Fire Emblem: Radiant Dawn

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Fire Emblem: Radiant Dawn
Sviluppo Intelligent Systems
Pubblicazione Nintendo
Serie Fire Emblem
Data di pubblicazione 14 marzo 2008
Genere Strategia a turni, Videogioco di ruolo
Tema Fantasy
Modalità di gioco giocatore singolo
Piattaforma Wii

Fire Emblem: Radiant Dawn (ファイアーエムブレム 暁の女神 Faiā Emuburemu: Akatsuki no Megami?, tradotto: "Fire Emblem: Goddess of Dawn") è il decimo capitolo della popolare serie di videogiochi a turni Fire Emblem, nato in Giappone dalla Intelligent Systems.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Prima parte (La Ragazza dai Capelli d'Argento)[modifica | modifica wikitesto]

In Daein, regno che tre anni prima aveva dato inizio alla "guerra del re folle", l'oppressione di Begnion, il regno più grande e potente del continente di Tellius, ha portato alla formazione di una banda che si oppone agli abusi di potere del senatore Rumida e del generale Jarod. Tale banda viene chiamata "Brigata della Luce" ed è guidata da Micaiah, detta anche "Ragazza dai capelli d'argento", la quale possiede poteri unici (guarire con la semplice imposizione delle mani), e da Sothe. Il gruppo, inizialmente molto contenuto, riesce ad incontrare per un colpo di fortuna il principe Pelleas, unico erede al trono, e lo stratega Izuka. Essi raduneranno senza fatica un intero esercito, chiamato Esercito di Liberazione di Daein, che si ribellerà all'oppressione. Le malefatte dell'esercito d'occupazione verranno scoperte dall'Imperatrice di Begnion, l'Apostolo Sanaki, che manderà una squadra, comandata dal Primo Ministro Sephiran, a verificare. Il generale Jarod sa di essere spacciato e quindi decide di vendicarsi, tendendo un'imboscata a Micaiah che si allontana durante il banchetto per la vittoria: Micaiah verrà salvata dal Cavaliere Nero e deciderà di risparmiare Jarod, che però occuperà con gli ultimi rimasti nel suo esercito Nevassa, la capitale di Daein. Il principe Pelleas riuscirà, grazie anche al Cavaliere Nero, a motivare l'esercito, che quindi, pur avendo ormai conquistato la libertà per Daein, attaccherà Jarod per salvare i civili rimasti nella capitale. Micaiah e il suo gruppo riusciranno quindi a sconfiggere e uccidere Jarod, e Daein tornerà ad essere un paese libero governato da Re Pelleas, anche se simbolo della rivoluzione sarà Micaiah, grazie anche al suo potere.

Seconda parte (Sovrani e Nazioni)[modifica | modifica wikitesto]

Nel regno di Ozna, che era stato attaccato da Asnhard di Daein, la giovane regina Elincia, salita al potere da soli tre anni, non è benvista dai nobili e viene accusata di inesperienza e di debolezza, per aver rinunciato al dominio sullo sconfitto regno di Daein (lasciandolo nelle mani di Begnion). Inoltre, fino al momento dell'uccisione di suo padre, la sua esistenza era nota soltanto ai suoi genitori e ad alcuni regnanti di altre nazioni. Il duca Ludveck di Felirae decide di attuare un colpo di stato, incitando le giovani leve con la paura che il risorto stato di Daein possa di nuovo attaccare Ozna: i suoi piani vengono però scoperti da Lucia, amica d'infanzia di Elincia e abile capo di una rete di spie, e il duca lancia il suo attacco su Melior, la capitale di Ozna. Geoffrey, fratello di Lucia e generale dei Cavalieri Reali, guida l'esercito su Felirae, solo per scoprire che Ludveck ha lasciato indietro un'esca nel castello, per attaccare indisturbato la capitale e uccidere la Regina. Lucia, avendo intuito la trappola, ha fatto trasferire di nascosto Elincia a Forte Alpea, in caso di un attacco al castello reale, ma Ludveck intercetta le sue spie, e Lucia viene catturata dallo stesso duca mentre cerca di raggiungere la Regina. Inoltre, manda una ciocca di capelli di Lucia ad Elincia, per farle capire che è stata catturata: quando la Regina vede le forze di Ludveck avvicinarsi, capisce che è giunto il suo momento di combattere, estrae Amiti, la spada sacra della Casata Reale di Ozna, e si lancia in uno scontro con l'esercito di Ludveck. Fortunatamente, durante la battaglia, arrivano Geoffrey e i Cavalieri Reali pronti ad aiutare la Regina: Felirae viene sconfitta, e il duca Ludveck arrestato. Ludveck aveva però pianificato la sua mossa finale: i seguaci del duca portano Lucia, legata con una corda al collo, al cospetto della regina e la minacciano che se non avesse liberato Ludveck, Lucia sarebbe morta. Con dolore, Elincia decide di far avere a Ludveck un processo e di non liberarlo, dicendo che il suo dovere è fare il bene per il popolo di Ozna, e che lasciando libero il duca, la pace sarebbe impossibile. La vita di Lucia sembra condannata: sul filo del rasoio intervengono Ike e i Mercenari di Greil, protagonisti di Fire Emblem: Path of Radiance, da lungo tempo scomparsi, e salvano la ragazza.

