Sant'Eufemia Lamezia

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Sant'Eufemia Lamezia
circoscrizione
Sant'Eufemia Lamezia – Veduta
Stazione di Lamezia Terme Centrale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Catanzaro-Stemma.png Catanzaro
Comune Lamezia Terme-Stemma.png Lamezia Terme
Territorio
Coordinate 38°55′15″N 16°15′16″E / 38.920833°N 16.254444°E38.920833; 16.254444 (Sant'Eufemia Lamezia)Coordinate: 38°55′15″N 16°15′16″E / 38.920833°N 16.254444°E38.920833; 16.254444 (Sant'Eufemia Lamezia)
Altitudine 15 m s.l.m.
Abitanti 4 000[1]
Altre informazioni
Cod. postale 88046 (ex 88040)
Prefisso 0968
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 079160 (ex 079120)
Cod. catastale M208 (ex I334)
Nome abitanti eufemiesi
Patrono San Francesco di Paola e Sant'Eufemia di Calcedonia
Giorno festivo seconda domenica di luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Eufemia Lamezia
Sant'Eufemia Lamezia
Sito istituzionale

1leftarrow blue.svgVoce principale: Lamezia Terme.

Sant'Eufemia Lamezia è una delle circoscrizioni comunali della città di Lamezia Terme. È stato un comune autonomo sino al 1968, anno dell'unificazione con Nicastro e Sambiase per la nascita del nuovo comune[2], del quale è il terzo quartiere più popoloso. Nel territorio dell'ex comune sono presenti l'aeroporto principale della Calabria e uno dei primi del Mezzogiorno per traffico passeggeri, una delle principali stazioni ferroviarie della ferrovia Tirrenica Meridionale, uno svincolo autostradale dell'A3, il 2º Reggimento Aviazione dell'Esercito "Sirio" e la sede dell'Unioncamere Calabria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sant'Eufemia Lamezia ha una storia antichissima documentata dai tempi dei Normanni, che concessero grandi privilegi al baliaggio di Sant'Eufemia. Ancora oggi è possibile visitare i ruderi dell'abbazia di benedettina di Santa Maria. Il baliaggio fu assegnato all'ordine cenobitico militare degli Ospedalieri Gerosolimitani, oggi noto come Sovrano Militare Ordine di Malta. L'ordine possedeva oltre al baliaggio di Sant'Eufemia, anche i feudi limitrofi di Nocera e Izzaria (oggi Gizzeria). Tutti e tre i centri conservano ancora oggi come patrono San Giovanni Battista, protettore dell'ordine dei Cavalieri di Malta. Ai Cavalieri di Malta si attribuisce la costruzione del Bastione di Malta.

In seguito al disastroso terremoto del 1638, che aveva avuto la città come suo epicentro, venne fondato in una zona collinare poco distante il nuovo centro di Sant'Eufemia del Golfo (oggi Sant'Eufemia Vetere). Il baliaggio durò fino agli inizi del XIX secolo, quando i terreni del feudo furono ceduti alle famiglie nobili e alla nuova borghesia territoriale che si andava formando. Con la fine del baliaggio il territorio di Sant'Eufemia Biforcazione entrò a far parte del comune di Gizzeria.

Il quartiere odierno fu fondato durante il periodo fascista divenendo comune autonomo scindendosi da Nicastro con disposizione legislativa dell'8 aprile 1935 (con decorrenza 1º gennaio 1936), con il nome di Sant'Eufemia Lamezia, alla cui guida veniva chiamato Francesco Cordaro. Concepita come uno dei fiori all'occhiello dell'azione governativa fascista, Sant'Eufemia usufruì di risorse finanziarie cospicue e fu posta al centro di interventi riformatori che si espressero con pregevoli opere di architettura rurale. L'autonomia comunale ebbe vita breve [senza fonte], perché nell'anno 1968 Sant'Eufemia Lamezia si unì con Nicastro e Sambiase nel comune di Lamezia Terme[2].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Bastione di Malta.
  • Bastione di Malta: la costruzione della torre risale intorno al 1550, quando per fronteggiare le continue scorrerie dei saraceni riorganizzate sotto bandiera ottomanna, che minacciavano la sicurezza e i commerci delle città rivierasche, il viceré di Napoli Don Pedro di Toledo, per ordine della corona spagnola, impose alle comunità il rafforzamento a loro spese del sistema di difesa costiera già esistente.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza Italia;
  • Via del Mare;
  • Lapide ai caduti in guerra sulla facciata dell'ex municipio di Sant'Eufemia Lamezia;
  • Statua di Sant'Eufemia di Calcedonia in piazza Italia.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Terina.
  • Ruderi della città greca di Terina: la città fu fondata nel VI secolo a.C. dai Crotoniati, che intendevano estendere così il loro dominio sul mar Tirreno e garantirsi il completo controllo dell'istmo di Marcellinara, assicurato già, sulla costa ionica, dalla città di Skylletion. Fra il V e il IV secolo a.C. cadde, come molte città greche della Calabria, sotto il dominio dei Siracusani finché, nel III secolo a.C. venne conquistata dai Bruzi. Nel 272 a.C., con la fine della guerra contro Taranto, cadde sotto l'autorità di Roma. Venne infine distrutta da Annibale nel 203 a.C. perché non aveva voluto schierarsi al fianco dei cartaginesi;
  • Ruderi dell'abbazia benedettina di Santa Maria: l'abbazia fu fondata da Roberto il Guiscardo nell'XI secolo nell'area di un precedente monastero bizantino, a Sant'Eufemia, ed è espressione, insieme al vicino castello Normanno-Svevo, di alcuni tra i più importanti aspetti della conquista normanna. Del complesso rimangono ruderi che permettono una lettura di massima della sua articolazione interna, caratterizzata dai resti della chiesa e dell'area del chiostro. Della chiesa sono visibili il prospetto principale con i resti delle due torri campanarie, la divisione interna in tre navate illuminate da una serie di finestre ad arco, e parte dell'area presbiteriale con il transetto, che culminava ad est con le tre absidi. La tecnica costruttiva è già nota in altri monumenti normanni, così come l'impiego di elementi architettonici di spoglio di età romana rientra nella tradizione normanna di sottolineare la grandezza della monarchia utilizzando i materiali dell'Impero romano;

