gara fratturandosi un braccio.[12] Anche per questo viene escluso dalla squadra per i seguenti Mondiali, tenutisi al Sestriere dal 3 al 15 febbraio. Alla ripresa della Coppa del Mondo dopo la pausa iridata, Maier comunque ottiene a Garmisch-Partenkirchen, su quella che sarà una delle sue piste più vincenti, due risultati di rilievo. Il 21 febbraio arriva infatti secondo nel supergigante partendo col pettorale 32[11] dietro al francese Luc Alphand, mentre due giorni dopo stupisce nuovamente tutti conquistando la vittoria nella medesima specialità, distaccando il più quotato Kristian Ghedina, secondo al traguardo, di 52 centesimi.[13]

1997-1998: I grandi successi[modifica | modifica wikitesto]

La stagione successiva Maier compie il definitivo salto di qualità che lo porta tra i grandissimi del Circo bianco. All'esordio stagionale in Coppa del Mondo conquista subito il terzo posto nello slalom parallelo di Tignes, disciplina che prevedeva l'alternanza di porte di slalom speciale e gigante e disputata per la prima volta con questo formato.[14] Malgrado la grande competizione presente all'interno della nazionale austriaca, che annovera tra le sue file Andreas Schifferer, Stephan Eberharter, Hans Knauß e Josef Strobl, Maier riesce a emergere con forza dimostrando in breve tempo di essere il più quotato per la vittoria finale in Coppa del Mondo. Tra ottobre e il 1º febbraio, giorno dell'ultima gara disputata prima delle Olimpiadi di Nagano 1998 (7-22 febbraio), vince infatti dieci prove (tre giganti, quattro supergiganti, due discese e una combinata), andando a podio altre sette volte su ventuno gare da lui disputate. In occasione del gigante della Val-d'Isère del 14 dicembre inoltre Maier chiude la gara al primo posto con 40 centesimi di vantaggio su von Grünigen, ma viene squalificato essendosi tolto gli sci prima della linea prevista.[15]

Nel frattempo l'intera nazionale austriaca ottiene risultati di rilievo: il 6 dicembre i primi cinque posti della discesa di Beaver Creek sono biancorossi (Maier secondo),[16] mentre il giorno dopo sulla stessa Birds of Prey il dominio si ferma alle prime quattro posizioni (Maier primo).[17] Un ulteriore poker arriva il 29 dicembre sulla Stelvio di Bormio, con Maier che conquista la prima vittoria in discesa libera.[18] Subito prima della pausa olimpica tre austriaci occupano le prime tre posizioni della classifica generale di Coppa, con Maier che ha 587 punti di vantaggio su Andreas Schifferer e 997 su Stephan Eberharter.[19]

L'austriaco di Flachau si presenta quindi alle Olimpiadi quale grande favorito nelle discipline che l'hanno visto primeggiare tutto l'anno, gigante, supergigante e discesa[20] e, in caso di tripla vittoria, avrebbe eguagliato il record di Toni Sailer, tre volte medaglia d'oro a Cortina d'Ampezzo 1956.

Karl Schranz, unico austriaco prima di Maier ad aggiudicarsi la Coppa del Mondo

Il 13 febbraio si disputa la gara di discesa libera. Dopo soli 18'' dalla partenza, Maier è autore di una spettacolare caduta: dopo essersi staccato dal suolo e aver battuto il casco sulla pista, va a finire contro le due file di reti di protezione, abbattendole e precipitando per alcuni metri, senza tuttavia riportare gravi infortuni.[21] Tre giorni dopo, nonostante i dolori al ginocchio e alla spalla dovuti all'incidente, si impone nel supergigante precedendo lo svizzero Didier Cuche e l'austriaco Hans Knauß, medaglie d'argento a pari merito, di 61 centesimi.[22][23] Il 19 si aggiudica inoltre il gigante con ben 85 centesimi di vantaggio su Stephan Eberharter, secondo al traguardo.[24] Maier diventa così il secondo austriaco a vincere l'oro nel gigante olimpico, dopo Toni Sailer nel 1956, e il secondo, sempre dopo Sailer, a vincere più di un oro nella stessa Olimpiade.[25] La doppia medaglia olimpica, soprattutto perché arrivata dopo la spettacolare caduta nella discesa, donano all'ex muratore fama internazionale.[26]

Alla prima gara dopo le Olimpiadi, Maier praticamente si aggiudica la Coppa del Mondo generale con sei gare di anticipo sulla fine della stagione. Alla certezza matematica mancano infatti solo nove punti visto che il vantaggio sul più diretto inseguitore, Schifferer, è di 591 lunghezze. La Coppa generale torna così in Austria 28 anni dopo la vittoria di Karl Schranz nel 1970.[27] A fine stagione oltre alla Coppa generale l'austriaco mette in bacheca anche le Coppe di specialità in supergigante e gigante, quest'ultima contesa fino all'ultimo da von Grünigen.

I successi di Maier sono caratterizzati dal suo stile di sciata, sempre alla ricerca della linea più diretta tra le porte, che lo porta spesso a impattare con le stesse anche nelle discipline veloci, dove si raggiungono velocità superiori ai 100 km/h[senza fonte]. L'austriaco è aiutato nel suo gesto tecnico dalla grande potenza fisica, che ha suscitato durante la stagione vari sospetti di doping.[28][29] In particolare accuse in questo senso sono arrivate dal responsabile medico italiano Herbert Schonhuber e dal tecnico elvetico Theo Nadig.[29][30] A fomentare i sospetti è la collaborazione di Maier con Bernd Pansold, ex medico di nazionali della DDR ed ex spia della Stasi, iniziata nel 1997.[30] Pansold, nel 1998 sotto processo per doping ai tempi della Germania Est, viene condannato alla fine dello stesso anno.[31] A seguito della sentenza la Federazione sciistica dell'Austria fa in modo che venga licenziato dal centro tecnico in cui si allena Maier.[31] L'atleta ha comunque sempre affermato di aver sviluppato il suo fisico attraverso il lavoro da muratore svolto negli anni giovanili.[32]

Sempre grazie alla potenza fisica mostrata, Maier si è guadagnato durante l'anno vari soprannomi. Su tutti si impone "Herminator", soprannome mutuato da Terminator, personaggio interpretato dal suo amico Arnold Schwarzenegger.[33] I tifosi di Maier hanno scelto quale simbolo da rappresentare sui loro striscioni un maialino rosa.[34][35]

