Gimigliano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Gimigliano
comune
Gimigliano – Stemma
Gimigliano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Catanzaro-Stemma.png Catanzaro
Amministrazione
SindacoMassimo Chiarella[1] (lista civica Rinascita per Gimigliano) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate38°58′N 16°32′E / 38.966667°N 16.533333°E38.966667; 16.533333 (Gimigliano)Coordinate: 38°58′N 16°32′E / 38.966667°N 16.533333°E38.966667; 16.533333 (Gimigliano)
Altitudine600 m s.l.m.
Superficie33,55 km²
Abitanti3 301[2] (31-8-2017)
Densità98,39 ab./km²
FrazioniCavorà, Tre Arie, Corbino, Madonna di Porto, Umbri, Colla
Comuni confinantiCarlopoli, Catanzaro, Cicala, Decollatura, Fossato Serralta, Pentone, San Pietro Apostolo, Sorbo San Basile, Soveria Mannelli, Tiriolo
Altre informazioni
Cod. postale88045
Prefisso0961
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT079058
Cod. catastaleE031
TargaCZ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantigimiglianesi
Patronosan Giuseppe
Giorno festivo19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gimigliano
Gimigliano
Gimigliano – Mappa
Posizione del comune di Gimigliano all'interno della provincia di Catanzaro
Sito istituzionale

Gimigliano (Ghimiglianu in calabrese) è un comune italiano di 3.301 abitanti della provincia di Catanzaro in Calabria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Gimigliano è posto sul versante meridionale della Sila Piccola, su un monte ("Monte San Salvatore") che si affaccia sulla valle del Corace. Esistono due distinte località, ciascuna delle quali può essere considerata nucleo urbano di Gimigliano: Gimigliano superiore (in dialetto "Susu") e Gimigliano inferiore (in dialetto "Jiusu").

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

La zona di Gimigliano è alquanto complessa dal punto di vista geologico, ed è stata oggetto di numerosi studi, per la coesistenza di rocce di differente origine, natura ed età. Ne sono espressione la presenza di due pietre che sono state utilizzate fino a un recente passato in edilizia: il "marmo rosa" (marmo persichino) e la "pietra verde", una roccia metamorfica (ofiolite) molto comune nel massiccio del Reventino[3]. Walter Álvarez ha ipotizzato che queste ultime formazioni si siano originate durante le fasi di chiusura dell'Oceano Tetide, per la collisione della Placca africana con quella euroasiatica che ha dato origine alle catene montuose delle Alpi, si siano staccate dalle Alpi e siano state trasportate nella posizione attuale[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il monte San Salvatore cominciò a essere popolato alla fine del IX secolo verosimilmente da immigrati delle coste ioniche che cercavano rifugio dalle incursioni dei Saraceni. I due nuclei urbani si formarono in seguito all'invito del generale bizantino Niceforo Foca il vecchio, durante la vittoriosa campagna nel biennio 885-886, a stabilirsi in kastellion, borghi posti sulle alture più facilmente difendibili grazie alla configurazione naturale del terreno,[5]. Nei secoli seguenti le vicende politiche di Gimigliano furono le stesse di quelle di Tiriolo: nel 1481 fu acquistata dai Carafa di Soriano, che nel 1630 la vendettero alla famiglia dei Cicala, la quale resse il paese fino al 1806, anno in cui, per la legge 24 del 2 agosto 1806, fu abolita la feudalità. Nel 1807, l'anno in cui Gimigliano ottenne l'autonomia amministrativa, l'abitato venne dato alle fiamme dai francesi di Giuseppe Bonaparte.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

