Montauro

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Montauro
comune
Montauro – Stemma Montauro – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Catanzaro-Stemma.png Catanzaro
Amministrazione
Sindaco Pantaleone Procopio (lista civica) dal 6-5-2012
Territorio
Coordinate 38°45′N 16°31′E / 38.75°N 16.516667°E38.75; 16.516667 (Montauro)Coordinate: 38°45′N 16°31′E / 38.75°N 16.516667°E38.75; 16.516667 (Montauro)
Altitudine 393 m s.l.m.
Superficie 11,74 km²
Abitanti 1 729[1] (31-12-2014)
Densità 147,27 ab./km²
Frazioni Montauro Scalo
Comuni confinanti Gasperina, Montepaone, Palermiti, Squillace, Stalettì
Altre informazioni
Cod. postale 88060
Prefisso 0967
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 079080
Cod. catastale F432
Targa CZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 485 GG[2]
Nome abitanti montauresi
Patrono San Pantaleone
Giorno festivo 27 luglio, 5 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montauro
Montauro
Montauro – Mappa
Posizione del comune di Montauro all'interno della provincia di Catanzaro
Sito istituzionale

Montauro (Mentràvu in calabrese[3]) è un comune italiano di 1 729 abitanti della provincia di Catanzaro, in Calabria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Centro agricolo del versante ionico delle Serre, nella fascia pedemontana digradante verso il Golfo di Squillace, a nord della foce del torrente Soverato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alcune fonti fanno risalire le origini di Montauro al secolo VIII-IX d.C. Si può legittimamente pensare che dopo il secolo VIII,quando, in seguito agli editti del 726 (divieto del culto delle immagini) e del 730 (distruzioni delle immagini) e alla conseguente persecuzione dei Monaci di S.Basilio da parte dell'imperatore Leone III Isaurico, i Basiliani, rifugiatesi sulle coste calabre, abbiano costruito non solo monasteri ma anche contribuito alla formazione di comunità civili e religiose. Questa ipotesi può essere avvalorata dal fatto che il toponimo di Montauro più antico, che è stato tramandato da alcune fonti, è di origine greca Mentràbrion (quello latino Mentaurum).Nel secolo XI nella diocesi di Squillace si contavano ben dodici cenobi basiliani, tra cui quello di S.Gregorio di Stalettì. Il culto dei santi orientali che si venerano nei nostri paesi è la prova che queste nostre contrade iniziano il loro cammino di fede proprio in questo periodo storico, anche se già da diversi secoli esisteva la diocesi di Squillace, la cui fondazione è fatta risalire da alcune fonti all'evo apostolico e nel cui territorio sorgevano già nel VI secolo alcuni monasteri fondati da Cassiodoro, molto prima dell'arrivo dei monaci di S.Basilio. A Montauro si venera S.Pantaleone, martire di Nicomedia, l’odierna Izmit. Si può, pertanto, pensare che quando giunse S.Bruno in Calabria nel 1090-91 per prendere possesso della "Terra della Torre", Montauro aveva già una struttura civile e religiosa abbastanza organizzata. Nel 1098 il Conte Ruggero d'Altavilla pone il casale di Montauro sotto la giurisdizione civile della Certosa e il Vescovo di Squillace Giovanni cede la giurisdizione ecclesiastica. Donazione che sarebbe stata confermata da Papa Calisto II il 1120 con un diploma sulla cui autenticità si discute. L'Imperatore Federico II riconferma la donazione nel 1212 e nel 1224, vi sarebbe anche notizia della donazione, in documenti della cancelleria angioina, in un diploma di Carlo I del 1272, in un altro di Carlo II del 1305, in un altro ancora di Giovanna I del 1344. Come è noto nel 1192 il monastero di Santo Stefano del Bosco con tutto il suo vasto patrimonio passò dai Certosini ai Cistercensi e da questi, a muovere da XV secolo, ad Abati commendatari che - tesi a lucrare una mera rendita limitando qualsiasi spesa - non posero cura all'amministazione del detto patrimonio. In particolare il Casale di Montauro - ubicato a ridosso dei confini di Squillace - nel 1497 fu accorpato a quello Stato dai suoi Principi, sicche' il 29 luglio dello stesso anno Goffredo Borgia ne otteneva conferma, unitamente a tutto il Principato di Squillace dal Sovrano. Nel 1514 i Certosini riebbero il monastero di Santo Stefano del Bosco ed attesero alla generale ricognizione e recupero del suo patrimonio, che culminò con la redazione, nel 1533, della Platea voluta ed approvata dall'Imperatore Carlo V. Ritornati i Certosini al loro monastero adirono le vie legali per riavere i loro beni, tra cui il territorio di Montauro (1542). Nel Regesto Vaticano si trova la conferma dell'alternarsi della giurisdizione ecclesiastica tra Certosa e Diocesi di