Tiriolo

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Tiriolo
comune
Tiriolo – Stemma
Tiriolo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Catanzaro-Stemma.png Catanzaro
Territorio
Coordinate38°57′N 16°30′E / 38.95°N 16.5°E38.95; 16.5 (Tiriolo)Coordinate: 38°57′N 16°30′E / 38.95°N 16.5°E38.95; 16.5 (Tiriolo)
Altitudine650-850 m,s,l, m s.l.m.
Superficie29,26 km²
Abitanti3 882[1] (30-09-2012)
Densità132,67 ab./km²
FrazioniPratora, Sarrottino, Soluri
Comuni confinantiCatanzaro, Gimigliano, Marcellinara, Miglierina, San Pietro Apostolo, Settingiano
Altre informazioni
Cod. postale88056
Prefisso0961
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT079147
Cod. catastaleL177
TargaCZ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantitiriolesi
PatronoMadonna della Neve
Giorno festivo5 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tiriolo
Tiriolo
Tiriolo – Mappa
Posizione del comune di Tiriolo all'interno della provincia di Catanzaro
Sito istituzionale

Tiriolo (Tiriualu in dialetto calabrese)[senza fonte] è un comune italiano di 3.882 abitanti[2] della provincia di Catanzaro in Calabria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Centro agricolo e commerciale della Sila piccola, situato a nord dell'istmo di Catanzaro, sopra un poggio che segna il displuvio tra la valle del fiume Amato sul versante tirrenico e quella del fiume Corace sul versante ionico. La parte nord-orientale dell'abitato si addossa alle pareti rocciose di uno spuntone calcareo.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Tiriolo fu fondato, si dice, dai greci circa 600 anni prima della guerra contro Troia, Tryoros da cui il suo nome dai 3 monti che lo circondano. È possibile che venne fondato in questo punto per la sua grande posizione strategica; si dice anche che qui si sia fermato Ulisse e che il suo territorio sia la terra dei Feaci. La popolazione originaria era composta da greci, fino a quando il sito, circa intorno al 500 a.C., venne conquistato dalla popolazione di stirpe indoeuropea detti Brettii o Bruzi e perse i contatti con la madre-patria, la Grecia[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si vuole fondata dagli Enotri e abitata o soltanto fondata dagli Ateniesi;[senza fonte] è comunque in una zona di ritrovamenti del Neolitico, dell'età del ferro e di epoche successive. Durante la rivolta di Spartaco fu teatro della ribellione e vide i due eserciti contrapposti: dalla sponda nord, sulle pendici che da Tiriolo degradano verso Marcellinara erano schierate le Legioni di Crasso, sull'altro contrafforte erano arroccati i ribelli di Spartaco, che per impedire l'avanzata dei legionari avevano scavato, proprio nell'attuale stretto di Marcellinara, una trincea allagata che metteva in comunicazione i due mari.

A Tiriolo fu rinvenuta nel 1640 una tavoletta di bronzo recante il testo del "Senatus consultus de Bacchanalibus" del 186 a.C. riguardante il divieto di tenere baccanali (tavola dei baccanali esposta nei musei di Vienna). Antica baronia dei de Reggio il borgo, possesso dei Ruffo fino al 1464, fu dei Carafa fino al 1496 e dei Cigala dal 1610.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nel Corso Garibaldi si distinguono alcuni palazzetti qualificati da eleganti portali e finestre. L'antica rocca è dominata dai ruderi del castello intorno al quale crebbe il centro storico caratterizzato da alcuni palazzi cinquecenteschi. Dalla sommità della rocca e da tutto il centro storico si può ammirare uno dei più ricchi panorami: verso sud est Catanzaro e le spiagge ioniche, a sud le Serre, Pizzo Calabro e la costa fino alle coste della Sicilia settentrionale, abbracciando il mar Tirreno con le isole Eolie, con Stromboli in evidenza con il suo pennacchio, mentre a nord si possono ammirare le pinete della Sila Piccola.

