Piuro

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Piuro
comune
Piuro – Stemma
Piuro – Veduta
Panorama di Piuro.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaFlag of Sondrio.svg Sondrio
Amministrazione
SindacoOmar Iacomella (lista civica) dal 25-05-2014
Territorio
Coordinate46°19′50.52″N 9°25′18.12″E / 46.3307°N 9.4217°E46.3307; 9.4217 (Piuro)
Altitudine390 m s.l.m.
Superficie84,25 km²
Abitanti1 903[1] (31-8-2020)
Densità22,59 ab./km²
FrazioniProsto, Borgonuovo, Santa Croce, Savogno
Comuni confinantiAvers (CH-GR), Bregaglia (CH-GR), Campodolcino, Chiavenna, Ferrera (CH-GR), Madesimo, Novate Mezzola, Prata Camportaccio, San Giacomo Filippo, Villa di Chiavenna
Altre informazioni
Cod. postale23020
Prefisso0343
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT014050
Cod. catastaleG718
TargaSO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 496 GG[3]
Nome abitantipiuraschi
PatronoMaria SS. Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Piuro
Piuro
Piuro – Mappa
Posizione del comune di Piuro nella provincia di Sondrio
Sito istituzionale

Piuro (Piür in chiavennasco, Plür[?·info] in romancio, Plurs in tedesco) è un comune sparso italiano di 1 903 abitanti della provincia di Sondrio in Lombardia, situato a nord-ovest del capoluogo della provincia.

Il nome deriverebbe dal latino plorare (piangere) in ricordo di un'antica catastrofe, che distrusse l'antico borgo di Belforte nel secolo IX, secondo Johann Guler von Wyneck, che nel 1587-88 fu Governatore Generale della Valtellina, allora sotto il potere dei Grigioni[4].

Dopo la frana del 4 settembre 1618, il paese di Piuro venne cancellato, lasciando sul territorio diverse frazioni che hanno mantenuto la vecchia denominazione a livello comunale. Il Comune e le maggiori attività produttive si trovano in località Prosto, mentre altri nuclei importanti sono Borgonuovo, Santa Croce e Savogno.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Piuro si estende su due diverse valli: a sud nella Val Bregaglia, tra i comuni di Chiavenna e di Villa di Chiavenna, ove vi sono svariati nuclei abitati su entrambi i fianchi della Valle, sulla strada che conduce da Chiavenna al Maloja. A Nord la Val di Lei appartiene quasi totalmente a Piuro, in virtù di antichi diritti di pascolo. Dal 1961 buona parte della valle è occupata da un lago artificiale. In virtù di questa particolare disposizione, Piuro è uno dei pochi comuni italiani che si estende al di là dello spartiacque alpino, con il Reno di Lei. Dal lato meridionale, oltre al Mera, corso d'acqua principale, vi sono svariati torrenti, il più noto dei quali è l'Acquafraggia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la narrazione di Guler Von Wyneck, il primo nucleo abitato nella zona di Piuro era stato Belforte:

«Piuro è un bellissimo borgo, che si potrebbe benissimo paragonare a una cittadina per i suoi architettonici palagi, per i campanili, le chiese ed altre costruzioni, se fosse anche cinta di mura. Il suo nome deriva dalla parola latina “plorare”, ossia piangere, a cagione di un lacrimevole disastro che ivi accadde in antico. Narra infatti una vecchia leggenda che nei tempi andati questo borgo sorgesse più addentro nella stretta gola della valle, dove una tremenda ed improvvisa piena del fiume lo travolse, distruggendolo totalmente. In seguito i superstiti trasferirono le loro dimore nel luogo dove sorgono oggidì, e mutarono pure al paese l'antico nome di Belforte in quello attuale: ad eterna memoria della passata sciagura. Piuro è il capoluogo del territorio circostante, donde vengono gli abitatori per ricevere giustizia… Gli abitanti sono gente operosa che attende per lo più ai traffici; e poche piazze commerciali ci sono in Europa dove essi non esercitino qualche industria; perciò hanno guadagnato grande ricchezza. Ma la sventura potrebbe di bel nuovo abbattersi su questo paese, prostrandolo una seconda volta.»

(Johann Guler von Wyneck, 1616)
Sommario di alcuni statuti civili e criminali delle giurisdizioni di Chiavenna e Piuro, 1794

Il paese, rifondato con il nome di Piuro, si estese rapidamente e raggiunse una notevole prosperità. I mercanti piuraschi erano noti in tutta l'Europa, in special modo per il commercio di seta (proveniente dal Lario) e dei laveggi, pentole di pietra ollare di produzione locale.