Squillace. Anche il Catasto Onciario di Montauro del 1741-46 fa menzione alla giurisdizione del Priore della Certosa su Montauro: "In tempo della Visita Della Giurisdizione che fa Il Padre Ill/mo e Rev/mo Priore Ordinario delle Cinque Terre, che sono: Serra, Spadola, Bivongi, Montauro, Gasperina e Montepaone...." Gioacchino Murat nel 1808 soppresse con decreto il monastero di Serra e riportò Montauro sotto la giurisdizione della Diocesi di Squillace. La maggioranza della popolazione viveva di agricoltura e di pastorizia, poiche' contadini e pastori lavoravano alle dipendenze della Certosa di Serra e della vicina Grangia di S.Anna e del Cece, com'è attestato dai vari documenti del Regesto Vaticano. Il 27 luglio 1753 arriva a Montauro un'ampolla del sangue di San Pantaleone ad opera del sacerdote don Carlo Antonio Barberi il quale si recava a Napoli per motivi di studio e avendo saputo che un sacerdote napoletano custodiva un'ampolla del sangue si adoperò con tutte le sue qualità spirituali e intellettuali ad ottenerla e portarla a Montauro. La comunità e l'economia di Montauro si sviluppa dopo il mille ad opera dei Normanni, i quali, sottraendo ai Bizantini le terre di Calabria, fondarono uno stato feudale con a capo Roberto il Guiscardo (1015-1085), poi nel 1061 lasciò l'impresa al fratello Ruggero I (1031-Mileto 1101). il cui figlio Ruggero II (1095-1154) si fece nominare nel 1127 duca di Puglia e Calabria. In questo periodo Montauro ebbe un notevole incremento demografico (1175 nel censimento del 1278). Dal 1476, in seguito alla terribile pestilenza, è chiaro che la popolazione diminuì sensibilmente. Altro calo demografico si ebbe quando il sud d'Italia passò sotto la dominazione spagnola.Fin dal secolo XVI le coste ioniche furono infestate dalle temute e terribili incursioni turche, per cui gli abitanti, che si erano insediati più in basso a mezza costa , si trasferirono sulle colline per meglio organizzare la difesa. Furono costruite delle Torri lungo il litorale ionico per l'avvistamento del nemico. Anche a Montauro furono costruite delle fortificazioni come il maniero, poi trasformato in Chiesa dedicata a San Pantaleone e la torre ,oggi campanile, che presentano le caratteristiche di avvistamento e difesa. Nel 1644 e nel 1645, Montauro, come anche Stalettì e Gasperina, subirono le incursioni dei Turchi che sacchegiarono e incendiarono i tre villaggi. Con il Regno delle due Sicilie, sotto i Borboni, la popolazione di Montauro era di 1601 unità, di cui 340 donne adette ai telai, fonte di lavoro e di guadagno. Nel XVIII e XIX rifiorirono le arti, le professioni e i mestieri. Nel Catasto Onciario di Montauro (1741.1746) sono menzionati scalpellini, fabbri ferrai, falegnami, sarti, fabbricatori (muratori), tintori, conciatori, cottonari (cotonai), seggiari (ripara sedie, impagliatori), chianchieri (macellai), poticari (esercenti di generi alimentari e diversi) e le varie professioni, Dottore fisico (chirurgo), Dottore chimico (farmacista), Avvocato, Notaio. Sono menzionati anche molti Sacerdoti di famiglie nobili. Tra il XVII e XVIII secolo si contano circa sessanta sacerdoti. In questo periodo si costruisce la maggior parte de palazzi nobiliari con i sontuosi portali :palazzo Barbieri, palazzo Spadei, palazzo Rossi-Milano, palazzo Vatrella, palazzo Madonna, palazzo Teti, palazzo Terracina, palazzo Menechini, palazzo Pellegrini, palazzo Tavani, palazzo Mirarchi, casa sac.Nisticò (Pisano-Gullì), portale casa monaco Tavano (Pisani-Mercurio), palazzo Zizzi, palazzo Clericò, casa Lomanno. Con l'unità d'Italia il sud e in modo particolare la Calabria incominciarono a conoscere un lento ed inesorabile declino economico. Montauro risentì di questa crisi generale, dovuta anche ai soprusi, alle vessazioni e ai balzelli imposti dai baroni locali ai contadini, i quali si ribellarono ai padroni e da questa rivolta sorsero anche a Montauro alcuni briganti. La prima guerra mondiale, la crisi economica del 1929, la seconda guerra mondiale contribuirono fortemente ala diminuzione della popolazione e andò in crisi tutta l'economia del paese. Dopo la prima guerra mondiale, in cui Montauro diede il suo contributo di venticinque figli, caduti in guerra, iniziò una prima emorragia del'emigrazione. Dagli anni 1929-30 molti giovani emigrarono in Argentina e negli Stati Uniti d'America.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • La grangia di Sant'Anna
  • Chiesa Matrice San Pantaleone , custodisce le Reliquie di San Pantaleone: un'ampolla con il sangue e un pezzo di nuca
  • Museo
  • Palazzi e Portali
  • Belvedere Villa Regina Elena