Nel territorio comunale di Tiriolo, al confine con il territorio di Settingiano, sono visibili i ruderi di Rocca Falluca, un antico borgo medievale, fondato alla metà dell'XI secolo attorno a un castello normanno e abbandonato alla fine del XVI secolo, patria dell'umanista Agazio Guidacerio (1477-1542).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Feste e manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Tiriolo
  • 3-4-5 agosto: Festa Maria Santissima della Neve
  • 20-24 agosto: Bacchanalia
  • Mese di agosto: Sagra del pollo alla Diavola
  • 7-8 settembre: Festa Maria SS. Scala Coeli
  • Mese di settembre: Notte tra i due Mari
  • Mese di dicembre: Tarantella Power
Festa Maria Santissima della Neve[5]

Risale alla notte del 5 agosto dell'anno 352 un'abbondante nevicata sul Colle Esquilino a Roma. Fu di certo un miracolo per i Romani che si svegliarono stupiti sotto la bianca coltre. Nella stessa notte, all'allora Papa Liberio e al patrizio romano Giovanni, era apparsa in sogno la Madonna che annunciava la nevicata e chiedeva ai Cristiani la costruzione di una chiesa. Il patrizio Giovanni si recò immediatamente all'alba da Papa Liberio per raccontargli il sogno e offrirgli tutti i suoi averi per la costruzione della chiesa: Grande fu la sorpresa dei due quando si accorsero che avevano fatto lo stesso sogno e, recatisi speditamente sul colle Esquilino lo trovarono coperto di neve. Fu proprio lì che sorse la chiesa che il popolo volle fosse dedicata alla Madonna col nome di Maria SS. della Neve. La chiesa nel corso dei secoli cambiò più volte nome: fu detta Liberiana dal nome del pontefice. Si chiamò, poi, Basilica Sistina dal nome di Papa Sisto III che la riedificò nell'anno 432. Fu detta, poi, pure S. Maria del Presepe perché in essa furono trasferite, durante il pontificato di Teodoro I le reliquie della mangiatoia di Betlemme.

Solo infine prese il nome che porta ancora oggi, S. Maria Maggiore con il grado di Basilica patriarcale e di supremazia su tutte le altre chiese romane. Da allora il culto della Madonna della Neve si sparse in tutta Italia, numerosi furono i santuari e le chiese dedicate al culto della Madonna della Neve. In Calabria si venera anche a Vibo Valentia e a Zungri.

Incerta è la data in cui a Tiriolo inizia la venerazione della Madonna della Neve. Non esistono elementi certi. Esiste, tuttavia, nella Chiesa Matrice Collegiata, di stile basilicale a tre navate, dell'XI secolo, una piccola campana che porta la data del 1338. A testimonianza di un culto molto antico.

Due sono le statue dedicate alla Madonna della Neve. Una molto solenne, bella ed altamente regale, scolpita nel 1744 su incarico dell'allora arciprete Tommaso Torchia. Un'altra, scolpita probabilmente qualche tempo prima, frantumata da un fulmine.

La Madonna della Neve a Tiriolo è stata insignita del titolo di 'Regina di Tiriolo' il 5 agosto del 1953, per concessione "suo nomine et auctoritate" di Papa Pio XII, nel corso di una solenne cerimonia voluta dalla intera comunità mentre era Arciprete Don Domenico Maria Gervasi e il Sindaco l'Avv. Antonio Caiola, al termine di un novenario tenuto dai Padri di S. Ignazio di Loyola e da intellettuali, da magistrati e politici.

La solenne cerimonia, durante la quale il Sindaco e il Parroco hanno letto la Bolla Pontificia rispettivamente in lingua italiana e in latino, si è tenuta in Piazza Italia, alla presenza dei Vescovi di tutta la Calabria ed è stata presieduta dell'allora Metropolita della Calabria, Mons. Giovanni Ferro, Arcivescovo di Reggio Calabria.

La popolazione di Tiriolo, confermando la sua fede secolare, ha voluto ricordare l'evento, anche con l'offerta di monili, offrendo due artistiche corone che sono state deposte sul capo della Madonna e del Bambino da Mons. Eugenio Giambro, Vescovo dell'allora Diocesi di Nicastro.

Festa Maria SS. Scala Coeli[5]

La storia di Tiriolo registra la presenza di numerose chiese a testimonianza di una fede cristiana abbastanza sentita dalla popolazione che ha trovato in essa il conforto e il sostegno nei momenti di sventure.

Al momento sono aperte al culto la Chiesa di S.Maria delle Grazie e la Chiesa Madre, dedicata alla Madonna della Neve, patrona della città, i cui festeggiamenti si tengono il 4 e 5 agosto, nel ricordo anche dell'abbondante e miracolosa nevicata avvenuta nel lontano 352, a Roma, sul Colle Esquilino. Tra le chiese non possiamo non ricordare quella della Madonna Bambina, subpatrona della città, venerata a Tiriolo con il titolo di Madonna della Scala Coeli.

Questa chiesa rappresenta ormai una delle ultime testimonianze calabresi dell'architettura basiliana rimaste in Calabria e sopravvissute alla naturale distruzione del tempo e degli eventi. Costruita dalle religiose dell'ordine di San Basilio intorno al IV secolo fu abbazia rinomata e fiorente di vita spirituale. Nel periodo di massimo splendore possedeva numerosi beni terrieri, ceduti successivamente in enfiteusi.

