Beata Vergine Maria del Soccorso

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La Madonna del Soccorso
« Sancta Maria, succurre miseris, iuva pusillanimes, refove flebiles, ora pro populo, interveni pro clero, intercede pro devoto femineo sexu; sentiant omnes tuum iuvamen quicumque celebrant tuam sanctam commemorationem. »
(Dal Breviarium Romanum)

La Beata Vergine Maria del Soccorso o Succurre Miseris è uno degli appellativi con cui la Chiesa cattolica venera Maria, madre di Gesù.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il culto fu istituito a Palermo nel 1306, in seguito alla presunta apparizione della Vergine al padre agostiniano Nicola La Bruna. Secondo la tradizione, il monaco, affetto da male incurabile e ormai in fin di vita, sarebbe stato guarito dalla Madonna, che in cambio gli avrebbe chiesto di diffondere la notizia del miracolo e di farla invocare col nome di Madre del Soccorso. Da quel momento gli Agostiniani diffusero il culto della Madonna del Soccorso in tutta Italia e in altri paesi europei. Secondo altre fonti[evasivo], riguardanti il culto della Beata Vergine del Soccorso, a Castellammare del Golfo (TP), si sarebbero verificati altri miracoli. Il 13 luglio 1718, allorquando Castellammare viene a trovarsi al centro di fatti bellici; era scoppiata, infatti, la guerra tra Filippo V Re di Spagna e Amedeo di Savoia per il possesso della Sicilia. Un bastimento da carico spagnolo, inseguito da cinque navi inglesi, viene a rifugiarsi sotto il castello, dove trova chi si impegna a prenderne le difese prodigandosi per respingere le navi nemiche; queste, irritate dal danno sofferto, rispondono all'attacco facendo fuoco con la loro artiglieria. Alla vista dell'imminente pericolo, il popolo, sbigottito e tremante, accorre ai piedi della sua patrona, implorando a gran voce un potentissimo soccorso. Fuggono tutti, abbandonando le case e la città, e mentre si disperdono nelle campagne cercando scampo, malgrado i colpi dell'artiglieria inglese, nessuno riporta alcun danno. Ma ad un tratto, con meraviglia di tutti, dal monte delle Scale sarebbe apparsa la Madonna bianco-vestita seguita da una schiera di angeli, anch'essi in veste bianca, che scendono verso la Marina. Questa visione avrebbre spaventato gli inglesi che abbandonano il nostro mare dirigendosi verso altri porti.

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

La più diffusa e caratteristica iconografia della Vergine del Soccorso la presenta armata di randello mentre sta per percuotere un demonio che si rannicchia terrorizzato ai suoi piedi. Fu soprattutto con questa eloquente immagine, che rendeva il popolo dei fedeli immediatamente consapevole dell'onnipotenza del divino sul diavolo, che i padri agostiniani diffusero la devozione soccorrista, educando i cristiani a confidare nella intermediazione, ritenuta salvifica, della Madonna, non a caso sovente raffigurata col piccolo Gesù in braccio.

Il culto della Madonna del Soccorso a San Severo[modifica | modifica wikitesto]

Statua della Madonna del Soccorso (San Severo)

Il maggiore centro di culto della Madonna del Soccorso è attualmente la città pugliese di San Severo. La Vergine, venerata nel santuario a lei dedicato, è patrona principale della città e diocesi.

Anche a San Severo il culto della Madonna del Soccorso è legato agli Agostiniani, che in città ebbero un monastero (con annessa chiesa di sant'Agostino) attestato dal 1319. Tornati nel 1514, dopo un periodo di allontanamento, i monaci vi promossero il culto della Madonna Nera: secondo la tradizione, la statua sanseverese della Vergine - che, non rispondente agli standard iconografici soccorristi, fu resa barocca nel 1760 dall'artista Nicola Antonio Brudaglio di Andria - sarebbe giunta dalla Sicilia nel 1564. Quando il monastero agostiniano venne definitivamente soppresso (1652), la devozione alla Madonna fu tenuta viva dai massari di campo (i possidenti), che dopo il 1679 si riunirono in confraternita, canonicamente eretta nel 1704 ed elevata ad arciconfraternita nel 1870.

