Tresivio

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Tresivio
comune
Tresivio – Stemma Tresivio – Bandiera
Tresivio – Veduta
Scorcio del centro abitato
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Sondrio-Stemma.png Sondrio
Amministrazione
SindacoFernando Baruffi (lista civica) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate46°10′N 9°57′E / 46.166667°N 9.95°E46.166667; 9.95 (Tresivio)Coordinate: 46°10′N 9°57′E / 46.166667°N 9.95°E46.166667; 9.95 (Tresivio)
Altitudine520 m s.l.m.
Superficie15,01 km²
Abitanti2 024[1] (31-12-2010)
Densità134,84 ab./km²
FrazioniAcqua (comprendente contrada Rusconi, Piedo, Ca' Masotti, Sant'Abbondio, Sant'Antonio); Tresivio Centro; Foppa; San Tomaso; Ca' Menatti; Rodola.
Comuni confinantiMontagna in Valtellina, Piateda, Poggiridenti, Ponte in Valtellina
Altre informazioni
Cod. postale23020
Prefisso0342
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT014070
Cod. catastaleL392
TargaSO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantiTrasif, Tresiviaschi o Tresiviesi
PatronoSan Pietro e san Paolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tresivio
Tresivio
Tresivio – Mappa
Posizione del comune di Tresivio nella provincia di Sondrio
Sito istituzionale
Santa Casa Lauretana a Tresivio

