Simeri Crichi

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Simeri Crichi
comune
Simeri Crichi – Stemma Simeri Crichi – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Catanzaro-Stemma.png Catanzaro
Amministrazione
Sindaco Piero Mancuso (lista civica Insieme per Simeri Crichi ) dal 06/06/2016
Territorio
Coordinate 38°57′N 16°39′E / 38.95°N 16.65°E38.95; 16.65 (Simeri Crichi)Coordinate: 38°57′N 16°39′E / 38.95°N 16.65°E38.95; 16.65 (Simeri Crichi)
Altitudine 465 m s.l.m.
Superficie 46,74 km²
Abitanti 4 600[1] (31-12-2010)
Densità 98,42 ab./km²
Frazioni Simeri, Homomorto, Marincoli, Porto d'Orra, Roccani, Apostolello
Comuni confinanti Catanzaro, Sellia, Sellia Marina, Soveria Simeri
Altre informazioni
Cod. postale 88050
Prefisso 0961
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 079133
Cod. catastale I745
Targa CZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Cricari
Patrono san Nicola di Bari
Giorno festivo Terza domenica di Settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Simeri Crichi
Simeri Crichi
Posizione del comune di Simeri Crichi all'interno della provincia di Catanzaro
Posizione del comune di Simeri Crichi all'interno della provincia di Catanzaro
Sito istituzionale

Simeri Crichi è un comune italiano di 4 600 abitanti[1] della provincia di Catanzaro in Calabria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel medioevo la cittadina prosperò sotto il governo bizantino, che fortificò il perimetro abitato.

Nel 1541 il territorio di Simeri Crichi (e anche quello di Soveria Simeri) era di proprietà del duca Ignazio Barretta appartenente al Ducato di Simeri. Simeri appartenne poi ai Borgia fino al 1622. Dopo i Borgia, la terra passò ai Ravaschieri, già principi di Satriano. Il casale di Simeri fu poi dei De Fiore, dei Barreta Gonzaga e dei De Nobili, con Emanuele De Nobili che vi rimase fino al 1806, anno dell'eversione della feudalità.

Simeri,  è il borgo più antico, d’origine medievale: in questa zona sono stati portati alla luce una serie di reperti della prima metà del ferro e del periodo magnogreco.

Crichi, invece, fu fondato nella seconda metà del XVIII secolo, pare da un gruppo di contadini di Sellia.

Per quanto riguarda Simeri i primi feudatari risultano i Falloc e poi i Ruffo. A loro seguirono i Centelles e poi, nel 1482, i d’Aragona d’Ayerbe che, conti dal 1519, mantennero la titolarità fino al 1580. La baronia, da quest’anno, passò attraverso diverse famiglie. Fu di Casa Borgia, poi dei Ravaschieri di Satriano, dei De Fiore (marchesi dal 1715), dei Barretta Gonzaga (con titolo di duchi dal 1749) ed infine, dei De Nobili di Catanzaro, ultimi feudatari. Danneggiato dal terremoto del 1783, Simeri fu riconosciuto comune con decreto del 4 maggio 1811 e gli furono attribuite le frazioni di Crichi e di Petrizia (quest’ultima gli fu tolta con il riordino amministrativo borbonico del 1816 e attualmente fa parte del comune di Sellia Marina). Con decreto del 16 settembre 1848 il comune fu riunito e la sede municipale spostata a Crichi.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Ruderi del Castello Bizantino. Costruito verosimilmente nel X sec. d.C., il castello di Simeri domina sulla valle dell'omonimo fiume e sul golfo di Squillace, in una posizione strategica e molto suggestiva. Conserva pressoché intatta la cinta muraria esterna, una imponente torre cilindrica e buona parte della cittadella con il Palacium Castri, sede del potere. Testimone di oltre mille anni di storia, trasporta il visitatore in un viaggio nel tempo. Fondata tra il 1121 e il 1198 sotto la signoria dei Falluc, la Colleggiata (Chiesa di Santa Maria dell'Itria) è un monumentale complesso ecclesiastico che ebbe fino al 1800 il beneficio dell juspatronatus ovvero di eleggere e ordinare le cariche ecclesiastiche che facevano parte del feudo di Simeri e possedere rendite esclusive. Constava, fino alla distruzione subita nel 1744 a causa di un terremoto, di tre navate e tre altari. La struttura attuale è composta da un'unica navata, facciata e tetto sono crollate nel 1905 a causa del violento terremoto che distrusse anche Reggio e Messina.
  • Chiesa Collegiata: imponente complesso monumentale nel Vaglio del Castello di Simeri, probabilmente edificato tra il 1121 e il 1198. Aveva in origine tre navate. Danneggiata da terremoto del 1704, fu ricostruita dal duca Saverio Barretta che la ridusse a una sola navata. Dopo il crollo del tetto e il dissesto della facciata causati dal terremoto del 1905, sono rimaste in pedi le possenti mura perimetrali in pietra, il grande portale con decorazioni scolpite, parte dell'abside e qualche elegante fregio.
  • Ruderi Convento dei Cappuccini. Dedicato a Santa Maria degli Angeli, fu costruito su concessione e a spese del Principe Borgia di Squillace nel 1594. Aveva 13 celle e una chiesa monumentale ed era sede di noviziato (ovvero qui venivano istruiti coloro che volevano prendere i voti come frati). Soppresso nel 1784, fu ripristinato grazie all'impegno dei frati e della popolazione nel 1826 e adibito anche a ricovero per viaggiatori e mendicanti. Fu soppresso definitivamente nel 1874.Dedicato a Santa Maria degli Angeli, fu costruito su concessione e a spese del Principe Borgia di Squillace nel 1594. Aveva 13 celle e una chiesa monumentale ed era sede di noviziato (ovvero qui venivano istruiti coloro che volevano prendere i voti come frati). Soppresso nel 1784, fu ripristinato grazie all'impegno dei frati e della popolazione nel 1826 e adibito anche a ricovero per viaggiatori e mendicanti. Fu soppresso definitivamente nel 1874.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è suddiviso in tre comunità parrocchiali, collocate nelle zone principali del paese: la parrocchia San Nicola di Bari nel capoluogo del comune (Simeri Crichi); la parrocchia Santa Maria Assunta nella frazione di Simeri, la parrocchia Santa Maria di Acquaviva nella zona marittima di Simeri Mare.

Persone legate a Simeri Crichi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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