Cavalieri dell'Apocalisse

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I Cavalieri dell'Apocalisse sono quattro figure simboliche introdotte nell'Apocalisse di Giovanni 6,1-8 e successivamente presenti nella cultura medievale, ma anche in quella contemporanea. Secondo molti esegeti, non rappresentano calamità ma misteri da comprendere per interpretare la storia. Essi appaiono dopo l'apertura di quattro dei sette sigilli da parte dell'Agnello, ossia Gesù Cristo. I sigilli stanno ad indicare i sette misteri del giudizio di Dio sulla storia umana che vengono aperti, cioè svelati, da Cristo stesso.[1]

In una lettura semplificata, molto diffusa, ognuno di essi sarebbe legato a un male che tormenta l'umanità e cavalcherebbero sulla terra il giorno dell'Apocalisse, dando inizio alla Fine del mondo. A parte l'ultimo, chiamato Morte, i nomi dei cavalieri non sono menzionati,[2] ma, venendo associati a tre mali dell'uomo, gli sono stati dati gli appellativi di Pestilenza, Guerra, e Carestia.

I Cavalieri dell'Apocalisse (1887) rappresentati da Victor Vasnetsov.
Nella parte in alto si può vedere l'Agnello.

I quattro cavalieri[modifica | modifica sorgente]

Il cavaliere bianco[modifica | modifica sorgente]

« Quando l'Agnello sciolse il primo dei sette sigilli, vidi e udii il primo dei quattro esseri viventi che gridava come con voce di tuono: «Vieni». Ed ecco mi apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco, gli fu data una corona e poi egli uscì vittorioso per vincere ancora. »   (Apocalisse 6, 1-2)

Il primo dei quattro cavalli porta su di sé un arciere, quindi un cavaliere abile nell'uso delle armi, simbolo di supremazia bellica. Il colore del cavallo è il bianco, simbolo della Resurrezione.[1]

Un confronto con il Salmo 45 versetti da 4 a 7 (Sal 45, 4-7), che parla della venuta del Messia, evidenzia notevoli somiglianze. Dato che l'autore dell'Apocalisse doveva conoscere bene questo Salmo, dovrebbe aver voluto indicare simbolicamente il Messia, Gesù Cristo. Questa ipotesi è rinforzata dalla descrizione successiva (Ap. 19, 11-16). Il mistero rappresentato dal cavaliere bianco, che Dio ha reso vincitore, sarebbe la vittoria del Bene sul Male, attraverso le azioni quotidiane della vita umana.[1]

Tuttavia questo cavaliere obbedirebbe ad uno dei quattro viventi rappresentante le forze del creato e questo escluderebbe la possibilità che si tratti di un angelo o di Dio stesso.[1] Altre interpretazioni infatti riconoscono nel cavaliere bianco la vittoria della forza fisica sull'ideologia, tipico dello schiavismo, per esempio.[3] Un'ulteriore interpretazione vede nel cavaliere l'Anticristo.[4]

Il cavaliere bianco viene a volte identificato erroneamente con Morte o Pestilenza.

Il cavaliere rosso: Guerra[modifica | modifica sorgente]

« Quando l'Agnello aprì il secondo sigillo, udii il secondo essere vivente che gridava: «Vieni». Allora uscì un altro cavallo, rosso fuoco. A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra perché si sgozzassero a vicenda e gli fu consegnata una grande spada. »   (Apocalisse 6, 3-4)

Il cavallo questa volta però è rosso fuoco, colore associato ai nemici di Dio, al Drago dell'Apocalisse. Visto che la spada nella Bibbia è il simbolo della guerra per antonomasia, questo cavaliere può essere inteso come simbolo della Guerra.[5]

Per questi motivi, nell'interpretazione benevola del cavaliere bianco, esso è nemico del cavaliere rosso; se il primo è portatore di pace tra gli uomini, quest'ultimo ha lo scopo di portare la morte tra i popoli della Terra. Esso rappresenta infatti l'istinto insito nell'uomo di farsi la guerra invece di allearsi.[5]

Il cavaliere nero[modifica | modifica sorgente]

« Quando l'Agnello aprì il terzo sigillo, udii il terzo essere vivente che gridava: «Vieni». Ed ecco, mi apparve un cavallo nero e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano. E udii gridare una voce in mezzo ai quattro esseri viventi: «Una misura di grano per un danaro e tre misure d'orzo per un danaro! Olio e vino non siano sprecati». »   (Apocalisse 6, 5-6)

Il terzo cavaliere sembra essere il più difficile da interpretare dato che non fa uso di armi ma di una bilancia. I prezzi dei generi alimentari indispensabili (orzo e grano, all'epoca) sono elevatissimi, con un'inflazione del 1500%. Invece il prezzo dei beni di maggior lusso (olio e vino) è invariato. L'immagine fa riferimento a una situazione di carestia e ingiustizia sociale per questo motivo ci si riferisce al cavaliere nero proprio come Carestia e può essere quindi identificato con la speculazione, come espressione dell'avidità umana.[6]

Il cavaliere verde: Morte[modifica | modifica sorgente]

« Quando l'Agnello aprì il quarto sigillo, udii la voce del quarto essere vivente che diceva: «Vieni». Ed ecco, mi apparve un cavallo verdastro. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli veniva dietro l'Inferno. Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra. »   (Apocalisse 6, 7-8)

L'ultimo cavallo porta sul proprio dorso un cavaliere chiamato Morte. Il cavallo ha il colore verdastro dei cadaveri in putrefazione, è il simbolo della morte e a causa del suo colore viene a volte associato a Pestilenza.[2]

La morte a cui Giovanni farebbe riferimento non è il termine biologico della vita terrena ma quella improvvisa che coglie impreparati gli esseri umani, causata da guerre, avidità e malattie.[2]

Rappresentazione su pergamena (970 circa)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d uscitepopolomiodababilonia.com - Cavaliere bianco. URL consultato il 24 settembre 2012.
  2. ^ a b c uscitepopolomiodababilonia.com - Cavaliere verde. URL consultato il 24 settembre 2012.
  3. ^ homolaicus.com - vangeli/4 cavalieri. URL consultato il 24 settembre 2012.
  4. ^ homolaicus.com - apocalisse/4 cavalieri. URL consultato il 24 settembre 2012.
  5. ^ a b uscitepopolomiodababilonia.com - Cavaliere rosso. URL consultato il 24 settembre 2012.
  6. ^ uscitepopolomiodababilonia.com - Cavaliere nero. URL consultato il 24 settembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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