Nicastro

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Nicastro
circoscrizione
Nicastro – Veduta
Rione San Teodoro e ruderi del castello
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Catanzaro-Stemma.png Catanzaro
ComuneLamezia Terme-Stemma.png Lamezia Terme
Territorio
Coordinate38°59′N 16°19′E / 38.983333°N 16.316667°E38.983333; 16.316667 (Nicastro)Coordinate: 38°59′N 16°19′E / 38.983333°N 16.316667°E38.983333; 16.316667 (Nicastro)
Altitudine216 m s.l.m.
Abitanti45 000[1]
Altre informazioni
Cod. postale88046
Prefisso0968
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT079160 (ex 079085)
Cod. catastaleM208 (ex F888)
Nome abitantinicastresi
PatronoSant'Antonio di Padova
Giorno festivo14 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nicastro
Nicastro
Sito istituzionale

1leftarrow blue.svgVoce principale: Lamezia Terme.

Nicastro ("Nicastru" in dialetto nicastrese)[senza fonte] è una delle circoscrizioni comunali della città di Lamezia Terme. È stato un comune autonomo sino al 1968, anno dell'unificazione con Sambiase e Sant'Eufemia Lamezia per la nascita del nuovo comune[2], del quale è il quartiere più popoloso con circa 45 000 abitanti. Nel territorio dell'ex comune sono presenti la curia vescovile della diocesi di Lamezia Terme, l'ospedale, il tribunale e vari uffici amministrativi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nicastro ha una storia radicata, iniziatasi tra il IX e il X secolo, in pieno dominio bizantino in Calabria. La storia nicastrese è fatta da continui domini ricordando fra tutti quello normanno-svevo.

Per quanto riguarda la storia degli ultimi secoli, si può dire che durante l'occupazione francese in Calabria, avvenuta tra il 1806 e il 1814, Nicastro venne saccheggiata in lungo e in largo, dai briganti che combattono contro i francesi. Nicastro divenne dopo la restaurazione, uno dei più attivi centri carbonari. Molti carbonari nicastresi seguirono Garibaldi al Volturno nel 1860, e proprio in questo periodo avvenne un plebiscito per far sì che il Regno delle Due Sicilie entrasse a far parte del Regno dei Savoia, soprattutto per la grande apertura della popolazione e del clero alla causa unitaria.

Nel XV secolo, precisamente nel 1444, si insediarono in Calabria gli albanesi, e su una collina fondarono Zangarona che fino al 1848 era comune autonomo, ma poi divenne frazione di Nicastro. Sempre su questa collina costruirono la chiesa e tutto il centro abitato. Pian piano la cultura arbëreshë nella piccola frazione di Zangarona si sta perdendo.

Nel XIX secolo, una forte stagione di emigrazione, come risposta a una forte crisi, fa del nicastrese il primo comprensorio della provincia di Catanzaro per numero di immigrati al Nord Italia. Un'altra forte ondata di emigrazione si ebbe a Nicastro dopo il secondo dopoguerra, quando falliscono sia i vari moti contadini, sia le occupazioni delle terre. Il 4 gennaio 1968 Nicastro si unì ai comuni di Sambiase e Sant'Eufemia Lamezia per costituire il comune di Lamezia Terme[2].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della Cattedrale
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo (Lamezia Terme) e Madonna del manganello.
Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

La cattedrale fu fondata dalla Contessa Eremburga intorno al 1100, in stile normanno, più volte danneggiata dai terremoti, andò completamente distrutta col terremoto del 1638, fu ricostruita ancora più grande, in stile barocco, dal vescovo Giovan Tommaso Perrone, con ampliamento dell'edificio, portato a termine nel 1642. All'interno si possono ammirare una pala d'altare nella Cappella del SS. Sacramento rappresentante la cena del Signore ed eseguita dal pittore Francesco Colelli nel 1762 oltre ad una croce processionale del XVIII secolo e a dei busti dorati dei Santi Pietro e Paolo.

Santuario di Sant'Antonio di Padova

La chiesa officiata dai minori cappuccini, ha annesso il convento, costruito dopo il terremoto del 1638. Inizialmente ad una sola navata, conserva all'interno, sopra l'altare maggiore una grande tela con la Madonna degli Angeli, San Francesco d'Assisi e Innocenzo III. La chiesa è denominata Santa Maria degli Angeli, in seguito vi fu costruita una navata progettata come cappella, dedicata a Sant'Antonio. Di notevole valore è il quadro di Sant'Antonio datato 1664, opera del pittore Giacomo Stefanone. Nella navata dedicata a Sant'Antonio vi è un dipinto di Andrea Cefaly raffigurante l'Immacolata.