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Persone legate a Montauro[modifica | modifica wikitesto]

  • Arcangelo Pisani, letterato (1865 - 1935)
  • Giuseppe Rossi Milano. Giurista e Parlamentare XVIII - XIX - XX legislatura Regno d'Italia[5] (1843 - 1902)
  • Padre Leonardo da Montauro al secolo Antonio Mercurio, frate cappuccino, cappellano militare (1909 - 1993)
  • Franco Froio , Parlamentare VI - VII legislatura Repubblica Italiana (1934 - 2013)
  • Banda Musicale Città di Montauro, fondata nel 1924 dal Maestro Giovanni Cuccarini

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Coltivazioni di frutta in modo particolare (arance, mandarini e uva di ottime qualità), grano, agrumi, ma in particolar modo le coltivazioni di alberi di ulivi che ricoprono gran parte del territorio montaurese, dove vengono prodotti grandi quantitativi di olio di ottima qualità che ancora oggi grazie a questo prodotto viene dato lavoro a molte famiglie grazie sia alla raccolta che alla vendita di quest'ultimo. Dove in passato si contavano oltre 10 frantoi di pietra oramai decimati e modernizzati con macchinari tecnologici.

Anche la pesca è voce rilevante nell'economia del paese che veniva definito in passato nel comprensorio il paese dei "marinari o dei pisciari" che un ventennio fa contava oltre settanta pescatori di professione, dove ora se ne contano al massimo quattro o cinque, un mestiere ormai destinato a sopprimere a causa delle leggi e della scarsa pescosità del nostro mare.

Anche l'artigianato era in passato una grande fonte di lavoro per l'economia del paese dove nella lavorazione del legname del ferro e della pietra ancora oggi vengono riconosciuti grandi mastri falegnami e fabbri dove i loro mobili da loro costruiti erano oggetto di gran richieste dei nobili dell'epoca e tuttora ben custoditi. Come del resto gli stessi archi dei portali in pietra, dei palazzi nobiliari che delle case comuni sono opere di grande valore artigianale con le loro svariate forme e decorazioni dove oggi a Montauro se ne contano oltre 23.