1999: Ori mondiali, ma sfugge la Coppa[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 1998-1999 comincia com'era finita la precedente. Maier dimostra di essere in forma già alla prima gara vincendo il gigante inaugurale di Sölden davanti ad altri tre austriaci.[36] Nei mesi successivi il dominio in classifica generale dell'atleta di Flachau non è però così marcato come nel 1997-1998, anche per via di alcune prove concluse senza punti. Il 21 dicembre è comunque il protagonista di una data storica per lo sci austriaco. In occasione del supergigante di Innsbruck infatti nove atleti biancorossi si piazzano ai primi nove posti della gara, battendo un record trentennale detenuto dalla Francia, che nella discesa dell'Abetone del 2 marzo 1968 aveva piazzato sei atlete nelle prime sei.[37] Davanti a 20.000 spettatori, Maier precede sul traguardo i connazionali Christian Mayer, Fritz Strobl, Stephan Eberharter, Rainer Salzgeber, Hans Knauß, Patrick Wirth, Andreas Schifferer e Werner Franz.[38]

Lasse Kjus, grande rivale di Maier per tutta la stagione 1998-1999

Prima dell'inizio dei Mondiali, disputati a Vail e Beaver Creek dal 2 al 14 febbraio, Maier vince sei gare in Coppa del Mondo (tre supergiganti, due giganti, una discesa) e va a podio in altre quattro occasioni. La classifica generale di Coppa, prima della pausa iridata, lo vede però al terzo posto con 1053 punti dietro ai norvegesi Lasse Kjus (1089) e Kjetil André Aamodt (1054).[39] Proprio i due scandinavi insieme al campione austriaco sono i più attesi in vista dei Mondiali, per i quali viene anche convocato la nuova promessa austriaca, l'allora ventunenne Benjamin Raich vincitore di tre gare di Coppa durante l'anno.

La prima gara in programma è il supergigante. Maier si aggiudica la corsa, vincendo il suo primo oro mondiale, diviso però ex aequo col rivale Kjus e precedendo sul podio il bronzo Knauß di un solo centesimo.[40] Quattro giorni dopo, il 6 febbraio, l'austriaco si piazza nuovamente davanti a tutti, questa volta in solitaria, nella gara di discesa libera.[41] La pista dei due successi è la Birds of Prey, che già l'anno prima aveva gli aveva regalato due podi in Coppa. L'uscita nella seconda manche del gigante invece non permette a Maier di primeggiare in tre discipline differenti.[42] Al contrario Kjus si aggiudica un altro oro (proprio nel gigante) e con tre ulteriori argenti (discesa libera, slalom e combinata) riesce nell'impresa di andare a podio in ogni disciplina nella stessa edizione del mondiale. Il norvegese è il primo a conquistare cinque medaglie in cinque specialità diverse durante la stessa rassegna iridata,[43] anche se già Toni Sailer nel 1958 aveva conquistato quattro medaglie (tre ori e un argento) in quattro discipline (il supergigante non era ancora previsto nel programma).

Le ultime otto gare di Coppa del Mondo vedono i tre pretendenti al trofeo di cristallo, Maier, Kjus e Aamodt, darsi battaglia per ogni punto, superandosi a vicenda in testa alla classifica. Alla fine con 1465 punti la spunta Kjus, alla sua seconda vittoria generale, davanti ad Aamodt con 1442 e all'austriaco con 1307.[44] Maier si aggiudica comunque la "coppetta" nel supergigante con un buon margine su Eberharter.

2000-2001: Anni di trionfi[modifica | modifica wikitesto]

La beffa subita nella stagione precedente dalla squadra austriaca, che oltre alla Coppa generale ha perso anche le "coppette" di discesa (andata a Kjus) e gigante (Von Grünigen), e dallo stesso Maier trova vendetta nel 2000. Hermann parte subito fortissimo con quattro vittorie in quattro gare disputate tra il 31 ottobre e il 28 novembre[45] e per il resto della stagione lascia poco spazio ad ogni avversario. Già a fine gennaio infatti la pratica Coppa del Mondo sembra essere chiusa, con l'austriaco che proprio il 29, vincendo la discesa di Garmisch-Partenkirchen, appaia Franz Klammer al sesto posto tra gli atleti più vittoriosi in Coppa del Mondo con 26 successi.[46] La 27ª vittoria (5 febbraio, gigante di Todtnau) gli permette invece di agganciare lo statunitense Phil Mahre.[47] Sempre in gennaio inoltre stabilisce il record di sette vittorie consecutive in supergigante,[9] concludendo una serie iniziata in Val-d'Isère il 13 dicembre 1998.

La certezza matematica del primato in classifica generale arriva l'11 marzo sulle nevi di casa di Hinterstoder. Terzo nel gigante, Maier si trova con 420 punti di vantaggio su Aamodt, diventando quindi irraggiungibile viste le quattro gare mancanti.[48] Alla fine della stagione l'atleta di Flachau è primo con il punteggio record di 2000 punti,[9] 560 di vantaggio sul più diretto inseguitore, Aamodt. Maier si aggiudica inoltre la Coppa di super G (terza affermazione consecutiva per lui), quella di gigante (precedendo il connazionale Mayer di soli tre punti), e quella di discesa, combattuta fino all'ultimo con l'italiano Kristian Ghedina. Proprio Ghedina, vincendo il supergigante di Kvitfjell il 5 marzo (il primo per lui), aveva inoltre interrotto la striscia austriaca di vittorie consecutive in questa disciplina, che durava dal 23 febbraio 1997, data del primo successo di Maier.[49]

In totale durante la stagione 1999-2000 della Coppa del Mondo il campione austriaco vince dieci gare (tre giganti, quattro supergiganti e tre discesa), giungendo inoltre sette volte secondo e cinque volte terzo.

L'annata successiva, la 2000-2001, è caratterizzata, oltre che dalla Coppa del Mondo, anche dai Mondiali, organizzati nella tirolese Sankt Anton am Arlberg dal 28 gennaio al 10 febbraio 2001.

La stagione si sviluppa sulla falsariga della precedente, con Maier e in generale gli austriaci dominatori della stagione. Da segnalare, tra le varie vittorie, quella ottenuta il 20 gennaio in discesa sulla Streif di Kitzbühel, ultima delle "classiche" dello sci alpino che ancora mancava nel palmarès dell'ex muratore.[50] Già per due volte si era comunque imposto sulla medesima pista, ma in supergigante (21 gennaio 2000 e 19 gennaio 2001).