Santuario della Madonna del Soccorso o della Madonna del manganello

La devozione alla Madonna del Soccorso trae origine da un'antica lauda popolare, che parla del ritrovamento in contrada Magolà, di un quadro della Madonna lasciato dai francesi in epoca assai remota, e collocato in un'icona. La chiesa fu costruita nel 1740, all'interno vi è una bella statua lignea della Madonna del manganello che ha in braccio il Bambino, e tenendo legato il demonio, protegge una bimba che si aggrappa alla sua veste.

Santuario della Madonna della Spina

La tradizione vuole che un contadino, andando nel bosco a fare legna, ebbe la visione di una "donna bellissima" che lo invitò a roncare lo spineto che si conserva ancora appoggiato al muro della chiesa della Spina. Eseguito l'ordine, l'uomo vide comparire un dipinto parietale che raffigurava una Madonna con Bambino. Avendo fatto quanto richiesto, la signora gli fece dono di una moneta d'oro con la quale per più settimane provvide alle necessità della famiglia. In seguito all'evento miracoloso in quel sito si costruì una chiesetta, intitolata a Santa Maria detta la Bella.

Chiesa di Santa Maria Maggiore (detta di San Francesco)

L'antico monastero dei Frati minori riformati dedicato a San Francesco d'Assisi fu fondato nel 1240. Distrutto dal terremoto del 1638 venne poi ricostruito per volere dei Principi d'Aquino. La chiesa è a due navate, con la Cappella del Santissimo nella navata laterale. Il soffitto è a volte a botte. L'asse della volta è arricchito da due affreschi riferiti ad episodi della vita di San Francesco. L'abside è sormontato da una cupola a tutto sesto. Il prospetto dell'altare maggiore, reca al centro un tempietto e quattro colonne corinzie che delineano cinque nicchie occupate lateralmente dalle statue di due angeli, dalla statua di Santa Chiara e Santa Rosa che fanno corona alla statua della Madonna Assunta o Madonna degli Angeli al centro. Nel punto più alto dell'altare maggiore è collocato lo stemma dell'Ordine Francescano, sormontato da una croce. Oltre alla chiesa parrocchiale vi è una cappella dedicata a San Nicola, nel rione Calia. Nel mese di maggio avvengono i festeggiamenti in onore di Santa Rita da Cascia.

Chiesa di San Domenico

Conserva numerosi affreschi ed il quadro di San Domenico, che ha una cornice barocca ad intaglio dorata del 1647. Vi è inoltre un ostensorio in argento fuso e sbalzato, databile alla prima metà dell'Ottocento. Di notevole pregio è l'organo del Settecento, in legno con decorazione dorata. Di pregevole fattura, tra la prima e la seconda arcata, si può ammirare la Grotta della Madonna di Lourdes mentre di fronte vi è un altarino dedicato al SS. Ecce Homo.

Chiesa della Veterana

La fondazione della chiesa è legata ad un'antica leggenda, secondo la quale la Madonna delle Grazie apparve in sogno ad una figlia di Federico II dicendole che aveva il desiderio di vedere edificata una chiesetta sul colle di fronte al castello. È chiamata veterana perché dopo la distruzione della cattedrale è la chiesa più antica di Nicastro. Da rilevare al suo interno una tela raffigurante la Madonna con ai suoi piedi la principessa della leggenda. Vi era inoltre un'opera di grande valore eseguita da Francesco Colelli, solo che è stata trafugata e il pittore Giorgio Pinna l'ha riprodotta e collocata al posto dell'originale.

Chiesa di San Teodoro

Non si conosce la data di fondazione, anche se è attestata nei documenti a partire dal 1511, presenta un orologio del 1840, collocato sul campanile, sembra sia l'unico di questo tipo ancora funzionante. Al suo interno si può apprezzare un organo del 1600 e l'altare maggiore costruito in stile barocco datato 1861.

Chiesa di Santa Caterina

Non si conosce la data di fondazione della chiesa, le fonti riportano soltanto che l'edificio fu sede della Confraternita dell'Immacolata e che fu ampliato alla fine del XVI secolo, periodo in cui furono aggiunte le due cappelle laterali.