Terza parte (Giuramenti Incrociati)[modifica | modifica wikitesto]

I Clan dei Laguz scoprono che ad architettare l'omicidio degli Aironi di Serenes era stato l'Impero di Begnion. Mandano allora un messaggero a chiedere spiegazioni, ma questi viene ucciso. I Laguz considerano questo un atto di guerra e riuniscono i vari Clan, formando l'Alleanza dei Laguz. Ike e i Mercenari di Greil, pur essendo dei Beorc, decidono di schierarsi a favore dei Laguz quando glielo richiede Ranulf, un vecchio compagno di Ike. I Laguz iniziano quindi la guerra contro Begnion, riportando inizialmente grandi vittorie grazie a Soren, lo stratega di Ike, e combattendo contro il più grande generale di Begnion, il generale Zelgius. Dopo una battaglia al seguito del quale i Laguz riescono a superare il fiume Ribahn, conquista cruciale per l'avanzata verso Begnion, Zelgius, spinto dai senatori a concludere in fretta la guerra, sfida a duello Skrimir, generale dell'Alleanza dei Laguz, il quale accetta ma viene sconfitto. I Laguz così si vedono costretti a ritirarsi. I senatori di Begnion costringono quindi Re Pelleas, il quale è ancora vincolato a loro, a mandare l'esercito di Daein, comandato da Micaiah, contro i Laguz. Micaiah attacca durante la notte, quando i Laguz stanno riattraversando il fiume. Data la sorpresa, i Laguz subiscono un duro colpo e vengono ricacciati indietro. Grazie però ad un diversivo dei Mercenari di Greil, i Laguz riescono infine ad attraversare il fiume. L'Alleanza inizia quindi una lunga ritirata attraverso delle caverne per tornare in Gania. Il generale Zelgius non vorrebbe far passare i suoi in quelle caverne perché famose per la loro pericolosità, ma viene costretto dal senatore Valtome, che prende il controllo dell'esercito. I soldati di Begnion vengono sterminati dai Mercenari di Greil, rimasti indietro per dare più tempo ai Laguz di andarsene. I Laguz sfortunatamente prendono la direzione sbagliata e si ritrovano in Goldoa, la nazione dei Laguz draghi. Il re dei draghi, Deghinsea, li vorrebbe ricacciare indietro perché Goldoa deve rimanere neutrale, ma grazie all'amicizia di Ike con Ena e Nasir, due draghi molto vicini al re, quest'ultimo chiuderà un occhio e li farà passare, fino a tornare in Gania. Intanto l'esercito di Begnion sconfina in Ozna per arrivare in Gania e lì compie atti di brigantaggio. La regina Elincia manda allora i Cavalieri Reali per fermare gli invasori, i quali smetteranno di attaccare Ozna, ma non di combattere nel suo territorio. Elincia compie allora l'atto estremo di mettersi, disarmata, in mezzo alla battaglia tra i Laguz e l'Impero, ma verrà salvata dai Cavalieri e dai Mercenari di Greil. Si scoprirà quindi che non è stato l'Apostolo Sanaki (Imperatrice di Begnion) ad architettare il massacro degli Aironi, né a volere questa guerra, ma i Senatori, che l'hanno anche imprigionata insieme al Primo Ministro Sephiran. L'esercito di Begnion si dividerà in due: una metà dalla parte dell'Apostolo e l'altra dalla parte del Senato, mentre Zelgius andrà a liberare Sephiran. Tra quest'ultimi ci sarà l'esercito di Daein, che non si può ribellare perché Re Pelleas ha firmato, inconsapevomente, un Patto di Sangue. Il Patto di Sangue è una maledizione che uccide tutto il popolo del re che l'ha firmato, in caso il re si ribelli agli ordini del detentore del Patto. La stessa sorte è toccata al re dei corvi Naesala il cui predecessore al trono