Rete ferroviaria della Toscana

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La rete ferroviaria della Toscana è costituita da un complesso di linee ferroviarie della lunghezza di 1479 km (la lunghezza totale dei binari è di 2273 km)[1]. Queste comprendono anche linee di importanza fondamentale comprese comprese nell'asse ferroviario trans europeo numero 1 (Berlino-Palermo) che l'attraversa interamente.

L'infrastruttura ferroviaria della regione è composta di:

Tra queste:

  • 976 km sono linee elettrificate.
  • 503 km linee non elettrificate.
  • 685 km linee a binario unico.
  • 794 km linee doppio binario.

Per quanto riguarda la sicurezza ferroviaria tutte le linee sono dotate di uno o più sistemi di sicurezza. Nel dettaglio:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell'Unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia delle ferrovie nel Granducato di Toscana.

A partire dal 1844, pochi anni dopo l'avvento delle prime ferrovie in Italia, prese avvio la costruzione di linee nel Granducato di Toscana anche per la lungimirante politica di Leopoldo II convinto delle possibilità di sviluppo economico e sociale offerte dal nuovo mezzo di locomozione.

Nel 1859 la Toscana era la terza regione italiana con il maggior numero di ferrovie dopo il Piemonte e il Lombardo-Veneto, raggiungendo i 256 km di strada ferrata. Furono realizzate le linee Leopolda che univa l'importante porto di Livorno, sbocco commerciale del Granducato, con Pisa, Empoli e la capitale Firenze e la linea Maria Antonia verso Prato e Pistoia.

Nel Ducato di Lucca, l'altra entità politica della Toscana preunitaria, Carlo Ludovico di Borbone autorizzò, tre anni prima che il Ducato venisse annesso al Granducato, la costruzione di tre linee ferroviarie verso Pisa, Aulla (realizzata molti decenni dopo) e Pistoia.

Presto Empoli fu unito a Siena, proseguendo verso Chiusi arrestandosi prima dei confini dello Stato Pontificio.

Si cominciò a progettare e realizzare l'ardita Porrettana, che avrebbe messo in comunicazione la rete toscana con le ferrovie del Lombardo-Veneto attraversando lo Stato pontificio ed i ducati emiliani.

Il Governo Provvisorio Toscano nel suo anno di vita unificò le società delle Strade Ferrate Livornesi e avviò i lavori per la linea Maremmana, da tempo progettata, e della Cecina-Volterra.

Alla vigilia dell'unità d'Italia il Granducato disponeva di 323 km di ferrovie[3].

Le ferrovie toscane sotto il Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il neo re d'Italia si trovò ad inaugurare molte linee i cui progetti e lavori erano "eredità" degli stati preunitari

Già nel 1861 fu inaugurato un collegamento tra Pisa e Pietrasanta via Viareggio, linea prolungata l'anno dopo fino a Massa e nel 1864 fino a La Spezia, embrione della futura ferrovia ligure.

La linea Fernandea da Firenze ad Arezzo fu la prima avviata dopo la costituzione del Regno.

Da Siena si scese verso la Maremma arrivando a Grosseto nel 1871 attraverso la Val d'Orcia e completando la linea costiera Livorno-Collesalvetti-Cecina-Grosseto, oltre alla bretella Pisa-Collesalvetti.

Tra Valdarno e Valdichiana vi fu una evoluzione dei collegamenti con Roma, la nuova capitale del regno: le iniziali Orte-Terontola-Arezzo e Siena-Sinalunga-Chiusi furono riprese e migliorate dal collegamento diretto via Orvieto.