L'appuntamento iridato invece si rivela sotto le aspettative per Maier. La gara di esordio, il supergigante, vede infatti imporsi un outsider, lo statunitense Daron Rahlves, davanti ai più quotati Eberharter e Maier, il favorito della vigilia. In Austria suscita inoltre polemiche l'esultanza di quest'ultimo dopo la sconfitta del connazionale, suo grande rivale.[51] Qualche giorno dopo Maier si vede sfuggire anche l'oro nella discesa libera, dove viene battuto da Hannes Trinkl.[52] Il bottino della rassegna si ferma ad un argento ed un bronzo dopo il quarto posto, a un solo centesimo di ritardo dal terzo classificato, nel gigante vinto da Von Grünigen.[53]

La rivincita di Maier si consuma però in Coppa del Mondo. Il 3 marzo si aggiudica matematicamente la classifica generale per la terza volta, uguagliando Ingemar Stenmark e Phil Mahre.[54] Nei giorni successivi, durante le finali di Åre, il campione austriaco ripete inoltre il risultato dell'anno precedente conquistando tre Coppe di specialità. Oltre a quella in supergigante, vinta con ampio margine, strappa quella di discesa ad Eberharter per soli 14 punti e, all'ultima gara, quella di gigante al veterano Von Grünigen. Allo svizzero sarebbe infatti bastato il terzo posto nella gara conclusiva, ma la quarta posizione e la contemporanea vittoria di Maier lo relegano alle spalle dell'austriaco per soli dieci punti.[55]

Benché Maier non riesca ad uguagliare il record dell'anno precedente, chiude la stagione con 1618 punti, praticamente doppiando Stephan Eberharter (875) e Lasse Kjus (866), rientrante dopo un anno sabbatico. Da record sono invece le vittorie stagionali, tredici come quelle di Stenmark nel 1979.[56] Ai tredici primi posti, ripartiti tra gigante (cinque), supergigante (tre) e discesa libera (cinque), vanno aggiunti inoltre due secondi e due terzi posti.

L'incidente e il ritorno[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 2001 Maier è all'apice della carriera. Ha già conquistato tre Coppe del Mondo, otto Coppe di specialità, 41 vittorie, due ori olimpici, quattro medaglie iridate e vede davanti a sé vari record da raggiungere. Il 24 agosto però, tornato da pochi giorni in patria da una trasferta di allenamenti in Cile, è vittima di un grave incidente a Radstadt, a pochi chilometri da casa. Maier, in sorpasso con la sua motocicletta, si schianta contro l'auto di un turista tedesco che svolta improvvisamente a sinistra benché la manovra non sia permessa.[57] L'atleta riporta fratture multiple scomposte alla gamba destra che costringono i medici a sottoporlo ad una delicata operazione chirurgica, durata sette ore, con l'obbiettivo di salvargli l'arto. Il pericolo di un'amputazione viene scongiurato completamente solo due giorni dopo.[58] La gravità della situazione appare subito evidente e si inizia anche a parlare, oltre che di stagione finita, anche di carriera fortemente a rischio.[59] Maier risponde però bene agli interventi, che tra l'altro avevano comportato il trapianto di pelle prelevata dal braccio sulla gamba per sostituire quella andata persa nell'incidente, e alle cure, uscendo così dall'ospedale a metà settembre.[60] Il recupero abbastanza veloce dissipa le previsioni più fosche sul suo ritorno alle gare. In dicembre reindossa gli sci per la prima volta,[61] mentre in gennaio si ventila già di una sua possibile partecipazione alle Olimpiadi di Salt Lake City 2002, possibilità smentita subito dallo stesso Maier.[62]

I tempi non risultano essere così veloci, ma la riabilitazione alla quale si sottopone gli permette comunque di tornare ad allenarsi con la nazionale austriaca in luglio,[63] anche se ulteriori problemi fisici (tra cui un infortunio al polpaccio) lo costringono a rimandare nuovamente il suo rientro alle gare, previsto in un primo tempo per l'inizio della stagione 2002-2003.[64][65]

Finalmente il 14 gennaio 2003, 478 giorni dopo l'incidente e 675 dall'ultima gara, viene convocato, sollevando varie perplessità, per il gigante di Adelboden.[3] Maier si piazza 31º, mancando per soli 5 centesimi la qualificazione alla seconda manche.[66] Le prestazioni comunque migliorano in fretta: il 17 e il 18 gennaio arriva 22º e 7º nelle due discese di Wengen, mentre il 25 è 6º in quella di Kitzbühel. Infine il 27 gennaio, sempre nel "tempio" di Kitzbühel, stupisce di nuovo tutti imponendosi nel supergigante davanti ad altri quattro austriaci.[67]

Bode Miller, volto nuovo dello sci alpino a inizio millennio

La condizione mostrata da Maier fa sì che venga convocato per gli imminenti Mondiali di St. Moritz (2-16 febbraio). La gara inaugurale della rassegna iridata è il supergigante, disciplina di cui Maier, prima dell'incidente, era il dominatore. L'alloro iridato viene vinto da Eberharter, che precede di 77 centesimi proprio il grande rivale e lo statunitense Bode Miller, rivelazione della stagione e in corsa con lo stesso Eberharter per la Coppa del Mondo.[68]

L'assegnazione "a tavolino" di un posto a Maier nella prova di discesa dell'8 febbraio provoca invece forti polemiche in Austria, dove da più parti si accusano gli allenatori di aver chiamato il campione di Flachau sotto le pressioni degli sponsor escludendo atleti meno "mediatici" ma più in forma.[69][70] La discesa libera vede l'ex muratore chiudere all'ottavo posto, staccato di 1''22 dal vincitore, l'austriaco Michael Walchhofer, ma di soli 25 centesimi dal terzo posto di Bruno Kernen.[71]

Subito dopo la gara Maier decide di chiudere la stagione per farsi operare e togliere il chiodo di 36 centimetri impiantato nella tibia destra dopo l'incidente.[72]

Nel frattempo sull'avventura di Maier, dall'incidente dell'agosto 2001 al ritorno alla vittoria a Kitzbühel, viene girato un documentario di 54 minuti prodotto dalla Federazione austriaca e presentato proprio durante i Mondiali di St. Moritz.[73]

2004: Il ritorno al successo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la seconda operazione Maier riprende ad allenarsi in modo da essere pronto per l'inizio della Coppa del Mondo 2004. I problemi fisici non sono comunque completamente risolti e la gamba infortunata fa spesso male[senza fonte]. Le prime uscite della stagione non sono all'altezza del vecchio Herminator, che ottiene solo un 16º posto nel gigante inaugurale, per poi proseguire con il 7º in quello successivo e il 9º nella prima discesa dell'anno. Il 30 novembre torna alla vittoria nel supergigante di Lake Louise e la settimana seguente, durante le gare di Beaver Creek, riconquista per la prima volta dal 2001 la vetta della classifica generale di Coppa.[74] Al contrario degli anni precedenti però il dominio in classifica di Maier non è schiacciante, anche per via della scarsa continuità mostrata nelle gare di slalom gigante. Proprio in gigante il 3 gennaio 2004, sulla pista a lui appena intitolata nella natia Flachau, ottiene uno dei peggiori piazzamenti in carriera, il 51º posto.[75]

