Gran Torino

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Gran Torino
Clint Eastwood - Gran Torino.jpg
Clint Eastwood in una scena del film
Titolo originale Gran Torino
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2008
Durata 116 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.40 : 1
Genere drammatico
Regia Clint Eastwood
Soggetto Nick Schenk, Dave Johannson
Sceneggiatura Nick Schenk
Produttore Clint Eastwood, Bill Gerber, Robert Lorenz
Produttore esecutivo Jenette Kahn, Tim Moore, Adam Richman
Casa di produzione Double Nickel Entertainment, Gerber Pictures, Malpaso Productions, Village Roadshow Pictures, Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Montaggio Joel Cox
Musiche Clint Eastwood, Kyle Eastwood, Michael Stevens
Scenografia James J. Murakami
Trucco Kimberly Jones, Tania McComas
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Gran Torino è un film del 2008 diretto e interpretato da Clint Eastwood.

Il film è stato distribuito nelle sale italiane il 13 marzo 2009.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Walt Kowalski è un polacco reduce della guerra di Corea, appena rimasto vedovo; ex operaio della Ford, vive in una tipica casa unifamiliare della periferia urbana americana, in una zona popolare, nella quale è ormai uno degli ultimissimi non asiatici rimasti. Il disprezzo razzista per il diverso e in particolare per gli immigrati asiatici lo rende particolarmente nervoso e suscettibile. A peggiorare la situazione è anche il pessimo rapporto che ha con i due figli: Mitch, quello che gli è più vicino, sembra in realtà interessarsi più ai suoi beni che alla sua persona. Walt è anche un uomo malato, tormentato dalla tubercolosi ma quello per cui soffre di più è un conflitto interiore che solo un religioso sembra intuire e provare a comprendere, il giovane padre Janovich. Il carattere scontroso e pugnace di Walt è però all'origine di un singolare avvicinamento alla famiglia dei suoi vicini di casa, di etnia Hmong, con la quale si è sempre guardato dall'imbastire il benché minimo rapporto.

Una sera, infatti, il giovane Thao subisce l'ennesima prevaricazione da una gang di teppisti, della quale fa parte anche un suo cugino, che vuole coinvolgerlo nelle proprie attività criminose. La sorella Sue, la mamma, e perfino la nonna, cercano con tenacia di trattenerlo. Ne nasce un parapiglia che finisce per sconfinare anche nel giardino di Kowalski il quale ristabilisce l'ordine, fucile alla mano, mettendo in fuga i giovani malviventi. Il suo gesto, originato probabilmente da motivi egoistici (la salvaguardia del "suo terreno"), appare un'azione coraggiosa e di grande valore agli occhi dei vicini e di tutta la comunità Hmong di cui fanno parte, un gesto compiuto in difesa di una famiglia debole alla quale manca una figura maschile e per questo sottoposta a continue vessazioni (gli Hmong sono una popolazione costretta a emigrare in massa negli Stati Uniti proprio per l'appoggio dato agli americani durante la guerra del Vietnam).

Così, il giorno seguente, il burbero anziano si vede recapitare una grande quantità di fiori e di specialità culinarie che lo irritano e imbarazzano, tanto da gettarne via una gran parte. Quando nei giorni seguenti vede la giovane Sue minacciata da tre afroamericani, interviene di nuovo, mettendo in fuga i malintenzionati e salvando la ragazza. Walt entra così definitivamente nelle grazie della famiglia e della comunità che sta imparando a scoprire.