La festa della Madonna di Porto ha una durata di tre giorni. Il rituale civile-religioso inizia la domenica di Pentecoste e si conclude la sera del martedì. Si celebra la Madonna di Porto, che è stata proclamata patrona della provincia di Catanzaro, il cui quadro acheropita è custodito nella Chiesa Madre "SS. Salvatore" di Gimigliano.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività più tradizionali e rinomate vi sono quelle artigianali, che si distinguono per l'arte della tessitura, finalizzata alla realizzazione di arazzi e di coperte.[7][8]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ il sindaco di Gimigliano http://www.comune.gimigliano.cz.it/index.php?action=index&p=98
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  3. ^ Punturo R. et al, "Le cave storiche della 'Pietra Verde' di Gimigliano e Monte Reventino (Calabria): studio petrografico e geochimica." Acc. Gioen. Sci. Nat., Catania, 37(364): 35-57, 2004.
  4. ^ Walter Alvarez, Structure of the monte Reventino greenschist folds: a contribution to untangling the tectonic-transport history of Calabria, a key element in Italian tectonics, in J. Struct. Geol., vol. 27, nº 8, agosto 2005, pp. 1355-1378, DOI:10.1016/j.jsg.2005.05.012.
  5. ^ Ulderico Nisticò, Ascendant ad montes. La difesa passiva ed attiva della costa ionica in età bizantina, in Vivarium Scyllacense. Bollettino dell'Istituto di Studi su Cassiodoro e sul Medioevo in Calabria., vol. 10, nº 2, dicembre 1999, pp. 41-118.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 14.
  8. ^ La tessitura in Calabria, su tessituralongobucco.it. URL consultato il 26 maggio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Arcuri, Gimigliano. Religiosità popolare e identità, Catanzaro (CZ), Casa Editrice l'Ulivo, 1992.
  • Mario Arcuri, Storia e Culto del Santuario Mariano di Porto tra Oriente e Occidente, Catanzaro (CZ), Edizioni la rondine, 2006.
  • Alessandro Calogero, Riflessioni su Gimigliano - Dizionario toponomastico geografico-storico, lingua costume e ipotesi sulle origini, Soveria Mannelli (CZ), Calabria Letteraria Editrice, 2000.
  • Alessandro Calogero, Briganti e insorgenze. Gimigliano 1799-1874, Bari (BA), Artebaria Edizioni Srl, 2012.
  • Alessandro Calogero, Storie di uomini. Biografie gimiglianesi dal tardo antico al '900, Manduria (TA), Tiemme Industria Grafica, 2013.
  • Cooperativa Musicale Calabrese, Gimigliano, storia e immagini di un cammino musicale, Catanzaro (CZ), Casa Editrice l'Ulivo, 1986.
  • Domenico Lamannis, Miscellanea Patria, Napoli 1828. Ristampa, Catanzaro (CZ), Vincenzo Ursini Editore, 2000.
  • Domenico Lamannis, Gran Madre di Dio. Venerata in Gimigliano, Catanzaro (CZ), Tipografia dell'Orfanotrofio, 1875.
  • Pasquale Laureani, Notizie storiche di Gimiliano, Milano (MI), Tipografia Ditta Wilmant, 1871.
  • Cesare Mulè, Gimigliano, storia e fede, Catanzaro (CZ), Tipografia Silipo & Lucia, 1976.
  • Giuseppe Pullano, La Madre dei Miracoli. Origine e sviluppo della devozione alla Madonna di Porto che si venera in Gimigliano, Catanzaro (CZ), Grafiche Abramo s.r.l., 1993.
  • Daniele Rosselli, Guglielmo Rosselli, Alessandro Rosselli, Rosaria Trapasso, Rosselli di Gimigliano. Dalle origini a noi, Ascoli Piceno (AP), Sigismundus Editrice, 2014.
  • Daniele Rosselli, Rosaria Trapasso, Guglielmo Rosselli, Alessandro Rosselli, Trapasso e Benincasa. Due famiglie gimiglianesi, Ascoli Piceno (AP), Sigismundus Editrice, 2015.
  • Luigi Antonio Rotella, Il ritorno (storie di vita), Soveria Mannelli (CZ), Calabria Letteraria Editrice (Rubbettino Editore S.r.l.), 2016.
  • Luigi Antonio Rotella, I sentieri delle immagini smarrite. Le cento "Cone" di Gimigliano, fra spiritualità, leggenda e folclore, BookSprint Edizioni, 2018.
  • Mark Rotella, I fichi rubati e altre avventure in Calabria, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino Editore, 2013.
  • Raffaele Rotella, Poesie. Cenni Storici su Gimigliano, Marzi (CS), Tipografia Artigiana - Il Punto -, 1991.
  • Antonio Scalzo, Raffaele Benincasa, Luigi Paonessa, Gimigliano Ieri Oggi, Catanzaro (CZ), Arti Grafiche Antonio Abramo, s.d.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN139521028 · LCCN (ENn00146212 · GND (DE4625661-1
Calabria Portale Calabria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di calabria