Tanti furono anche i progetti in quegli anni di fervore rimasti sulla carta, vuoi per beghe politiche o per mancanza di finanziatori: Lucca-Empoli, Pontedera-Saline di Volterra, Saline di Volterra-Colle val d'Elsa, Colle val d'Elsa-Massa Marittima, Massa Marittima-Saline di Volterra, Lucca-Modena, Lucca-Reggio Emilia, Firenze-Imola, Stia-Borgo San Lorenzo.. quasi impossibile elencarli tutti. Ogni comunità voleva la ferrovia, "il" mezzo di trasporto per eccellenza, che con il suo sbuffare e le sue folate di fumo nero portava progresso, benessere e spesso il riscatto da un atavico isolamento.

Un nuovo impulso allo sviluppo delle linee si ebbe tra la fine del XIX secolo e la prima guerra mondiale con la realizzazione della Faentina, principalmente ideata per alleggerire la sovraccarica Porrettana, oltre a molte linee di interesse locale, parecchie delle quali nate esclusivamente o comunque con l'intento di servire l'attività mineraria, che in quegli anni raggiungeva il suo massimo storico.

21 anni di lavori tra il 1913 ed il 1934 permisero di realizzare la direttissima Firenze-Bologna.

Durante il periodo fascista furono realizzate solo alcune opere minori, puntando più al miglioramento delle linee esistenti ed allo sviluppo del materiale rotabile, che alla realizzazione di nuove opere.

Lo stato d'eccellenza raggiunto in quegli anni fu azzerato dalla seconda guerra mondiale i cui eventi colpirono pesantemente le ferrovie toscane, bombardate dagli eserciti alleati durante l'avanzata e distrutte dai nazisti durante la ritirata. Per alcune linee secondarie fu la morte, altre hanno dovuto aspettare decenni per essere ripristinate.

Le ferrovie toscane sotto la Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Gli interventi nel dopoguerra e degli anni cinquanta e sessanta del XX secolo si limitarono al ripristino dei danni di guerra, a parte il completamento della Lucca-Aulla. Il ripristino è ufficialmente terminato solo nel 1999 con la riapertura della Faentina; sono state invece molte le dismissioni di rami secchi.

Solo nel 1970 sono stati riaperti i cantieri, realizzando la Direttissima Firenze-Roma, prima linea ad alta velocità europea ad essere stata iniziata, terminata ufficialmente nel 1992 ma in realtà ancora penalizzata nell'avvicinamento a Roma Termini.

Situazione attuale[modifica | modifica wikitesto]

Trenitalia, il maggiore operatore della Toscana, ha avviato dal 2004 il progetto Memorario. Grazie a questo progetto, con il contributo economico dell'amministrazione regionale, la quasi totalità delle linee toscane ha orari cadenzati facili da ricordare oltre ad avere treni più frequenti. Trenitalia ha in Toscana circa 1900 dipendenti e garantisce ai 230.000 (tra cui 50.000 in possesso di abbonamento) utenti toscani 22 milioni di treni per km ogni anno. Il parco rotabili è costituito da:

A dicembre 2008 il 96% delle carrozze è stato climatizzato e sono stati rinnovati i sedili.

In Toscana ci sono 37 stazioni dotate di biglietteria, 193 biglietterie self-service, 530 punti vendita esterni (tabacchi, edicole, bar), 150 monitor che indicano le partenze e arrivi dei treni.

La Direzione Regionale Toscana ha conseguito la certificazione di conformità alla norma UNI EN ISO 9001:2000 e SA 8000 per la progettazione e l'erogazione del servizio[4] .

Cantieri aperti[modifica | modifica wikitesto]

La nuova linea AV/AC Firenze-Bologna è stata completata nel 2008 (ad esclusione dei nodi cittadini di Firenze e Bologna) ed è stata aperta al traffico a dicembre 2009, mentre sono in corso i lavori di attraversamento in sotterranea di Firenze, con la contemporanea realizzazione della nuova stazione di transito (sotterranea), Firenze Belfiore, ed il ricongiungimento con la direttissima Firenze-Roma.