Tresivio (Tresiv in dialetto valtellinese[2]) è un piccolo comune italiano che conta circa 2100 abitanti, situato in Valtellina, situato nella provincia di Sondrio, in Lombardia. Noto per la Santa Casa Lauretana, una traslazione di quella lauretana, è meta degli amanti delle passeggiate, che vengono sicuramente colpiti dalle peculiarità del paesino.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Tresivio è un paese di poco meno di 2100 abitanti in Valtellina, un'ampia vallata longitudinale che si apre fra le Alpi Retiche (o versante solivo a nord) e le Orobie a sud. Nel fondo della valle scorre il fiume Adda, tributario del Lago Lario. Tresivio si trova sul versante retico della Valtellina, alla destra orografica dell'Adda, e il suo centro è attraversato dalla Strada Panoramica dei Castelli. Il Comune presenta una conformazione orografica piuttosto semplice, ma caratteristica: origina dal fondovalle e sale verso monte con due strutture morfologicamente molto interessanti quali la Rupe del Calvario e il Conoide della Fiorenza (un'antica città sepolta, nel Medioevo, da una frana; secondo la leggenda, in un'ora imprecisa verso il tramonto, si possono ancora sentire le campane della città suonare a festa). È attraversato da due torrenti: il Rhon, che segna il confine fra Tresivio e Ponte, e la Rogna, delimitante di Tresivio e Poggiridenti, entrambi affluenti dell'Adda. Tresivio è un paese eminentemente agricolo, molto ricco di vigneti (caratteristici quelli sotto la Santa Casa) e meleti. A monte del centro una strada che risale il versante, procedendo tra i vigneti, conduce alle frazioni di Piedo, S. Abbondio, alla contrada Masotti e all'ultima Sant'Antonio. Proseguendo si giunge poi a Prasomaso (1200 m s.l.m.) dove, proprio in merito alla mitezza del clima e alla purezza dell'aria filtrata dagli innumerevoli pini e abeti che circondano la zona, alla fine dell'800 venne costruito uno dei primi sanatori italiani per affetti da tubercolosi; dopo il 1970 venne adibito a colonia estiva, al giorno d'oggi è abbandonato. La strada indi sale sull'ampia spianata glaciale di Boirolo (1615 m s.l.m.), località divenuta ultimamente centro residenziale estivo dei tresiviaschi, caratteristica per la sua spettacolare veduta sulle Orobie e sulla valle dell'Adda. Proseguendo a piedi dal punto più alto di Boirolo (un prato disabitato chiamato “Sgiazza”, ultimamente italianizzato “Biazza” ma è meno usato), si arriva alla località Santo Stefano a 1800 m s.l.m. teatro delle feste organizzate dagli Alpini (la più importante si svolge il giorno di Ferragosto, caratterizzata dal pranzo a base di polenta e salsicce e dalla lotteria comunale). Da qui si può partire per escursioni alla Corna Mara, Brutana e alla Vetta di Rhon.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di "Tresivio" deriva con tutta probabilità dal latino tres viae, tre vie, per via dell'originario centro del paese in cui si incontravano le tre vie principali, dal quale poi si è sviluppato il paese moderno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le remote origini dei primi insediamenti nella zona sono confermate dal ritrovamento nel 1871, ai piedi della rupe del Calvario, precisamente nella Piazza Fontana (una piccola piazza non lontana dal centro vero e proprio del paese, caratteristica per la fontana di sasso che gorgoglia nel mezzo e che, nel periodo natalizio, diventa uno dei tanti scenari sparsi in tutto Tresivio di un presepe), di un'importante lapide dall'iscrizione nord-etrusca (taluni studiosi la considerano retica) e di numerosi reperti di origini romane. Il toponimo di “Tresivio” appare già citato in documenti risalenti all'XI secolo: nell'anno 1016 infatti è denominato “Trecive”, derivato dal latino “tres viae” - tre vie, e nel 1022 “Tresivi” (termine di dubbia origine, probabilmente lombardo-orientale dal significato greppia, mangiatoia). Durante l'età del Medioevo il paese visse un momento di particolare espansione e grandezza: era a capo di una vasta Pieve comprendente Montagna, Faedo, Pendolasco (l'antico nome dell'attuale Poggiridenti), Boffetto, Piateda, Sazzo, Ponte, Chiuro, Castionetto e Castello dell'Acqua. Il Vescovo di Como, che aveva notevoli possedimenti nella zona, era solito risiedere nel palazzo vescovile di Tresivio per tre mesi all'anno. Durante la Signoria dei Visconti e degli Sforza (1325-1500), Tresivio diventò capoluogo della Valtellina: era la sede del Tribunale Supremo della Valle e il Governatore ducale era tenuto ad andare a Tresivio per l'amministrazione corretta della giustizia in Valtellina. Proprio sulla rupe del Calvario, chiamata “Motta”, sorgevano il palazzo del marchese Malaspina, capitano generale della valle per conto dei Visconti, la chiesa parrocchiale, le chiesette di San Michele e San Giovanni Battista, il palazzo vescovile ed infine il castello. La traccia più antica relativa al castello risale però al 1046: esso apparteneva, come gli altri di pieve, al Vescovo di Como. Le terre di proprietà del catello erano mantenute a spese di tutti coloro che ne erano difesi e venivano chiamate comunemente “castra”. Le guerre fra le fazioni guelfe e ghibelline rovinarono Tresivio: nel 1437 venne praticamente distrutto dal signore locale appartenente alla fazione guelfa, Antonio Beccaria, durante la dura lotta contro Stefano di Pendolasco. Nel 1487, in occasione della seconda invasione dei Grigioni, venne saccheggiato il castello, e in seguito definitivamente distrutto (precisamente nel 1513). Oggi esistono ancora diversi resti dell'imponente maniero, sulla cima del colle dove sorge la seicentesca chiesetta dedicata a San Michele.

