Marcellinara

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Marcellinara
comune
Marcellinara – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Catanzaro-Stemma.png Catanzaro
Amministrazione
Sindaco Vittorio Scerbo (Marcellinara Progetto Futuro) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 38°56′00″N 16°30′00″E / 38.933333°N 16.5°E38.933333; 16.5 (Marcellinara)Coordinate: 38°56′00″N 16°30′00″E / 38.933333°N 16.5°E38.933333; 16.5 (Marcellinara)
Altitudine 337 m s.l.m.
Superficie 20,91 km²
Abitanti 2 295[1] (31-12-2014)
Densità 109,76 ab./km²
Comuni confinanti Amato, Caraffa di Catanzaro, Maida, Miglierina, Pianopoli, Settingiano, Tiriolo
Altre informazioni
Cod. postale 88044
Prefisso 0961
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 079072
Cod. catastale E925
Targa CZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona C, 1 363 GG[2]
Nome abitanti marcellinaresi
Patrono San Francesco da Paola
Giorno festivo seconda domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Marcellinara
Marcellinara
Posizione del comune di Marcellinara all'interno della provincia di Catanzaro
Posizione del comune di Marcellinara all'interno della provincia di Catanzaro
Sito istituzionale

Marcellinara (Marcinàra in calabrese[3]) è un comune italiano di 2.295 abitanti[1] della provincia di Catanzaro in Calabria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune si estende su una superficie di 20 km² e sorge alle pendici del Monte di Tiriolo e scende a balzi verso la depressione più profonda del rilievo calabrese detta "Gola di Marcellinara" o anche "Garrupa" ad un'altitudine di 221 m s.l.m. A sud del paese si trova la "Sella di Marcellinara", il punto più basso e più stretto dell'Appennino calabro (250 m). In corrispondenza dell'istmo di Marcellinara il mar Tirreno e il mar Ionio distano 30 km.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Marcellinara sono ancora avvolte nel mistero. Secondo gli studi dell'archeologo e ricercatore Armin Wolf (Università di Francoforte sul Meno e Max Plank Institute), il territorio nel quale si trova, al centro fra il golfo di Sant'Eufemia e quello di Squillace, rappresenterebbe la mitica Scheria, la Terra dei Feaci descritta da Omero, dove Ulisse approdò nella sua ultima tappa del lungo e faticoso viaggio di ritorno (il mitico nostos) verso Itaca. Ed è proprio in un punto del tratto marcellinarese del fiume Amato (vicino all'attuale stazione ferroviaria) che l'eroe dovette incontrare la bella Nausicaa, che dopo averlo sfamato e rivestito lo accompagnò da suo padre, il re Alcinoo, che aveva sede nella splendida reggia di Tiriolo, la capitale dei Feaci. Una tradizione vuole che a seguito della distruzione di una certa Omelea i sopravvissuti ricostruirono la città e la chiamarono Marcellus in ara ("Marcello sull'altare") in onore del martirio del loro vescovo. Probabilmente ci si riferisce a una delle tante incursioni saracene sulle nostre coste, e in particolare a quella avvenuta nei primi anni del secondo millennio, allorquando gli invasori, salpati presso il golfo di Sant'Eufemia, fecero razzia di una città posta in quel punto (l'odierna Nicastro, inglobata nell'attuale Lamezia Terme), e da lì presero a perseguitare la popolazione, che fuggì con il suo vescovo nella direzione opposta. Quindi Marcellinara sarebbe stato il luogo dell'uccisione del vescovo Marcello oppure quello in cui i suoi fedeli trovarono stabile rifugio dopo che questi era stato già martirizzato.

Stando a documenti più fedeli, il paese dovette nacquere durante la guerra dei Vespri Siciliani, quando il suo territorio era di pertinenza della Baronia di Tiriolo, facente a sua volta parte del Feudo dei Ruffo di Calabria, Conti di Catanzaro fino al 1445. Fu allora che il Re di Napoli, Alfonso I di Aragona, proclamò Feudo la terra di Marcellinara - ora divenuta Universitas Terrae Marcellinarae - assegnandola a Niccolò Sanseverino, un nobile che lo aveva aiutato durante l'assedio di Catanzaro contro Antonio Centelles, rappresentante dell'antagonista potere angioino ormai esecrato di ogni autorità. Da questo punto fino ai primi del '900 e oltre la storia di Marcellinara si lega indissolubilmente a quella della famiglia Sanseverino, che nei secoli ha regolato gran parte della vita, dell'economia e della società del paese. Nel 1799 questo piccolo paese fu inglobato nel cantone di Monteleone, successivamente passò sotto il controllo amministrativo di Tiriolo e quindi nel 1811 fu dichiarato libero Comune. Secondo la tradizione San Francesco da Paola, patrono della Calabria e di Marcellinara, avrebbe alloggiato nel palazzo dei Baroni al tempo del suo viaggio in Sicilia e durante il suo soggiorno avrebbe predetto che il ramo dei Sanseverino di Marcellinara sarebbe stato l'unico della casata a sopravvivere nei secoli. Il centro storico originario, che secondo i documenti dell'epoca doveva contare numerose chiese, fu distrutto dal terribile terremoto che nel 1783 sconvolse tutta la Calabria.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Marcellinara si trova sulla Strada statale 19 delle Calabrie, l'antica strada consolare Popilia.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 376.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN244314163
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