Chiesa della Beata Vergine del Rosario

La chiesa è a forma di capanna e custodisce al suo interno una meravigliosa statua lignea della Madonna del Rosario.

Chiesa di San Giuseppe Artigiano

La chiesa dedicata a San Giuseppe Artigiano, voluta da Mons. Vincenzo Rimedio, è ampia, luminosa ed accogliente. Nell'abside (opera del pittore lametino Maurizio Carnevali) è rappresentata la gloria del santo, le vetrate colorate raccontano la storia biblica di Giuseppe. È stata consacrata il 1º maggio 1998 e affidata alla Congregazione dei Salesiani di Don Bosco che si sono insediati il 13 settembre dello stesso anno.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

La chiesa che si trova nella frazione di Zangarona, venne costruita nel 1616, inizialmente intitolata a San Nicola. Con il terremoto del 1638 cadde la punta del campanile e il campanone. La chiesa è a due navate, la prima, dedicata alla Madonna delle Grazie, con una statua marmorea sull'altare maggiore è l'altra dedicata al Cuore di Gesù.

Chiesa di San Giuseppe

La chiesa situata nella frazione di Fronti, è a due navate, custodisce il busto ligneo di San Giuseppe, le statue della Madonna del Carmine, dell'Immacolata, di Sant'Antonio, del Sacro Cuore e del Bambino Gesù.

Inoltre sono presenti altre chiese, sparse tra centro e periferie.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Teatro Grandinetti.
  • Complesso monumentale di San Domenico;
  • Palazzo Blasco;
  • Palazzo D'Ippolito;
  • Palazzo Niccoli;
  • Palazzo Nicotera (Monachelle);
  • Palazzo Nicotera (Severisio);
  • Palazzo Panariti;
  • Palazzo Statti;
  • Palazzo della curia vescovile;
  • Palazzo del seminario vescovile;
  • Teatro Grandinetti;
  • Teatro Umberto.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello normanno-svevo di Nicastro.
Castello normanno-svevo di Nicastro

Il castello fu fatto costruire verso la metà dell'XI secolo dai Normanni per difendere la piana di Sant'Eufemia dagli eventuali incursori. Successivamente fu fatto ampliare da Federico II, all'interno vi furono costruite anche delle caserme che poi vennero adibite a carcere. Fu fortemente danneggiato dal terremoto del 1638.

Porta di Sant'Antonio

Secondo alcune testimonianze questa rappresentava la porta d'ingresso dell'ex comune di Nicastro. In parte distrutta, rimangono visibili solo i due grandi pilastri a pianta quadrata.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Notturno di corso Giovanni Nicotera
Scultura marmorea dinanzi lo stadio
  • Corso Numistrano;
  • Corso Giovanni Nicotera;
  • Piazza della Repubblica;
  • Piazza Giuseppe Mazzini (già piazza d'Armi);
  • Piazza Mercato Nuovo;
  • Piazza Mercato Vecchio;
  • Piazza Pietro Ardito;
  • Piazza Roma, nel quartiere Bella;
  • Piazza Santa Maria delle Grazie, nella frazione di Zangarona;
  • Piazza Santa Maria Maggiore;
  • Piazza San Giovanni;
  • Piazzetta San Domenico;
  • Statua del Sen. Arturo Perugini;
  • Statua di Federico II;
  • Via Sen. Arturo Perugini;
  • Via del Progresso;
  • Via Guglielmo Marconi;
  • Via Giuseppe Garibaldi;
  • Via XX Settembre;
  • Villetta comunale di corso Numistrano;
  • Giardino "Adelchi Argada";
  • Obelisco della Madonnina in piazza Pietro Ardito;
  • Monumento ai caduti in guerra di Nicastro su corso Numistrano;
  • Busto del Sen. Arturo Perugini in piazza della Repubblica;
  • Scultura marmorea raffigurante un calciatore con pallone, dell'artista Pablo Atchugarry, dinanzi lo stadio Guido D'Ippolito;
  • Statua di Federico II di Svevia in via Garibaldi;
  • Statua della sirena Ligea su corso Numistrano;
  • Fontana a zampillo nella villetta comunale di corso Numistrano;
  • Fontana a zampillo in piazza Mazzini;
  • Ponte Niola nel rione San Teodoro sottostante al castello normanno-svevo.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Parco "25 aprile";
  • Parco e Giardino Botanico "Comuni": il giardino botanico, realizzato a partire dal 1972, comprende una varietà di piante che supera le mille specie. È in atto un progetto con lo scopo di recuperare un'area di particolare valenza ambientale e renderla fruibile anche attraverso la creazione di strutture utili a educare i cittadini al rispetto della natura;
  • Parco "Peppino Impastato";
  • Parco Fluviale "Felice Mastroianni";
  • Parco urbano "Madonna del Soccorso".