Nel 1610, quando il feudo di Tiriolo fu venduto dai Carafa a Carlo Cigala-Doria della nobile famiglia messinese, originaria di Genova, divenne cappella privata dei principi Cigala che la tennero fino alla fine della feudalità. Più volte rimaneggiata, oggi rappresenta uno dei più antichi monumenti sacri della Calabria e di Tiriolo che, secondo alcuni era sede di una delle prime diocesi della Ca1abria, prima ancora di Nicastro e di Catanzaro.

Dal 1970 la chiesa, per la precarietà delle strutture architettoniche, è stata chiusa al culto. Un pregevole Crocifisso in legno, lì venerato, è al momento custodito nella Chiesa di Maria SS delle Grazie.

Del Crocifisso in legno, in stile barocco, presumibilmente di scuola napoletana il Professore Alberto Badolato ha detto: "Esprime un intenso pathos per la grande cura dei particolari anatomici che evidenziano una forte sofferenza attraverso il movimento degli arti oltre che per l'espressione del volto. Le condizioni di conservazione sono abbastanza buone. Quando è stato spostato dalla Chiesa Scala Coeli a quella di Maria SS delle Grazie, dove è esposto, è stato riportato al suo primitivo splendore da un giovane locale restauratore, Tommaso Leone, il quale ha fatto un'opera di restauro decoroso e rispettoso dello stato primitivo. Era fissato al muro sul lato sinistro della chiesa, i chiodi erano incastonati direttamente al muro e l'opera di rimozione è stata difficoltosa.

Sagra del pollo alla Diavola[6]

Una giornata di festa all’insegna della solidarietà e dell’aggregazione. Appuntamento fisso con la “Sagra del pollo alla diavola” di Tiriolo, promossa dall’associazione di volontariato “Diavoli rossi”. L’iniziativa rappresenta l’occasione per promuovere la cultura del volontariato e della protezione civile grazie all’impegno dell’associazione che opera da 34 anni nei territori dell’Istmo di Marcellinara e dell’intera provincia di Catanzaro specialmente nella lotta agli incendi boschivi.

Bacchanalia 2200 anni dopo

Trae origine da una storia vera. Come testimonia il Senatus Consultum de Bacchanalibus datato 186 a.C e ritrovato a Tiriolo nel 1640. Si tratta di una tavoletta di bronzo contenente il testo del decreto con cui il Senato Romano bandì i culti di Bacco, comunicando alle autorità locali norme precise per la pubblicazione dell'editto, la pena di morte per i trasgressori del decreto e l'obbligo di distruzione dei luoghi del culto non autorizzati dal Senato. Da qui l'intento di far rivivere per cinque giorni il culto praticato dai nostri antenati Brettii. Il festival prevede musica jazz, etnica, indie rock, classica e pop dall'alba alla notte, per un totale di 14 concerti dal vivo. Inoltre degustazione di vini, piatti e prodotti tipici del territorio, laboratori sull'identità gastronomica locale in collaborazione con SlowFood, laboratori di artigianato, arte e creatività, spettacoli teatrali, performance di danza, e molto altro.

Persone legate a Tiriolo[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo De Filippis, nato a Tiriolo il 4 aprile 1749, professore di matematiche all'Università di Bologna, giustiziato a Napoli il 28 novembre 1799, come aderente alla Repubblica napoletana. Fu anche ministro degli Interni nella concitata e breve vita della Repubblica partenopea.
  • Marco Cardisco, pittore del Rinascimento citato anche da Giorgio Vasari nelle Vite.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

È un centro dove esistono ancora alcune botteghe d'arte che producono lavori a telaio e a tombolo: i vancali, scialli tradizionali, e tessuti in lana e seta.[7][8] L'agricoltura dà grano, mais, frutta, olive e uva che vengono lavorati in loco da frantoi e impianti di vinificazione. L'industria è attiva nel settore dell'arredamento, della lavorazione dell'olio, dei dolciumi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2012.
  2. ^ Dato Istat al 30/09/2012
  3. ^ Horace Rilliet- Colonna mobile in Calabria nell'anno 1852, Rubbettino, pag. 188
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b feste di paese - Tiriolo, su www.tuttopaesi.it. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  6. ^ A Tiriolo musica e solidarietà con la “Sagra del pollo alla diavola”, su CN24. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  7. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 14.
  8. ^ La tessitura in Calabria, su tessituralongobucco.it. URL consultato il 26 maggio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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