Delebio

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Delebio
comune
Delebio – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Sondrio-Stemma.png Sondrio
Amministrazione
SindacoMarco Ioli (lista civica di centrosinistra) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate46°08′N 9°28′E / 46.133333°N 9.466667°E46.133333; 9.466667 (Delebio)Coordinate: 46°08′N 9°28′E / 46.133333°N 9.466667°E46.133333; 9.466667 (Delebio)
Altitudine218 m s.l.m.
Superficie22,44 km²
Abitanti3 252[1] (30-6-2017)
Densità144,92 ab./km²
Comuni confinantiAndalo Valtellino, Colico (LC), Dubino, Pagnona (LC), Piantedo, Premana (LC), Rogolo
Altre informazioni
Cod. postale23014
Prefisso0342
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT014026
Cod. catastaleD266
TargaSO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantidelebiesi
Patronosan Carpoforo
Giorno festivo7 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Delebio
Delebio
Delebio – Mappa
Posizione del comune di Delebio nella provincia di Sondrio
Sito istituzionale

Delebio (Delébi in dialetto valtellinese[2]) è un comune italiano di 3.252 abitanti della provincia di Sondrio, in Lombardia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Delebio vide svolgersi la cruenta battaglia di Delebio che nel 1432 vede i Visconti di Milano contrapposti alla Repubblica di Venezia nel contendersi il dominio della Valtellina.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Pur essendo un piccolo borgo della bassa Valtellina, il paese custodisce importanti opere d'arte, tra cui la chiesa barocca di Badia.

Edilizia religiosa[modifica | modifica wikitesto]

  • La Chiesa parrocchiale di San Carpoforo, dal tipico impianto ad aula, conserva all'interno importanti tele di Giuseppe Antonio Petrini di Carona (prima meta del XVIII secolo) e affreschi di Giovanni Gavazzeni (secolo XIX). I recenti restauri hanno ridato tutta la luce settecentesca al grande vano dell'aula e del presbiterio quadrangolare rivelando eleganti decorazioni ad opera di Pietro Bianchi detto il Bustino, già attivo in Bassa Valtellina nell'Insigne Collegiata di San Giovanni Battista, nella chiesa di San Pietro e nella ex chiesa domenicana di sant'Antonio di Morbegno. Il Bianchi è riconosciuto come uno degli antesignani del gusto rocaille in Valtellina.
  • La gemma artistica del paese è costituita dall'Oratorio di San Girolamo meglio conosciuto col nome della famiglia nobile che lo edificò: Oratorio Peregalli. Il piccolo tempio, a pianta centrale, è riconosciuto dagli studiosi quale insigne monumento rocaille di respiro europeo[senza fonte]. La facciata è opera di Pietro Solari come pure la pianta dell'edificio che al suo interno è completamente ricoperto da affreschi e stucchi. Tra gli artisti che vi lavorarono spiccano i nomi del valtellinese Pietro Ligari, dei quadraturisti Giuseppe Antonio Maria Torricelli e Giovanni Antonio Maria Torricelli di Lugano e del caronese Giuseppe Antonio Petrini.

Edilizia civile[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli edifici ad uso civile degni di nota sono i settecenteschi Palazzo Peregalli e Palazzo Bassi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le statistiche ISTAT[4] al 1º gennaio 2016 la popolazione straniera residente nel comune era di 479 persone, pari al 15% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:[4]

In termini percentuali, Delebio è il comune della provincia di Sondrio con la più alta popolazione straniera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 248.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b Popolazione straniera residente per età e sesso al 31 dicembre 2015

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN236590361
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