J. Edgar

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J. Edgar
J Edgar.JPG
Leonardo DiCaprio in una scena del film
Titolo originale J. Edgar
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2011
Durata 137 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,40 : 1
Genere biografico, drammatico
Regia Clint Eastwood
Soggetto Dustin Lance Black
Sceneggiatura Dustin Lance Black
Produttore Clint Eastwood, Robert Lorenz, Brian Grazer, Ron Howard
Produttore esecutivo Tim Moore, Erica Huggins
Casa di produzione Imagine Entertainment
Malpaso Productions
Wintergreen Productions
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Fotografia Tom Stern
Montaggio Joel Cox, Gary D. Roach
Musiche Clint Eastwood
Scenografia James J. Murakami
Costumi Deborah Hopper
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« L'informazione è potere. Ci ha protetti dai comunisti nel 1919 e da allora la nostra FBI ha continuato sapientemente a raccoglierla, organizzarla e custodirla. »
(J. Edgar Hoover)

J. Edgar è un film del 2011 diretto da Clint Eastwood, da una sceneggiatura di Dustin Lance Black.

Il film racconta la carriera del direttore dell'FBI J. Edgar Hoover a partire dagli attentati anarchici nel 1919 fino al giorno della sua morte nel 1972, affronta anche la vita privata e la presunta omosessualità di Hoover.

Il film è interpretato da Leonardo DiCaprio, Armie Hammer, Naomi Watts, Ed Westwick, Jeffrey Donovan e Judi Dench.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel film si affrontano le fasi più importanti di come J. Edgar Hoover modifica radicalmente il metodo e i mezzi investigativi dell'FBI: la narrazione parte con l'ormai vecchio Edgar, che racconta il suo excursus lavorativo da semplice impiegato a direttore dell'FBI. Tutto l'intero film presenta continui flashback, che danno vita alla narrazione di Edgar. Vissuto in una famiglia in cui la madre è molto autoritaria, mentre il padre è un uomo vecchio e malato, il giovane Hoover viene descritto come una persona i cui unici obiettivi sono la carriera e la difesa della patria da qualsiasi tipo di attacco, mettendo tutto il resto in secondo piano. Come emergerà nel corso dell'intero film, Hoover (sia in giovane età che da adulto) è succube delle decisioni di una madre autoritaria e di un'educazione rigida e conservatrice.

Entrato a far parte del Dipartimento di Giustizia, vive in prima persona gli attentati della fazione radicale e bolscevica nel corso del secondo decennio del XX secolo, e nel 1919 viene nominato capo della nuova Divisione di Intelligence Generale del Bureau Investigation, per poi diventare poco dopo direttore dello stesso Bureau. Giorno dopo giorno, rinnova l'intero personale degli agenti speciali assunti dal dipartimento, richiedendo sempre più specifiche competenze (non solo di tipo scolastico, ma anche di tipo fisico, quali la forma, l'aspetto e l'abbigliamento). È proprio nella selezione dei giovani agenti che conosce Clyde Tolson, collaboratore che lo accompagnerà durante tutta la sua vita, sia in ambito lavorativo che in quella privata: nel racconto si sottolinea il rapporto tra i due, che va oltre la semplice amicizia, ma che non si spingerà mai oltre la reciproca fiducia. Solo in un'occasione, una sera durante una vacanza per giocare alle corse dei cavalli, mentre Clyde rivela il suo amore per lui, Edgar confida la decisione di dover prendere moglie (nell'educazione conservatrice un uomo senza moglie è considerato un uomo incompleto, di cui si sospetta un tipo di natura eticamente sbagliata), e dopo un litigio burrascoso e un bacio, Edgar afferma di non voler più ripetere una situazione di quel genere, mentre Clyde minaccia di andarsene via nel momento in cui lui avesse preso moglie o si fosse fidanzato: Edgar non si sposerà mai.

Di tutti i casi risolti nella sua carriera, ne vengono menzionati in particolare tre.

Il caso del rapimento del figlio di Charles Lindbergh, in cui si sottolinea l'importanza dell'uso della scienza e dei mezzi tecnologici per lo svolgimento dell'investigazione. Edgar, promotore di innovazione investigativa, trasforma man mano la sede dell'FBI in un centro di ricerca all'avanguardia, le cui prove, avvalendosi di tecniche scientifiche e specialisti del campo, diventano schiaccianti per la risoluzione dei casi e nelle accuse dei colpevoli (in questo particolare caso l'FBI fa sì che il riscatto sia composto da soldi tracciabili, e proprio l'uso di questi soldi condurranno gli agenti all'arresto di Bruno Hauptmann). Purtroppo il caso si risolve con il tragico ritrovamento del corpo del bimbo, anche se era stato pagato il riscatto: Edgar intuisce già dall'inizio che il rapimento non era andato a buon fine, in quanto la scala di legno usata per raggiungere il piano in cui si trovava il bambino, era stata ritrovata spezzata, a causa del peso. L'episodio finisce con la condanna a morte del rapitore.