Quale protettrice dei campi, la Vergine nera, che nella destra tiene alcune spighe di grano, un ramo d'olivo e un grappolo d'uva, fu invocata ogni qual volta siccità, tempeste e altri pericoli minacciavano le coltivazioni sanseveresi. Dopo una prima processione penitenziale nel 1580, la statua della Madonna fu portata per i campi e nelle vie della città negli anni 1737, 1753, 1754, 1762, 1767, 1774 e 1783. Il simulacro fu anche testimone degli eccidi seguenti la rivoluzione giacobina del 1799 quando, per volere dei massari, fu portato in processione per la città a fini di persuasione politica.

Un'antica immagine della Madonna del Soccorso coi santi patroni Severo e Severino

Nella prima metà dell'Ottocento, parallelamente alla rapida ascesa del ceto dei possidenti, il culto per la Vergine bruna crebbe notevolmente, e nel 1857 la Madonna fu eletta patrona aeque principalis della città e diocesi. L'8 maggio 1937 la sua statua, che fin dai primi anni dell'Ottocento è rivestita di ricchi abiti in lama di seta ricamata, fu solennemente incoronata con diademi d'oro tempestati di pietre preziose.

Nonostante l'incarnato della Madonna sia bruno, il Bambinello che reca in braccio è di fisionomia europea; l'originale, bianco anch'esso, fu sostituito nel 1760.

La Vergine, la cui solennità ricorre l'8 maggio, è festeggiata in quel mese. La festa patronale, popolarmente nota come Festa del Soccorso (o, per antonomasia, la Festa), si celebra la terza domenica di maggio e il lunedì successivo. Caratteristico evento barocco che ogni anno attira diverse migliaia di visitatori, la festa è caratterizzata da due sontuose processioni, in cui si portano a spalla numerosi simulacri di santi.

Entrambi i sacri cortei sono scanditi dalle fragorose batterie pirotecniche, dette anche fuochi, incendiate al passaggio delle processioni negli oltre venti rioni, riccamente addobbati coi rispettivi colori in funzione del palio che viene assegnato alla contrada che ha realizzato il miglior fuoco. Durante l'incendio delle batterie, inoltre, si scatena la corsa dei fujenti, una folla di giovani che segue il percorso dei fuochi correndo a breve distanza dalle esplosioni.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario della Beata Vergine del Soccorso (San Severo) e Festa del Soccorso (San Severo).

Altri luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco de Ambrosio, Ricordi storici della divozione alla Vergine Santissima del Soccorso, Patrona della Città di Sansevero e Novena in onore di essa SS. Vergine, Lucera, Tipografia di Salvatore Scepi, 1859.
  • Giovanni Checchia de Ambrosio, “Nigra sum, sed formosa…”, San Severo, Dotoli, 1979.
  • Antonio Masselli, Cenni storici sulla devozione per la Vergine del Soccorso, San Severo, Cromografica Dotoli, 1987.
  • Armando Gravina, La Vergine del Soccorso e la comunità di San Severo. Riflessioni sulla devozione popolare e sulla festa patronale, San Severo, Dotoli, 1990.
  • Francesco Armenti - Mario Bocola, La Madonna del Soccorso tra storia e devozione mariana, San Severo, Esseditrice, 2000.
  • Emanuele d'Angelo, Cenni storici sulla festa patronale di San Severo, in «Oltre la Porta», giugno-luglio 2002, p. 21.
  • Leonardo Tricarico, "Faccia nera". La Madonna del Soccorso nella festa dei fuochi a San Severo, Apricena, Arti Grafiche Malatesta, 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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