Dopo la distruzione del Castello, il centro della vita politica e religiosa del borgo si spostò dal Calvario alla contrada Romanasca, dove sorse la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo e trovarono posto anche i palazzi dei Guicciardi che, progressivamente, sostituirono i Beccaria nella Signoria del paese. Intanto di svilupparono le contrade di Borgo, Piazza, Foppa, San Tomaso (uno dei suoi nuclei più antichi) e Menatti. Nel Medioevo il territorio di Tresivio era genericamente denominato Tresivio Piano, corrispondente all'attuale territorio del comune di Piateda, e Tresivio Monte, di cui facevano parte, oltre a Tresivio e Acqua, anche Paiosa e Boffetto. Il 30 agosto 1427 avvenne la scissione fra il comune di Tresivio Piano e Tresivio Monte. Il 5 novembre 1473 la parte montana del comune di Tresivio veniva a formare un nuovo organismo indipendente chiamato “Monte dell'Acqua” o, più semplicemente, “Acqua”. Nel XVI secolo la Comunità di Acqua presentava un numero di famiglie superiore a quello del borgo. Seguirono alterne vicende di contrasti fra le due comunità, differenziate in riunioni e separazioni: riunione nel 1600, separazione nel 1603, riunione definitiva nel 1867. Durante tutto questo periodo Tresivio si dotò di statuti autonomi che regolavano la vita comunitaria dal punto di vista amministrativo, giudiziario ed economico. La copia conservata degli Statuti di Tresivio risale al 1678, ma esistono riferimenti documentati ad altri statuti risalenti al XIII secolo. Dal 1613 anche la comunità di Monte dell'Acqua si dotò di un proprio statuto che ne sanciva l'autonomia da Tresivio attraverso l'elezione di un proprio decano e di propri consiglieri. Con l'inizio della dominazione del Canton Grigioni (nel 1512), Tresivio perse il suo importante ruolo di capoluogo a favore di Sondrio, posto in un luogo più comodo per i trasporti, le comunicazioni, il passaggio di merci, l'ingrandimento dell'economia valtellinese e, non in ultimo, l'espansione fisica della città. Tresivio rimase però, fino verso il 1540, la sede del Vicario di Valle, che aveva le funzioni di giudice. Nel 1600 il paese si trovò coinvolto in prima persona nei difficili anni delle guerre di Valtellina incominciate con la rivolta contro i Grigioni, nel 19 luglio del 1620. Le guerre furono accompagnate da carestie ed epidemie tra cui la temibile peste del 1630. Per voto le comunità valtellinesi scelsero Tresivio per l'erezione di un santuario alla Vergine Maria: il 30 novembre 1646 veniva posta la prima pietra di quella che adesso è la Santa Casa, in seguito divenuta il simbolo della comunità nonché alla devozione dell'intera Valtellina alla Vergine Maria. La Santa Casa richiama quindi lo spiccato ruolo che Tresivio ebbe nella vita religiosa e civile del passato e, nonostante il declino manifestato durante la dominazione dei Grigioni, il paese, grazie al suo famoso Santuario, poté conservare un ruolo di rilievo nella storia valtellinese moderna.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Parrocchiale di SS Pietro e Paolo, P.zza SS Pietro e Paolo, Tresivio Centro
  • Chiesa di S. Giovanni, P.zza SS Santi Pietro e Paolo, Tresivio Centro
  • Chiesa del Calvario, via Calvario, Tresivio Centro (posta sulla Rupe del Calvario)
  • Chiesa di S. Tomaso, contrada S. Tomaso
  • Chiesa di S. Rocco, contrada di Piedo (attorno alla cui si sviluppa tutta la contrada, nel quale stretto dialetto è chiamata "Cè")
  • Chiesa di S. Abbondio, contrada di S. Abbondio
  • Chiesa di S. Antonio, contrada di S. Antonio
  • Chiesa di S. Stefano, Località S. Stefano
Santa Casa Lauretana
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Santuario di Nostra Signora di Loreto (Tresivio).

Eretta in stile barocco a partire dal 1646, è una tra le chiese più ampie della Valtellina ed è dedicato alla natività di Maria che ricorre l'8 settembre.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Persone legate a Tresivio[modifica | modifica wikitesto]

  • Famiglia dei Guicciardi
  • Famiglia dei Gianoli
  • Famiglia dei Menatti
  • Famiglia dei Besta
  • Enrico Besta (1884-1952) giurista storico del diritto.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, UTET, 2006.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN243867061
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