La seconda vicenda tratta della guerra dei Gangster che colpì la sicurezza dell'intero paese: chiedendo al dipartimento maggiori finanziamenti e l'autorizzazione di arrestare e dell'uso di armi, l'FBI si trasforma in un vero e proprio corpo per la protezione e salvaguardia del Paese, con un proprio regolamento federale valido per tutti gli Stati Uniti. Uno dopo l'altro i capi della criminalità organizzata vengono arrestati o uccisi, in particolare viene ricordato la cattura e uccisione di John Dillinger, avvenuta da parte dell'agente speciale Melvin Purvis. In questo particolare caso vengono sottolineate alcune tra le debolezze di Edgar, restio a qualsiasi tipo di critica: dopo esser stato accusato di esser un agente incompleto in quanto incapace di dirigere sul campo un'azione d'arresto, comincia a partecipare ai compiti svolti dagli agenti fuori dagli uffici, e al contempo, per capriccio personale e invidioso dei loro progressi, da ordine di spostare brillanti agenti dal campo aperto alla scrivania. Il caso più eclatante fu proprio quello dell'agente speciale Melvin Purvis, declassato dopo aver ricevuto onorificenze per le proprie azioni di grande coraggio sul campo.

Infine la terza vicenda, che coinvolge Hoover dagli esordi alla fine della sua carriera, è proprio la salvaguardia della sicurezza nazionale dagli scandali degli uomini di potere: introducendo l'uso delle microspie, Edgar ottiene un potere non costituzionale che gli permette di "minacciare" anche i suoi superiori, tra cui il presidente, per ottenere maggiori finanziamenti e migliorie per l'FBI. Ogni singolo segreto, ogni singola situazione non eticamente corretta, viene catalogata all'interno del proprio archivio personale, diventando così uno degli uomini più potenti degli Stati Uniti.

Infine viene sottolineata la natura effimera dell'uomo, che anche se potente, è comunque mortale e che proprio alla morte deve chinarsi senza ribellarsi. Edgar non accetta la vecchiaia.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il trailer italiano del film è stato rilasciato il 24 ottobre 2011.[1] J. Edgar è stato il film d'apertura del AFI Fest 2011 il 3 novembre 2011, successivamente è stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi da Warner Bros. il 9 novembre, in edizione limitata, e l'11 novembre in larga distribuzione. In Italia il film è uscito il 4 gennaio 2012.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Le recensioni non sono state omogenee: molti critici ringraziano la prestazione di DiCaprio, ma nel complesso, affermano che il film manca di coerenza. Secondo i rapporti del Rotten Tomatoes, il 42% di 146 critici ha dato al film una recensione positiva, con un voto medio di 5,8 su 10. "L'interpretazione di Leonardo DiCaprio è buona, ma troppo androgino lui per entrare nei panni di un uomo come Hoover. Il personaggio di J. Edgar ha molti difetti: il trucco, scarsa illuminazione, narrazione confusa e monotona".[2] Mentre Metacritic assegna un punteggio medio di 59 su 100 calcolato su 39 recensioni.[3]

Roger Ebert ha scritto che il film è "affascinante", "magistrale", e ha elogiato le prestazioni di DiCaprio come attore capace, dalle prestazioni sottili e suadenti, interpretando un Hoover mai rivelato, forse anche a se stesso, premiando il film con tre stelle e mezzo (su quattro).[4]

Differenze con la biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante alcuni elementi trattati siano conformi alla realtà, ci sono molti aspetti che sono stati omessi o modificati rispetto alla reale biografia di J Edgar. Oltre ad una personalità sicuramente più rude ed egocentrica, sono stati omessi elementi come la relazione personale e confidenziale del direttore dell' FBI con importanti petrolieri texani ed esponenti mafiosi come Frank Costello e Meyer Lansky. Inoltre non è stato evidenziato l'enorme potere che egli aveva sulla stampa e su importanti politici (influenzando decisioni politiche) e il duro scontro con i fratelli Kennedy, che furono gli unici ad averlo messo in gravi difficoltà.

Oltre alle alte conoscenze influenti, in linea generale è stata omessa la grave restrizione delle libertà civili a danni anche di persone innocenti. Durante le retate anticomuniste, migliaia di persone innocenti vennero fatte prigioniere dei federali; non bisogna dimenticare, a tal proposito, che, a differenza di quanto descritto nel film, Edgar Hoover supportava McCarthy e condivideva appieno le sue idee.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Le affettuose parole finali di Clyde a Edgar ("E più di ogni altra cosa ricordo i tuoi occhi, e la loro sorta di sorriso canzonatorio, e la sensazione sulle mie labbra di quel soffice punto nero proprio sopra l'angolo sinistro della tua bocca ") sono una citazione della lettera di Lorena Hickok alla sua amante Eleanor Roosevelt, che lo stesso Hoover aveva appreso nella sua attività di spionaggio dei politici, e assumono quasi il valore simbolico della universalità dei sentimenti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Un intenso Leonardo DiCaprio nel trailer italiano di J. Edgar | Il blog di ScreenWeek.it
  2. ^ J. Edgar (2011) in Rotten Tomatoes, Flixster. URL consultato il 10 novembre 2011.
  3. ^ J. Edgar Reviews in Metacritic, CBS Interactive. URL consultato il 10 novembre 2011.
  4. ^ Ebert, Roger, J. Edgar in Chicago Sun-Times, 8 novembre 2011. URL consultato il 9 novembre 2011.

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