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Lungomare "Falcone-Borsellino" e giardino litoraneo situati tra le località Marinella e Cafarone;
  • Lungomare "Ginepri" e giardino litoraneo situati in località Ginepri;
  • Parco urbano "San Pietro Lametino": il parco urbano è un grande polmone verde di circa 15.000 nel cuore della frazione di San Pietro Lametino.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Feste in onore dei Santi

  • Durante la seconda settimana di luglio, a Sant'Eufemia Lamezia, si celebra la festa patronale che inizia il giovedì con l'accoglienza delle reliquie del Santo Patrono della Calabria custodite a Sambiase. In processione le reliquie e una statua lignea di San Francesco di Paola che viene custodita nella piccola chiesa omonima, raggiungono la moderna parrocchia San Giovanni Battista dove iniziano le celebrazioni con il Solenne Triduo. La domenica, infine, dopo la celebrazione serale della Santa Messa e l'offerta del cero da parte del Sindaco di Lamezia Terme, sono portate in processione per le strade del quartiere le reliquie di Sant'Eufemia di Calcedonia, le reliquie di San Francesco di Paola e la statua del Santo paolano. Il solenne rito è un tripudio di preghiere, canti e gesti di devozione. I quattro giorni della festa, che si svolgono in piazza Italia, sono caratterizzati da importanti spettacoli e da una apprezzata sagra di beneficenza.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Autostrada A3 (Italia), Strada statale 18 Tirrena Inferiore e Strada statale 280 dei Due Mari.

La rete stradale periferica di Lamezia Terme funge da collegamento fra l'Autostrada A3 (Salerno-Reggio Calabria) e la SS 280 che porta fino a Catanzaro. La città è servita dall'uscita autostradale di Lamezia Terme e da tre uscite sulla SS 280, Lamezia Terme Sud, Lamezia Terme Est e Lamezia Terme Ovest. Quest'ultima, con lo snodo per l'aeroporto e il quartiere Sant'Eufemia Lamezia, rappresenta il termine tirrenico della SS 280.

Da Lamezia passa un'altra arteria viaria importante per la regione Calabria, la SS 18 che percorre tutta la costa tirrenica da Salerno a Reggio Calabria.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Lamezia Terme Centrale.

Per quel che concerne il trasporto su rotaia, la stazione di Lamezia Terme Centrale è il principale scalo merci ed uno dei più importanti scali passeggeri della regione. È sede di terminal per auto al seguito sul treno. La stazione è capolinea della tratta Veloce Roma Termini-Lamezia Terme Centrale. I treni Frecciargento che percorrono questa tratta, proseguono in realtà la loro corsa fino a Reggio Calabria Centrale, perdendo però il loro status di Treni ES*Fast.

Si trova sulla ferrovia Tirrenica Meridionale e da qui si dirama la linea Lamezia Terme-Catanzaro Lido, dove avviene la connessione con la ferrovia Jonica. Fornisce collegamenti verso la Sicilia sia in direzione Vibo Valentia, Gioia Tauro, Palmi, Reggio Calabria sia in direzione Locri, Siderno, Melito Porto Salvo. È collegata verso Nord con Paola-Cosenza, Battipaglia, Salerno, Napoli, Roma, Torino, Milano e verso est con le città di Catanzaro e Crotone.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Aeroporto di Lamezia Terme.

Lamezia Terme è sede del principale aeroporto calabrese, costruito nel giugno del 1976. Attualmente lo scalo lametino, gestito da un'impresa mista pubblico/privata (S.A.CAL. S.p.A.), funziona con collegamenti di linea sia per voli nazionali che per voli internazionali e con collegamenti charter organizzati dai tour operator per voli intercontinentali.

Accanto al sedime aeroportuale (collegata alla pista tramite un raccordo) sono ubicate le strutture del 2º Reggimento "Sirio" dell'AVES, equipaggiato con elicotteri Agusta-Bell AB-212.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Approssimativamente
  2. ^ a b Legge 4 gennaio 1968, n. 6, in materia di "Costituzione del comune di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro."

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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