Zangarona

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Zangarona
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Catanzaro-Stemma.png Catanzaro
ComuneLamezia Terme-Stemma.png Lamezia Terme
Territorio
Coordinate38°58′15.49″N 16°20′34.8″E / 38.97097°N 16.343°E38.97097; 16.343 (Zangarona)Coordinate: 38°58′15.49″N 16°20′34.8″E / 38.97097°N 16.343°E38.97097; 16.343 (Zangarona)
Altitudine330 m s.l.m.
Abitanti421[1]
SottodivisioniAdduri, Calvario, Croci, Filippa; Giudeca, Palazzine, San Nicola, Spagnolo, Terravecchia
Frazioni confinantiFronti
Altre informazioni
Cod. postale88046
Prefisso0968
Fuso orarioUTC+1
Cod. catastaleM208
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantizangaronesi
PatronoMadonna delle Grazie
Giorno festivo2 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Zangarona
Zangarona
Sito istituzionale

1leftarrow blue.svgVoce principale: Lamezia Terme.

Zangarona (Zan Charone o Xingarone in arbëreshe) è una frazione del comune di Lamezia Terme, il quale centro dista circa 6 chilometri, con una popolazione di 421 abitanti[1].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Zangarona è situata in collina a circa 300 m s.l.m. Si può ammirare un meraviglioso panorama dei dintorni, la città di Lamezia Terme e la sua piana, nelle giornate terse è possibile vedere le Isole Eolie, in particolar modo il vulcano di Stromboli, che fanno da sfondo all'incantevole golfo di Sant'Eufemia.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Zangarona deriva dalla parola albanese Zan Charone che significa Gran Corona. Infatti nel comune dell'antica Nicastro, ora Lamezia Terme, il villaggio era come una corona.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Zangarona ha origini Arbëreshë, infatti nacque nel 1444 come villaggio, accogliendo i popoli d'Albania che fuggivano dall'orda turchesca dell'Impero ottomano[2]. Essi si stabilirono nelle colline ad est dell'allora comune di Nicastro. Durante i secoli, delle famiglie ebraiche nicastresi si trasferirono nel villaggio e formano il cosiddetto rione "Judeca" che ancora oggi porta questo nome.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna delle Grazie

Gli albanesi del villaggio desiderarono un luogo per pregare. Così venne costruita una chiesa dedicata a San Nicola di Bari, nel rito greco-ortodosso e si trovava dove ora è situata la Funtana de Santu Nicola. Col terremoto del 1638 la chiesa di S.Nicola e gran parte del villaggio venne distrutto. Venne allora costruita un'altra chiesa più a monte, dedicata alla Madonna delle Grazie poiché la leggenda narra che venne trovata in mare e si spostò a Zangarona miracolosamente. La nuova chiesa era più grande e aveva 5 altari dedicati alla Madonna delle Grazie, al Santissimo Sacramento, alla Madonna del Rosario, alle Anime del Purgatorio e a Maria Addolorata. Con il terremoto cadde la punta del campanile e la campana più grande. Anticamente le campane erano dedicate alla Madonna, a Santa Barbara e a San Nicola di Bari. Ora la chiesa è stata restaurata recentemente. Ha due navate: la prima dedicata alla Madonna delle Grazie con la statua di marmo del mare, la statua lignea della Madonna, San Giuseppe, Maria Addolorata e le tele della Madonna del Rosario e dei Santi Anna e Gioacchino. La seconda navata è dedicata al Sacro Cuore di Gesù, con la statua lignea di Gesù, Immacolata Concezione, Crocifisso e Sant'Antonio di Padova e le tele della Madonna del Carmine con le Anime del Purgatorio, il Battesimo di Gesù, San Paolo e Santa Maria "de Puris" (di Dipodi). La parrocchia comprende anche la chiesa di San Giuseppe Artigiano a Fronti.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza Santa Maria delle Grazie: anticamente chiamata Piazza Romagna, il 2 luglio 2016 è stata inaugurata con questo nome in occasione del 400º anniversario della costruzione della chiesa della Madonna delle Grazie (1616 - 2016). Nella piazza si trova una scritta in arbereshe del nome della piazza "Sheshi Shumberia et Graxjetev";
  • Piazza Terravecchia: si trova in uno dei tanti rioni ed è la più antica, situata nei boschetti e nelle case antiche del paese;
  • Fontana di San Nicola: si trova a Terravecchia, in una discesa piena di erba e cespugli, nel mezzo della campagna. Si trova in una "grotta". Anticamente era usata per lavare panni e piatti. Sgorga ancora dell'acqua. La discesa è molto ripida e spesso non è possibile arrivarci;
  • Fontana della Piazza: si trova in piazza S.M. delle Grazie, ed è di recente costruzione in quanto la piazza sia stata restaurata completamente;
  • Fontana di Terravecchia: si trova nell'omonimo rione ma non è funzionante e ne rimangono soltanto i resti;
  • Statua di Padre Pio: in piazza S.M. delle Grazie, è posta in una nicchia a mosaico dorata, una statua di Padre Pio da Pietrelcina dipinta d'oro, acquistata con devozione da un uomo del paese.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa della Madonna delle Grazie, il 2 luglio di ogni anno con un solenne novenario, l'incoronazione, la processione della statua lignea e lo spettacolo pirotecnico. Si narra che la statua marmorea della Madonna delle Grazie sia stata trovata in mare e nessuno riusciva a trasportarla per il suo grande peso. Delle persone zangaronesi la presero con leggerezza e senza nessuna fatica, come se dentro fosse vuota. Inizialmente la statua venne portata nell'antica chiesa di San Nicola, ma nella notte la statua venne trovata più a monte, dove ora si trova la chiesa della Madonna. Ciò successe per tre notti consecutive e si decise di costruire la sua chiesa nel luogo dove è stata trovata;
  • Festa di San Giuseppe: celebrata la prima domenica dopo il 19 marzo, dopo un solenne triduo, la processione e la "Cicerata" (sagra della pasta e ceci);
  • Processione del Corpus Domini: si svolge la domenica della solennità dalla Chiesa di San Giuseppe in Fronti fino alla Chiesa delle Grazie in Zangarona.