Thao viene mandato a servire Walt per una settimana, come punizione per aver tentato, giorni prima, di rubare l'auto che Walt custodisce gelosamente nel suo garage: si tratta di una Ford Gran Torino, un bolide del 1972, autentico gioiello che il ragazzino aveva goffamente cercato di sottrarre come gesto d'iniziazione alla banda di teppisti, alla quale tuttavia decide alla fine di non unirsi. Walt non può rifiutarsi di accettare i servigi del ragazzo anche se non ha idea di come impiegarlo. Questa sorta di convivenza forzata gli fa comprendere come i valori più profondi in cui crede si ritrovino più in questo ragazzo e nella sua famiglia, che non nei propri familiari o in altri "americani di oggi". Walt finisce per prendere a cuore le sorti di Thao e gli procura un lavoro. I teppisti non accettano il gesto e aggrediscono il ragazzo. Kowalski, venutone a conoscenza, li raggiunge e, dopo averne pestato uno, li avverte di stare alla larga da quella famiglia. I giovani delinquenti, però, non demordono: quella stessa sera sparano raffiche di colpi contro la casa di Thao, lo feriscono lievemente e ne violentano poi la sorella Sue.

Walt fatica a reprimere la propria rabbia. Padre Janovich capisce il pericolo imminente e lo scongiura di non peggiorare la situazione. Il giorno dopo, Thao, per organizzare la vendetta, va a casa dell'anziano amico, ma questi, per non fargli correre rischi, lo chiude a chiave in cantina con l'inganno e, dopo essersi tagliato i capelli, aver comprato un vestito nuovo ed essersi confessato, si reca dai teppisti. Dalla strada, dove nonostante il buio della sera può essere visto da tutti, affronta i sei giovani criminali tutti ben armati e asserragliati in casa. Quando infila la mano sotto la giacca, come a voler prendere un'arma, i teppisti lo uccidono; ma in tasca aveva solo il suo accendino. Gli assassini vengono finalmente arrestati, e Thao e la sua famiglia trovano finalmente un po' di serenità e la possibilità di guardare con più fiducia al futuro.

In conclusione, alla lettura del testamento, dettato con il linguaggio colorito che gli era proprio in vita, si scopre che Walt Kowalski ha lasciato la propria casa alla Chiesa come avrebbe voluto la moglie, e la splendida Gran Torino a Thao, l'amico più fidato. Nella scena finale della pellicola Thao è alla guida della Gran Torino accanto al fidato cane di Walt Kowalski.

Titolo[modifica | modifica sorgente]

Ford Gran Torino

Il titolo Gran Torino è un riferimento all'automobile della Ford Gran Torino, modello coupé molto in voga negli USA durante gli anni settanta; è anche la vettura utilizzata dall'agente Starsky nella serie televisiva Starsky & Hutch[2]. Il nome "Torino" deriva dal fatto che gli americani consideravano questa città, sede della FIAT e della Lancia, come la Detroit d'Italia.[3]

Il personaggio interpretato da Eastwood nel film è molto legato a questo modello di auto e la cura che gli dedica lo caratterizza in modo quasi maniacale.[4]

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il budget della produzione è stato di 33 milioni di dollari.[5]

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

La sceneggiatura è stata scritta da Nick Schenk, che ha delineato il protagonista come un irascibile americano razzista, la cui personalità sarà soggetta a profondi cambiamenti durante il corso della storia.

Alcuni blogger della comunità hmong hanno criticato Schenk per il suo modo di rappresentare gli stereotipi anti-hmong, considerando mal riuscito il copione.[6]

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Le riprese si sono svolte a Detroit (USA) tra luglio e agosto, dopo circa un mese di casting aperto alle comunità hmong di Saint Paul, Fresno e Detroit;[7] altre località sono state Warren, Royal Oak e Grosse Pointe Park.[8]

La scelta di svolgere la lavorazione in Michigan è dovuta ad una legge locale volta a incentivare le produzioni cinematografiche che scelgono il Michigan come ambientazione.[9]

Per ottenere una consulenza dettagliata sugli stereotipi contro i Hmong e sulla loro cultura, Eastwood ha richiesto l'affiancamento di centinaia di immigrati Hmong. Parlando del suo personaggio, Eastwood l'ha così descritto:[4][10]