Gran parte delle ricchezze guadagnate con i commerci venne reinvestita in cultura ed arte: purtroppo, a causa della frana del 1618 sopravvivono poche testimonianze, tra cui il Palazzo Vertemate-Franchi. Tuttavia ci rimangono diversi resoconti, oltre a quello del già menzionato Guler. Per esempio, nel 1492 un ambasciatore veneziano[5] parlava di

«Ameni giardini e spaziosi, con ispalliere d'aranci, cedri, limoni, non solo nei vasi di legno e di terracotta, ma di bronzo ancora e di rame e molti inargentati e dorati»

Piuro non risentì neanche del passaggio dal Ducato di Milano ai Grigioni, avvenuto nel 1512. Dopo la Riforma Protestante, come la vicina Chiavenna, i territori bregagliotti diventarono un rifugio per i protestanti italiani, elevandone il livello socio-culturale. Difatti Monsignor Antonio Colombo, nel suo libro Piuro Sepolta[6] ci racconta dell'unicum sorto a Piuro:

«L'esistenza di una città ricca e colta, nella Valtellina del Seicento, è un caso unico e penso non abbia molti esempi neppure altrove. Fu un'oasi privilegiata, un'eccezione, per merito di una comunità formata di illuminati uomini, che, tra la miseria che li circondava, erano riusciti ad emergere, ad arricchire coi loro commerci, frequentando le più importanti città italiane ed europee, con le quali ebbero scambi di affari e dove poterono formarsi una cultura, per costruire in patria una città bella, artistica anche, con istituzioni benefiche ed infrastrutture, all'avanguardia si direbbe, e ricoprire cariche, in casa e fuori, ricevere illustri personaggi, meritandosi onorificenze, e tutto questo sotto una dei Grigioni, preceduta da altre strettoie, ed in condizione di doversi destreggiare nel campo politico, religioso ed economico. Per tali motivi, la sua distruzione ebbe larga risonanza, soprattutto in Germania, e tante notizie, oltre che dagli scritti, sono giunte a noi dalla tradizione, che è andata alquanto fantasticando, come è ovvio, in casi del genere, sul modo di vivere e di comportarsi dei Piuresi e sulle ricchezze sepolte sotto la colossale frana. E la eco sarebbe stata ancor maggiore se altre vicende grosse non fossero accadute in Europa ed in Valtellina quali le lotte religiose tra Riformati e Cattolici, sfociate nel « Sacro Macello » (1620) e le guerre tra le varie Potenze che si contendevano il dominio d'Italia»

Il 10 dicembre 1608 le autorità grigie operarono il distacco di Villa dal territorio comunale.