di Kilvas ha firmato un patto di sangue e ciò ha costretto l'attuale sovrano a tradire l'alleanza dei Laguz. Intanto i tre principi Aironi cercano di tenere sotto controllo il Medaglione del Demone Oscuro, anche detto Fire Emblem, e avvertono Ike che con la guerra il demone si potrebbe risvegliare e distruggere il mondo. L'esercito di Daein, che ora fa scudo a Begnion e non può comunque fermarsi a causa del Patto, blocca il ponte al confine fra Daein e Ozna e lì tenta di fermare i Laguz, arrecandogli varie perdite ma senza rallentarli. Re Pelleas nel frattempo cerca un modo per sciogliere il Patto di Sangue. Daein riesce ad infliggere un durissimo colpo all'Apostolo quando questi e le sue truppe passano sotto un monte. Micaiah e i suoi hanno quindi il tempo di ripararsi al Forte Nox, dove vengono però attaccati dai Mercenari che li costringono a ritirarsi. La regina Nailah dei Lupi e il principe Rafiel degli Aironi si schierano dalla parte di Daein dopo che Micaiah li informa, essendo loro cari amici, del Patto di Sangue. Inoltre anche il principe drago Kurthnaga si schiera con Daein, pur sapendo che i draghi devono necessariamente rimanere neutrali. Il potere del medaglione è intanto sempre più difficile da mantenere, e due degli aironi sono ora sul campo di battaglia. Le pesanti perdite da entrambi gli eserciti fanno sì che il potere diventi incontrollabile e la principessa Leanne, l'unica rimasta a tenere il Fire Emblem, sviene. Il Demone Oscuro si sta per liberare, e Mist, la sorella di Ike, sente una voce che le dice di cantare il Galdr della Liberazione, tramandato agli Apostoli, anche se questo sveglierà il Demone. Ike e Mist, oltre a Micaiah e Sothe, abbandonano il campo di battaglia. Mist prova a cantare il Galdr ma non conosce le parole, così come Sanaki. Con la sorpresa di tutti, Micaiah entra e canta il Galdr, insieme alle parole. In qualche luogo si vede una donna svegliarsi e chiedere ad un servo se gli uomini "hanno rispettato il patto". Questo risponde negativamente e la donna, che si scopre essere Ashera, dea dell'ordine, si infuria e manda un lampo sul campo di battaglia. Ike vede il lampo ed esce, ma trova che quasi tutti i soldati sono stati pietrificati.

Quarta parte (Dei e Uomini)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che Micaiah canta il Galdr della liberazione il sigillo del Fire Emblem si rompe e da esso esce Yune, dea del caos, erroneamente chiamata demone oscuro. Essa informa l'Alleanza dei Laguz che la dea Ashera ha deciso di punire gli uomini per non avere rispettato il patto e che se non la fermeranno ben presto tutte le persone del continente rimarranno statue. Di conseguenza Yune decide di dividere in tre gruppi l'Alleanza dei laguz e l'esercito di Daein e spiega ad essi che bisogna marciare verso il Faro (luogo in cui risiede la dea Ashera) a Sienne, capitale di Begnion, per tentare di fermarla. I tre gruppi si scontrano più volte con i discepoli di Ashera benedetti dalla dea stessa e guidati dai senatori di Begnion. Arrivati al faro la dea riporta in vita i discepoli uccisi dai tre gruppi durante il viaggio. Mentre il resto del gruppo affronta i discepoli all'esterno del Faro un gruppo guidati da Ike e Micaiah entrano all'interno del faro affrontando diversi avversari e ricevendo la benedizione di Yune, fino a raggiungere la stessa Ashera e sconfiggendola.

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