Guerra anglo-americana del 1812

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Guerra del 1812
Battle of Queenston Heights.jpg
Mappa della battaglia di Queenston Heights
Data 18 giugno 1812 - 23 marzo 1815
Luogo Stati Uniti d'America (Nordest e Centronord), Oceani Pacifico, Indiano e Atlantico
Esito Trattato di Gand
Modifiche territoriali status quo ante bellum
Schieramenti
bandiera Stati Uniti d'America
Nativi americani alleati
bandiera Regno Unito
Bandera Absentee Shawnee.PNG Shawnee
Comandanti
Effettivi
Esercito regolare: 35.800 uomini
Rangers: 3.049
Milizia: 458.463
Nativi americani alleati: tra i 3.000 e i 5.000 uomini
8 Fregate
14 navi da guerra
Esercito regolare: 48.163 uomini
Milizia: 4.000 uomini
Shawnee: circa 3.500 uomini
11 Vascelli
34 Fregate
52 navi da guerra
Perdite
2.260 morti in battaglia
17.000 morti per malattia
500 civili uccisi
4.505 feriti
1.600 morti in battaglia
3.321 morti per malattia
3.679 feriti
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Col nome Guerra del 1812 si indica il conflitto tra Stati Uniti d'America e Regno Unito iniziato il 18 giugno 1812, noto anche come Guerra americano-britannica per differenziarlo dalla guerra d'invasione della Russia da parte di Napoleone I Bonaparte, del medesimo anno.

Essa fu causata, per larga parte, dalla politica britannica di pressione nei confronti del popolo statunitense ed in particolare per l'obbligo imposto ai cittadini statunitensi di arruolarsi nella Royal Navy e per il blocco dei porti francesi interessati al commercio franco-americano. Sebbene i britannici avessero avuto la meglio nella maggior parte degli scontri fra i due eserciti, la maggior parte delle battaglie risentirono dello spirito del mito americano, compresa la battaglia di New Orleans, nella quale il generale statunitense Andrew Jackson inflisse ai britannici una delle più severe disfatte della loro storia. Ironicamente, la battaglia fu condotta due settimane dopo la conclusione del trattato di Gent, il quale pose fine alle ostilità e restaurò le condizioni anteguerra.

Indice

[modifica] Antefatto

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Embargo del 1807.

La guerra del 1812 ebbe origine dalle tensioni commerciali che esistevano fra il giovane stato statunitense e l'Impero britannico. Dal 1803, il commercio statunitense aveva subito gli effetti negativi del blocco dei porti francesi da parte dei britannici. Motivo scatenante della decisione di Thomas Jefferson, nel 1807, di chiudere i porti alle merci britanniche, opponendo loro così una sorta di embargo, fu il rifiuto di un capitano statunitense di concedere ai britannici l'autorizzazione ad effettuare un controllo di routine alla ricerca di disertori a bordo della propria nave; ciò si tramutò in una schermaglia con feriti[1]. Nel 1809 i francesi accettarono di riconoscere la bandiera statunitense sui mari ma i britannici si opposero ancora una volta.

[modifica] La guerra

La guerra fu dichiarata a seguito di una piccola maggioranza ottenuta nel parlamento statunitense il 18 giugno 1812 a causa della pretesa inglese di voler controllare tutte le navi incontrate in alto mare, motivo di insofferenza che andava ad aggiungersi ai precedenti contrasti dovuti all'espansione americana ad Ovest, che era sgradita ed ostacolata dalle popolazioni autoctone di quei territori, che potevano in ciò contare sull'appoggio britannico. A votare contro il conflitto furono gli Stati del Connecticut, del Rhode Island e del Massachusetts. Gli americani misero in campo un esercito di 5.000 uomini, 8 fregate e 5 corvette; dalla parte inglese si schierarono anche gli indiani Sauk, capeggiati da Black Hawk ed i pellerossa Shawnee di Tecumseh.

Durante le prime fasi della guerra gli Statunitensi perdettero la città di Detroit, che fu però riconquistata subito dopo. Il conflitto vide anche la partecipazione di corsari statunitensi, i quali attaccarono in varie occasioni le navi delle altre forze belligeranti. Nel 1814 i britannici tentarono di prendere lo Stato di New York, occuparono Washington D.C., ove bruciarono la Casa Bianca (che dalla ritinteggiatura avvenuta allora prende tale nome) e bombardarono Baltimora (assedio durante il quale fu composto l'inno statunitense).

La guerra ebbe termine con il ristabilimento della situazione esistente all'inizio del conflitto e con il riconoscimento del nuovo Stato americano.

[modifica] Principali battaglie

L'invasione statunitense del Canada, condotta dal generale Hull è ripetutamente respinta con le sconfitte di Detroit e di Queenstown Heights il 16 novembre 1812.

  • Fort Mackinac 17 luglio 1812 sconfitta americana
  • Fort Deanborn, 15 agosto 1812 sconfitta americana
  • Frenchtown, 22 gennaio 1813 sconfitta americana
  • York - Toronto, aprile 1813 sconfitta americana
  • Fort Meigs, 5 maggio 1813 sconfitta americana
  • Sackets Harbour - Kingston, 29 maggio 1813 sconfitta americana
  • Stoney Creek, 6 giugno 1813 sconfitta americana
  • Boston, 10 giugno 1813, battaglia navale
  • Fort Stephenson, 2 agosto 1813
  • Washington, 24 agosto 1813, la capitale è incendiata dagli inglesi
  • Fort Malden, settembre 1813
  • Put in Bay - Lago Erie, 10 settembre 1813, vittoria navale americana
  • Fiume Thames, 5 ottobre 1813, sconfitta inglese
  • Chateauguay, 26 ottobre 1813
  • Chrysler Farm, 11 novembre 1813
  • Buffalo - Fort Erie, 30 dicembre 1813
  • Horseshoe Bend, 27 marzo 1814
  • Chippewa, 5 luglio 1814
  • Lundy's Lane, 25 luglio 1814
  • Bladensburg, 2 agosto 1814
  • Plattsburg - Lago Champlain, 11 settembre 1814, vittoria navale americana
  • Godly Wood, 12 settembre 1814
  • Pensacola, 7 novembre 1814, riconquistata dal generale americano Jackson
  • New Orleans, 8 gennaio 1815, pesante sconfitta inglese con la perdita di oltre 2.000 uomini.

[modifica] Note

  1. ^ Canadian battlefields

[modifica] Voci correlate

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