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Nicastro, 22 settembre 1943: infermiere dell'esercito britannico, al seguito dell'Ottava Armata, acquistano fichi d'India in Piazza del Mercato Vecchio. Le contadine sono vestite con il tradizionale abito denominato "pacchiana".

Feste in onore dei Santi

  • Venerdì Santo: processione del Cristo morto e della Madonna Addolorata, che parte dall'antica chiesa di San Teodoro situata nel centro storico, fino alla cattedrale, dove si celebra la Via Crucis;
  • 1º maggio: festa in onore di San Giuseppe Artigiano, a Nicastro e nella frazione di Fronti;
  • 22 maggio: festa in onore di Santa Rita da Cascia, nella chiesa di Santa Maria Maggiore;
  • 12, 13, 14 giugno: festa in onore di Sant'Antonio, patrono dell'ex comune di Nicastro, ora compatrono di Lamezia. Sant'Antonio riceve da secoli, soprattutto nei giorni della Tredicina, dal 31 maggio al 12 giugno, le visite di migliaia di fedeli che vengono a pregare e a chiedere grazie e protezione. Le celebrazioni ufficiali prevedono tre giorni di festa, iniziano il 12 giugno con l'accensione del cero votivo al Santo, da parte del sindaco e dell'amministrazione comunale, continuano il 13 giugno con la messa solenne e terminano il 14 con la grande processione, che dalle 17 fino a tarda serata, porta in giro il Santo per le vie principali della città, per poi riportarlo in chiesa nel tripudio generale dei fedeli;
  • 27, 28, 29 giugno: festa in onore dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Lamezia Terme;
  • 2 luglio: festa in onore della Madonna delle Grazie, protettrice della frazione di Zangarona. La festa è molto partecipata dalla piccola comunità arbëreshë di Zangarona, il 2 luglio, dopo l'incoronazione solenne della Madonna e la messa del pomeriggio, ha inizio la processione, con il simulacro ottocentesco ligneo della Madonna delle Grazie, per le vie della frazione. Al termine della processione che dura circa tre ore, la statua viene accolta nella piazza antistante alla chiesa, dopo la benedizione solenne e lo spettacolo pirotecnico, la maestosa statua della Vergine rientra nella chiesa, tra la folla di gente che l'acclama;
  • Terza domenica di luglio: festa in onore della Madonna del Soccorso, in contrada Magolà;
  • 8 settembre: festa in onore di Maria Santissima Madre di Dio, nel quartiere Bella;
  • Ultima domenica di settembre: festa in onore della Madonna Addolorata, nella chiesa della Pietà;
  • 29 settembre: festa in onore di San Raffaele, nel quartiere Scinà;
  • Prima domenica di ottobre: festa in onore della Madonna del Rosario nella chiesa di San Domenico. È festeggiata anche il 7 ottobre nella chiesa del Santissimo Rosario.

Fiere

  • Fiera di Sant'Antonio, dal 12 al 14 giugno;
  • Fiera dei Santi Pietro e Paolo, dal 27 al 29 giugno.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Biblioteca comunale di Lamezia Terme e Museo archeologico lametino.

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca comunale di Lamezia Terme