Anticamente si svolgeva anche:

  • Processione del Venerdì Santo: con la statua della Madonna Addolorata, conservata ancora oggi in chiesa, e la statua di Gesù Morto, oggi andata perduta. La processione era animata da canti tradizionali;
  • Chiamata della Madonna Addolorata ilvenerdì Santo, durante la celebrazione la Madonna arrivava al centro della chiesa e incontrava il suo Gesù morto. Dopo ciò, la Madonna veniva messa accanto a Gesù;
  • Benedizione del gelso: Il giorno di San Marco, il 25 aprile, si benediceva un ramo di gelso;
  • Tredicina di Sant'Antonio e la Coroncina del Sacro Cuore di Gesù, nel mese di giugno;
  • Rosario dell'Immacolata;
  • Stendardo con gli ex-voto: Durante la processione della Santa Patrona, una persona portava uno stendardo con tutti gli ex-voto della Madonna, antiche monete, collane, gioielli, banconote ecc.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

  • Scuola Primaria "Zangarona"
  • Scuola dell'Infanzia "Zangarona"

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

"Pasta e ciciari"(pasta e ceci): fatta nella festa di San Giuseppe, cucinata con ceci, finocchio, pepe nero e sedano

"Mulingiani chjini" (melanzane ripiene): fatte con carne, prosciutto, mozzarella e buccia di melanzana al forno

"Pip'e patati" (peperoni e patate): patate fritte o al forno con peperoni.

"Fraguni salati" (fragoni: cibo tradizionale pasquale): impasto di farina, acqua e lievito ripieno di ricotta, formaggio e salsiccia

"Grispelle": impasto di patate, farina, lievito ed acqua a forma di ciambella, con o senza zucchero all'esterno.

"Purpetti ccu pancetta"(polpette con pancetta): polpettine di carne con pancetta, tipiche di Carnevale

"Soppressata "(salame): carne trita di maiale, sale e salsa di peperone rosso dolce o piccante.

"Cunserva"(conserva): salsa di pomodoro.

"Risimuagliu"(risimoglie): residuo del grasso di maiale.

"Giardiniera": melanzane e peperoni tagliate a striscioline e messe sott'olio

"Aliv'ammaccati": olive schiacciate sotto sale.

"Pipi arrustuti": peperoni arrostiti

"Mulingiani d'u vasu": melanzane tagliate a fette e messe sotto sale in un contenitore di terracotta chiamato "salaturu"

"Cipulli all'acitu": cipolle immerse nell'aceto per un periodo di tempo e poi aggiustate con l'olio.

"Pumadora siccati": pomodori seccati su una rete per tutta l'estate èe aggiustate con olio, aglio e acciuga.

"Fichi siccati": fichi secchi, utilizzati per le Crucette, dolce di Natale, create con fichi secchi messi a forma di Croce e ripieni di noce e buccia di mandarino e ricoperte di zucchero e cannella.

"Piparilli sutt'uagliu": peperoncini sott'olio seccati e tagliati a pezzettini.

"Cavalluzzu corda corda": Provola a forma di cavallo impigliato in delle corde

"Baccalà e patati": baccalà con patate

"Renghi": pesci essiccati messi sott'acqua e poi stufati o in umido

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Adduri, situata vicino le Palazzine;
  • Calvario: chiamata così poiché si trova una "cona" di Gesù Crocifisso;
  • Croci, situata sotto il rione Terravecchia;
  • Filippa;
  • Giudeca, o Judeca, è un rione importante nella storia di Zangarona dal punto di vista storico: delle famiglie ebraiche nicastresi si trasferirono nelle colline di Lamezia, tra cui il rione Timpone a Nicastro e Zangarona, dove formarono un piccolo villaggio che prese il nome di Giudeca. Anche il rione Timpone è chiamato la "Giudecca".
  • Palazzine;
  • San Nicola: chiamata così poiché si trovava moltissimo tempo fa un convento e l'antica chiesa del Santo, antico patrono del paese;
  • Spagnolo;
  • Terravecchia: si trova alla discesa dalla piazza.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Zangarona è stato un comune autonomo fino al 1847, anno in cui venne soppresso insieme a Fronti e diventò frazione di Nicastro ora Lamezia Terme.

Sindaci di Zangarona dal 1809 al 1847
  • D. Antonio Dara (1809-1810)
  • Agostino Colistra (1811-1812)
  • Felice Spada (1813-1815)
  • Francesco Colistra (1816-1821)
  • Antonio Colistra (1822)
  • Ferdinando Cortese (1822-1824)
  • Giuseppe Fimiano (1825-1826)
  • Vincenzo Nicotera (1826-1828)
  • Francesco Fimiano (1829)
  • Giuseppe M. Fimiano (1830-1831)
  • Francesco Colistra (1831-1834)
  • Giuseppe Colistra (1834-1837)
  • Francesco Fimiano (1837-1840)
  • Giuseppe Colistra (1840-1842)
  • Giuseppe Fimiano (1843)
  • Giuseppe Colistra (1843-1846)
  • Francesco Colistra (1846-1847)

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

I nomi più diffusi a Zangarona sono: Antonio (Antonietta), Giuseppe (Pino, Peppino, Peppe), Maria, Grazia, Francesco (Ciccio) e Giovanni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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