Alle finali del Sestriere Maier riesce comunque a presentarsi in testa alla Coppa del Mondo, forte delle quattro vittorie conquistate fino a quel momento e ad altrettanti piazzamenti a podio. I suoi diretti avversari sono comunque vicini: Miller (sei gare vinte ma molto discontinuo) è staccato di 67 punti, Eberharter di 82 e Raich di 102, con ancora quattro prove da disputare.[76] L'11 marzo con la vittoria nell'ultimo supergigante davanti a Eberharter, Maier allunga sugli avversari, mentre due giorni dopo, grazie all'annullamento dopo la prima manche del gigante, con la classifica provvisoria che recitava 1º Raich e 18º Maier, ottiene la certezza matematica della sua quarta Coppa del Mondo.[77] La classifica finale della stagione vede quindi il campione di Flachau a 1265 punti, Eberharter, dominatore delle due annate precedenti, a 1223, Raich a 1189 e Miller a 1134. Maier conquista inoltre la sua quinta Coppa del Mondo di supergigante, record assoluto maschile, davanti allo svizzero Pirmin Zurbriggen (a quota quattro) e condiviso con la tedesca Katja Seizinger.

Il ritorno in grande stile di Maier dopo l'incidente in cui ha rischiato di perdere la gamba gli valgono in maggio la vittoria ai Laureus World Sports Awards nella sezione "Ritorno dell'anno", dopo che già l'anno precedente aveva ricevuto la nomination per il medesimo riconoscimento.[78]

2005 e 2006: Le ultime vittorie[modifica | modifica wikitesto]

In estate viene annunciato il ritiro di Eberharter, ormai trentacinquenne, ma la concorrenza per Maier per la Coppa del Mondo 2005 sembra essere tutt'altro che scarsa. In particolare lo statunitense Miller viene indicato come principale rivale per la conquista del titolo viste le ultime due ottime annate disputate.[79] Proprio Miller è autore di un grandissimo avvio di stagione, mentre l'austriaco fatica a ottenere risultati di rilievo, soprattutto se confrontati con quelli dei tempi migliori. Infatti, dopo aver raccolto alcuni podi, Maier conquista la prima vittoria stagionale solo il 24 gennaio 2005 nel supergigante di Kitzbühel, alla vigilia dei Mondiali organizzati a Bormio.

Proprio la vittoria di Kitzbühel rilancia le quotazioni del campione austriaco in vista delle prove iridate, in cui è uno degli atleti più attesi insieme a Miller e Raich, rispettivamente primo e secondo nella classifica di Coppa. Maier però delude nelle prime due gare. Nel supergigante, sua disciplina prediletta, è quarto dietro a Miller e ai connazionali Walchhofer e Raich, mentre in discesa arriva addirittura 17º in una prova dominata ancora una volta dallo statunitense. Questi risultati fanno già parlare di un campione sul viale del tramonto,[80] ma il 9 febbraio vince l'oro nello slalom gigante, salendo sul gradino più alto del podio in questa specialità per la prima volta dopo quattro anni e conquistando un titolo iridato che mancava alla nazionale austriaca dai tempi di Rudolf Nierlich (Saalbach 1991).[81]

Dopo i mondiali Maier torna alla vittoria in Coppa in occasione delle gare veloci di Kvitfjell. Il 5 marzo si aggiudica la discesa, mentre il 6 è la volta del supergigante. Quest'ultimo piazzamento gli permette di appaiare l'italiano Alberto Tomba al secondo posto nella classifica degli sciatori con più vittorie in Coppa del Mondo a quota 50,[82] classifica guidata dallo svedese Stenmark (86). Il finale di stagione è comunque deludente. Il campione austriaco si vede infatti sfuggire la Coppa di supergigante all'ultima gara: il 9º posto nella prova di Lenzerheide e la contemporanea vittoria di Miller fanno sì che lo statunitense lo preceda nella classifica di specialità per soli 17 punti (470 contro 453). Miller si aggiudica inoltre la Coppa del Mondo con 1648 punti davanti a Raich (1454) e allo stesso Maier (1295).

Alla soglia dei 33 anni Maier inizia il 2005-2006, sua decima stagione nel Circo bianco, con la vittoria nella gara inaugurale, il gigante di Sölden, salendo così a 51 centri in Coppa e staccando Tomba.[83] Dopo l'acuto iniziale però rimane a lungo giù dal podio, raccogliendo al massimo due quarti posti tra ottobre e gennaio. Il 20 e 28 gennaio è però di nuovo vincente in supergigante e discesa sulle due piste "amiche" di Kitzbühel e Garmisch-Partenkirchen. In particolare nel supergigante tirolese ottiene la sua quinta affermazione in sei partecipazioni, a cui si deve aggiungere il secondo posto del 2004.

Kjetil André Aamodt, recordman di medaglie olimpiche e mondiali vinte

Ormai fuori dalla lotta per la Coppa del Mondo, le Olimpiadi di Torino 2006 (10-26 febbraio 2006) diventano il suo principale obbiettivo stagionale. In particolare Maier rincorre una medaglia in discesa, ancora mancante nel suo palmarès a cinque cerchi.[84] Proprio la discesa libera è la prima gara in programma. L'austriaco chiude però la prova solo al 6º posto, a 1''20 dal vincitore, a sorpresa il francese Antoine Dénériaz, e a 18 centesimi dal bronzo dello svizzero Kernen.[85] Il 18 si tiene poi il supergigante. Maier arriva secondo dietro ad Aamodt, vedendo quindi svanire il sogno della seconda affermazione nella disciplina dopo il titolo di Nagano 1998. Il norvegese invece conquista il suo quarto oro nella rassegna a cinque cerchi, il terzo in supergigante dopo Albertville 1992 e Salt Lake City 2002, nonché ottava medaglia olimpica.[86] Infine il 20 va nuovamente a podio, questa volta sul terzo gradino, in slalom gigante, preceduto da Raich e Joël Chenal.

L'ultimo mese di gare in Coppa del Mondo non porta invece soddisfazioni a Maier. Sempre lontano dal podio in gigante e discesa, si vede sfuggire proprio all'ultima prova l'unico trofeo ancora raggiungibile, la "coppetta" di supergigante. Il 16 marzo durante le finali di Åre si piazza infatti quarto nel supergigante, ma il contemporaneo terzo posto di Aksel Lund Svindal permette al norvegese di conquistare il titolo per soli due punti (284 contro 282). In classifica generale l'austriaco chiude invece al 6º posto con 818 punti, mentre la Coppa del Mondo viene vinta da Benjamin Raich con 1410 punti.