La biblioteca comunale fu fondata nel 1897 inglobando i fondi librari dei conventi dei Domenicani e dei Cappuccini che aggiunti a titoli moderni e ad una sezione interamente dedicata alla Calabria e alla stessa città, raggiunge attualmente i 25.000 volumi; fa parte della biblioteca la Casa del Libro Antico che conserva e valorizza oltre 2.500 libri stampati dall'inizio del XVI secolo nei vari centri italiani (Venezia, Roma, Napoli) ed europei (Lione, Anversa, Parigi) ove fiorì l'arte tipografica, alcune opere manoscritte dello stesso periodo e frammenti di codici manoscritti greci (probabile datazione XI secolo) e latini (databili XIV-XV secolo) recuperati quali maculature, insieme a una serie di testimonianze archivistiche. La collezione libraria e documentaria raccolta, comprende opere di teologia, filosofia, patrologia, storia ecclesiastica ed esegesi, insieme a raccolte omiletiche, agiografiche, canoniche e bullari, ed è costituita soprattutto da fondi librari provenienti dai conventi dei Cappuccini e dei Domenicani di Nicastro e in piccola parte dalla biblioteca dei Frati Minimi di Sambiase. Importante è poi la presenza di alcuni testi più antichi sui quali si trovano annotazioni a margine apposte di proprio pugno di Tommaso Campanella. Inoltre tra il materiale conservato si trovano esemplari stampati dai celebri torchi di Manuzio, Giunta, Gioito, Froben e Platin.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo archeologico lametino

Il museo archeologico accoglie numerosi reperti rinvenuti in diversi siti della piana lametina attraverso i quali è possibile seguire le dinamiche storiche del territorio dal paleolitico fino all'età tardo-medioevale, suddivise in tre sezioni che rappresentano la preistoria, l'ètà classica e il medioevo. Nella sezione preistorica, sono esposti reperti del paleolitico calabrese (consistente il nucleo di strumenti provenienti da Casella di Maida, 700.000-500.000 anni fa) e del Neolitico lametino (Casella di Maida, Acconia, Palazzo). La sezione classica offre al visitatore l'opportunità di ammirare i materiali recuperati presso il villaggio di Sant'Eufemia Vetere ed ascrivibili all'abitato di Terina della seconda metà del IV secolo a.C. Tra i reperti spicca la cosiddetta hydria di Cerzeto (380-370 a.C), un grande vaso a figure rosse con scena di gineceo. La sezione medievale raccoglie il frutto degli scavi effettuati negli anni novanta nel castello normanno-svevo di Nicastro.

Museo diocesano d'arte sacra

Il museo diocesano con i suoi reperti contribuisce a documentare le vicende della diocesi di Lamezia Terme. Il più antico oggetto conservato nel museo è un cofanetto in avorio dipinto del XII secolo di bottega arabo-sicula. Vanno segnalati poi, tra quelli più significativi dal punto di vista storico artistico, i bracci reliquiari di San Giovanni Battista e di Santo Stefano protomartire, collegati alla storia secolare dell'ordine dei Cavalieri di Malta e del baliaggio di Sant'Eufemia, databili nel XV secolo e di provenienza mediorientale. Altri oggetti preziosi sono: uno scrigno seicentesco in madreperla, il bacolo vescovile del 1655 del vescovo Perrone e due croci astili del '700. Inoltre vengono conservati nel museo, la scultura quattrocentesca della Madonna delle Grazie di Domenico Gagini, le statue lignee dell'Annunciazione, il busto di San Martino del XVI secolo, il grande dipinto su tavola della Madonna tra San Luca e Santo Stefano (detto Pala della Veterana), la tela di San Francesco d'Assisi attribuita a Mattia Preti e quella dell'Assunta della scuola del Maratta. Assai significativi sono i dipinti del pittore Francesco Colelli, che abbracciano un arco di 20 anni dal 1762 al 1782.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La proteina Nicastrina, anche conosciuta come NCSTN, deriva il suo nome dal quartiere Nicastro, riflettendo il fatto che il morbo di Alzheimer fu descritto nel 1963 dopo aver studiato i discendenti di una estesa famiglia originaria di Nicastro che fu affetta largamente dal morbo. Alla Casa del Libro Antico sono infatti conservati cinque fascicoli contenenti certificati di nascita, matrimonio e morte appartenuti alla più antica parrocchia di Lamezia Terme, quella di San Teodoro, situata nel centro storico di quello che era una volta il comune di Nicastro, che si sono rivelati d'importanza fondamentale negli studi sul morbo di Alzheimer come strumento di ricerca e studio delle famiglie e dei loro discendenti colpiti da questa malattia;
  • La cantautrice statunitense Alicia Keys è figlia di Terri Augello, un avvocato di origini italiane[3], i cui bisnonni emigrarono da Nicastro e Sambiase.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Approssimativamente
  2. ^ a b Legge 4 gennaio 1968, n. 6, in materia di "Costituzione del comune di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro."
  3. ^ Alicia Keys | Calabrians Most Famous

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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