(EN)
« I'm a weirdo in it. I play a real racist… But it also has redemption. This Hmong family moves in next door, and he has been in the Korean War, in the infantry, and looks down on Asian people and lumps everybody together. But finally they befriend him in his time of need because he has no relationship with his family. »
(IT)
« Interpreto un tipo strano. Un vero razzista... Ma ha anche una redenzione. Questa famiglia asiatica si trasferisce nella casa accanto; lui ha combattuto nella guerra di Corea, nella fanteria, e guarda agli asiatici come a una massa indistinta. Ma loro lo aiutano nel momento del bisogno, perché lui non ha un rapporto con la sua famiglia. »

Promozione[modifica | modifica sorgente]

Il materiale promozionale (locandine e poster) è stato prodotto da "The Cimarron Group", gruppo che già aveva collaborato con Eastwood per la promozione di Changeling.[11]

Prima della nuova uscita americana del film (9 gennaio 2009), è stato lanciato su YouTube il video musicale realizzato per l'ultima traccia della colonna sonora del film, cantata da Jamie Cullum e, nel film, anche dallo stesso Clint Eastwood.

Distribuzione internazionale del film[modifica | modifica sorgente]

Date di uscita nel mondo[1]
Paese Data
Stati Uniti Stati Uniti 12 dicembre 2008, 9 gennaio 2009(*)
Regno Unito Regno Unito 20 febbraio 2009, 27 febbraio 2009(*)
Francia Francia 25 febbraio 2009
Grecia Grecia 26 febbraio 2009
Germania Germania 5 marzo 2009
Spagna Spagna 6 marzo 2009
Portogallo Portogallo 12 marzo 2009
Paesi Bassi Paesi Bassi 13 marzo 2009
Italia Italia 13 marzo 2009
Polonia Polonia 27 marzo 2009
Giappone Giappone 25 aprile 2009

In tutti i paesi il film è stato distribuito col titolo originale, in quanto nome di un'automobile.
(*) Negli USA e nel Regno Unito il film è uscito in due diverse occasioni e modalità: la prima volta è stata un'uscita limitata e in poche sale (negli Stati Uniti si è cercato di sfruttare il periodo natalizio), la seconda invece può essere considerata l'uscita ufficiale del film, che così viene distribuito in molti più circuiti cinematografici rispetto alla prima volta (questa doppia release ha comunque giovato al film, che ha incassato benissimo).

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Il film ha realizzato buoni incassi al botteghino, 12.993.866 $ in Italia e 269.958.228 $ in tutto il mondo.[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Date della distribuzione del film nel mondo, da IMDb. URL consultato il 9 agosto 2010.
  2. ^ Graziano Muscas, Gran Torino per Eastwood, Solocine, 21 marzo 2008. URL consultato l'11 ottobre 2008.
  3. ^ Ghost of motown, alasca.it. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  4. ^ a b Clint Eastwood razzista in Gran Torino, Bad Taste, 11 ottobre 2008. URL consultato l'11 ottobre 2008.
  5. ^ a b (EN) Gran Torino (2008), Box Office Mojo. URL consultato il 21 febbraio 2011.
  6. ^ Eastwood's Gran Torino and Hmong, Hyphen Magazine, 6 ottobre 2008. URL consultato l'11 ottobre 2008.
  7. ^ (EN) Louisa Schen, Eastwood's next film features Hmong American cast, exclusive interviwes from the set of Gran Torino, AsianWeek, 3 ottobre 2008. URL consultato l'11 ottobre 2008.
  8. ^ (EN) Christina Hall, The film set next door: Lights... camera... Clint Eastwood! in Detroit Free Press, 15 luglio 2008.
  9. ^ (EN) Adam Graham, Clint Eastwood attracts giddy gawkers, 18 luglio 2008.
  10. ^ (EN) Alex Billington, So Clint Eastwood is a racist (in Gran Torino) After all?, First Showing, 10 ottobre 2008. URL consultato l'11 ottobre 2008.
  11. ^ Elegante poster di Gran Torino, Bad Taste, 6 novembre 2008. URL consultato il 6 novembre 2008.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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