2007-2009: Le ultime stagioni[modifica | modifica wikitesto]

Le medaglie del 2006 sono gli ultimi importanti risultati nella carriera di Maier. Nella stagione 2007 infatti ottiene un solo podio in Coppa del Mondo arrivando terzo nel supergigante di Hinterstoder in dicembre. A questo vanno aggiunti altri sette piazzamenti nei primi dieci in gare di Coppa. A pesare sulle prestazioni, oltre all'età dell'atleta, sono anche i dolori della gamba destra e i problemi nel trovare uno scarpone adatto all'arto incidentato, problemi che si trascinano ormai da tre anni.[87]

Anche ai Mondiali disputati a Åre (3-18 febbraio 2007) l'austriaco non riesce a trovare l'acuto per raddrizzare la stagione. Nel gigante si piazza infatti 21º, mentre è 13º in discesa e 7º in supergigante, benché in questa prova sia staccato solo di 4 centesimi dal bronzo di Kernen (l'oro dell'italiano Patrick Staudacher è invece a 66 centesimi).[88] Per la prima volta in carriera quindi Maier non va a medaglia in una grande manifestazione.

L'austriaco chiude la stagione col 19º posto nella classifica generale di Coppa del Mondo a 452 punti. Il trofeo va invece a Svindal che stacca Raich di 13 lunghezze (1268 contro 1255). Con 177 punti Maier è anche lontano dalla vetta della Coppa di supergigante (arriva infatti 6º), vinta da Miller.

Nel giugno 2007 avviene una svolta importante nella carriera dell'austriaco. Dopo molti anni decide infatti di lasciare il suo fornitore "storico", l'azienda di Altenmarkt Atomic, e di passare alla Head, come aveva fatto l'anno precedente anche Miller.[89]

L'annata 2007-2008 è simile alla precedente. L'unico risultato di rilievo è infatti il 2º posto nel supergigante di Kitzbühel (il 18 gennaio), che comunque basta a rendere orgoglioso l'atleta.[90] Nelle restanti gare Maier riesce ad arrivare solo quattro volte tra i primi dieci e a fine stagione chiude al 21º posto in classifica generale con 411 punti (contro i 1409 del vincitore Miller).

I problemi fisici dell'austriaco, che lo colpiscono con più o meno intensità dalla data dell'incidente in moto, tornano a galla a fine estate 2008. Inoltre durante un allenamento in ottobre si infortuna alla schiena, subendo uno strappo tra la quarta e la quinta vertebra lombare.[91] Nonostante questi riesce prima a presentarsi al gigante inaugurale della stagione a Sölden (26 ottobre) e poi ad affrontare le gare oltreoceano di Lake Louise e Beaver Creek (fine novembre-inizio dicembre). Proprio nel supergigante di Lake Louise del 30 novembre l'austriaco torna alla vittoria, dopo quasi tre anni dal suo ultimo successo (Garmisch-Partenkirchen, 28 gennaio 2006). Si tratta del cinquantaquattresimo sigillo in Coppa del Mondo, nonché del ventiquattresimo in questa specialità.[92] Una settimana dopo Maier è poi di nuovo a podio con il secondo posto, battuto da Svindal, nel supergigante di Beaver Creek.

La stagione 2009 prevede inoltre dal 2 al 15 febbraio i Mondiali nella località francese di Val-d'Isère e Maier viene convocato per le prove veloci. La sesta partecipazione alla rassegna iridata non porta comunque grandi soddisfazioni. In supergigante ottiene infatti un deludente 18º posto, mentre in discesa è 6º, staccato di oltre un secondo dal podio e dal vincitore, il canadese John Kucera, ma risultando comunque il migliore degli austriaci.[93]

In Coppa del Mondo Maier riesce a presentarsi alle finali di Åre in testa nella classifica di supergigante, benché tallonato molto da vicino da Svindal, Didier Défago e Werner Heel.[94] Un 17º posto nella prova conclusiva toglie all'austriaco la soddisfazione della "coppetta" di cristallo, venendo superato nel computo dei punti da tutti e tre i diretti avversari. Il trofeo va quindi a Svindal che si aggiudica anche la Coppa generale.

Subito dopo la fine della stagione Maier si sottopone ad un intervento al ginocchio destro,[95] per via del quale è costretto a saltare le sessioni di allenamento estive. Ad inizio ottobre torna comunque sugli sci, annunciando di essere contento della sua condizione e delle sensazioni ricevute.[96] Nonostante queste parole però il 13 ottobre, a poco più di dieci giorni dall'inizio della Coppa del Mondo, in una conferenza stampa convocata a Vienna, un Maier visibilmente commosso annuncia il proprio ritiro dallo sci agonistico.[1][97]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Maier al "Day of Sports" Festival del 2006 a Vienna

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo - vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Data Luogo Paese Disciplina
23 febbraio 1997 Garmisch-Partenkirchen Germania Germania SG
20 novembre 1997 Park City Stati Uniti Stati Uniti GS
6 dicembre 1997 Beaver Creek Stati Uniti Stati Uniti SG
29 dicembre 1997 Bormio Italia Italia DH
6 gennaio 1998 Saalbach-Hinterglemm Austria Austria GS
10 gennaio 1998 Schladming Austria Austria SG
11 gennaio 1998 Schladming Austria Austria SG
13 gennaio 1998 Adelboden Svizzera Svizzera GS
16 gennaio 1998 Wengen Svizzera Svizzera DH
18 gennaio 1998 Veysonnaz Svizzera Svizzera K
1º febbraio 1998 Garmisch-Partenkirchen Germania Germania SG
25 ottobre 1998 Sölden Austria Austria GS
13 dicembre 1998 Val-d'Isère Francia Francia SG
21 dicembre 1998 Innsbruck Austria Austria SG
29 dicembre 1998 Bormio Italia Italia DH
9 gennaio 1999 Schladming Austria Austria SG
12 gennaio 1999 Adelboden Svizzera Svizzera GS
7 marzo 1999 Kvitfjell Norvegia Norvegia SG
31 ottobre 1999 Tignes Francia Francia GS
24 novembre 1999 Beaver Creek Stati Uniti Stati Uniti GS
27 novembre 1999 Beaver Creek Stati Uniti Stati Uniti DH
28 novembre 1999 Vail Stati Uniti Stati Uniti SG
5 dicembre 1999 Lake Louise Canada Canada SG
8 gennaio 2000 Chamonix Francia Francia DH
21 gennaio 2000 Kitzbühel Austria Austria SG
29 gennaio 2000 Garmisch-Partenkirchen Germania Germania DH
5 febbraio 2000 Todtnau Germania Germania GS
16 marzo 2000 Bormio Italia Italia SG
29 ottobre 2000 Sölden Austria Austria GS
26 novembre 2000 Lake Louise Canada Canada SG
2 dicembre 2000 Beaver Creek Stati Uniti Stati Uniti DH
9 dicembre 2000 Val-d'Isère Francia Francia DH
10 dicembre 2000 Val-d'Isère Francia Francia GS
9 gennaio 2001 Adelboden Svizzera Svizzera GS
19 gennaio 2001 Kitzbühel Austria Austria SG
20 gennaio 2001 Kitzbühel Austria Austria DH
15 febbraio 2001 Shigakōgen Giappone Giappone GS
2 marzo 2001 Kvitfjell Norvegia Norvegia DH
4 marzo 2001 Kvitfjell Norvegia Norvegia SG
8 marzo 2001 Åre Svezia Svezia DH
10 marzo 2001 Åre Svezia Svezia GS
27 gennaio 2003 Kitzbühel Austria Austria SG
30 novembre 2003 Lake Louise Canada Canada SG
6 dicembre 2003 Beaver Creek Stati Uniti Stati Uniti DH
1º febbraio 2004 Garmisch-Partenkirchen Germania Germania SG
14 febbraio 2004 St. Anton am Arlberg Austria Austria DH
11 marzo 2004 Sestriere Italia Italia SG
24 gennaio 2005 Kitzbühel Austria Austria SG
5 marzo 2005 Kvitfjell Norvegia Norvegia DH
6 marzo 2005 Kvitfjell Norvegia Norvegia SG
23 ottobre 2005 Sölden Austria Austria GS
20 gennaio 2006 Kitzbühel Austria Austria SG
28 gennaio 2006 Garmisch-Partenkirchen Germania Germania DH
30 novembre 2008 Lake Louise Canada Canada SG