La catastrofe del 4 settembre 1618 (nei Grigioni, non essendo stato adottato il calendario gregoriano, era il 25 agosto) vide l'immane frana[7] staccarsi dal Monte Conto cancellando così Piuro: non vi fu nulla da fare, nonostante i tempestivi soccorsi dalla vicina Chiavenna, coordinati dal commissario grigionese Fortunato Sprecher[8]. Le vittime furono valutate dallo stesso Sprecher nel numero di 900, mentre lo storico contemporaneo Benedetto Parravicini aumentò questa cifra di 300 unità, per un totale di 1200 persone[6]. La frana cancellò non solo il paese e le sue ricchezze, ma anche intere famiglie. I pochi superstiti e i piuraschi scampati alla rovina fondarono Borgonuovo. Il disastro ebbe vasta eco in tutta Europa, finendo per essere citato a distanza di secoli da Ludovico Antonio Muratori[9] e Immanuel Kant[10]. Da quel momento Piuro non ebbe più alcuna rilevanza politica, seguendo in tutto le vicende di Chiavenna.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa dei Santi Cassiano, Abbondio e Luigi Guanella: la chiesa, costruita nel XX secolo, si trova in località Borgonuovo. Sul sagrato si trova una scultura in pietra ollare, realizzata da Nicolas Viry in occasione della santificazione di Luigi Guanella (2011).[11]
  • Chiesetta di San Giovanni Battista: si trova al centro del nucleo di Dasile (1032 m.s.m), costruita nel 1689 con le donazioni da parte di alcuni emigrati a Venezia.[12]
  • Chiesetta di Sant'Abbondio: costruita in località Borgonuovo, ospita il Museo degli scavi dedicato alla Piuro prima del 1618 e contenente i reperti ritrovati dall'Associazione Italosvizzera degli Scavi di Piuro.
  • Capèla di Mòort: a Borgonuovo,[13] sulla strada per Scilano,[14] si può vedere una struttura restaurata nel 2019 in occasione del 401º anniversario della frana di Piuro del 4 settembre 1618. Situata in corrispondenza dell'epicentro della catastrofe, la struttura ricorda le mille persone perite sotto la frana. Il restauro ha previsto il rifacimento della parte absidale e la realizzazione di una corte antistante la cappella.[14]
La Capèla di Mòort, parte bassa dell'intervento artistico
  • Chiesa di San Martino ad Aurogo: (XI secolo[12][15]), poco lontano da Santa Croce, al cui interno si conservano alcuni fra i più antichi affreschi della Provincia di Sondrio,[12] risalenti al 1030-1050. Di autore ignoto, gli affreschi vengono attribuiti alla scuola del Maestro dell'Apocalisse di Civate e la sua squadra. È caratterizzata da un campanile con le campane situate su quattro piani diversi.
  • Chiesa dell'Invenzione della Croce: si trova nel paese di Santa Croce. È a insolita pianta circolare e in virtù di questo è conosciuta come Chiesa Rotonda,[12] fu nominata la prima volta nel 1176 (o 1178[12]), viene però fatta risalire al periodo precristiano, magari come tempio dedicato alla Dea Madre. All'interno si conserva l'ancona lignea di Yvo Strigel di Memmingen, forse trasportata a Piuro dopo il passaggio al luteranesimo da parte della parte svizzera della Val Bregaglia (1522)[12]. Questo altare a sportelli, datato 1499, è l'unico altare ligneo giunto sino ai nostri giorni.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta: situata a Prosto nei pressi dell'antico Ospitale,[16] la chiesa fu costruita tra il 1605 e il 1628, sul luogo di una presunta apparizione mariana.[11] Più volte rielaborata nel corso dei secoli, la chiesa fu riccamente ornata in stile barocco,[16][11] per conto di un banchiere di Piuro emigrato a Parigi.[16] Nel 1664 la chiesa fu elevata al rango di collegiata, titolo che mantenne fino al 1986.[11] Nel 1886 la chiesa fu teatro della prima messa celebrata da san Luigi Guanella.[11] Internamente, la chiesa si presenta come un edificio a navata unica, nella quale si aprono una cappella dedicata al Battista e una intitolata alla Madonna della Cintura.[11] Tra le opere d'arte conservate nella chiesa, si fanno notare alcuni confessionali e un coro in legno.[16]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Vertemate-Franchi: una delle poche testimonianze storiche della Piuro precedente al 1618,[17] fu costruito nella seconda metà del Cinquecento[16] in località Cortinaccio di Prosto dalla famiglia Vertemate, come residenza di campagna.[17] Dopo la catastrofe rimase come palazzo principale della famiglia, venendo via via restaurato ed abbellito da numerose opere d'arte. Dotato di un giardino all'italiana e internamente arricchito da affreschi e soffitti intarsiati[16] è attualmente di proprietà del Comune di Chiavenna.[17]
  • Belfort e il campanile di Sant'Abbondio: si possono ammirare sul luogo dell'antica Piuro i resti di uno degli otto palazzi dei Vertemate in Piuro. Questo luogo, Belfort o Pe dei Rovan, è raggiungibile attraverso la pista ciclabile, a poca distanza dal centro abitato di Borgonuovo in direzione est. Anche il campanile di Sant'Abbondio, datato 1600, è scampato alla furia delle frane piurasche, anche se la chiesa ad esso connessa fu invece travolta da un'alluvione del torrente Drana nel 1755.[18] È visitabile.[19]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[20]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Lungo i sentieri e nelle antiche contrade di Piuro si possono trovare anche gli antichi torchi a trave pesante, utilizzati per la pigiatura dell'uva e la successiva pressatura delle vinacce. Uno si trova alle stalle dei Ronchi di Savogno, uno a Santa Croce a pochi passi dalla chiesa Rotonda, e l'altro nella frazione montana di Crana.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione di Prosto è presente uno degli ultimi laboratori di pietra ollare della provincia di Sondrio, situato nei pressi della chiesa parrocchiale.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione di Prosto hanno origine i famosi biscottini di Prosto.

Nella zona del comune, pur non essendo originari di questo territorio, sono rinomate anche le seguenti vivande:

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Piuro è suddiviso in 3 frazioni:

Prosto[modifica | modifica wikitesto]

È il centro principale e la sede del municipio, e conta complessivamente circa 1000 abitanti; è il primo paese che si incontra arrivando da Chiavenna sulla strada principale e si trova a un'altitudine di circa 400 m s.l.m. e si può suddividere a sua volta in 7 contrade, situate tutte sulla destra orografica della Mera e indicate dalla segnaletica comunale:

  • Cà Bascian (Case dei Bassani)
  • Cà de' Cenni (Case dei Cenni)
  • Cà de' Pedrini (Case dei Pedrini)
  • Giuppedi
  • Roganti
  • Rovedè
  • Martinucci

Al paese di Prosto afferiscono anche le seguenti località:

  • Destra orografica
    • Crana, villaggio situato sul terrazzamento nord della valle a 558 m s.l.m., si può raggiungere con la strada apposita costruita negli anni '90 del XX secolo
    • Sasso, località situata circa a metà della strada che conduce a Crana, a 458 m di altitudine
    • Cortinaccio, paesino situato nella parte nord-est di Prosto, in prossimità del Palazzo Vertemate Franchi, a 428 m di altitudine
  • Sinistra orografica
    • La zona della chiesa parrocchiale, in corrispondenza del ponte sulla Mera, a un'altitudine di circa 380 m insieme ai Crotti di Prosto
    • Crotti di Prosto, situata poco a valle della chiesa sulla strada ciclabile per i Crotti di Poiatengo e Chiavenna

Borgonuovo[modifica | modifica wikitesto]

È il secondo centro per popolazione, con circa 650 abitanti, e il secondo che si incontra salendo da Chiavenna. Sorse nel luogo dell'antica Piuro dopo la sua distruzione avvenuta nel 1618, e proprio da questo fatto deriva il suo nome. La sua altitudine è di circa 420 m s.l.m.

Al centro afferiscono anche le seguenti località:

  • Dasile, a 1032 m
  • Sant'Abbondio, a 430 m
  • Sarlone, a 440 m
  • Savogno, a 932 m, la strada carrozzabile per raggiungerlo parte da Villa di Chiavenna
  • Scilano, a 430 m

Santa Croce[modifica | modifica wikitesto]

È l'ultimo centro per popolazione, con poco meno di 250 abitanti, e anche l'ultimo arrivando da Chiavenna; si trova a 500 m di altitudine. Il paese di Santa Croce propriamente detto è quello situato sulla destra orografica della Mera, mentre i restanti luoghi, situati invece sulla sinistra orografica del fiume dall'altra parte del ponte, sono elencati di seguito:

  • Aurogo, a 506 m, situato lungo la strada ciclabile verso Borgonuovo
  • Punt (ponte nel dialetto locale), il nome della zona situata in prossimità del ponte sulla Mera
  • Quartini, a 550 m, poco sopra Punt

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Piuro fa parte della Comunità montana della Valchiavenna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Johann Guler Von Weyneck, Raetia, 1616.
  5. ^ Mario Gianasso, Guida turistica della Provincia di Sondrio, Sondrio, Banca popolare di Sondrio, 1979, SBN IT\ICCU\CFI\0490462. (2ª ed. Banca Popolare di Sondrio, 2000, SBN IT\ICCU\MOD\0735992; L'Officina del Libro, 2000, ISBN 88-86949-15-4)
  6. ^ a b Antonio Colombo, Piuro Sepolta, Milano, Casa editrice L'Ariete, 1969, SBN IT\ICCU\SBL\0367969.
  7. ^ Sul sito del Museo della storia dell'agricoltura si propende a ritenere che non si trattò di una frana, ma di una colata di fango
  8. ^ Rapporto del 26 agosto 1618 (5 settembre) di Fortunat Sprecher al Governo di Coira, su piuroitalosvizzera.net.
  9. ^ Ludovico Antonio Muratori, Annali d'Italia, 1750.
  10. ^ Immanuel Kant, Geografia Fisica, 1802.
  11. ^ a b c d e f Adriano Folonaro e Silvia Fasana, Sui passi di don Luigi Guanella nella Val Bregaglia italiana, Como, Grafica Marelli, 2016.
  12. ^ a b c d e f G. Scaramellini, A. De Pedrini e R. Rossi, Cascate dell'Acqua Fraggia, RotaLIT.
  13. ^ (IT) Capèla di Mòort · Strada per Scilano, 23020 Borgonuovo SO, Italia, su Capèla di Mòort · Strada per Scilano, 23020 Borgonuovo SO, Italia. URL consultato il 30 giugno 2021.
  14. ^ a b (IT) Capèla di Mòort · Strada per Scilano, 23020 Borgonuovo SO, Italia, su Capèla di Mòort · Strada per Scilano, 23020 Borgonuovo SO, Italia. URL consultato il 30 giugno 2021.
  15. ^ Chiesa di S. Martino, Località S. Croce di Piuro - Piuro (SO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 13 agosto 2021.
  16. ^ a b c d e f G. Scaramellini, A. De Pedrini e R. Rossi, Cascate dell'Acqua Fraggia, RotaLIT.
  17. ^ a b c Palazzo Vertemate Franchi | Prestigiosa dimora del '500 in Valchiavenna, su palazzovertemate.it. URL consultato il 5 luglio 2021.
  18. ^ Comune di Piuro, su www.comune.piuro.so.it. URL consultato il 5 luglio 2021.
  19. ^ Belfort e aree archeologiche sul sito web dell'Associazione italo-svizzera per gli scavi di Piuro.
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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