Il cavaliere pallido

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Il cavaliere pallido
Il cavaliere pallidо.png
Una scena del film
Titolo originale Pale Rider
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1985
Durata 111 min.
Colore colore
Audio sonoro
Genere western
Regia Clint Eastwood
Soggetto Michael Butler, Dennis Shryack
Sceneggiatura Michael Butler, Dennis Shryack
Produttore Clint Eastwood
Fotografia Bruce Surtees
Montaggio Joel Cox
Musiche Lennie Niehaus
Scenografia Edward C. Carfagno e Ernie Bishop
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il cavaliere pallido (Pale Rider) è un film western del 1985 diretto e interpretato da Clint Eastwood, omaggio, probabilmente, al vecchio western Il cavaliere della valle solitaria (1953) di George Stevens.

Il film richiama inoltre il personaggio interpretato Eastwood nei western di Sergio Leone, ossia l'Uomo senza nome.

Il titolo è anche un chiaro riferimento ai quattro Cavalieri dell'Apocalisse.

Il film è stato presentato in concorso al 38º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

In una zona montuosa del Far West degli Stati Uniti, un proprietario di miniere, un certo LaHood, vuole scacciare i cercatori d'oro indipendenti che vivono in comunità tra loro nella zona (fittizia) di Carbon Canyon. Tuttavia i cercatori si sono stabiliti legalmente, e per impossessarsi del loro terreno li minaccia usando anche la violenza contro gli accampamenti e le famiglie, dando ordine agli uomini che lavorano per lui di travestirsi da banditi e di assaltare le loro abitazioni vicino ai torrenti. Quando sembra che i cercatori d'oro stiano per rinunciare a tutto e per andarsene, appare uno sconosciuto che, appena arrivato nella cittadina fondata da LaHood, difende il cercatore d'oro Hull Barret dagli uomini di LaHood. In seguito, lo sconosciuto si presenta al villaggio dei cercatori ai quali si presenta come un predicatore portando il suo aiuto alla comunità. Mentre soggiorna con loro, la figlia di Barret, che all'apparire dello straniero stava leggendo il brano dell'Apocalisse di San Giovanni: ...e quando l'angelo aperse il quarto sigillo, ecco si presentò un "cavaliere su un cavallo pallido", il suo nome era Morte, e l'inferno lo seguiva. Lo sconosciuto si ferma proprio a casa di Barret, che vede nella schiena dello straniero cinque cicatrici provocate da pallottole sparate molto tempo prima, alle quali l'uomo sembra sopravvissuto. In seguito LaHood manda un rozzo gigante analfabeta, Club, per scacciare il religioso, poiché il pastore gli sta mettendo i bastoni tra le ruote. Tuttavia il tentativo fallisce miseramente, ed il gigante torna piegato in due, dopo aver ricevuto una violenta bastonata nei testicoli. Il tentativo di corrompere il predicatore fallisce ugualmente. LaHood assolda, quindi, lo sceriffo corrotto Stockburn e i suoi sei assistenti per mettere definitivamente la parola fine a tutta la vicenda. Gli scagnozzi bloccano con un'esplosione il ruscello dove si erano stabiliti i cercatori, ma uno di loro riesce a trovare una grossa pepita d'oro. Tuttavia, all'arrivo in paese, è ucciso brutalmente da Stockburn e i suoi vicesceriffi. È la resa dei conti: lo straniero predicatore collabora con Hull Barret, e i due fanno saltare la cava mineraria di LaHood. Lo straniero giunge quindi in città, uccidendo in una sparatoria gli scagnozzi di LaHood. Subito dopo affronta i vice-sceriffi, uccidendoli uno dopo l'altro; quindi, lo sceriffo Stockburn, rimasto da solo, affronta lo straniero, riconoscendo in lui l'uomo al quale aveva sparato quei colpi in schiena e dato per morto. Un istante dopo, i due si sfidano in un rapido duello, nel quale lo straniero piazza cinque colpi in cerchio, nello stesso identico modo di quelli ricevuti, sullo sceriffo, ed un sesto in piena fronte, uccidendolo definitivamente. LaHood cerca di sparare allo straniero dalla finestra del suo edificio, ma viene ucciso da Barret. Infine, il predicatore riprende il proprio cavallo, andandosene dal paese liberato dal dominio del proprietario, e tocca alla figlia del cercatore, invaghitasi di lui, salutarlo urlando nella vallata, che riporta l'eco delle sue parole.

Location[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Official Selection 1985, festival-cannes.fr. URL consultato il 23 giugno 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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