Legenda:
DH = Discesa libera
SG = Supergigante
GS = Slalom gigante
K = Combinata

Coppa Europa[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincitore della Coppa Europa nel 1996
  • Vincitore della classifica di slalom gigante nel 1996
  • 8 podi:
    • 5 vittorie
    • 2 secondi posti
    • 1 terzo posto
Coppa Europa - vittorie[modifica | modifica wikitesto]
Data Luogo Paese Disciplina
9 gennaio 1996 Les Arcs Francia Francia GS
11 gennaio 1996 Serre Chevalier Francia Francia GS
23 gennaio 1996 Altenmarkt-Zauchensee Austria Austria SG
24 gennaio 1996 Altenmarkt-Zauchensee Austria Austria SG
9 febbraio 1996 Sella Nevea Italia Italia GS

Legenda:
SG = Supergigante
GS = Slalom gigante

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Maier ha gareggiato per tredici stagioni a livello agonistico (1996-2001 e 2003-2009), arco di tempo in cui ha preso parte a Coppa Europa, Coppa del Mondo, Olimpiadi e Mondiali.

In Coppa del Mondo, nelle 268 gare disputate,[98] ha vinto 54 volte e vanta un totale di 96 podi. Questi numeri lo collocano al secondo posto tra i più vittoriosi in Coppa dietro allo svedese Ingemar Stenmark (86 vittorie) e al terzo per numero di podi, preceduto dallo stesso Stenmark (155) e dall'austro-lussemburghese Marc Girardelli (100).[2]

Grazie a questi piazzamenti si è aggiudicato quattro Coppe del Mondo, secondo nella classifica dei plurivincitori dietro a Girardelli (cinque) e appaiato all'italiano Gustav Thöni e allo svizzero Pirmin Zurbriggen, e dieci Coppe di specialità (cinque in supergigante, tre in gigante e due in discesa). Il numero di "coppette" nel supergigante rappresenta inoltre un record assoluto (condiviso con la tedesca Katja Seizinger).

Le vittorie in Coppa del Mondo di Maier sono divise tra discesa libera (15), supergigante (24), slalom gigante (14) e combinata (1). L'austriaco detiene il record di supergiganti vinti; il secondo in questa graduatoria, Pirmin Zurbriggen, si è infatti fermato a 10 successi.[99]

Tra i record di Maier figurano anche il numero di supergiganti vinti consecutivamente, sette tra il dicembre 1998 e il gennaio 2000,[9] e il supergigante vinto con maggiore distacco sul secondo classificato, 1''91 su Fritz Strobl il 16 marzo 2000 a Bormio.[100][101]

In totale l'austriaco è andato a punti in Coppa del Mondo in sette diverse discipline (slalom speciale, slalom parallelo, slalom gigante, supergigante, discesa, combinata, supercombinata), a podio in cinque di queste e ha conquistato la Coppa del 2000 col punteggio più altro di sempre (2000 punti).[9]

Per quanto riguarda i Mondiali, Maier ha partecipato a sei diverse edizioni, per un totale di 16 gare disputate.[98] In queste si è aggiudicato sei medaglie, di cui tre d'oro, due argenti e un bronzo.

Solo due invece sono le convocazioni per i Giochi olimpici invernali, in cui si è presentato al cancelletto di partenza per sei prove diverse.[98] Le quattro medaglie conquistate sono egualmente ripartite tra le due edizioni: due ori a Nagano 1998, un argento e un bronzo a Torino 2006.

Infine Maier ha disputato 23 gare in Coppa Europa tra il gennaio 1996 e il febbraio 1997.[98] Di queste ne ha vinte cinque (tutte nell'edizione 1996) ed è giunto a podio altre tre volte, aggiudicandosi la Coppa generale e la classifica di gigante nel 1996.

Podi in Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Stagione/Specialità Discesa Super G Gigante Combinata Parallelo[102] Podi totali
1996 0
1997 1 1 2
1998 2 1 2 4 3 1 4 1 1 19
1999 1 1 4 1 2 1 1 11
2000 3 3 2 4 1 1 3 2 1 1 1 22
2001 5 3 1 5 1 15
2002 stagione non disputata
2003 1 1
2004 2 3 2 2 9
2005 1 1 2 2 2 2 10
2006 1 1 1 3
2007 1 1
2008 1 1
2009 1 1 2
Totale 15 5 5 24 10 4 14 5 9 1 1 2 1 96
20 38 28 4 1

Piazzamenti annuali in classifica[modifica | modifica wikitesto]

Stagione/Classifica Generale Discesa Super G Gigante Slalom Combinata
Pos. Punti Pos. Punti Pos. Punti Pos. Punti Pos. Punti Pos. Punti
1996 106º 29 - - 34º 24 52º 5 - - - -
1997 21º 379 - - 230 15º 149 - - - -
1998 1685 479 400 620 39º 26 100
1999 1307 360 516 371 - - 60
2000 2000 800 540 520 - - 140
2001 1618 576 420 622 - - - -
2002 stagione non disputata
2003 45º 185 25º 85 19º 100 - - - - - -
2004 1265 537 580 17º 110 - - 10º 38
2005 1295 451 453 362 - - 29
2006 818 305 282 223 - - 42º 8
2007 19º 452 18º 189 177 16º 86 - - - -
2008 21º 411 16º 168 10º 192 30º 51 - - - -
2009 26º 343 21º 112 231 - - - - - -