Negli ultimi anni il turismo sta andando sviluppandosi, grazie alla nascita di villaggi, hotel, strutture ricettive e stabilimenti balneari.

Stazione Montauro scalo - Montepaone Lido

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci del Regno d'Italia

  • Giuseppe Madonna 1869
  • Leopoldo Madonna 1892
  • Lorenzo Barberi 1896 -1901
  • Ferdinando Zizzi 1901 -1907
  • Lorenzo Barberi 1907 -1913
  • Clodomiro Tavani 1914 -1920
  • Lorenzo Barberi 1921 -1925
  • Sorrentino … 1925-1926 (?)
  • Francesco Marascio 1926-1943 (periodo fascista: Podestà)
  • Vincenzo Barberi 1943-1946 (?) Commissario Prefettizio

Sindaci della Repubblica Italiana

  • Carlo Barberi 1946?- 1952
  • Francesco Pisano 1952 -1964
  • Domenico Siciliano 1964 - 1970
  • Gregorio Mercurio 1970 - 1975
  • Nicola Clericò 1975 - 1980 - 1985 - 1990
  • Felice Salvatore Froio 1990 - 1993
  • Nicola Clericò 1994 - 1995
  • Giuseppe Schipani 1995 - 1997 (dimissioni della giunta)
  • Sebastiano Cento 1997 pochi mesi…(Commissario Prefettizio)
  • Giuseppe Pagliaro 1997 – 1999 (dimissioni della giunta)
  • Mario Magno 1999 - 2000 (Commissario Prefettizio)
  • Grazia Rosa Anna Squillacioti 2000 – 2005
  • Grazia Rosa Anna Squillacioti 2005 rieletta, il 12 novebbre 2006 (dimissioni della giunta)
  • Gino Rotella nov. 2006 – maggio 2007 (Commissario Prefettizio)
  • Pantaleone Procopio 2007- 2012 (elezioni 27-28-maggio 2007) con 622 voti.
  • Pantaleone Procopio 2012- 2017 (elezioni 6-7 maggio 2012) riconfermato

Elezioni 11 giugno 2017 non raggiunto il quorum dei votanti

  • Armando Brescia giugno 2017 (Commissario Prefettizio)
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Note e Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 410.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Giuseppe Rossi Milano, storia.camera.it.
  • Marialetizia Buonfiglio La Grangia di Montauro e il suo territorio, Catanzaro,Ursini Edizioni, 2002
  • Aldo Mercurio San Pantaleone Martire, Catanzaro, Abramo, 2005
  • Aldo Mercurio Le reliquie di San Pantaleone, custodite nella Chiesa Parrocchiale di Montauro ,Catanzaro, Abramo, 2008
  • Ilario Principe La grangia di Sant'Anna a Montauro, Cosenza, Tipolitografia Grafica Cosentina, 2008
  • Giuseppe Pisano I misteri di Montauro la Rennes le Chateau italiana, Catanzaro, Tipolitografia Grafica Andreacchio, 2013
  • Giuseppe Zangari Portali e stemmi granitici, ferro battuto e stucchi tardo-barocchi a Montauro, Società Editrice Meridionale, 1981
  • Aldo Mercurio il fascino del BORGO ANTICO Palazzi e Portali di Montauro, Catanzaro, Grafiche SIMONE, 2014
  • Carlo Muzzì - Marino Sannia San Pantaleone a Montauro e nel mondo, Torino, 1997
  • Aldo Mercurio Padre Leonardo da Montauro, Edizioni La Forgia, 2004
  • Achille Curcio - Giovanni Pisano Insieme a Montauro, Edizioni La Forgia, 2004
  • Antonio Bressi Il parlamentare Giuseppe Rossi Milano, Roma, 1996

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