Linee[modifica | modifica wikitesto]

Fondamentali[modifica | modifica wikitesto]

  Linee Fondamentali della Toscana[5]
Linea Binari Numero stazioni Trazione Descrizione
Direttissima Firenze-Roma
Doppio binario
1
Elettrica 3000 Volt
È la prima linea ad alta velocità in Europa. Al momento RFI sta adeguando questa linea agli standard europei Alta Velocità/Alta capacità.
Alta Velocità Bologna-Firenze
Doppio binario
1
Elettrica 25 Kv
Sviluppa il suo tracciato prevalentemente in galleria.
Direttissima Bologna-Prato-Firenze
Doppio binario
12
Elettrica 3000 Volt
Principale ferrovia transappenninica facente parte del principale asse ferroviario italiano.
Firenze-Roma
Doppio binario
20
Elettrica 3000 Volt
Questa linea serve l'entroterra della regione.
Genova-Pisa
Doppio binario
13
Elettrica 3000 Volt
Questa ferrovia si sviluppa lungo la costa.
Pisa-Roma (Tirrenica)
Doppio binario
40
Elettrica 3000 Volt
Questa ferrovia si sviluppa lungo la costa.
Pisa-Collesalvetti-Vada (Maremmana)
Binario unico
3
Elettrica 3000 Volt
Attualmente usata solo per merci, salvo casi eccezionali.
Parma-La Spezia (Pontremolese)
In corso di raddoppio
8
Elettrica 3000 Volt
La pontremolese è una ferrovia transappenninica oggi in fase di potenziamento infrastrutturale che prevede il raddoppio di tutta la linea. Infatti la linea è molto importante dal punto di vista del trasporto merci perché consente ai treni che provengono dal porto di Genova di raggiungere il nord-est senza passare dal nodo ferroviario di Bologna.

Complementari[modifica | modifica wikitesto]

  Linee Complementari della Toscana[5]
Linea Binari Numero stazioni Trazione
Firenze-Lucca (Maria Antonia)
Doppio binario da Firenze a Pistoia, poi binario unico (in corso di raddoppio)
23
Elettrica 3000 Volt
Empoli-Chiusi (Centrale Toscana)
Binario unico (in corso di raddoppio)
21
Diesel
Lucca-Pisa
Binario unico
7
Elettrica 3000 Volt
Lucca-Viareggio Binario unico
6 (2 dismesse)
Elettrica 3000 Volt
Cecina-Saline di Volterra
Binario unico
5
Diesel
Bologna-Pistoia (Porrettana)
Binario unico
9
Elettrica 3000 Volt
Arezzo-Stia (Casentinese)
Binario unico
17
Elettrica 3000 Volt
Arezzo-Sinalunga
Binario unico
9
Elettrica 3000 Volt
Lucca-Aulla (Garfagnana)
Binario unico
26
Diesel
Siena-Grosseto
Binario unico
12
Diesel
Campiglia Marittima-Piombino Marittima
Doppio binario da Campiglia Marittima a Fiorentina di Piombino, poi binario unico
5
Elettrica 3000 Volt
Firenze-Faenza (Faentina)
Binario unico
16
Diesel
Firenze-Pisa-Livorno (Leopolda)
Doppio Binario
17
Elettrica 3000 Volt
Pontassieve-Borgo San Lorenzo
Binario unico
8
Diesel
Raccordi industriali di Carrara
(linea industriale)
Binario unico
4
Diesel

Dismesse[modifica | modifica wikitesto]

Le linee sono approssimativamente elencate in ordine cronologico di chiusura al traffico

Altre strade ferrate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La rete oggi in: Toscana - Toscana - RFI, su www.rfi.it. URL consultato il 04 febbraio 2017.
  2. ^ La rete oggi in: Toscana - Toscana - RFI, su www.rfi.it. URL consultato il 04 febbraio 2017.
  3. ^ Stefano Maggi, Ferrovia e identità nazionale, "Tutto Treno" n. 248, gennaio 2011, p. 25.
  4. ^ Profilo della Direzione Regionale Toscana
  5. ^ a b La rete ferroviaria in Toscana su RFI

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]