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

immagine del nastrino non ancora presente Gran Decorazione d'Onore dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca
— 1998[107]
immagine del nastrino non ancora presente Ring des Landes Salzburg
— 23 marzo 2006[108]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Luca Perenzoni, Sci: Herminator si ritira in Fantaski.it, 13 ottobre 2009. URL consultato il 13 ottobre 2010.
  2. ^ a b "World Cup Men's Races. Most Valuable Racers - Top 50" su SKI-db.com. URL consultato il 5 novembre 2010.
  3. ^ a b Pierangelo Molinaro, Gianni Merlo, Maier rompighiaccio in La Gazzetta dello Sport, 14 gennaio 2003, p. 25. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  4. ^ a b c Claudio Gregori, Così il muratore è diventato re in La Gazzetta dello Sport, 17 gennaio 1998, p. 15. URL consultato il 16 ottobre 2009.
  5. ^ a b c d e (EN) Hermann Maier - A Difficult Course su "Sports.jrank.org". URL consultato il 13 ottobre 2009.
  6. ^ Scheda Sports-reference. URL consultato il 5 novembre 2010.
  7. ^ a b (DE) Scheda su Hermann Maier su Austria-lexikon.at. URL consultato il 23 giugno 2010.
  8. ^ Referto del gigante del 25-03-1995 dei Campionati nazionali austriaci. URL consultato il 5 novembre 2010.
  9. ^ a b c d e Matteo Pavesi, Sci: Tutti i Numeri di Herminator in Fantaski.it, 13 ottobre 2009. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  10. ^ Sci. Grave incidente motociclistico per l'austriaco Herman Maier, detto "Herminator" in Rai News, 25 agosto 2001. URL consultato il 26 novembre 2010. [Nella scheda biografica si dà notizia della gara]
  11. ^ a b Pierangelo Molinaro, Solito Alphand, nuovo Perathoner in La Gazzetta dello Sport, 22 febbraio 1997, p. 21. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  12. ^ Fulvio Astori, Alphand vince per dimenticare in Corriere della Sera, 22 febbraio 1997, p. 43. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  13. ^ Pierangelo Molinaro, La beffa si chiama Maier in La Gazzetta dello Sport, 24 febbraio 1997, p. 27. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  14. ^ Gianni Merlo, Slalom gigante, sposi impossibili in La Gazzetta dello Sport, 24 ottobre 1997, p. 26. URL consultato il 19 novembre 2009.
  15. ^ Gianni Merlo, Maier supera tutti, tranne una riga in La Gazzetta dello Sport, 15 dicembre 1997, p. 25. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  16. ^ Pierangelo Molinaro, Tombola americana: l'Austria fa cinquina in La Gazzetta dello Sport, 6 dicembre 1997, p. 21. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  17. ^ Pierangelo Molinaro, SuperG: Austria ancora valanga in La Gazzetta dello Sport, 7 dicembre 1997, p. 27. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  18. ^ Claudio Gregori, Maier, dove osano le aquile in La Gazzetta dello Sport, 30 dicembre 1997, p. 16. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  19. ^ Coppa in Sud Corea col gigante maschile in La Gazzetta dello Sport, 26 febbraio 1998, p. 20. URL consultato il 16 ottobre 2009.
  20. ^ Piero Ratti, Maier, una vittoria che profuma già d'Olimpiade in La Gazzetta dello Sport, 2 febbraio 1998, p. 26. URL consultato il 16 ottobre 2009.
  21. ^ Gianni Merlo, Maier: "Il mondo si è capovolto" in La Gazzetta dello Sport, 14 febbraio 1998, p. 21. URL consultato il 16 ottobre 2009.
  22. ^ Pierangelo Molinaro, Maier e Seizinger, torna la dittatura in La Gazzetta dello Sport, 17 febbraio 1998, p. 24. URL consultato il 16 ottobre 2009.
  23. ^ Referto della gara. URL consultato il 5 novembre 2010.
  24. ^ Referto della gara. URL consultato il 5 novembre 2010.
  25. ^ Claudio Gregori, Maier costruisce una favola d'oro in La Gazzetta dello Sport, 20 febbraio 1998, p. 20. URL consultato il 16 ottobre 2009.
  26. ^ (EN) Christopher Clarey, Two Golds, One Stunning Crash: Now Maier Is Fast and Familiar in The New York Times, 20 febbraio 1998, p. 3. URL consultato il 16 ottobre 2009.
  27. ^ Gianni Merlo, Maier conquista la Coppa, l'Italia scopre Rieder in La Gazzetta dello Sport, 1° marzo 1998, p. 20. URL consultato il 16 ottobre 2009.
  28. ^ Franco Arturi, Il fisico di Maier in La Gazzetta dello Sport, 4 febbraio 1998, p. 19. URL consultato il 17 ottobre 2009.
  29. ^ a b Claudio Gregori, Schonhuber accusa: "Muscoli sospetti" in La Gazzetta dello Sport, 29 agosto 1998, p. 27. URL consultato il 17 ottobre 2009.
  30. ^ a b Flavio Vanetti, "Così fabbrico i campioni dello sci" in Corriere della Sera, 16 novembre 1998, p. 49. URL consultato il 17 ottobre 2009.
  31. ^ a b Flavio Vanetti, Doping sospetto: licenziato Pansold. Maier resta senza il suo "stregone" in Corriere della Sera, 18 dicembre 1998, p. 44. URL consultato il 17 ottobre 2009.
  32. ^ Pierangelo Molinaro, Maier si ribella ai sospetti in La Gazzetta dello Sport, 24 ottobre 1998, p. 25. URL consultato il 23 giugno 2010.
  33. ^ Flavio Vanetti, Maier investito, la carriera è spezzata in Corriere della Sera, 26 agosto 2001, p. 39. URL consultato il 24 giugno 2010.
  34. ^ a b Matteo Pavesi, Sci: Grande festa per Herminator, 8 dicembre 2009. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  35. ^ a b Pierangelo Molinaro, All'ombra della sua statua Herminator si scopre gigante in Gazzetta dello Sport, 3 gennaio 2004, p. 20. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  36. ^ Pierangelo Molinaro, Pronti, via: è subito Maier in La Gazzetta dello Sport, 26 ottobre 1998, p. 32. URL consultato il 18 ottobre 2009.
  37. ^ Referto della gara. URL consultato il 5 novembre 2010.
  38. ^ Stefano Arcobelli, Maier e soci suonano la nona in La Gazzetta dello Sport, 22 dicembre 1998, p. 33. URL consultato il 18 ottobre 2009.
  39. ^ Pierangelo Molinaro, Festa Rocca: è arrivato il podio! in La Gazzetta dello Sport, 25 gennaio 1999, p. 28. URL consultato il 18 ottobre 2009.
  40. ^ Massimo Lopes Pegna, Herminator: "Pensavo d'aver perso" in La Gazzetta dello Sport, 03 febbraio 1999, p. 18. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  41. ^ Gianni Merlo, Maier, sei tu Superman! in La Gazzetta dello Sport, 07 febbraio 1999, p. 21. URL consultato il 18 ottobre 2009.
  42. ^ Gianni Merlo, Fulmine Kjus, ciao ciao Maier in La Gazzetta dello Sport, 13 febbraio 1999, p. 21. URL consultato il 18 ottobre 2009.
  43. ^ Massimo Lopes Pegna, Kjus e Meissnitzer hanno ancora fame in La Gazzetta dello Sport, 16 febbraio 1999, p. 24. URL consultato il 18 ottobre 2009.
  44. ^ Pierangelo Molinaro, Kjus, una manche per tornare imperatore in La Gazzetta dello Sport, 15 marzo 1999, p. 35. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  45. ^ Massimo Lopes Pegna, Maier su un altro pianeta, azzurri k.o. in La Gazzetta dello Sport, 29 novembre 1999, p. 29. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  46. ^ Gianni Merlo, Ghedina, c'è un marziano di troppo. Solo Maier, 26 sigilli in Coppa come Klammer, davanti a Kristian: poi il vuoto in La Gazzetta dello Sport, 30 gennaio 2000, p. 22. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  47. ^ Pierangelo Molinaro, Insaziabile Herminator: «Voglio tutto, anche la moto di Bormio» in La Gazzetta dello Sport, 06 febbraio 2000, p. 24. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  48. ^ Gianni Merlo, Herminator ha già vinto la Coppa in Austria in La Gazzetta dello Sport, 12 marzo 2000, p. 27. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  49. ^ Pierangelo Molinaro, Ghedina invade l'impero austriaco in La Gazzetta dello Sport, 06 marzo 2000, p. 35. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  50. ^ Pierangelo Molinaro, Maier, cade l'ultimo tabù in La Gazzetta dello Sport, 21 gennaio 2001, p. 20. URL consultato il 20 ottobre 2009.
  51. ^ Gianni Merlo, Rahlves beffa i suoi maestri in La Gazzetta dello Sport, 31 gennaio 2001, p. 18. URL consultato il 20 ottobre 2009.
  52. ^ Flavio Vanetti, In discesa vince l'austriaco sbagliato. Trinkl beffa Maier, solo nono Fattori in Corriere della Sera, 8 febbraio 2001, p. 45. URL consultato il 21 ottobre 2009.
  53. ^ Gianni Merlo, Von Gruenigen re, l'Italia c'è in La Gazzetta dello Sport, 9 febbraio 2001, p. 23. URL consultato il 21 ottobre 2009.
  54. ^ Leonardo Coen, La rivincita di Maier è sua la terza Coppa in La Repubblica, 4 marzo 2001, p. 47. URL consultato il 22 ottobre 2009.
  55. ^ Pierangelo Molinaro, Herminator supera anche la prova del nove in La Gazzetta dello Sport, 11 marzo 2001, p. 23. URL consultato il 22 ottobre 2009.
  56. ^ L'incredibile slam di Maier in La Repubblica, 11 marzo 2001, p. 44. URL consultato il 22 ottobre 2009.
  57. ^ Leonardo Coen, Maier, il dramma del gigante in La Repubblica, 26 agosto 2001, p. 56. URL consultato il 23 ottobre 2009.
  58. ^ Herman Maier non rischia più l'amputazione della gamba in Corriere della Sera, 27 agosto 2001, p. 39. URL consultato il 23 ottobre 2009.
  59. ^ Flavio Vanetti, Maier dice addio per sempre a Herminator in Corriere della Sera, 27 settembre 2001, p. 47. URL consultato il 23 ottobre 2009.
  60. ^ (EN) Maier May Be Able To Leave Hospital in The New York Times, 14 settembre 2001, p. 12. URL consultato il 23 ottobre 2009.
  61. ^ Flavio Vanetti, Maier torna sugli sci: "Ora avrei bisogno di un miracolo" in Corriere della Sera, 22 dicembre 2001, p. 45. URL consultato il 23 ottobre 2009.
  62. ^ Gianni Merlo, Maier, Giochi proibiti in La Gazzetta dello Sport, 17 gennaio 2002, p. 20. URL consultato il 23 ottobre 2009.
  63. ^ Lunedì Maier torna con la nazionale austriaca in La Gazzetta dello Sport, 18 luglio 2002, p. 18. URL consultato il 23 ottobre 2009.
  64. ^ Maier rinvia in La Gazzetta dello Sport, 02 ottobre 2002, p. 25. URL consultato il 23 ottobre 2009.
  65. ^ (EN) Austria's Maier Delays His Return in The New York Times, 08 settembre 2002, p. 11. URL consultato il 23 ottobre 2009.
  66. ^ Referto della gara. URL consultato il 5 novembre 2010.
  67. ^ Flavio Vanetti, Miracolo sotto la neve. È tornato super Maier in Corriere della Sera, 28 gennaio 2003, p. 41. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  68. ^ Leonardo Coen, Eberharter, la dolce rivincita per Maier un sogno d'argento in La Repubblica, 3 febbraio 2003, p. 46. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  69. ^ Pierangelo Molinaro, C'è Maier: Austria divorata dalle polemiche in La Gazzetta dello Sport, 6 febbraio 2003, p. 27. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  70. ^ Flavio Vanetti, Maier il raccomandato è un caso mondiale in Corriere della Sera, 6 febbraio 2003, p. 47. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  71. ^ Referto della gara. URL consultato il 5 novembre 2010.
  72. ^ Stop di Maier. Sarà operato in La Gazzetta dello Sport, 11 febbraio 2003, p. 25. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  73. ^ Un documentario sul recupero di Maier immagini choc su incidente e operazioni in La Repubblica, 5 febbraio 2003, p. 46. URL consultato il 26 ottobre 2009.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • (DE) Heinz Prüller, Hermann Maier und das weiße Wunderteam, Orac, 1998. ISBN 978-3-7015-0395-7.
  • (DE) Knut Okresek, Heinrich Bergmüller, Das Hermann-Maier-Trainingsprogramm, 2003. ISBN 978-3-85326-214-6.
  • (DE) Hermann Maier, Knut Okresek, Hermann Maier: Das Rennen meines Lebens, Styria, 2004. ISBN 978-3-222-13157-8.
  • (EN) Hermann Maier, Knut Okresek, Hermann Maier: The Race of My Life, VeloPress, 2005. ISBN 978-1-931382-83-0.

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